Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Lavoro minorile

Posted by fidest press agency su domenica, 15 agosto 2010

Povertà e mancato o scarso accesso all’istruzione, alla base del lavoro precoce e dello sfruttamento lavorativo di milioni di bambini Circa 165 milioni i minori lavoratori, di cui moltissimi impiegati in lavori pericolosi: quasi 6 milioni i bambini costretti a lavorare per ripagare un debito, quasi 2 milioni coinvolti nella prostituzione e pornografia Una povertà sempre più diffusa unita alla difficoltà o impossibilità di andare a scuola e ricevere un’istruzione adeguata. Sono alcune delle principali cause del coinvolgimento e sfruttamento di milioni di bambini e bambine nel lavoro minorile*. Un fenomeno che si può combattere e sradicare agendo su più livelli: con incisive politiche e interventi di riduzione della povertà, assicurando adeguata protezione ai minori vittime di sfruttamento lavorativo, garantendo ai minori costretti a lavorare accesso ad un’educazione flessibile e gratuita che permetta loro di affrancarsi dalla condizione di sfruttamento e di costruirsi un futuro diverso. E’ quanto sostiene e raccomanda Save the Children, la più grande organizzazione internazionale indipendente per la difesa e promozione dei diritti dei bambini alla vigilia della Giornata mondiale contro il lavoro minorile. “La povertà è spesso la causa principale del lavoro dei minori ed è chiaro come molti giovani siano costretti a lavorare per contribuire al loro sostegno e a quello della propria famiglia”, commenta Fosca Nomis, Responsabile Campagne e Advocacy di Save the Children Italia. “A ciò si aggiunge l’impossibilità di accedere ad un’istruzione scolastica adeguata. In molti casi i ragazzi e le ragazze finiscono con il lavorare perché non ci sono scuole da frequentare o perché il sistema educativo non è di qualità e in grado di dare risposte alle loro necessità di sopravvivenza”. “E’ assolutamente necessario rendere i sistemi scolastici flessibili, accessibili e gratuiti. In questo modo”, commenta ancora Fosca Nomis, “molti ragazzi saranno messi nelle condizioni di frequentare la scuola e,. grazie all’istruzione, di costruirsi una prospettiva di vita diversa e migliore”. Si stima che siano 165 milioni fra i 5 e i 14 anni i minori lavoratori. Molti di essi sono coinvolti in lavori pericolosi e nocivi. In particolare decine di milioni di bambini lavorano nei campi, spesso esposti al rischio derivante dai pesticidi. 5,7 milioni sono forzati al lavoro per estinguere un debito (bonded labour), 1,8 milioni sono coinvolti nel giro della prostituzione e della pornografia, circa 1,2 milioni sono vittime del traffico di minori. 250.000, di cui il 40% bambine, sono impiegati come bambini-soldato. Molti altri ragazzi in età lavorativa subiscono ogni giorno violenze sul posto di lavoro, commesse per lo più dai loro datori di lavoro o colleghi. Anche in Italia vi sono bambini e adolescenti coinvolti in gravi forme di lavoro coatto, come la tratta a scopo di sfruttamento sessuale. A tutela di questi bambini, è necessario prima di tutto perseguire coloro che li sfruttano. Quindi promuovere e prevedere programmi di protezione, recupero e riabilitazione che diano aiuto e supporto ai minori che sono sfruttati e ridotti in schivitù.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: