Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Archive for 9 agosto 2010

Editoriale: La questione meridionale

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 agosto 2010

Editoriale Fidest. La prima domanda che mi pongo è: da quando tempo ne parliamo? E ancora: Se è stata materia di tanti studi, di numerose e dotte concioni, frutto di corpose pubblicazioni, di polemiche e di riflessioni critiche che non hanno solo attraversato le piazze ma sono entrate nei Palazzi, nelle aule parlamentari e nei dibattiti privati, perché siamo ancora a parlarne? E se continuiamo a discuterne chi ci dice che tra dieci o venti o anche più anni altri dopo di noi riprenderanno questi stessi discorsi per la speranza di un rinnovamento che rimane tale e mai si acqueta? La Sicilia, in questo contesto, e il “sicilianismo” di tale impostazione, assume un aspetto cruciale in quanto da quest’isola è partita la scintilla, è nata la grande speranza di un rinnovamento, la convinzione che la diversità degli stadi di sviluppo, delle due Italie, all’atto dell’unificazione politica avrebbe attenuato la disparità e sconfitte le cause del divario sia istituzionale e politico sia economico e sociale. Non è stato così, ovviamente, ma il tempo dell’attesa ha raggiunto, oramai, un punto critico, ai limiti della rottura e non è possibile indugiare oltre. I siciliani sono rimasti troppo a lungo in attesa. Per quanto possa essere difficile stabilire l’inizio di questo disagio esistenziale di certo risale alla metà del XVIII secolo quando si inserì nelle regioni meridionali la dinastia dei Borboni e il Villari ci ricorda che “cominciarono a porsi alla coscienza politica e civile i temi del rinnovamento del Mezzogiorno. Allora cominciò a svilupparsi, dalla crisi e dalla disgregazione del regime feudale, quel complesso di rapporti che costituirono la base e la premessa del contributo meridionale al compimento della rivoluzione nazionale e insieme il fondamento storico della questione meridionale.” Iniziarono i tempi del risveglio. Ricordo, tra i tanti, il genovesiano Domenico Caracciolo. Egli tentò d’inserire nella vita siciliana i germi della libertà partendo da uno studio sistematico dei più perfezionati sistemi economici in vigore nell’Europa continentale. Egli ebbe il merito, a detta di Falzone, di “far conoscere al di fuori del breve cerchio degli uomini di cultura problemi economici e sociali siciliani in maniera viva e penetrante, nonostante le difficoltà delle condizioni culturali.” Non fu, ovviamente, un caso isolato. Ricordo, ad esempio, negli anni successivi le indagini del Genovesi, del Filangieri del Galiani fino alle grandi e sistematiche inchieste del Galanti. Fu, pertanto, costante oggetto di studio la condizione ambientale e geografica di quelle regioni che si innestava nella ricerca delle cause del suo immobilismo agrario (latifondo) e delle conseguenti condizioni di vita. A questo riguardo vale per tutti il giudizio dato dal Saraceno sull’agricoltura meridionale all’atto dell’unificazione del Regno: “… Espressione principale e notoria delle province meridionali era la posizione dell’agricoltura, che si presentava pressoché come la sola fonte di reddito; (…) quest’agricoltura era notevolmente più arretrata in confronto a quella della maggior parte degli stati italiani.”  Tale notevole ristagno si registrò anche nelle attività economiche sia se connesse con la proprietà terriera sia con la produzione industriale e che tendeva, alla fine, con l’essere assimilata alle iniziative più tipicamente e limitatamente artigianali. “Un discorso a parte – rileva il Carrà – meriterebbe l’analisi della consistenza finanziaria e dell’aggravio fiscale del Regno. La questione interessò a diverso livello alcuni fra i più grandi meridionalisti, dal Franchetti al Jacini, che si occuparono prevalentemente della inefficacia delle provvidenze finanziarie in pro dell’agricoltura e ancora al Fortunato e al Pantaleoni che posero l’accento sul carico tributario considerato del tutto sproporzionato alle entrate delle varie parti d’Italia. Per il lucano Nitti l’unità era stata fatta a scapito delle regioni meridionali e tanto che prima dell’unità il regno di Napoli era quello che dal punto di vista finanziario si trovava in condizioni migliori degli altri. Questa poco lungimirante azione fiscale del nuovo Regno, insieme all’acquisto dei beni già demaniali e ecclesiastici avevano praticamente esaurito le risorse economiche del Meridione proprio in un momento in cui per l’abolizione delle tariffe doganali e per l’esigenza di un’economia agraria concorrenziale, sarebbe stata necessaria per tali ragioni una larga erogazione di capitali di facile concessione e di sostenibile costo. “La verità – lo sottolinea un statista e uomo di governo della levatura di un Nitti – è che l’Italia meridionale ha dato dal 1860 assai più di ogni parte d’Italia in rapporto alla sua ricchezza, che paga quanto non potrebbe pagare (…) che lo Stato ha speso per essa, per ogni cosa, assai meno.” Devo, quindi convenire, sul fatto, provato e ben documentato, che l’Unità d’Italia sia costata ai meridionali, e ai siciliani in particolare, più di quanto non si è verificato per le altre regioni italiane, compreso, ovviamente, il Piemonte e che, anzi, è stata la regione che ne ha tratto maggiori benefici. Questo sacrificio economico è stato ancora più grave proprio perché il Meridione aveva un bisogno crescente di solidarietà e di contributi per crescere e prosperare. Si maturò, invece, un cinico calcolo teso a lasciare il degrado, a scoraggiare lo sviluppo, a umiliare lo spirito delle menti forti per una crescita culturale diffusa delle regioni che dall’unità d’Italia avrebbero potuto cogliere la magica occasione di riprendere il loro cammino sul solco delle antiche e nobili tradizioni. Ma allo scorno si aggiunse la beffa con il passaggio dal Regno alla Repubblica. Si fecero, indubbiamente, dei passi avanti ma molto pochi in specie se li compariamo a quelli compiuti dalle regioni del Nord e del Centro Italia. Sarebbe bastato negli anni della ricostruzione post-bellica degli anni ’50 potenziare la rete intermodale dei trasporti per via terra, marittima e aerea. Sarebbe bastato potenziare l’agricoltura per rendere i suoi prodotti sempre più competitivi sui mercati nazionali e internazionali. Sarebbe bastato sviluppare il turismo e ad associarlo all’agriturismo e all’artigianato locale. Sarebbe bastato potenziare settori quali l’industria agro alimentare, casearia, vinicola e olearia. Sarebbero bastati più fatti e meno parole. Tutto questo privare il Meridione del suo progresso civile, economico e sociale oggi diventa ancora più amaro al cospetto di governi che si sono proclamati a più riprese sostenitori del meridionalismo, delle sue legittime aspettative e che hanno portato al governo delle massime cariche dello Stato, come a volerli indicare alla stregua di garanti, per poi servirsene da copertura per lasciare che i problemi rimanessero insoluti e con il tempo finissero con l’aggravarsi. Ma vi è anche un’altra aspetto da rilevare e che forse sfugge a una parte, almeno, dei siciliani. E’ che se la Sicilia, in particolare, e più in generale il Meridione è cresciuto è un merito di coloro che vi abitano con i loro sacrifici e il sudore delle loro fatiche e che lo stato ha solo fatto da spettatore se non peggio con l’esosità delle varie gabelle fiscali. A Napoli direbbero: “cornuti e mazziati”. Ora siamo qui per celebrare un altro rituale, l’ennesimo. Quella della protesta. Ma vorremmo che non restasse solo un rituale e che attraverso questo messaggio si risvegliassero le coscienze, Non vogliamo essere una minoranza. Non vogliamo essere catalogati come quelli che gridano al vento. Non vogliamo essere definiti dei nostalgici o peggio. Noi vorremmo che ai siciliani e ai meridionali restasse la consapevolezza di aver dato tanto e che è ora che lo stato riconoscesse i nostri crediti e facesse ammenda dei suoi errori. E che questo messaggio sia forte e chiaro e perché a partire dai politici di estrazione meridionale si capisse senza equivoci che “cà nisciuno è fesso” e la nostra pazienza non va scambiata con la stupidità e l’ingenuità ma con la saggezza di un popolo antico e che sa rispettare la nobiltà e la dignità che ne derivano. E la strada, a questo punto, si traduce, a mio avviso, solo in un messaggio da trasmettere soprattutto ai giovani, dalle scuole alla società civile perché vi sono siciliani e meridionali in genere che ci conducono a piccole e grandi cose ma è importante che nelle piccole come nelle grandi cose si sappia trarre un grande insegnamento con la forza della ragione, con la costanza della fede, con l’animo affrancato dalle debolezze umane. Viva la Sicilia e i siciliani. Viva il meridione e i Meridionali, viva l’Italia e che possa essere fatta di italiani con un solo campanile.  (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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Cambio del comandante militare della capitale

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 agosto 2010

il giorno 10 agosto 2010 alle ore 10.00 presso la caserma “Scipio Slataper”, il Generale Domenico Rossi cederà il comando del Comando Regione Militare Centro e Comando Militare della Capitale alla presenza del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Generale Giuseppe Valotto, Al suo posto subentrerà ad interim il Generale di Divisione Giuseppe Pilosio. Il Gen. C.A. Domenico Rossi assumerà la carica di Sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito. Nel corso della sua carriera militare, iniziata presso l’Accademia Militare di Modena dove ha frequentato il 151° corso per allievi Ufficiali, il Generale Rossi ha ricoperto molteplici incarichi di comando presso le Unità operative dell’Esercito, alternati a incarichi di Stato Maggiore.  Il Generale Rossi ha mantenuto la carica di Presidente del Consiglio Centrale di Rappresentanza Militare dell’Esercito ed Interforze ed è insignito dell’onorificenza di Commendatore del’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.  Il Generale Domenico Rossi succede al Generale Carlo Gibellino, nominato Sottocapo di Stato Maggiore della Difesa.

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Rocca San Vitale. Stelle cadenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 agosto 2010

Fontanellato (Pr) 10 agosto dalle 20.30 si alza il sipario sull’evento “Sogno di una notte di mezza estate: i Sanvitale e le stelle. Noi e il cielo”  Il calendario è  la fonte di ispirazione per fare festa. In tutto il mondo le feste sono giorni dedicati a speciali ricorrenze, spesso legate ad eventi religiosi, a tradizioni popolari e a date storiche particolari. La Rocca Sanvitale di Fontanellato (19 km da Parma, Cittaslow, Bandiera Arancione del Touring Club Italiano e Cittàd’Arte e Cultura) invita il pubblico “a festa” in castello unendo un evento speciali per grandi e piccoli all’occasione per divertirsi e scoprire così qualche curiosità in più di un territorio che riserva molte sorprese. La prenotazione all’evento è obbligatoria: Info. Iat Rocca Sanvitale, tel. 0521-829055 – Sito: http://www.fontanellato.org Gli eventi sono ideati e organizzati da Ati Cooperativa Parmigianino, Cooperativa SocioCulturale, CodessCultura, Ge.S.In.

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ll Messaggero Italo-Peruviano compie quattro anni

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 agosto 2010

Il primo numero è uscito l’8 agosto 2006. E’ diventato subito il referente della comunità italiana residente in Perù. Il giornale si può e si deve definire giovane poichè mantiene lo spirito che l’ha animato fin dall’inizio, cioè fin da quando un gruppo di ragazzi riuscì a realizzare l’idea di un sito per gli italiani in Perù. Un evento come questo merita un regalo adeguato, che il festeggiato, anziché ricevere, vuole fare ai suoi lettori. mettendo a loro disposizione un ricco archivio di fotografie e video. Basta collegarsi al sito  I promotori ringraziano tutte le istituzioni e associazioni che collaborano con il giornale e tutti i singoli cittadini che collaborano con foto, articoli e quant’altro. E un grazie particolare agli sponsor che rendono possibile rimanere ogni giorno in rete. Grazie! (Gino Amoretti)

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Alluvioni in Asia

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 agosto 2010

Dal Pakistan all’India e alla Cina le alluvioni hanno provocato ingenti danni e vittime per via di frane e smottamenti e crolli di palazzi. Nella regione di Zhouqu, nella provincia di Gansu, nord-ovest della Cina gli sfollati sono non meno di 45.000 con 159 morti e duemila dispersi. In India nel Kashmir si contano 150 morti e 500 dispersi. Numerose risultano le abitazioni sepolte dal fango nel villaggio di Choglamsar nei pressi di Leh. Anche i turisti indiani e stranieri presenti nella zona sono in difficoltà. Secondo l’unità di crisi della Farnesina risultano presenti nell’area devastata dai monsoni un 300 italiani e per un centinaio di essi non si hanno al momento notizie.

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Incendi in Russia

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 agosto 2010

Siamo già a circa 554 incendi 269 dei quali nelle ultime 24 ore e che hanno interessato un totale di oltre 190.000 ettari di aree boschive e per lo più intorno alla capitale. Ne consegue che Mosca è stata avvolta da una nube acre e densa di fumo mentre le temperature si aggira sui 40 gradi. Preoccupazioni vi sono state per il sito nucleare militare di Sarov che si è visto circondato dalle fiamme. Ma anche la seconda città del paese, Pietroburgo, non si è sottratta ai disagi di queste ultime ore. Danni li ha subito pure il traffico aereo sugli aeroporti moscoviti di Vnukovo e Domodedovo dove circa 2.000 passeggeri sono rimasti a terra. Ha funzionato solo l’aeroporto internazionale di Sheremetyevo. Per contenere i danni per la salute sono stati aperti 123 centri “anti-smog” per permettere ai moscoviti, più a disagio, di respirare in un ambiente con sale ad aria condizionata. Per sostenere le obiettive difficoltà registrate dalle autorità per questa emergenza si sono aggiunti gli aiuti internazionali. La Germania ha inviato centomila mascherine per proteggere il naso e la bocca, pompieri sono venuti dalla Polonia e dalla Francia. L’Italia vi ha concorso con l’invio di due canaver.

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Cervia: notte S. Lorenzo

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 agosto 2010

Cervia 10 agosto 2010 sulla spiaggia libera di Cervia si festeggia la tradizionalissima Notte di San Lorenzo, una serata incantata e molto attesa per lo spettacolo di fuochi d’artificio più famosi e partecipati di tutta la Riviera, che quest’anno verrà proposto in una veste completamente nuova e ricca di innovazioni a partire dalle ore 23.00 per regalare trenta minuti di grandi emozioni ad apertura di una serata da dedicare alla magia del cielo e dei corpi celesti. Tutti con il naso all’insù per l’atteso show pirotecnico che stupirà gli appassionati e gli amanti della notte e delle stelle cadenti. Ma la festa, voluta per tutte le età, inizia il pomeriggio in piazza Garibaldi con il concerto della Banda Cittadina e la tradizionale tombola, mentre di sera il mercatino accompagna il grande spettacolo pirotecnico, fino alle ore 24.00 la Fiera di San Lorenzo dalla Rotonda Deledda al Grand Hotel accoglie il pubblico tra stand di dolciumi, giocattoli e l’immancabile enogastronomia.
La novità di quest’anno è il concorso fotografico dedicato alla notte di San Lorenzo a Cervia, protagoniste le foto scattate dal pubblico nella giornata di festa cervese. Lo scatto più bello potrà vincere un meraviglioso volo in mongolfiera per 2 persone durante  il Festival di mongolfiere che si svolgerà a Ferrara dal 17 al 26 settembre 2010. Per informazioni: http://www.sanlorenzoacervia.it/index.html.

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Orchestra tzigana di Budapest

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 agosto 2010

Marina di Pescara. lunedì 9 agosto per Concerti sotto le stelle l’Orchestra Tzigana di Budapest di Antal Szalay proporrà Csardas, rapsodie e fantasie ungheresi. Il più prestigioso ensemble esecutore di melodie tipiche del folclore ungherese suonerà con straordinaria capacità la musica popolare gitana, arricchendo l’esecuzione con improvvisazioni e trovate funamboliche da veri giocolieri della musica. In programma le danze di Johannes Brahms e Sarasate, le rapsodie di Ferenc Liszt, le fantasie di Gyula Farkas e la famosa csardas di Vincenzo Monti. Nata nel 1969 su iniziativa del Maestro Antal Szalay, in collaborazione con altri musicisti provenienti da varie orchestre di Budapest, la compagine valorizza il repertorio orchestrale della musica tzigana attraverso brani di musica nazionale dell’epoca della riforma, della musica tradizionale csardas ed arrangiamenti di canzoni e rapsodie.
Sin dalle sue prime apparizioni ha ottenuto molti riconoscimenti e successi sia di critica che di pubblico, diventando in breve tempo l’orchestra più popolare della sua nazione. Ogni anno esegue più di cento concerti in Ungheria e nella sua lunga attività ha fatto tournèe in quaranta Paesi (Stati Uniti, Cina, Giappone, India e Canada per citarne alcuni) ed è stata inoltre applaudita ed apprezzata in diverse città europee come Parigi, Vienna, Praga e Berlino. (tzigani, dado moroni)

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Si chiudono i premondiali di deltaplano

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 agosto 2010

Sigillo (Perugia) Con la vittoria dell’Italia, già campione del mondo e d’Europa, si è chiuso il campionato pre-mondiale deltaplano che ha impegnato per una settimana 144 piloti confluiti in Umbria presso il sito di volo di Sigillo (Perugia). L’evento apre la strada ai mondiali che si terranno nello stesso posto e periodo il prossimo anno. L’ultima giornata di gara ha messo a dura prova partecipanti ed organizzazione, causa le condizioni meteo incerte che già avevano determinato la cancellazione di tre delle sette gare previste. Sul decollo del Monte Cucco ha iniziato a piovere poco dopo le 14 con i piloti già in volo; rovesci sparsi si sono verificati lungo i circa 88 km di percorso. I direttori di gara hanno vigilato incessantemente sulle evoluzioni del tempo per non mettere a repentaglio la sicurezza dei volatori. Il tracciato di gara ha portato i deltaplani dapprima su Colfiorito di Foligno, poi a Scheggia ed infine ritorno a Sigillo, meta raggiunta da circa 100 piloti, i primi 30 nell’arco di pochi minuti. Migliore in questa ultima tappa l’americano Jeff O’Brien, seguito da Manfred Ruhmer (Austria) e dall’azzurro Cristian Ciech. La classifica finale sulle quattro giornate valide consacra la vittoria dell’inossidabile Manfred Ruhmer con due vittorie e due secondi posti, davanti a Jonny Durand (Australia) e Primor Gricar (Slovenia). In quella a squadre, dietro gli azzurri Alex Ploner e Christian Ciech (Trento), Davide Guiducci (Reggio Emilia), Elio Cataldi (Vittorio Veneto, Treviso), gli alto atesini Karl Reichegger ed Anton Moroder, coordinati dal CT Flavio Tebaldi (Varese), si piazzano Austria, Francia e Brasile. Migliore tra le donne la russa Julia Kucherenko. Alcune curiosità: i piloti hanno volato globalmente per circa 1000 ore e percorso 36000 km grazie all’energia più naturale, quella del riscaldamento del suolo da parte del sole che provoca correnti d’aria ascensionali e permette a deltaplano e parapendio, privi di motore, di mantenersi in volo e percorrere tragitti considerevoli. (deltaplano)

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Festival ResistenteMente

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 agosto 2010

Roccasecca (FR), 10, 11 e 12 settembre, festival ResistenteMente. Il festival si svolgerà  nell’arco di tre giorni, durante i quali verranno proiettati 2 lungometraggi a serata più una serie di corti e medio metraggi. Le proiezioni verranno divise per tematiche che riassumono le urgenze italiane di questo periodo:
•    La prima giornata intitolata Resistenza, ieri, oggi, domani, offrirà una molteplice visione della resistenza morale, umana, quotidiana;
•    La seconda giornata intitolata Solidarietà, racconterà di lavoro e ambiente;
•    La terza giornata affronterà l’Integrazione.
Resistentemente è un festival tutto dedicato agli autori che hanno fatto della documentaristica indipendente il loro mestiere. La documentaristica, in questo momento più che mai, malgrado la fatica di trovare è chiamata a testimoniare lo stato delle cose, un’esigenza sociale dettata dal bavaglio dell’informazione.  Resistentemente ha scelto nel logo lo sguardo che vede lontano di un animale ormai raro: il lupo. Identificato come il cattivo delle favole, figura nella quale hanno finito per confluire le paure, i timori di intere generazioni.
Il comune che ospita il festival: Roccasecca E’ un territorio storicamente di frontiera, la porta del sud, crocevia di identità, presidio borbonico, terra di santi e briganti, luogo di mezzo fra mare e montagna, amaro teatro di guerra, fertile di resistenza, luogo ideale per ospitare e promuovere uno scambio culturale che, orientato verso il futuro non dimentica la sua storia, il fascino e l’importanza delle tradizioni, come patrimonio culturale, per una nuova visione di un mondo multietnico che, sempre di più, fatica ad integrarsi. Roccasecca si raggiunge in auto attraverso l’autostrada A1 Roma-Napoli uscita Pontecorvo-Castrocielo. E in treno – linea FS Roma-Napoli via Cassino. Il festival è  stato realizzato in collaborazione alla Pro Loco di Roccasecca, grazie al supporto della consigliera della regione Lazio Anna Maria Tedeschi e dell’assessorato alle politiche sociali e del lavoro nella persona diell’assessore Alessandro Marcuccilli. (resistentemente)

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Autunnonero Halloween Gothic fest 2010

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 agosto 2010

Dolceacqua (IM) il 30 e 31 ottobre.  È il luogo dove vi traghetterà la Halloween Gothic Fest 2010, evento clou della V edizione del Festival Internazionale di Folklore e Cultura Horror Autunnonero, a Lo spettrale Castello dei Doria, i dedali di “carrugi” e le piazze del borgo medievale si trasformeranno per l’occasione nel luogo più oscuro e misterioso dell’immaginario classico greco-romano: l’Ade. Una mappa “speciale” vi condurrà attraverso le aree del tetro regno oltremondano, dal ponte del diavolo sul fiume “Acheronte” fino all’abisso del “Tartaro”, dal “castello di Ade e Persefone” ai “Campi Elisi”. Seguendo il “percorso delle zucche”, un sentiero illuminato dalle famose Jack O’Lantern – le zucche intagliate divenute simbolo dei festeggiamenti di Halloween – incontrerete mostri, ombre ed insolite presenze che vi condurranno agli incontri, gli spettacoli, i concerti e gli itinerari di degustazione della Halloween Gothi Fest 2010.
Gli itinerari del gusto proporranno un originale accostamento di “nettare” e “ambrosia”: il vino Rossese di Dolceacqua e il cioccolato. Al vino è dedicato il percorso degustativo di “Dioniso”, attraverso le cantine di produzione artigianale del borgo; al cioccolato, uno spazio di degustazione e performance artistica di un maître chocolatier ligure. La sponda inferiore dell’”Acheronte” ospiterà invece il tradizionale appuntamento con l’Halloween Market, i suoi oggetti unici e le sue dimostrazioni di arti antiche.
Nel pomeriggio si svolgerà  al Castello dei Doria una serie di incontri sul tema del femminile che inquieta, dalla figura classica di Ecate, Regina degli spettri e patrona delle streghe, alle moderne interpretazioni di letteratura e cinema.
La piazza e i carrugi ospiteranno, invece, spettacoli pomeridiani di animazione e teatro per i più piccoli.
Con l’arrivo della sera, il Regno dell’Ade si animerà di creature e di ombre, con giochi di luce e di fuoco: dai diavoli della compagnia Atmo – Piccolo Nuovo Teatro, a “Le Ceneri di Efesto”, spettacolo di teatro, musica e giocoleria infuocata dell’Associazione Culturale Iannàtampé. Grande attesa per le due band headliner che incendieranno con i loro concerti le notti “infere” di Dolceacqua: il 30 ottobre si esibiranno i Klimt1918 e il 31 ottobre gli Epica, la famosa band metal-sinfonica olandese, nella seconda delle due uniche date italiane del tour europeo “Design Your Universe”.(epica,dolceacqua,lannatampe)

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Editoriale. Elezioni anticipate: Per chi? Perché?

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 agosto 2010

Editoriale Fidest Tutti gli italiani sono stati coinvolti, in queste ultime settimane, in una partita ai più non prevista e che presenta diversi lati oscuri. Alla fine di questa prima ondata di notizie, e in prossimità della sospensione dei lavori parlamentari, si deve prendere atto che esiste una faida interna al Pdl, che si conosceva ma non si temeva, e che, invece, mostra d’avere i numeri per essere paventata. Gli oppositori sono diventati un gruppo parlamentare autonomo denominato “Alleanza per l’Italia” e fanno capo ad leader Gianfranco Fini. Lo stesso Fini fu con Silvio Berlusconi il cofondatore del Pdl dando il via a una operazione politica intesa ad unire sotto lo stesso tetto due partiti. Ora si sa che l’iniziativa presentava dei rischi e la coabitazione sarebbe stata tanto difficile da giungere alla rottura odierna. Ma non è più come prima. Alcuni esponenti politici della Destra, come Gasparri e La Russa, e che ricoprono importanti cariche istituzionali, hanno preferito restare nel Pdl e con loro diversi altri. Lo stesso sindaco di Roma, Gianni Alemanno, sembra preferire un atteggiamento neutrale. Ma per preoccupare Berlusconi ci vuole ben altro. Ci ha provato Fini ventilando la possibilità di una convergenza con altri partiti come l’Udc di Casini, l’Alleanza per l’Italia di Rutelli, il Movimento per le autonomie e il Partito per il Sud di Raffaele Lombardo e persino con il Pd. Sono stati esclusi dalla conta l’Idv di Di Pietro, la sinistra da Vendola a Ferrero e, ovviamente, la Lega, alleata inossidabile di Berlusconi. Questi, a sua volta, sembra essersi reso conto che oggi potrebbe essere un bluff ma che un domani potrebbe provocargli grosse difficoltà e allora è meglio ritornare alle urne e lasciare al “popolo sovrano” la scelta ultima. Ma per premunirsi ha bisogno di due ingredienti: il primo è quello di trovare una motivazione inattaccabile per indurre il capo dello Stato a sciogliere le camere e al tempo stesso passare per vittima e trasformare in traditore l’artefice di questa rivolta di “Palazzo” non tanto ai suoi occhi quanto a quelli degli elettori. E mentre i giocatori conducono questa partita a scacchi e studiano le mosse il paese è lasciato a se stesso. E se alla fine si va alle urne chi potrà avere maggiori possibilità di vincere? Non abbiamo la sfera di cristallo, ovviamente, ma per il come stanno andando le cose possiamo dire che Berlusconi ha buone possibilità di vincere. Chi sono Fini e compagni al suo confronto, alla sua popolarità e alle sue risorse economiche e mediatiche? E ancora: Fini, uomo di destra di lungo corso alleato del Pd con la sua anima di sinistra? E’ il diavolo con l’acqua santa. E poi come si terrà in piedi un governo così eterogeneo alle prime decisioni importanti? Come dire?: Chi lascia la vecchia strada per la nuova sa quel che lascia ma non quel che trova. E gli elettori sono stanchi dei giochini di corridoio, dei governi balneari, delle ripicche e delle correnti. Anche i più contrariati finiranno come il buon Montanelli diceva: mi turo il naso e voto Dc, oggi Berlusconi. Il vero problema sono gli italiani che non riescono a stare insieme senza lasciarsi sedurre dalle divisioni. Che non riescono a fare squadra e pur nutrendo comuni ideali sanno litigare per i dettagli e separarsi a brutto muso. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Elezioni: il pasticcio all’italiana

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 agosto 2010

L’Italia dei Valori non entrerà in nessun governo pasticciato, magari composto da pezzi del vecchio esecutivo che abbiamo combattuto dal primo giorno di legislatura e lontani da noi anni luce. Nessuno può chiederci di metterci insieme a partiti che non hanno mai fatto della questione morale una discriminante essenziale e che anzi l’hanno avversata. Qualche solone, penso all’appello di Paolo Flores D’Arcais sul Fatto ma anche ad alcuni esponenti del Pd, si trastulla con ipotesi fantasiose per arrivare a un governo tecnico o istituzionale con lo scopo di cambiare la più brutta legge elettorale delle democrazie occidentali. Sarei favorevolissimo a cambiarla se ci fossero le condizioni. A costoro ricordo un piccolo particolare: Pdl e Lega al Senato hanno ancora la maggioranza assoluta. In questo momento le due camere potrebbero avere maggioranze diverse e l’unica soluzione sono le elezioni subito, senza volere con questo sfasciare il paese. Con chi dovremmo fare questo governo? Con la Lega che ancora oggi si è detta contraria a qualsiasi ipotesi di modifica della maggioranza? Con il Pdl senza Berlusconi? Che dovremmo fare, partecipare a un governo di tutti contro Berlusconi? Chi oggi parla di larghe intese è, a mio parere, un socio di minoranza di Berlusconi. Il paese, invece, si sfascia se si prosegue con questo stillicidio, con due camere che potrebbero avere maggioranze diverse. L’Italia ha bisogno di un governo serio e di maggioranze stabili e queste possono venire solo da nuove elezioni. Il centrosinistra, anzi, dovrebbe mettersi subito al lavoro per trovare le alleanze giuste attorno a un programma condiviso per non farsi trovare in ritardo nel momento, inevitabile, in cui il presidente della Repubblica sarà costretto a sciogliere le camere. (Felice Belisario)

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La politica: sport per i ricchi?

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 agosto 2010

“È abbastanza ricca da potere regnare”. Ecco come il sindacato degli infermieri californiani ha punzecchiato Meg Whitman, l’ultraricca candidata a governatore della California. La Whitman, ex amministratore delegato di eBay, ha infatti speso più di novanta milioni di dollari dei propri soldi per vincere la primaria repubblicana. Non è l’unica persona attiva in politica ad essere in una situazione economica che le permette di fare uso della sua fortuna per bruciare le tappe ed aspirare ad un ruolo di prima importanza nel governo. Per i candidati che non hanno i quattrini della Whitman una parte del loro compito è di chiedere contributi. Ciò vuol dire in effetti fare doppio lavoro, quello politico, spiegare agli elettori le proprie idee e allo stesso tempo passare notevole tempo a raccogliere fondi. Da non dimenticare ovviamente l’altro lavoro per guadagnarsi il pane.
Trovandosi a corto di fondi si traduce in un serio svantaggio in elezioni nazionali o statali come quelle per la California. Con i suoi trentasette milioni di abitanti e un territorio di 411.000 kilometri quadrati il Golden State è infatti quasi una nazione. Comunicare con l’elettorato a livello nazionale o quasi richiede un notevole uso della televisione che ovviamente costa molti soldi. Ne sa qualcosa Carly Fiorina, il candidato repubblicano a senatore della California. La Fiorina, ex amministratore delegato di Hewlett-Packard, è anche lei abbastanza ricca ma non quanto la Whitman. Ha contribuito alcuni milioni di tasca sua per vincere la primaria repubblicana ma adesso si trova in una situazione svantaggiata. La sua avversaria democratica, Barbara Boxer, tre mandati al Senato compiuti, non è povera ma è riuscita a raccogliere abbastanza fondi da surclassare la sua avversaria. Non è tipico pensare che il candidato repubblicano sia in una situazione di svantaggio economico quando si compara a un candidato democratico. La Fiorina dovrà dunque continuare a “prestare” i propri soldi alla sua campagna oppure aspettare che il Partito Repubblicano venga in suo soccorso. Ciò forse non avverrà date le altre elezioni costose in altri Stati dove le possibilità di successo sono più favorevoli al Gop. La Camera di Commercio Americana ha fornito ingenti contributi a Joe Sestak (Pennsylvania) e Rob Portman (Oregon), candidati repubblicani al Senato. I candidati repubblicani ricevono più contributi dalle corporation dei democratici considerando i legami ideologici con il partito conservatore. Ma in California le elezioni sono costosissime e le corporation “investiranno” in Stati dove potranno avere molto più impatto. Dopotutto un voto al Senato è un voto non importa se rappresenta mezzo milione di abitanti o trentasette. Essere ricchi e usare le proprie risorse non garantisce però il successo politico. Nelle primarie democratiche del 2008 Hillary Clinton prestò parecchi milioni di dollari alla sua campagna. Perse lo stesso anche se non di molto.  Secondo uno studio del National Institute on Money in State Government solo l’undici percento dei candidati che si autofinanziano vincono le elezioni a governatore. Non tutti gli elettori saranno completamente informati sulle questioni politiche ma riescono a vedere oltre il portafoglio del candidato. La ricchezza in un certo senso può chiarire agli elettori che il candidato non potrà mai capire i problemi del cittadino comune. Un esempio ce lo diede George Bush padre nell’elezione del 1992. Dopo avere visitato un supermercato Bush disse di essere “stupefatto” dalla tecnologia usata alla cassa. Si trattava della cassa scanner che legge automaticamente i prezzi dei prodotti. La tecnologia era già in uso dal 1980 ma Bush diede l’impressione di non essere mai entrato in un supermercato suggerendo di non avere nessun contatto con la vita quotidiana degli americani. Questa mancanza di esperienza con la vita comune dei cittadini non si applica solo ai politici repubblicani. La metà dei senatori americani sono milionari e ciò include membri di ambedue partiti. Infatti alcuni fra i più ricchi senatori fanno parte del Partito Democratico. Herb Kohl (Wisconsin), John Kerry (Massachusetts), Jay Rockefeller (West Virginia) e Diane Feinstein (California), tutti senatori democratici non hanno molto da invidiare ai loro colleghi repubblicani come Lincoln Chafee (Rhode Island), John McCain (Arizona), Elizabeth Dole (North Carolina) per quanto riguarda la loro fortuna personale o familiare. Il fattore economico ovviamente scoraggia non pochi individui a partecipare alla politica. Ci vorrebbero i finanziamenti pubblici ma ciò naturalmente richiede soldi che sia il governo nazionale che quelli statali non possiedono specialmente di questi giorni. Ciò impedisce di implementare l’ideale americano di democrazia, ossia un governo “del popolo, dal popolo e per il popolo”. (Domenico Maceri)

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Festa medievale

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 agosto 2010

Borgo di Pratica di Mare sabato 28 Agosto 2010 dalle ore 17.00 alle 20.00 Grande Festa Medievale. L’iniziativa intende ricordare un gravissimo episodio di storia locale avvenuto l’8 maggio 1588. Oltre cento tra attori e figuranti si alterneranno nelle diverse iniziative (musica, teatro, gastronomia, danza, ricostruzioni storiche, combattimenti, sorprese, poesia, pittura, giochi medievali per bambini, ecc.) che si alterneranno nel corso della giornata. La Pro Loco di Pomezia ha promosso l’iniziativa con il Patrocinio della Regione Lazio. Ad organizzare l’evento c’è l’Associazione Culturale Tyrrhenum, il Gruppo Storico Lavinium, il Consorzio “Parchi Letterari Virgilio”, la Compagnia d’Arme Sant’Eramo, la Compagnia Teatrale Talia, più una lunga serie di associazioni invitate.

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Forte crescita per i prodotti assicurativi

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 agosto 2010

Cresce sensibilmente (circa del 30 per cento nel primo semestre 2010), la massa assicurativa gestita dalle 15 Banche di Credito Cooperativo del Friuli Venezia Giulia. Un segnale importante che dimostra come l’offerta dei prodotti in essere sia assai gradita dai clienti del Credito Cooperativo. Con un margine di crescita notevole verso le pmi e le famiglie. Il 90 per cento delle pmi, infatti, non è assicurata per i rischi ambientali e il 14 per cento non ha la copertura incendio. Tra le famiglie italiane, solo il 27,8 per cento ha assicurato il proprio immobile e solo il 12 per cento delle prestazioni sanitarie extra servizio sanitario è garantito da assicurazione (è il 56 per cento in Francia). «Alla luce della nuova normativa Isvap la nostra società Assicura e le Bcc – sottolinea Giuseppe Graffi Brunoro, presidente della Federazione delle Bcc del Fvg – tra pochi giorni inizieranno a operare secondo il nuovo modello organizzativo del “mandato congiunto”. Miglioreremo sicuramente, in piena sinergia, l’assistenza ai clienti nella maturazione di scelte consapevoli in materia di assicurazioni per le famiglie, le aziende, i titolari delle stesse e i dipendenti». Presso ognuna delle 15 Bcc opereranno i “referenti assicurativi” in grado di individuare i bisogni della clientela e proporre le migliori soluzioni assicurative, caso per caso. Assicura si occuperà di gestire i sinistri e di individuare sul mercato i prodotti più adeguati e innovativi.  Nel 2009, la massa gestita complessiva da Assicura, al netto dei riscatti e scadenze e compresi i prodotti di previdenza integrativa, è stato pari a oltre 183 milioni di euro, in crescita del 15,77 per cento rispetto al 2008. Assicura, inoltre, è riuscita a consolidare il proprio portafoglio acquisendo oltre 41 milioni di euro di premi di nuova produzione, con un incremento superiore all’87 per cento, ascrivibile principalmente al successo riportato nel collocamento delle polizze a gestione separata. Il totale dei premi rami vita e danni incassati nell’anno è stato pari a 51,8 milioni di euro.

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Editoriale: Partiti che si richiamano ai valori del Sud

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 agosto 2010

Editoriale Fidest In questi ultimi mesi sono nati diversi soggetti politici che si connotano quali difensori degli interessi del Sud. Sono per lo più associazioni che impropriamente si definiscono partiti, ma non è questo il punto. Si tratta, invece, di capire se possono fare buona politica di rinnovamento o sono dei fuochi fatui destinati ad accendersi e a spegnersi nel breve volgere di una nottata. Abbiamo seguito, ad esempio, il primo congresso avvenuto a Gaeta il 19 giugno scorso nel quale cinque soggetti politici avevano deciso di unire le loro forze per realizzare una confederazione. Erano Francesco Strafalaci (Sicilia Federale), Bruno Mabilia (Alleanza per il Sud),  Antonio Ciano (Partito del Sud – Alleanza meridionale), Antonino Calì (Movimento per il Sud). Girolamo Foti (MovimentoSUD dei diritti),Sicilia federale. La circostanza ci parve indicativa in quanto è difficile trovare movimenti capaci di aggregarsi rinunciando alla loro particolarità. Dovemmo, con rammarico, ricrederci poiché la coalizione ebbe breve durata. Ora da queste ceneri ci ritroviamo con il “Partito popolo del Sud” di cui è segretario Girolamo Foti e per la circostanza si preannuncia un Congresso a Napoli per ottobre prossimo. In Sicilia già Raffaele Lombardo ha un suo “Partito per il Sud” mentre di là dello stretto a Crotone Clemente Mastella ha fondato dalle ceneri dell’Udeur i “Popolari per il Sud”. Non possiamo, ovviamente, entrare nel merito dei rispettivi soggetti m semplicemente rilevare il loro impegno che sembra privilegiare un fine localistico. Ma un’eccezione c’è. E’ quella del “Partito popolo del Sud” di Girolamo Foti. Lo dobbiamo al fatto che ha da subito concretizzata la sua presenza sul territorio costituendo i Circoli del Sud a partire da Milano. In questo modo è uscito dalle secche di una territorialità ristretta per sentirsi e far sentire una presenza che non teme il confronto nazionale, che rivendica la sua vocazione per una vocazione nazionale in nome dei tanti meridionali che negli anni sessanta hanno vitalizzato con il loro impegno lavorativo le industrie del Nord seguiti dai loro figli e nipoti. Questa è ricerca di valori condivisi. E’ il più autentico richiamo al vero significato d’attribuire all’unità d’Italia, all’anniversario dei 150 anni che è alle porte. Lo è perché se vogliamo una patria nazione dobbiamo volerlo insieme perché, dopo tutto, il sud come il nord sono solo espressioni geografici se non ci mettiamo dentro un popolo fatto d’italiani. E’ anche la risposta più eloquente a quel fronte espresso dalla Lega Nord che si avvita attorno alla Padania e tende ad esportarne le divisioni, a seminare il culto dei distinguo e delle provocazioni come quella di pretendere un sindaco leghista a Napoli. Bene fa, a tale riguardo, Alessandra Mussolini che ne raccoglie il guanto di sfida e si proclama leghista. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Katia scrive: avevamo perso

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 agosto 2010

Perché al passato e non al presente o al futuro? Il mio non vuol essere, con la coniugazione del verbo perdere, un giudizio critico fine a se stesso. Le battaglie si perdono e si vincono di continuo. Ciò che preme è la vittoria finale. Oggi in Italia, ma il discorso vale per tutti gli altri paesi del mondo, esistono due aspetti che urtano fortemente la nostra sensibilità di democratici. Il primo è dato dall’ipocrisia di quanti piangono in pubblico e sghignazzano in privato e il secondo dal cinismo della nostra società che privilegia chi già possiede e marginalizza i poveri. E’ la civiltà dei numeri che si contrappone a quella delle persone. D’altra parte non possiamo restare nella nostra nicchia e pretendere che gli altri ci ascoltino e ci seguano. Le stesse ideologie, per quanto valide, hanno bisogno di un adeguamento continuo per meglio interfacciarsi con la società civile. Non solo. Oggi è prevalente la tendenza di condizionare la verità ai luoghi comuni. Se questa verità l’esprime un comunista vi è subito una voce di fondo che ci dice:”è ovvio, è un comunista”, come a considerarlo una persona di parte e che non è in grado di essere obiettiva. A questo punto sarei più propenso che nei dibattiti non si parlasse tanto di persone quanto di progetti da contrapporre a quelli degli altri. Faccio un solo esempio pensando alla Palestina. Da quanti anni si parla di uno stato palestinese? Tutte le volte che mi dicono che siamo molto vicini alla realizzazione c’è sempre qualcosa che ne rinvia il progetto: Mesi fa avevo proposto alla vice presidente del parlamento europeo di organizzare una marcia su “Gerusalemme” costituita da tutti coloro che vogliono cambiare realmente le cose. Pensavo a centinaia di migliaia di persone. Pensavo a una folla immensa che solidarizzasse in concreto con quanti palestinesi e non sono sinceramente propensi a dare alla Palestina la sua identità nazionale. E’ utopia? Forse, ma quante volte l’utopia è servita per far cambiare le cose? Potrebbe anche essere una opportunità per far comprendere tangibilmente ai palestinesi che vi è un’Europa di stati ma anche un’Europa di popoli e che la sofferenza dei popoli è comune sia nelle aree del benessere (dove per altro sono pochi quelle che vivono con il superfluo e molti a cui manca il necessario), sia in quelle dove prevale l’interesse capitalista del mercante di armi, delle società farmaceutiche che impediscono, di fatto, la distribuzione gratuita dei farmaci salvavita e dove le dittature si armano mentre l’unica arma che il popolo desidera è quella di che sfamarsi. E alla fine quando diciamo avevamo perso è perché non abbiamo fatto abbastanza per farci capire, perché non siamo entrati dalla porta principale e abbiamo preferito entrare dalla porta di servizio. Meditate, meditate gente. (A.R.)

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Governo: Boccia (Pd), Titanic affonda

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 agosto 2010

“Un mix di nervosismo e parole in libertà: le reazioni smodate dei berlusconiani più zelanti alle parole di Enrico Letta ci convincono sempre di più che quella del governo di transizione, sostenuto da un’alleanza larga con dentro Casini e Fini, sia la strada giusta per superare il berlusconismo. Hanno paura perché sentono che il Titanic sta affondando. Era ora. Mi auguro solo che gli amici dell’IDV e della sinistra radicale non si ostinino a volergli lanciare  una scialuppa di salvataggio. Oggi l’imperativo è mandare a casa Berlusconi, non cercare di tornare in Parlamento o strappare qualche punto percentuale di consenso in più per il proprio partito, restando all’opposizione”. Così Francesco Boccia, deputato PD, tra i fondatori di TrecentoSessanta, l’associazione che fa riferimento ad Enrico Letta.

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“Gubbio No Borders”

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 agosto 2010

Gubbio (PG) dall’11 al 26 agosto 2010, il centro storico ospita la nona edizione di “Gubbio No Borders”, promossa ed organizzata dall’Associazione Culturale Gubbio No Borders, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale della città. Il festival offre un ricco cartellone composto da undici concerti, due street parades, un incontro di letteratura, un incontro con un cantautore, una mostra d’arte plastica, una proiezione cinematografica con presentazione, un workshop di fotografia.
Noborders village, è situato presso l’ex Convento di San Pietro ed offre ai suoi spettatori concerti (nel Chiostro grande) e proposte delle sezioni letteratura, arte plastica, cinema e fotografia (Chiostro grande e sale ristrutturate).
I protagonisti e progetti dell’edizione 2010 del festival sono: Felice Clemente, Lutte Berg, Sherrita Duran, Pippo Matino, Antonello Salis, Fabrizio Bosso; Le partecipazioni speciali sono Massimo Manzi, Bebo Ferra, Rosario Giuliani, Jorge Bezerra, Fabio Zeppetella.
Il Noborders village, il 21 agosto, alle ore 18, presso il Chiostro di San Pietro, ospiterà il cantautore eugubino Paolo Brancaleoni. Sarà presentato in anteprima il nuovo cd “L’Avamposto”, con gli interventi del cantautore/produttore Edoardo De Angelis e di Alberto Fortis.
L’Associazione Culturale Gubbio No Borders ringrazia il Comune di Gubbio per il contributo economico e l’ottimizzazione dell’organizzazione del festival; Edilizia Procacci di Alfredo Procacci, Prep srl di Domenico Barbi, Urbani Ospitalità per la sponsorizzazione della manifestazione; Corriere dell’Umbria e TRG Tele Radio Gubbio come media partners; Associazione Maggio Eugubino, Confcommercio, Gubbio Fa Centro, Comitato Territoriale n.1, Photostudio Gubbio, L’Arte Grafica, Famiglia dei Santantoniari, Umbria Incoming Service per la collaborazione all’organizzazione della manifestazione.

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