Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Aumento della violenza nel Sahara

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 luglio 2010

L’aumento della violenza e le conseguenze della lotta al terrorismo statale mettono in serio rischio la sopravvivenza del popolo Tuareg del Sahara. Da quando l’organizzazione terroristica nordafricana “Al Qaeda Maghreb” (AQMI) ha iniziato a rapire turisti e viaggiatori, il turismo nel Sahara è drasticamente calato, privando così i Tuareg di una delle loro principali fonti di guadagno. Per i nomadi Tuareg, che da anni ormai sopravvivono proponendosi come guide turistiche e vendendo il proprio artigianato ai turisti e che in Niger e in Mali sono minacciati anche dalla drastica perdita di bestiame a causa della siccità, il calo del turismo ne mette seriamente in pericolo la sopravvivenza.
E’ di ieri l’annuncio di AQMI di aver giustiziato l’ostaggio francese Michel Germaneau. Il 78-enne ingegnere in pensione che aveva lavorato nell’industria petrolifera algerina è stato rapito il 19 aprile 2010 in Niger. Secondo il comunicato di AQMI, l’esecuzione di Michel Germaneau sarebbe una vendetta per la morte di sei terroristi, uccisi durante il fallito raid di liberazione dell’ostaggio compiuto lo scorso 22 luglio dalle forze mauritane con il supporto tecnico e logistico di mezzi militari francesi. Dal 2000 ad oggi oltre 50 persone sono state rapite nel Sahara da AQMI e da sue organizzazioni collegate. Con eccezione del cittadino britannico Edwin Dyer, ucciso nel 2009, e di Michel Germaneau, gli ostaggi vengono solitamente liberati dopo il pagamento di un riscatto.
In considerazione della scarsa effettività della lotta al terrorismo nel Sahara, ci si chiede se gli stati della regioni siano realmente interessati ad eliminare AQMI. In maggio 2010 l’Algeria aveva addirittura annunciato di voler destinare entro il 2012 complessivamente 75.000 uomini alla lotta al terrorismo nel Sahara. Per i Tuareg ciò non significa nulla – la crescente violenza e la militarizzazione della regione sono di fatto una minaccia crescente per la loro vita e sopravvivenza.

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