Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

La profonda crisi delle imprese agricole

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 luglio 2010

Roma 22 luglio, forte mobilitazione della Cia per evitare il tracollo. La manovra finanziaria, che l’altro giorno al Senato ha avuto il voto di fiducia, ignora completamente la profonda crisi delle imprese agricole. Si sono trovati i soldi soltanto per l’annosa vertenza delle quote latte. Nulla per ridurre gli opprimenti costi produttivi, contributivi e burocratici. C’era l’impellente necessità di una proroga della fiscalizzazione degli oneri sociali (che scade il prossimo 31 luglio) per le aziende delle zone svantaggiate e di montagna che assumono manodopera e della reintroduzione del ‘bonus gasolio’ per le serre. Governo e maggioranza si sono ben guardati di dare le opportune risposte. La situazione è drammatica. Per questo motivo la nostra mobilitazione e quella di tutto il mondo agricolo – spiega il presidente regionale della Confederazione italiana agricoltori – sarà forte e decisa».  In questi anni abbiamo avuto la chiara dimostrazione di una discriminazione del mondo agricolo, dicono ancora alla Cia. Basti pensare che, con la legge finanziaria del 2010, l’agricoltura ha visto sottratte risorse per un miliardo di euro. Il tutto in presenza di uno scenario allarmante per le aziende che non fanno i conti solamente con i costi alle stelle, ma anche con il verticale crollo dei prezzi all’origine e con redditi falcidiati. Si dimentica anche che l’Italia è attesa da un difficile confronto a livello europeo sulla Pac post 2013, che già ha avuto un appuntamento molto importante con la Conferenza promossa dal commissario Ue, Dacian Ciolos. Ci avviciniamo a queste scadenze senza una strategia chiara e condivisa che doveva scaturire da una ampio confronto. La nostra mobilitazione, dice la Cia, non si concluderà certo con il sit-in a Roma di domani, 22 luglio, davanti alla Camera dei Deputati, ma proseguirà nelle prossime settimane anche nei confronti della Regione: vogliamo conoscere la strategia e sapere che fine dovranno fare le tante aziende che hanno investito e che ora rischiano il tracollo.

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