Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Incompatibilità tra incarichi dirigenziali e sindacali

Posted by fidest press agency su sabato, 7 agosto 2010

Il Ministro Renato Brunetta  ha firmato una circolare interpretativa relativa all’art. 53, comma 1 bis, del d.lgs. n. 165 del 2001, disposizione aggiunta al testo dell’originario articolo dal d.lgs. n. 150 del 2009 indirizzata a tutte le pubbliche amministrazioni. Con la norma sono state introdotte delle limitazioni per il conferimento degli incarichi dirigenziali sulle strutture che gestiscono il personale, limitazioni dovute alla titolarità attuale o passata di cariche in organizzazioni sindacali o partiti politici e all’aver avuto rapporti di collaborazione con tali organizzazioni. Nella circolare si evidenzia la ratio della nuova norma, che è quella di evitare il rischio di una possibile influenza sull’attività del dirigente dovuta ai suoi particolari rapporti attuali o pregressi con i sindacati e con i partiti politici. Il nuovo regime mira a perseguire l’imparzialità ed il buon andamento dell’azione amministrativa, rafforzando l’autonomia della posizione dirigenziale, con particolare riferimento alla delicata attività di gestione delle risorse umane. Si chiarisce inoltre che, di là degli specifici vincoli derivanti dalla nuova disposizione, rimane fermo che va evitata ogni situazione di conflitto di interesse, che comporta per il responsabile della struttura la necessità di adottare adeguate misure organizzative e gestionali nel rispetto di quanto previsto dal codice di comportamento dei pubblici dipendenti (d.m. 28 novembre 2000).

2 Risposte a “Incompatibilità tra incarichi dirigenziali e sindacali”

  1. Vincenzo Santiglia said

    Spero che venga applicata alla lettera e che non rimanga una delle tante soloniche sentenze mai applicate.
    A proposito si prospetta una situazione del genere proprio nel mio ufficio , dove infatti marito e moglie (la moglie dipendente dell’istituto dove lavoro, e il marito delegato dalla segreteria provinciale cisl hanno fatto parte per anni della stessa delegazione trattante, e adesso il marito si vocifera venga a dirigere la stessa sede dove ha fatto sindacato pro domo sua, infatti ha vinto il concorso da dirigente ancora prima la mglie unica vincitrice di concoorso interno della sede, e varie……
    Bene chi servira’ adesso questo signore, Dio o Mammona ?
    Chi conserva un mininimo di dignita oramai e’ allo stremop della sopportazione, a chi rivolgersi , che fare ?

  2. enrico said

    Mi lascia perplesso la circolare interpretativa della funzione pubblica, nella parte in cui qualifica la R.S.U. dirigenti sindacali paragonandoli alla RSA. I primi sono dipendenti nella maggior parte dei casi, non iscritti ad organizzazioni sindacali, eletti in liste presentate da organizzazioni sindacali, anche non rappresentative, votati dai dipendenti colleghi. I secondi, invece sono stati eletti dagli iscritti al sindacato. Infatti La R.S.U.non è organismo autonomo, non riceve direttive da organizzazioni sindacali e risponde del proprio operato ai colleghi dipendenti. Vi cito un esempio molto ricorrente: Un dipendente eletto R.S.U. in una lista presentata da organizzazione sindacale rappresentativa e non, nulla vieta la sua iscrizione ad altra organizzazione sindacale. Questo dimostra che, un R.S.U. non è dirigente sindacale della organizzazione sindacale che lo ha candidato nella propria lista.

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