Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Archive for 15 agosto 2010

Girosolidale in Germania

Posted by fidest press agency su domenica, 15 agosto 2010

Francesco Tomasello sempre più lanciato verso traguardi europei! Il ciclista messinese: promotore, organizzatore, sostenitore e… pedalatore del “girosolidale”: per una scelta di vita libera da dipendenze negative ,promotore di vita da protagonista e non spettatore, con il suo motto “Molta piccola gente che fa,piccoli passi può cambiare il volto della Terra”. dopo il “tour” del Portogallo nel maggio scorso si sta preparando ad un’altra significativa impresa: partirà il 16 agosto per [intraprendere] il giro della Germania: percorrerà km 2400 da aggiungere al suo trofeo di km 13050 già percorsi sempre in nome di una vita libera da dipendenze negative di ogni genere, nel segno dello sport pulito e ispiratore di personalità mature. Tomasello – sociologo, operatore del F.A.R.O., papà di famiglia, persona entusiasta per ogni tipo di lavoro in favore di chi più fa fatica – partendo da Monaco di Baviera – toccherà le città di Berlino, Francoforte, Amburgo, Dussendorf, Colonia per completare il giro nella stessa Monaco. I “länder” dell’Alemania lo vedranno “circum-ciclare” la Nazione tutta per portare un messaggio di solidarietà nel centro geografico dell’Europa a nome di tutte le persone che desiderano una vita libera da aggressioni di qualsiasi genere.  Il nostro migliore “in bocca al lupo” al circum-ciclatore messinese e a ri-sentirci dopo la nuova impresa per ascoltare le impressioni e le sensazioni vissute. Siamo con te, Francesco! Gute Reise!

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Ferragosto tempo di vacanze

Posted by fidest press agency su domenica, 15 agosto 2010

Si calcola che sono 35 milioni gli italiani che sono in vacanza in questi giorni, Per molti di loro vacanze limitate a pochi giorni rispetto allo scorso anno. Una vacanza meno dispendiosa con un 5% in meno di presenze nelle località turistiche ma anche con le seconde case piene di ospiti. Le città più spopolate risultano  Milano al 56%, Bologna al 55%, Torino al 54% e Roma al 53%. Si registra, al tempo stesso, un aumento dei turisti stranieri e che alla fine della conta raggiungeranno, si dice, i 3,5 milioni con un più 4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Si ripete anche quest’anno la tendenza di molti negozi a tenere abbassate le saracinesche. Si tratta dell’80% degli esercizi. Le più gettonate dai turisti sono le città d’arte toscane a partire da Firenze e per finire a Pisa, Siena, Lucca e San Gimignano. Il pienone lo fanno anche i musei del trentino. Il tutto è condito dagli eventi folkloristici che interessano tutta la penisola. La parte del leone la fanno come sempre l’Umbria con a Pieve (Perugia) il Palio dei Terzieri e a Montone (Perugia) con la Donazione della Santa Spina. In Sardegna il ferragosto è dedicato alla Madonna con festeggiamenti e processioni con cavalieri, carri a buoi e gruppi folk. Un ferragosto tutto in festa che ci fa dimenticare, anche se per poco, i problemi di sempre.

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Europei di nuoto a Budapest

Posted by fidest press agency su domenica, 15 agosto 2010

Federica Pellegrini nei 200 stile libero e Fabio Scozzoli nei 50 rana maschili in (27”38) conquistano nelle loro rispettive specialità la medaglia d’oro. L’impresa della 22enne azzurra è stata da record con i suoi 1’55’’45. Argento per la tedesca Silke Lippok (1’56”98) e bronzo per l’ungherese Agnes Mutina (1’57”12). A commento per la sua impresa la Pellegrini ha dichiarato: ”Gli Europei sono un gradino sotto rispetto alle Olimpiadi e ai Mondiali. Sono felice per il grande slam, ma sono contenta soprattutto per il tempo. Non mi aspettavo di scendere di un secondo rispetto a ieri”.

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Ferragosto: Il Papa è Castel Gandolfo

Posted by fidest press agency su domenica, 15 agosto 2010

Dalla sua residenza estiva il Santo Padre celebra oggi il tradizionale Angelus di ferragosto. Intende così commemorare la solennità dell’Assunzione della beata Vergine Maria. La giornata per il Pontefice inizia con la messa nella parrocchia di San Tommaso da Villanova a Castel Gandolfo. Segue a mezzogiorno, l’appuntamento dell’Angelus, nel cortile del Palazzo Apostolico della cittadina laziale. Ci sarà anche la commemorazione di San Massimiliano Kolbe, sacerdote francescano polacco morto nel lager di Auschwitz. Dopo questa parentesi di celebrazioni ferragostane Benedetto XVI riprenderà il suo periodo di riposo ad eccezione dei giorni 28 e 29 agosto nei quali è previsto l’incontro con il circolo degli ex-alllievi. Vi parteciperà, tra gli altri, l’attuale arcivescovo di Vienna, cardinale Christoph Schoenborn. Il periodo di riposo del Papa si concluderà a. Carpineto romano il 5 settembre. Si ricorda, infine, la visita in Gran Bretagna  dal 16 al 19 settembre.

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Il Credito Cooperativo Fiorentino nella bufera

Posted by fidest press agency su domenica, 15 agosto 2010

La banca è finita nell’inchiesta sulla cosiddetta P3 e per finanziamenti concessi senza una corretta istruttoria e con una tardiva applicazione delle norme antiriciclaggio. Il tutto si richiama alla gestione di Denis Verdini, coordinatore nazionale del Pdl, che si era assunto poteri assoluti con un esecutivo “scarsamente autorevole” e un collegio sindacale “privo di sufficiente dipendenza”. E’ questo un altro ramo d’indagine nei riguardi di Verdini per altri versi sotto inchiesta in relazione ad ipotesi di “corruzione e riciclaggio” e per conflitto d’interessi in quanto ”ha omesso di fornire piena informativa, ai sensi dell’articolo 2391 del codice civile, circa la sussistenza di propri interessi potenzialmente in conflitto con quelli della banca, per affidamenti complessivamente ammontanti a euro 60,5 milioni” e riconducibili ad iniziative immobiliari ed editoriale con compravendite che non sono state nel prosieguo perfezionate. Ma la conta non finisce qui e si parla, tra l’altro, anche di fidi accordati per sei milioni di euro non assistiti da garanzia e versamenti della banca per 800mila euro in favore di una delle società editoriali riconducibili a Verdini effettuati tra giugno e dicembre dello scorso anno e che risultavano effettuati a persone non conosciute e che svolgevano modeste iniziative economiche o, addirittura cessate. In pratica dei prestanome. Per questi motivi e per le perdite registrate sugli impieghi e dell’attivo a rischio Bankitalia ha chiesto il commissariamento del Credito Cooperativo fiorentino e a fronte di livelli “crescenti di rischiosità dell’attività condotta”. E Verdini cosa dice di tutto questo? Contro di me accuse insussistenti”. E in merito alle contestazioni di Bankitalia osserva: “che si tratta dell’inizio di un provvedimento amministrativo al quale risponderò puntualmente e adeguatamente nei termini previsti dalla legge”. E soggiunge: “nella delibera degli ispettori non vi è traccia alcuna delle infamanti ipotesi uscite sulla stampa nei mesi scorsi, tese a individuare nel Ccf un crocevia di tangenti e di malaffare”. Come ho già spiegato ai magistrati – conclude il coordinatore del Pdl -, da tempo non ho rapporti in società operative con l’imprenditore Riccardo Fusi, e i crediti erogati alla Btp sono sempre stati pienamente garantiti. Respingo dunque con fermezza sia le contestazioni sul conflitto d’interessi che quelle relative ad inesistenti operazioni anomale.”

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Editoriale: La politica spettacolo

Posted by fidest press agency su domenica, 15 agosto 2010

Editoriale Fidest. Dobbiamo, oramai abituarci alla politica spettacolo. Questa tendenza che già da molti anni ha conquistato gli onori del palcoscenico negli Usa ma che è stata accolta con un certo imbarazzo nella vecchia Europa, ora è esplosa anche da noi. Ci dicono che un piccolo esercito di esperti militano nelle segreterie dei partiti di tutto il mondo occidentale e forse anche in quello orientale per studiare i possibili interventi per conquistare gli onori delle cronache e far parlare i media. Si inventono, di sana pianta liti, dichiarazioni da doppia lettura, storie sentimentali, intrighi di palazzo e chi più ne ha ne mette. Così il cronista politico diventa giornalista investigativo, esperto in cronache rosa, di nera e si abitua a mescolare la politica con gli intrighi di palazzo e la fantapolitica. Accade così che un lettore, un video dipendente, un navigatore nel web stenta a capire se le rocambolesche avventure di un certo uomo politico o dei suoi amici, e non guasta se si può insinuare il sospetto che siano in odore di mafia, siano solo ad effetto glamour o reali e alla fine non si chiede più cosa ci azzeccano con il ruolo istituzionale che questo stesso personaggio è investito. Si finisce, in pratica, che lo stesso appello del Capo dello Stato e di altri qualificati personaggi volto a far abbassare i toni dell’aggressività verbale e mediatica diventi anacronistico. Vi sono poi delle verità caricate ad arte per farle apparire assurde e da qui nasconderne la reale portata. Ricordate la storia del bacio da parte di un noto politico a un mafioso? Apparve così strana che alla fine si mise in dubbio la portata degli altri riscontri. Ma cosa significa per l’elettore? Significa che deve saper scegliere lo spettacolo non con la stessa misura di chi comodamente seduto in una poltrona di prima fila in platea vede sul palco la sfilata dei personaggi e si lascia sedurre dalle sceneggiate, ma distinguendo l’effettiva portata del problema. Se la disoccupazione aumenta e con essa il livello di povertà della popolazione, se non si fanno riforme strutturali con il fine di migliorare i servizi ed abbassare i costi, eliminando gli sprechi, se si fa emergere con efficacia il lavoro nero, se si assicura certezza del diritto e rispetto delle regole, tutto questo ha nulla a che vedere con le amanti, supposte o reali del capo. In altri termini il giudizio finale, l’attenzione voluta, l’interesse suscitato non deve farci distrarre da quella parte della realtà che esce dalle sale teatrali e si immerge nella vita di tutti i giorni. Se noi impariamo a fare questi distingui come cittadini elettori allora faremo perdere significato ad una politica spettacolo e a ricondurla sui binari della concretezza e del pragmatismo.(Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Con la mediterranea niente diabete

Posted by fidest press agency su domenica, 15 agosto 2010

L’alimentazione fa parte, a pieno titolo, degli stili di vita, vale a dire di quell’insieme di elementi a cui ogni individuo è esposto quotidianamente e in ogni momento della sua vita, ragion per cui tutto il mondo scientifico, da anni, si batte affinché siano abitudini corrette e salutari. In questo senso continua a riscuotere consensi, scientificamente supportati, la dieta mediterranea, già consolidata nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, ora anche del diabete. L’elevato contenuto di fibre, di grassi vegetali, il consumo moderato di alcool e il basso tenore di acidi grassi trans (TFA) sono i motivi principali dell’effetto protettivo. Il regime alimentare mediterraneo è basato su un tenore relativamente alto di grassi, ma tendenzialmente monoinsaturi, per esempio l’olio di oliva, con pochi acidi grassi saturi. Studi su soggetti diabetici hanno dimostrato che una dieta ricca di acidi grassi monoinsaturi migliora il profilo lipidico e il controllo glicemico, suggerendo l’ipotesi che tale regime migliori la sensibilità insulinica. Gli effetti su soggetti sani, quindi la capacità di prevenire l’insorgenza del diabete, è stata valutata in una popolazione dell’area mediterranea residente in Spagna.

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La Sicilia divisa in 2-3 regioni?

Posted by fidest press agency su domenica, 15 agosto 2010

Il Fronte Nazionale Siciliano –“Sicilia Indipendente” in un comunicato rende noto: “Dal recente servizio di Marina Valensise su “Il Foglio” del 10-08-2010, ricaviamo una pessima impressione (l’ennesima) di quelli che sono lo stile, il livello, l’etica, la volgarità delle barzellette (riciclate e di pessimo gusto) e le gravissime carenze morali e culturali che caratterizzano numerosi, importanti esponenti della classe politica e pseudo-dirigente, – questa volta in versione “catanese”, – dominanti in Sicilia. Tralasciamo l’incitamento al campanilismo sciovinista, esasperato, comprensivo di meschinità e di razzismo; Campanilismo Antistorico che qualifica chi lo pratica e che, per la verità, non viene condiviso né dai Catanesi né dai Palermitani. I quali, peraltro, sono l’oggetto delle strumentalizzazioni, in senso anti-siciliano, in corso. Si tratta di posizioni politiche e di manovre provenienti da lontano, che tendono a minare alla base il Sicilianismo. Quello vero, s’intende. Ci pare, invece, doveroso evidenziare il fatto che, nella foga delle dichiarazioni a ruota libera e senza alcun contraddittorio, è emersa una verità inquietante. La “trama”, cioè, – anche questa non originale, – (anche questa Anti-Siciliana, anche questa basata sull’infame principio del “Divide et impera”, anche questa al servizio dei potentati locali, strumento di poteri forti, estranei e contrastanti con gli interessi del Popolo Siciliano, della Nazione Siciliana), – di dividere l’unica vera Sicilia in due regionicchie ed anche in tre, se si prende in considerazione l’altrettanto infame “manovra” di creare la regionicchia dello stretto, scorporando la nobile Città di Messina ed il suo territorio dalla Patria siciliana. Insomma: due o tre regionicchie, due o tre piccole e malu-cumminati
“Sicilie”, non fanno l’unica, grande, vera Sicilia. Che è quella che vuole, che deve e che può risorgere, nonostante il fatto che gli sciacalli e gli avvoltoi di casa nostra remino contro. La Vera Sicilia che deve rioccupare al più presto in Europa, nel Mediterraneo e nel mondo il posto di stato libero e sovrano che le spetta, anche per riabbracciare gli altri Popoli del Mondo e per dare un contributo diretto all’amicizia, alla pace, al progresso dell’Umanità. Che ne pensano il Governo Lombardo e le maggioranze assembleari e tecniche che lo sorreggono, del tentativo di squartare laSicilia in due o tre  Regionicchie? Che ne pensano, a loro volta, i Partiti, i Partitini, i Movimenti Sedicenti Sicilianisti o Indipendentisti, o le tante Sigle “parlanti” su Internet, (quelle, però, che si muovono nell’area politica dei personaggi in questione), di questi pugnali piantati nel petto e nelle spalle della Sicilia e di queste trame diaboliche ed anti-siciliane?” (Corrado Mirto, Giuseppe Scianò rispettivamente Presidente FNS e Segretario Politico FNS)

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L’anoressia nasce in famiglia

Posted by fidest press agency su domenica, 15 agosto 2010

Secondo i dati comunicati da Roberto Ostuzzi, presidente dell’ANSiSA, Associazione Nazionale Specialisti in Scienza dell’Alimentazione, le donne sono la categoria più colpita da anoressia e bulimia e il 20-30% di loro può andare incontro a una cronicizzazione. Tuttavia sempre più uomini sarebbero alle prese con un problema di tipo alimentare. Le cause di un simile fenomeno sono varie e vanno dalla valorizzazione della magrezza come mezzo di affermazione sociale al mito del successo, dalle elevate richieste di performance al timore del giudizio altrui, fino alla necessità di sentirsi accettati. Un nuovo studio, pubblicato dagli Archives of Pediatrics and Adolescent Medicine attribuisce le principali responsabilità ai genitori e ai modelli imposti dai media. Un fatto, per esempio, rilevato dalla stessa ANSiSA è che sono sempre più frequenti i casi di ragazze che hanno una madre con un disturbo alimentare, addirittura il 20% su 100 nuovi casi. Ma si tratta delle situazioni più estreme.

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Ragionando sulle dichiarazioni di Bossi

Posted by fidest press agency su domenica, 15 agosto 2010

Bossi si dichiara scettico sulla possibilità che il contrasto Fini-Berlusconi possa risolversi senza ricorrere alle elezioni anticipate. E’ quanto emerge dall’ultima sua conversazione notturna con i giornalisti in un bar di un hotel di Ponte di Legno. La prima impressione che se ne trae, di là di una sicurezza di facciata, è l’evidente preoccupazione di conservare il primato della Lega nel rapporto con Berlusconi, un alleato che gli permette di tenere centrale il ruolo del suo partito e di favorirlo nel suo progetto politico che è privilegiato sino al punto da sacrificare gli stessi interessi e l’autonomia decisoria del Pdl. E’ ovvio, quindi, che altre soluzioni come quella di un eventuale governo di transizione, post berlusconiano, è fortemente osteggiato dalla Lega anche se a guidarlo potrebbe essere l’amico Tremonti. In altre parole il garante per la Lega è e resta Berlusconi. Sostituirlo significa ricacciare la lega ad un ruolo di secondo piano se non al suo inevitabile “esaurimento”. E su tale aspetto cerca di rincarare la dose su due punti: la maggioranza siamo noi, io e Berlusconi e i miei “uomini” sono fedeli e sicuri. D’altra parte una situazione di stallo sotto l’effetto della spada di Damocle di un’opposizione interna del Pdl impedirebbe a Berlusconi di assecondare in toto i desiderati della Lega e avere “un colpo di freno per tre anni…” Questo è il momento, per la Lega di consolidarsi sul territorio prendendo possesso delle stesse leve dell’economia incominciando dalle banche del Nord. Ecco cosa serve Berlusconi per la Lega: ad ampliare la sua base elettorale e ad assumere posizioni di controllo dell’economia e della finanza del Nord e che è poi un’arma che, al tempo stesso, può condizionare la restante parte del Paese. E la partita Fini-Berlusconi si gioca proprio su questo punto, di là della cortina fumogena degli scandali e delle rivelazioni. (A.R.)

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Lavoro minorile

Posted by fidest press agency su domenica, 15 agosto 2010

Povertà e mancato o scarso accesso all’istruzione, alla base del lavoro precoce e dello sfruttamento lavorativo di milioni di bambini Circa 165 milioni i minori lavoratori, di cui moltissimi impiegati in lavori pericolosi: quasi 6 milioni i bambini costretti a lavorare per ripagare un debito, quasi 2 milioni coinvolti nella prostituzione e pornografia Una povertà sempre più diffusa unita alla difficoltà o impossibilità di andare a scuola e ricevere un’istruzione adeguata. Sono alcune delle principali cause del coinvolgimento e sfruttamento di milioni di bambini e bambine nel lavoro minorile*. Un fenomeno che si può combattere e sradicare agendo su più livelli: con incisive politiche e interventi di riduzione della povertà, assicurando adeguata protezione ai minori vittime di sfruttamento lavorativo, garantendo ai minori costretti a lavorare accesso ad un’educazione flessibile e gratuita che permetta loro di affrancarsi dalla condizione di sfruttamento e di costruirsi un futuro diverso. E’ quanto sostiene e raccomanda Save the Children, la più grande organizzazione internazionale indipendente per la difesa e promozione dei diritti dei bambini alla vigilia della Giornata mondiale contro il lavoro minorile. “La povertà è spesso la causa principale del lavoro dei minori ed è chiaro come molti giovani siano costretti a lavorare per contribuire al loro sostegno e a quello della propria famiglia”, commenta Fosca Nomis, Responsabile Campagne e Advocacy di Save the Children Italia. “A ciò si aggiunge l’impossibilità di accedere ad un’istruzione scolastica adeguata. In molti casi i ragazzi e le ragazze finiscono con il lavorare perché non ci sono scuole da frequentare o perché il sistema educativo non è di qualità e in grado di dare risposte alle loro necessità di sopravvivenza”. “E’ assolutamente necessario rendere i sistemi scolastici flessibili, accessibili e gratuiti. In questo modo”, commenta ancora Fosca Nomis, “molti ragazzi saranno messi nelle condizioni di frequentare la scuola e,. grazie all’istruzione, di costruirsi una prospettiva di vita diversa e migliore”. Si stima che siano 165 milioni fra i 5 e i 14 anni i minori lavoratori. Molti di essi sono coinvolti in lavori pericolosi e nocivi. In particolare decine di milioni di bambini lavorano nei campi, spesso esposti al rischio derivante dai pesticidi. 5,7 milioni sono forzati al lavoro per estinguere un debito (bonded labour), 1,8 milioni sono coinvolti nel giro della prostituzione e della pornografia, circa 1,2 milioni sono vittime del traffico di minori. 250.000, di cui il 40% bambine, sono impiegati come bambini-soldato. Molti altri ragazzi in età lavorativa subiscono ogni giorno violenze sul posto di lavoro, commesse per lo più dai loro datori di lavoro o colleghi. Anche in Italia vi sono bambini e adolescenti coinvolti in gravi forme di lavoro coatto, come la tratta a scopo di sfruttamento sessuale. A tutela di questi bambini, è necessario prima di tutto perseguire coloro che li sfruttano. Quindi promuovere e prevedere programmi di protezione, recupero e riabilitazione che diano aiuto e supporto ai minori che sono sfruttati e ridotti in schivitù.

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I “canili” sono pieni

Posted by fidest press agency su domenica, 15 agosto 2010

“Quando l’odio diventa codardo se ne va mascherato in società e si fa chiamare giustizia” (Arthur Schnitzler)  Si sta discutendo l’esame del disegno di legge riguardante l’esecuzione presso il domicilio delle pene detentive non superiori a un anno. Probabilmente i politici a giorni lo approveranno perché non ne possono fare a meno dato che le carceri stanno scoppiando dal sovraffollamento. Ma non credo che ci fosse bisogno di una legge per applicare altre leggi, perché se la magistratura di sorveglianza applicasse le misure alternative, le galere italiane non sarebbero così stracolme. E poi perché non dare una possibilità  anche a quei detenuti che sono da tanti anni in carcere? Ci sono uomini da più di vent’anni chiusi fra quattro mura, che fare di questi uomini? Molti di loro sono ancora recuperabili, forse più di quelli che hanno da fare un anno e che sono dentro da pochi mesi. Questo governo di centrodestra ha riempito le carceri di spazzatura umana per mantenere l’unica promessa elettorale del suo programma politico. Cosa che probabilmente farà anche il prossimo governo di destra, o di sinistra se vincerà le prossime elezioni. Sia il centrosinistra sia il centrodestra sono d’accordo solo su una cosa: riempire i carceri come delle scatole di sardine e usare l’emergenza mafia per continuare a prendere voti e continuare a essere mafiosi. Per sconfiggere il sovraffollamento delle galere italiane, non serve costruire nuovi carceri, basterebbe svuotarle. E per svuotarle basterebbe cambiare le regole sociali. Il carcere in Italia non è altro che lo specchio di fuori, dell’ingiustizia, della sofferenza, dell’emarginazione, della morte e degli avanzi della società perbene e disumana. La riflessione di un’amica mi ha fatto amaramente sorridere: -Mi ha fatto effetto leggere la parola “cancello aperto”, in un carcere si usa lo stesso linguaggio che si usa per gli animali. (Carmelo Musumeci)

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Scuola ai bambini dei paesi in guerra

Posted by fidest press agency su domenica, 15 agosto 2010

Le nazioni ricche non stanno facendo abbastanza per  assicurare istruzione a 37 milioni di bambini in paesi guerra Insufficiente l’impegno finanziario dei donatori istituzionali – con l’Italia terzultima della lista –  per garantire l’accesso a scuola ai bambini che ne sono esclusi a causa dei conflitti. Per 1 anno di scuola elementare di un bambino, un paese industrializzato – Italia compresa – spende 500 volte di più rispetto a quanto si spende per l’istruzione di un bambino in un paese afflitto o reduce da guerre. Il Lussemburgo per esempio sborsa 12.000 dollari per garantire 1 anno di istruzione a ogni bambino lussemburghese. La Svezia quasi 10.000. L’Italia 6.796. Per contro ammonta a 17 dollari annui la spesa pro-capite per istruzione primaria in Burundi:  il costo di uno zainetto e di qualche quaderno, o di un tamagotchi, per i nostri bambini. L’Italia, in particolare, è tra i paesi meno generosi e si colloca al terzultimo posto nella graduatoria degli aiuti governativi all’educazione primaria. Si stima che nel mondo siano 72 milioni i minori che non hanno accesso all’istruzione di base. Se vogliamo che entro il 2015 si persegua l’obiettivo del millennio dell’istruzione primaria universale per tutti i bambini ”, continua il Direttore Generale di Save the Children Italia, “le nazioni avanzate e più ricche, compresa l’Italia,  debbono aumentare sensibilmente i finanziamenti per l’educazione, destinandone una quota rilevante alle nazioni in conflitto”. Per quanto riguarda l’Italia,  il nostro paese risulta al terzultimo posto della lista dei paesi donatori di aiuti all’istruzione primaria: data infatti la cifra di 9 miliardi di dollari necessaria a garantire educazione per tutti i bambini entro il 2015, l’Italia risulta tra le nazioni che hanno contribuito meno,  per appena il 7% di quota “equa”. All’interno dei fondi per l’educazione primaria, una parte significativa – circa il 34% –  è stata allocata ai paesi in guerra, il 30% ai paesi a medio reddito, il 12% a quelli a basso reddito.

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Cannabis: la vendita di semi online è legale

Posted by fidest press agency su domenica, 15 agosto 2010

Ancora una volta, un tribunale ha ribadito che la vendita di semi di cannabis online e’ legale. Il Tribunale del riesame di Trento ha infatti ordinato l’immediata liberazione di Matteo Filla, responsabile del sito Web mariujana.it. Accogliendo in toto le argomentazioni dell’avvocato difensore Carlo Alberto Zaina, consulente legale Aduc in materia di stupefacenti, il giudice del riesame ha affermato -come già numerosi altri tribunali (tra cui Bolzano, Firenze, Rovereto e Cagliari)- la liceità della vendita di semi online, vendita che non costituisce reato di istigazione, induzione o proselitismo all’uso di sostanze stupefacenti anche se accompagnata da informazioni o strumenti per la coltivazione. Viene cosi’ smontata e sempre più indebolita una politica del diritto penale sugli stupefacenti fondata sulla repressione dei reati d’opinione, cosi’ come la vorrebbe la legge Fini-Giovanardi. Se la vendita di semi di cannabis è di per se’ legale e riconosciuta tale dalla Convenzione di New York del 1967, il Governo -e a ruota diverse Procure e la stessa Corte di Cassazione- hanno voluto proibirla indirettamente punendo i commercianti non tanto per l’attività di vendita, ma per il reato di istigazione o induzione al consumo di droghe che sottenderebbe l’attività commerciale. Una strada che si sta rivelando impercorribile perche’ in contrasto con i principi fondamentali del diritto. Ma le numerose pronunce giudiziarie mettono in luce anche uno degli aspetti piu’ repulsivi dell’attuale politica sulle droghe. Nell’impossibilità di ridurre la domanda e l’offerta di sostanze stupefacenti, ormai certificata da quarant’anni di fallimenti della guerra alla droga che ha dato vita a un ricco mercato nero di cui beneficiano a pieno le peggiori organizzazioni criminali, la repressione si concentra sui piccoli consumatori di cannabis, sostanza infinitamente meno pericolosa di alcool e tabacco. Dal sequestro dei registri di siti di vendita come marijuana.it sono scaturite migliaia di perquisizioni  e arresti di acquirenti di semi di cannabis. Come già aveva ribadito il Tribunale di Firenze, investito di un caso simile: “La verità che non si vuol vedere e’ che questi esercizi di rivendita legale di semi per collezione hanno plausibilmente quali unici estimatori proprio coloro che hanno esigenza di fare uso di marijuana rendendosi pero’ indipendenti proprio dal mercato illegale della droga, e facendo cosi’ in proprio a livello domestico” (2). In altre parole, punendo condotte di per se’ legali e alla luce del sole, il proibizionismo finisce ancora una volta per alimentare le grandi organizzazioni criminali e i loro traffici. Fino a quando dovremo subire politiche cosi’ irrazionali e controproducenti?

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Novità per i cardiopatici

Posted by fidest press agency su domenica, 15 agosto 2010

I risultati dello studio “INTRINSIC RV”, pubblicati tempo fa su “Circulation” accrescono la fiducia nella terapia con il defibrillatore impiantabile per molti cardiopatici a rischio di morte improvvisa.  Lo studio, condotto da Boston Scientific in 108 Centri in USA, Germania, Italia e Australia su 1500 pazienti a rischio, fornisce la prova clinica che il “defibrillatore cardiaco bicamerale intelligente”, capace di stimolare in modo differenziato atrio e ventricolo destro, è in grado di aumentare la sopravvivenza rispetto ai dispositivi tradizionali. Ogni defibrillatore svolge in realtà una doppia funzione salvavita: all’occorrenza ripristina il normale ritmo cardiaco ‘defibrillando’ le accelerazioni improvvise come le aritmie ventricolari mortali, ma funziona anche come pace-maker, aumentando il ritmo quando c’è il rischio che questo rallenti fino al blocco cardiaco.  I defibrillatori monocamerali agiscono solo sul ventricolo destro e solo quando il battito scende sotto la soglia di circa 40 battiti/min. I bicamerali, invece, vengono applicati a pazienti con battito cardiaco lento e depresso; la funzione di pace-maker è continuamente attiva sull’atrio e per buona parte del tempo anche sul ventricolo. Il problema “tecnico” è stato ora risolto attraverso un software basato su un algoritmo che risponde in modo fisiologico a ogni battito del cuore. La funzione, presente in tutti i defibrillatori bicamerali prodotti dall’americana Boston Scientific, consente inoltre di utilizzare farmaci importanti come i betabloccanti. “Tali molecole – prosegue il Professor Favale – se da un lato aumentano la sopravvivenza, dall’altro provocano il rallentamento dei battiti cardiaci; in molti casi tale effetto è controproducente e vanifica i benefici del trattamento stesso. Il defibrillatore bicamerale “intelligente” elimina tale effetto e permette di ottimizzare il trattamento farmacologico”. Fin dal 2003 lo studio Sudden Cardiac Death Heart Failure (SCDHeFt) ha dimostrato la superiorità dei defibrillatori rispetto ai trattamenti farmacologici nel ridurre la mortalità cardiaca. Cionondimeno, ancora il 60-70% dei pazienti a rischio di morte improvvisa, dovuta a una grave aritmia, non accede a questa terapia. “In Italia sono attualmente circa 12.000 i pazienti cui vengono impiantati i defibrillatori – afferma il prof. Favale – un livello ben al disotto delle percentuali che deriverebbero dall’applicazione delle attuali linee-guida, in accordo con gli studi più recenti”. Due gli aspetti da sottolineare che interessano direttamente i pazienti: in primo luogo, l’efficacia complessiva dei defibrillatori che hanno dimostrato di essere superiori a qualsiasi altra terapia nel ridurre i rischi di morte improvvisa e di mortalità totale.

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Venezia 67ª Mostra d’Arte Cinematografica

Posted by fidest press agency su domenica, 15 agosto 2010

Venezia dal 30 agosto al 12 settembre. Prevede sia uno stage, per chi può essere presente per l’intero periodo, sia la possibilità di partecipare alla Mostra del Cinema di Venezia.
Per chi non aderirà allo stage, sarà infatti possibile partecipare soltanto per il periodo della Mostra del Cinema (dall’1 al 12 settembre) o anche per una sola settimana (5 giorni, dall’1 al 5/9, o 6 giorni, dal 6 all’12/9). Chi parteciperà allo stage avrà la possibilità di assaporare con due giorni di anticipo il clima festivaliero che circonda il Lido durante la Mostra e riceverà un attestato di partecipazione riconosciuto come credito valido da alcune Università e per la formazione in Art-Counseling presso le scuole di Counseling. (Ad esempio:verranno riconosciuti 5 cfu agli studenti del corso di laurea dams di Roma tre) Il tema su cui si articolerà lo stage sarà “Cinema e architettura”, con una particolare attenzione alla rappresentazione dello spazio urbano nel cinema italiano. I film previsti sono: Rocco e i suoi fratelli, di Luchino Visconti, e Mamma Roma, di Pier Paolo Pasolini. Saranno anche proiettati alcuni cortometraggi e documentari su opere architettoniche. È prevista inoltre una visita alla Biennale di Architettura, organizzata in collaborazione con Mediarch, il canale multimediale dell’Ordine degli Architetti. La seconda parte dello stage prevede varie attività: la redazione di recensioni e approfondimenti sul sito Internet di CinemAvvenire, la realizzazione di due brevi documentari sulla Mostra, la partecipazione alla Giuria di CinemAvvenire che assegnerà 2 premi inclusi tra i premi collaterali riconosciuti dalla Mostra, e alcuni incontri con gli autori in collaborazione con le Giornate degli Autori.
Contestualmente alle attività della Mostra, saranno organizzati feste, dibattiti e incontri con alcuni degli autori delle opere presentate al Festival. Per gli amanti del cinema, sarà un’occasione ricca di opportunità di incontro e di intense esperienze culturali.

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Le immigrate viste dalle colleghe italiane

Posted by fidest press agency su domenica, 15 agosto 2010

Quale è la percezione che le donne italiane hanno delle proprie colleghe straniere? Come vedono il loro ingresso nel mondo del lavoro? Quali sono le cause più frequenti di disagio delle donne immigrate? E a cosa possiamo ricondurle?  Noi per il Sociale, la Federazione per l’Agire e la Cultura del Sociale con la collaborazione della  Uil ed il patronato Ital, ha tentato di dare una risposta a queste domande attraverso uno studio pilota sulla base di un questionario somministrato a 600 donne italiane che lavorano a stretto contatto con colleghe straniere. Dallo studio realizzato emergono atteggiamenti principalmente favorevoli nei confronti delle donne straniere. Le italiane affermano per più dell’80% di non aver riscontrato, conseguentemente all’assunzione di donne immigrate, un aumento del carico lavorativo, delle relazioni conflittuali (79%)  e delle incertezze sugli scopi da perseguire (85%) e sui mezzi da utilizzare (95%). La principale difficoltà riscontrata riguarda la comunicazione (55%).  La difficoltà di comunicazione sul luogo di lavoro determina problematiche relative alla capacità per le immigrate di instaurare relazioni con colleghi e ciò riflettendosi anche al di fuori del contesto lavorativo comporta  difficoltà nell’accesso alle informazioni e ai servizi. Tutto questo relega la donna immigrata in uno stato di isolamento all’interno del mondo del lavoro.  Lo studio è stato poi focalizzato sulle informazioni provenienti dalle operaie (settore metalmeccanico), dalle operatrici socio-sanitarie e dalle braccianti agricole. Si sono registrati atteggiamenti e opinioni differenziate a seconda della categoria di appartenenza.
Le operaie, rispetto alle altre categorie prese in analisi, riscontrano meno il problema della comunicazione in ambito lavorativo, lasciando ipotizzare atteggiamenti completamente favorevoli nei confronti delle colleghe immigrate. Tale fenomeno si registra in misura maggiore nel Nord Italia e nel settore industriale. Le operatrici socio-sanitarie e le braccianti agricole, invece, considerano la comunicazione e la difficoltà delle immigrate di relazionarsi con i colleghi come causa di disagio interno al lavoro, oltre ad essere vista come una difficoltà nelle relazioni sociali esterne e  per l’accesso ai servizi. Gli  stessi atteggiamenti si osservano per le italiane intervistate nel centro e nel sud Italia nel settore dei servizi e dell’agricoltura.

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Comprare un’automobile all’estero

Posted by fidest press agency su domenica, 15 agosto 2010

Può essere conveniente a patto che il consumatore sia ben informato. L’Unione Europea pubblica su un proprio sito  una tabella comparativa dei prezzi di un centinaio di modelli tra i piu’ venduti da 18 costruttori europei e 8 giapponesi. Individuata la vettura e il Paese dove effettuare l’acquisto, occorre tener presente nella valutazione dei costi l’Iva applicata, le spese di viaggio, e altre spese varie (documentazione, trasporto del veicolo, ecc.). I prezzi indicati sono quelli raccomandati dalle industrie automobilistiche ma alcuni concessionari possono praticare ulteriori sconti. Ricordiamo che l’Iva e’ quella del Paese di destinazione. Per trasferire il veicolo in Italia ci sono diverse soluzioni. La piu’ semplice e’ quella effettuata tramite rimorchio che non ha bisogno di particolari formalita’ oppure si puo’ ottenere una targa e una assicurazione provvisoria per il trasferimento (in genere 3 mesi), altra soluzione e’ quella di immatricolarla direttamente in Italia prima del trasferimento (occorre avere tutti i documenti) e poi ritirare la vettura portandosi appresso la targa. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Il vescovo di Otranto e la messa funebre

Posted by fidest press agency su domenica, 15 agosto 2010

Lettera al direttore. Il vescovo emerito di Otranto, Vincenzo Franco, ha dichiarato: “Non darei la comunione a Vendola perché ostenta la sua condizione perversa e malata di omosessuale praticante”. Ed ha avuto il coraggio di aggiungere: “Se muore un gay certamente me ne dolgo e prego per lui, ma non posso celebrare una messa funebre per la semplicissima ragione che è morto senza pentimento”. Il vescovo somiglia molto a San Paolo, e per niente a Gesù. Così va il mondo della Chiesa. San Paolo, infatti, riguardo agli omosessuali, ma anche riguardo alle donne, faceva discriminazioni che Gesù non ha mai fatto. Il vescovo di Otranto, dando pubblicamente del perverso e del malato ad un omosessuale, non ha calpestato solo il Vangelo, ma anche la ragione. Doppio peccato. Qualora dovesse morire senza pentimento (Dio non voglia!), stando alla sua affermazione, sarebbe giusto gli fosse negata la messa funebre. Vale forse la pena ricordare al buon vescovo che il Gesù del Vangelo non negò il pane spezzato neppure all’apostolo traditore. (Elisa Merlo)

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The SIE National Student BPC

Posted by fidest press agency su domenica, 15 agosto 2010

The school gives students studying in all twenty of Scotland’s Higher Education Institutions access to knowledge and resources to transform their business idea into reality. Open to all students, the competition develops their practical entrepreneurial skills by giving them access to experienced entrepreneurs and business professionals. SIE help them to explore how to start and grow a new business through a range of practical workshops and a residential training academy, focused around all aspects of sales and marketing, finance, HR and pitching and growing your business. This year’s competition saw a record number of 530 student teams battling it out for a share of the GBP50, 000 prize fund and a chance to be crowned SIE BPC Winner 2007. Competition sponsors include top legal experts and patent attorneys; graduate recruiters, advertising and marketing specialists. SIE Project Executive, Ross MacKay said: “This year we’ve been privileged to work with incredibly talented students and some extremely dedicated members of the business community. By partnering with these leading sponsors our students gained access to top calibre business advice and support, which has accelerated them on their route to success.” Mark Darley, representative for platinum sponsors, Enterprise Rent-A-Car, said: “We look for a number of qualities in our graduates; top of the list is a real thirst for business. By partnering with SIE on the BPC we’re able to encourage this kind of enterprising thinking from an early stage and work with extremely talented students.”
The Scottish Institute for Enterprise (www.sie.ac.uk) wascreated in 1999 with the aim of boosting the commercialization potential of university science and technology research. It was formally launched in 2000 with funding from the Office of Science and Technology and currently embraces all 20 of Scotland’s Higher Education Institutions. – Whilst retaining its focus on science engineering and technology within institutions, SIE also targets 3 new areas of enterprise activities: social enterprise, enterprise for the visual and performing arts, and enterprise skills and leadership for university clubs and societies – The Summit press call will take place between 13.00 – 13.45 on Wednesday 7th March (shortly after the winners are announced). Here press representatives will be invited to speak with and photograph speakers, as well as meet and interview the winners of this year’s SIE National Student Business Plan Competition.

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