Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Editoriale: Alle urne, alle urne

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 agosto 2010

Editoriale Fidest. Ci giungono in questi giorni numerose e-mail, per lo più di esponenti politici dell’area di centro-destra che chiedono a gran voce elezioni anticipate. Per gli altri la richiesta è più sfumata tra l’assicurare il cronista che non temono le elezioni ravvicinate ma al tempo stesso insistono ora su un governo di transizione ora di larghe intese ora tecnico. La verità, come abbiamo più volte sottolineato, è che convenga solo al Pdl e al suo capo Berlusconi andare a votare il più presto possibile e la stessa cosa la pensa Bossi che è forse quello che preme di più poiché dovrebbe essere il partito, con l’Idv e la sinistra radicale, ad essere esclusi da una futura coalizione Fini-Casini-Rutelli-Lombardo-Pd. Noi che pensiamo ai problemi del paese restiamo costernati da tanta frenesia che alla fine ci metterebbe nella condizione di rinviare le emergenze e le stesse riforme oggi all’esame del Parlamento. D’altra parte pensavamo d’essere usciti dal lungo tunnel della cosiddetta Prima repubblica nella quale impazzavano i governi balneari e bastava una manciata di parlamentari per far saltare una coalizione e portarci alla ingovernabilità o, peggio ancora, alla governabilità degli altri: poteri forti, lobby, ecc. Ora il rischio di una riedizione di questo scenario è possibile. Se riflettiamo, infatti, sulla possibilità che uno schieramento politico che vada da Fini al Pd per presentarsi agli elettori come maggioranza in luogo dell’attuale potrebbe anche avere un modesto successo elettorale ma, alla prova dei fatti, sul piano dei programmi da realizzare, si scioglierebbe come neve al sole. E allora? Credo che Fini abbia fatto male i conti e ora si trova ad un bivio e, purtroppo per lui, qualsiasi strada scelga non avrà che da leccarsi le ferite. Infatti dopo il duro attacco sull’appartamento di Montecarlo donato al suo partito e da questi venduto, pare ad una società di comodo ad un prezzo irrisorio, e oggi stranamente affittato al fratello della sua compagna, la conseguenza dovrebbe essere quella delle sue dimissioni da presidente della Camera. Se non lo fa entro novembre si andrà al voto e diventerà, di fatto, la palla di piombo ai piedi della coalizione portandola ad una possibile sconfitta. Ma se si dimette da Presidente il gruppo finiano si sfalderà e molti rientreranno nel Pdl con la coda tra le gambe e le elezioni anticipate saranno scongiurate. E la morale quale potrebbe essere? Che Berlusconi è un uomo chiacchierato ma gli elettori lo hanno scelto come male minore per evitare una opposizione solo litigiosa e incoerente, ma non sono disposti ad un’altra avventura senza essere certi che questa volta il male non c’è. Perseverare sarebbe diabolico (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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