Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 330

Il Credito Cooperativo Fiorentino nella bufera

Posted by fidest press agency su domenica, 15 agosto 2010

La banca è finita nell’inchiesta sulla cosiddetta P3 e per finanziamenti concessi senza una corretta istruttoria e con una tardiva applicazione delle norme antiriciclaggio. Il tutto si richiama alla gestione di Denis Verdini, coordinatore nazionale del Pdl, che si era assunto poteri assoluti con un esecutivo “scarsamente autorevole” e un collegio sindacale “privo di sufficiente dipendenza”. E’ questo un altro ramo d’indagine nei riguardi di Verdini per altri versi sotto inchiesta in relazione ad ipotesi di “corruzione e riciclaggio” e per conflitto d’interessi in quanto ”ha omesso di fornire piena informativa, ai sensi dell’articolo 2391 del codice civile, circa la sussistenza di propri interessi potenzialmente in conflitto con quelli della banca, per affidamenti complessivamente ammontanti a euro 60,5 milioni” e riconducibili ad iniziative immobiliari ed editoriale con compravendite che non sono state nel prosieguo perfezionate. Ma la conta non finisce qui e si parla, tra l’altro, anche di fidi accordati per sei milioni di euro non assistiti da garanzia e versamenti della banca per 800mila euro in favore di una delle società editoriali riconducibili a Verdini effettuati tra giugno e dicembre dello scorso anno e che risultavano effettuati a persone non conosciute e che svolgevano modeste iniziative economiche o, addirittura cessate. In pratica dei prestanome. Per questi motivi e per le perdite registrate sugli impieghi e dell’attivo a rischio Bankitalia ha chiesto il commissariamento del Credito Cooperativo fiorentino e a fronte di livelli “crescenti di rischiosità dell’attività condotta”. E Verdini cosa dice di tutto questo? Contro di me accuse insussistenti”. E in merito alle contestazioni di Bankitalia osserva: “che si tratta dell’inizio di un provvedimento amministrativo al quale risponderò puntualmente e adeguatamente nei termini previsti dalla legge”. E soggiunge: “nella delibera degli ispettori non vi è traccia alcuna delle infamanti ipotesi uscite sulla stampa nei mesi scorsi, tese a individuare nel Ccf un crocevia di tangenti e di malaffare”. Come ho già spiegato ai magistrati – conclude il coordinatore del Pdl -, da tempo non ho rapporti in società operative con l’imprenditore Riccardo Fusi, e i crediti erogati alla Btp sono sempre stati pienamente garantiti. Respingo dunque con fermezza sia le contestazioni sul conflitto d’interessi che quelle relative ad inesistenti operazioni anomale.”

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