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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Il Popolo del sud: soggetto politico reale no virtuale

Posted by fidest press agency su martedì, 17 agosto 2010

Il Partito Popolo del sud reale, diverso, prende le distanze dai numerosi movimenti pseudo meridionalisti, indipendentisti, suddisti, federalisti, autonomisti, che evocano addirittura gli stati generali del sud. In rete si parla di 12, 20 movimenti, Vi è chi annuncia grandi progetti politici, grandi cose, ma se si raschia il fondo del barile si scopre che è fumo senza arrosto. C’è chi riesuma, ad esempio, le stragi del sud per vendere libri o per farsi strada nel mondo meridionalista. C’è chi incolpa ancora Garibaldi, Camillo Benso conte di Cavour, Mussolini per le condizioni di vita del Mezzogiorno. Ma sia chiaro non si tratta di difendere questi personaggi, anzi ne prendo le distanze, ma mi sembra comico e assurdo prendersela oggi con loro. Nel dopo guerra, appena costituita la repubblica italiana il 2 giugno del 1946, si è chiuso un capitolo storico dell’Italia che era associato al tremendo ventennio del fascismo. Ne emerse, purtroppo, subito un altro: quello del socialismo reale di stampo sovietico. Aver impedito tale eventualità permise al Paese di ritrovare le risorse necessarie per la ricostruzione e la rinascita. Non tutto, purtroppo, filò liscio. Altre insidie stavano emergendo allorchè, dagli anni 60 in poi, la mafia, la camorra, la ndrangheta, il malaffare contagiò il paese attraverso appalti, distruzioni di ville in stile liberty come a Palermo, le case di sabbia costruite al sud, decenni di appalti per costruire ponti, strade e ferrovie nel meridione. Tutto questo crebbe all’ombra inquietante della corruzione, della illegalità e dalla gestione di una classe dirigente democristiana con la complicità, in alcune aree del paese, dell’allora partito comunista italiano. Ci trovammo così travolti dalla devastazione ambientale e culturale del paese. Gli elettori, a questo punto, persero la loro identità e furono considerati solo numeri da gestire a proprio piacimento. Ora è tempo per uscire da questo tunnel degli orrori. Dobbiamo avere il coraggio, noi meridionali, di farci un mea culpa? Oppure dobbiamo andare alle origini dell’uomo per trovare dei colpevoli? Sta di fatto che, ancora oggi, questa classe politica riciclata si trova in parlamento e in molti comuni, province e regioni del sud. Chi li vota? Garibaldi o Camillo Benso conte di Cavour oppure u zio Totò e Gennarino? E’ possibile che da circa un anno nessuno parla, per esserne conseguente, di legalità, codice etico nella politica, questione morale, decoro urbano, per denunciare quei meridionali, e sono quelli che sporcano e continuano a sporcare, in quanto maleducati e irrispettosi del proprio ambiente, che buttano frigoriferi, televisioni, arredi di mobili, nei parchi naturali, per strada, perchè da un lato non c’è la cultura del rispetto dell’ambiente e dall’altro le istituzioni non puniscono severamente questi soggetti. E’ possibile che nessuno alza la voce e grida basta al pizzo, ai parcheggiatori abusivi, a qualsiasi forma di abusivismo che crea crisi, disoccupazione e degrado? Perche non si parla mai di progetti occupazionali, perchè nessuno pensa che mai può un progetto economico svilupparsi al sud se un imprenditore è costretto a pagare il pizzo se non vuole che gli mettano l’attak sul locale e, progressivamente, subire minacce di morte e gli bruciano il portone? Tutto questo rallenta l’economia del sud, e allora dobbiamo sfogarci con la storia? Dobbiamo metterci a copiare i leghisti e fare la guerra degli uni contro gli altri e, alla fine, se ti giri intorno finisci di vedere il vuoto intorno a te? Nessuno si accorge che oggi è tutto il paese in crisi e che le grandi menti, i nostri laureati lavorano all’estero perchè questo governo ha tagliato i fondi alla ricerca e se non c’è un’adeguata ricerca come possiamo diventare un paese competitivo? Qualcuno evoca gli stati generali del sud a che scopo? Chi sono e come si fanno? E poi facciamo finta di non girarci intorno per vedere periferie degradate, mondezza, disservizi, fame e disoccupazione, gente che dorme in auto, scuole abbandonate. Ditemi che sono un populista, che denigro il sud per farmi pubblicità, ma se queste cose non iniziamo a dirle nella nostra quotidianità, a sentirle dentro, presto ci abitueremo a convivere con la mondezza, i morti per strada, mentre sogniamo a occhi aperti un nuovo regno. Il nostro partito non intende unirsi al coro degli anti italiani, amiamo l’Italia, l’Europa, il mondo, conserviamo le nostre tradizioni, opereremo per il riscatto del sud partendo dalla strada e coinvolgendo la gente e, dai piccoli progetti, riscatteremo il sud d’Europa che si chiama Italia, rilanceremo la questione morale per invitare i meridionali a riflettere bene sul voto e limiteremo l’azione politica di chi fa il gioco delle lobby che per governare e gestire il potere ci guardano sorridenti dall’alto, nella lotta degli uni contro gli altri. (Girolamo Foti segretario del Partito Popolo del Sud)

Una Risposta a “Il Popolo del sud: soggetto politico reale no virtuale”

  1. Aldo Cannavò said

    Finiamola con nord,centro e sud. L’italia è una ed indivisibile.C’è un solo modo per farla progredire:moralizzare la società,scalzare gli amministratori disonesti,mettere un tetto agli stipendi più alti,fare trasparenza nelle decisioni comunali,svincolarsi da ogni genere di lobby e non dare incarichi con responsabilità a chi ha la fedina penale macchiata.

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