Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

Positivo trend di Tyrolit Group

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 luglio 2010

Tyrolit Group fa il bis. Con un fatturato di 241 milioni  chiude in positivo anche il secondo trimestre 2010 con un complessivo + 29% nei 6 mesi rispetto allo stesso periodo del 2009. La multinazionale, legata a SWAROVSKI Group, è secondo produttore al mondo di utensili abrasivi e specializzata in tecnologia per la molatura, il taglio, la perforazione e la ravvivatura di pietra, vetro, metalli, lenti e ceramica; è presente in Asia, America, Europa, Australia con 25 stabilimenti in 13 Paesi, filiali commerciali e distributori in 60 Stati, con un’offerta di 80mila prodotti e circa 4.200 dipendenti. TYROLIT registra la crescita in particolare nel comparto per l’industria meccanica e della distribuzione organizzata, mentre il settore degli utensili per l’edilizia e per la lavorazione della pietra naturale ha rilevato un incremento più contenuto. “Per quanto riguarda lo sviluppo geografico – dichiara l’amministratore delegato Alfonso Marra, 53 anni, direttamente responsabile della Business Unit di punta -Construction Industry-Stone&Glass- che fattura quasi il 60% della società – grande fermento hanno dimostrato i mercati nord e sud americani e, come sempre, l’Asia nel suo complesso, area dove la crisi si è sentita poco e per poco tempo. L’Europa ha avuto un andamento irregolare con picchi, probabilmente dovuti alla ricostituzione degli stock, e momenti di calma. L’ automobile e la meccanica in generale sono connotati da un trend positivo in Germania, in Inghilterra, in Francia. L’edilizia europea  si trova ancora in una fase di  contrazione, specialmente a causa delle ristrettezze finanziarie in essere. L’Italia è il Paese dove meno si colgono segnali di crescita a causa di molteplici aspetti: crisi di liquidità, mancanza di sviluppo, assenza di riforme strutturali volte alla crescita. L’aspettativa per il secondo semestre – continua il manager  – è comunque di un  rallentamento complessivo dei mercati mondiali sia per l’esaurirsi della spinta alla ricostituzione degli stock, sia per la conclusione definitiva degli incentivi di stimolo al consumo ed all’acquisto di beni durevoli da parte di molti Paesi.  Siamo lontani da un stabilizzazione.  La speranza – conclude Marra – è che da un lato non emergano nuovi elementi di instabilità del sistema finanziario sotto forma di altre inaspettate crisi da parte di alcune banche  o di  alcuni Stati, e dall’altro ci si augura che il sistema bancario, specialmente in Italia, leggendo i bilanci del 2009, dimentichi Basilea 2  e conceda credito alle sofferenti imprese europee.”

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