Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 220

Editoriale:Il carisma del “capo”

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 luglio 2010

Editoriale fidest In questi giorni di evidente difficoltà dell’esecutivo il presidente del consiglio non trova di meglio che mettere in campo la sofferenza di chi si sente assediato da interessi corporativi sempre più forti ma per contrastarli, ci dice, non ha il potere per farlo. Non solo. Cerca di dimostrare che se non ci fosse lui l’Italia andrebbe a catafascio poiché è solo il suo carisma a salvarla. Per quanto siamo stati e restiamo critici per il suo modo di governare e d’inserire motivi di grave turbativa nel sistema Italia, dobbiamo, almeno in parte, dargli ragione. Simuliamo uno scenario dove per un motivo qualsiasi Berlusconi sparisce dalla scena politica. Chi pensate possa sostituirlo e quali possibilità avere di portare avanti sino alla fine del mandato questa maggioranza? Qualcuno potrebbe dire Fini ma si scontrerebbe con il netto rifiuto dei leghisti. E allora? Casini? Di certo no. I veti incrociati crescerebbero a dismisura. E allora un governo di tecnici sotto la guida di Tremonti? Non è certo l’uomo della provvidenza considerando le tantissime antipatie che si porta dietro con la sua manovra economica. Lo sbocco più logico sarebbero le elezioni anticipate. Ma poi? Se continua a vincere il centro-destra dovremmo immaginarci uno scenario politico diverso e forse ingovernabile dove tutti andrebbero contro tutti. I sintomi li avvertiamo già da oggi. Alla fine dovremmo rimpiangere Berlusconi. Ma se vincesse il centro-sinistra la situazione non muterebbe. Manca nell’area un rapporto coesivo in quanto è tuttora conflittuale lo stare insieme tra l’Idv di Di Pietro, i Radicali di Pannella-Bonino, le tre anime sofferenti da Bersani a Franceschini via Enrico Letta e di tutta l’area della sinistra tra Vendola, Ferrero e altri. Ogni partito, a sua volta, non vuole alienarsi le lobby e le corporazioni che potrebbero fare la differenza nel voto politico e questo significa che si resta schiacciati da una deriva dove il clientelismo, il voto di scambio, gli intrallazzi para-mafiosi e via di questo passo si mescolano inquietanti nel dibattito politico dalla destra alla sinistra senza soluzione di continuità. L’unica strada, anche se è tutta in salita, resta quella di un rimescolamento delle carte. Ma come? E’ uno scenario che non riusciamo a immaginarlo con gli ingredienti disponibili oggi. Ecco perché abbiamo Berlusconi e nolenti o volenti dobbiamo tenercelo. Ecco perché il sistema politico italiano resta bloccato. Perché non sappiamo scegliere una alternativa e una leadership in quanto i “galli si pizzicano tra loro e le galline restano all’asciutto”. Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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