Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Archive for 22 agosto 2010

Un gruppo editoriale virtuale

Posted by fidest press agency su domenica, 22 agosto 2010

E’ il Gruppo Editoriale Internazionale Telematico (G.E.I.T.) Prima di tutto l’iniziativa può considerarsi innovativa in quanto può permettersi oggi di contemperare due esigenze: quella della comunicazione “tradizionale” e l’altra di tipo telematico. Vi è poi un sistema trasversale che salta alcuni passaggi oggi considerati ancora validi e difficilmente sostituibili o alternativi. Pensiamo alle concessionarie di pubblicità. Che senso hanno se ciascun editore presente in “rete” può presentare la sua offerta direttamente alle imprese che intendono fare pubblicità ai loro prodotti? Tutto questo già accade in Gran Bretagna. Lo stesso ragionamento dovremmo fare pensando alle agenzie giornalistiche, agli uffici stampa e alle redazioni dei giornali quotidiani e periodici. Dove nasce la notizia? Vi sono due percorsi per conoscerla. La prima è nella raccolta diretta degli eventi  che si manifestano intorno a noi: dichiarazioni di vari personaggi della politica, dell’economia, del sociale, ecc. e dalla cronaca bianca e nera. La seconda ci perviene direttamente attraverso i comunicati degli uffici stampa degli enti pubblici e dei privati. A questo punto ci chiediamo perché ci avvaliamo, praticamente, di doppioni comunicando la stessa notizia alle redazioni dei quotidiani e alle agenzie di stampa? A nostro avviso uno dei due diventa superfluo o, per lo meno, dovrebbe modificare il suo ruolino di marcia. Sino ad oggi le agenzie di stampa hanno per lo più funzionato da filtro e da correttore per messaggi prolissi, poco chiari pervenuti da fonti impreparate a comunicare notizie secondo un certo stile giornalistico. Ora gli uffici stampa stanno diventando più “professionali” e alla loro guida non mancano giornalisti qualificati. Significherebbe, quindi, che gli uffici stampa hanno in tal modo perso la loro funzione primigenia se non si fosse aggiunta, nel frattempo, l’enorme proliferazione delle informazioni soprattutto on-line. Ora se vogliamo meglio razionalizzare l’attività del giornalista delle redazioni dei quotidiani e dei periodici, dobbiamo ritenere che per essi vale meglio un referente che sia in grado di concentrare la massa delle notizie senza costringerlo a visitare decine di siti o ricevere centinaia di e-mail. Ed il referente, questa volte, dovrebbe continuare ad assumere la veste delle agenzie stampa suddividendole in “generaliste” e specializzate. Diciamo un massimo di 4-6 nel primo caso ed una ventina nel secondo. Oggi, invece, sono troppe e rischiano d’essere non lette con la conseguenza che talune notizie interessanti finiscono sacrificate ingiustamente. Il G.E.I.T. pensa a questo e a molte altre cose.

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Roma: Agenda assessori

Posted by fidest press agency su domenica, 22 agosto 2010

Roma 23 agosto ore 12 Viale Tor di Quinto, altezza Gran Teatro. L’assessore ai Lavori pubblici e alle Periferie, Fabrizio Ghera, partecipa alla conferenza stampa di presentazione degli interventi di rifacimento e messa in sicurezza dell’alberata stradale di Tor di Quinto. Nell’occasione, i tecnici del Dipartimento Tutela Ambientale e del Verde insieme ai periti della Guardia Forestale,  eseguiranno le indagini per la verifica della stabilità dei platani, utilizzando un moderno dendrodensimetro per la diagnosi di sanità del legno e l’identificazione delle cavità interne ai tronchi.

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Autovie venete: traffico molto sostenuto

Posted by fidest press agency su domenica, 22 agosto 2010

Week end di traffico molto sostenuto, quello compreso fra venerdì 20 e domenica 22 agosto, caratterizzato anche da numerosi tamponamenti che hanno contribuito a rendere più critica la circolazione sulla rete autostradale gestita da Autovie Venete. Fra i sinistri, quello accaduto stamattina (domenica 22 agosto) poco prima delle sette, un’uscita di strada che si è verificata due chilometri prima di San Giorgio di Nogaro in direzione Trieste ha registrato una vittima, mentre gli altri occupanti della vettura, con targa italiana, sono rimasti feriti. La giornata di sabato è stata sicuramente la più critica. Il volume di traffico, che ha raggiunto quota 161 mila 804, è stato del 5,6% più elevato rispetto alla stessa giornata del 2009 (153 mila 229). Le code e i rallentamenti hanno caratterizzato tutta la giornata, con dati molto elevati: sulle 24 ore 8dalla mezzanotte di venerdì alla mezzanotte di sabato) a Trieste Lisert sono usciti 17.714 (16.633 nel 2009; +6,50 %) veicoli mentre ne sono entrati 32.324 (31.483 nel 2009; +2,67 %). Le uscite registrate a Latisana sono state 17.990 ( 15.780 nel 2009; + 14,01 %) e le entrate  17.217 (16.456 nel 2009; + 4,62 %). L’unico dato in calo riguarda il casello di Villesse, dove in uscita sono stati registrati  4.772 (5.434 nel 2009; -12,18%) transiti, mentre le entrate sono aumentate del 31,15%, passando dalle 4 mila 613 del 2009 alle 6 mila 050 di quest’anno. A Portogruaro incremento del 9,52% nelle uscite con 11 mila 805 transiti a fronte dei 10 mila 779 del 2009 e aumento dell’11,20% nelle entrate (dai 10 mila 317 transiti del 2009 siamo pasati a 11 mila 472). In crescita anche i transiti a San Donà di Piave e San Stino: le uscite a S.Donà: sono state  pari a 7 mila 524 (6 mila 620 nel 2009; + 13,66 %); le entrate  7 mila 086 (6 mila 840 nel 2009; + 3,60 %); a S.Stino le uscite sono state 4 mila 647 (4 mila 539 nel 2009; +2,38 %) mentre le entrate  4 mila507 ( 4 mila 285 nel 2009; + 5,18 %). Notevole pure l’incremento al casello di Venezia Est: + 9,02% nelle uscite ( 10 mila 261 nel 2010,  9 mila 412 nel 2009) e più 13,42% nelle entrate (dalle 10 mila 841 del 2009 siamo passati a 11 mila 888). Anche tutta la giornata di domenica è stata contrassegnata da flussi di traffico intenso (la media oraria è stata fra  2 mila e 800/2 mila 900 veicoli/ora), ma senza code. Solo alla barriera di Trieste Lisert c’è stato qualche rallentamento (mai superiore al chilometro) fino alle 17,00 del pomeriggio. ). Il divieto di circolazione per i mezzi pesanti, scattato alle ore 7,00 del mattino resterà in vigore fino alle ore 24,00, dopo di che potrà riprendere, quindi si consiglia la massima attenzione alla guida.  Il traffico si presenterà sostenuto anche domani,  lunedì 23 agosto  su tutta la A4, con rallentamenti e code in entrata alla barriera di Trieste Lisert a partire dalle prime ore della giornata. Code a tratti potranno verificarsi in prossimità dei principali nodi di interconnessione con le altre autostrade.

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Energy Bulding

Posted by fidest press agency su domenica, 22 agosto 2010

E’ la tendenza internazionale che permette di costruire e arredare la casa tenendo conto delle piu’ moderne tecniche di costruzione, dei materiali piu’ naturali e sostenibili, ma anche delle antichissime tecniche e filosofie, come il Feng Shui, nate per dare energia e benessere a chi nella casa ci abita. Un centro dove l’esperienza multi-sensoriale non accompagna esclusivamente nell’acquisto dei prodotti, ma addirittura nella scelta di come costruire e progettare una casa, una camera o qualsiasi ambiente, il tutto nel rispetto dell’ambiente. Uno spazio progettato a scopo commerciale e didattico, per offrire e far conoscere al pubblico i vantaggi che derivano dall’impiego di prodotti e soluzioni abitative eco sostenibili, ma anche per far respirare il benessere che tali soluzioni riescono a regalare.  Accolta dal WWF Italia nel club “Imprese per la natura”, riservato a imprese o associazioni che contribuiscono a progetti per la salvaguardia ambientale, Cerchi nel Grano e’ una struttura costruita con materie prime naturali provenienti da fonti rinnovabili e da regioni limitrofe, e utilizza impianti di riscaldamento e di illuminazione a basso consumo, ai quali si unisce la produzione di energia elettrica “pulita” attraverso un impianto fotovoltaico posizionato sul tetto Insomma e’ il “luogo” per chi cerca solo qualche oggetto “green”, qualche libro specializzato di settore o qualche accessorio eco chic per la casa, ma anche per chi invece una casa deve costruirla e vuole farlo tenendo conto del suo impatto ambientale, passando per quelli che invece intendono ristrutturarla nell’ottica di una maggiore efficienza energetica. Grazie a un team di architetti con specifiche conoscenze relative ai temi della bioarchitettura e della bioedilizia, presso Cerchi nel Grano e’ possibile progettare una casa eco sostenibile, avere informazioni sui benefici dell’applicazione dei principi del Feng Shui, richiedere indagini geobiologiche del terreno su cui si intende edificare, capire come riqualificare un edificio dal punto di vista energetico, e persino farsi studiare una progettazione bioclimatica ad hoc degli spazi.  L’obiettivo e’ quello di permettere al visitatore di sperimentare in prima persona e in modo diretto i benefici che mente e corpo possono trarre da una casa progettata e costruita nel pieno rispetto dell’ambiente. Ma anche un luogo da visitare per conoscere tutti i segreti del benessere naturale, con la  possibilita’ di partecipare a corsi di yoga o Feng Shui, cosi’ come di bioarchitettura, bioedilizia, risparmio energetico. Ma Cerchi nel Grano si propone anche di far scoprire ai propri visitatori e clienti, in uno dei momenti di peggior crisi economica, come risparmiare denaro, senza rinunciare al benessere per il proprio corpo e la propria mente.

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Effetti dei farmaci sulle donne

Posted by fidest press agency su domenica, 22 agosto 2010

Il Comitato Nazionale per la Bioetica (CNB) ha recentemente espresso un parere su “La sperimentazione farmacologica sulle donne”, da cui si evince che il ‘campione’ di riferimento è sostanzialmente di sesso maschile. Di fatto, come si legge nella Premessa, “Molti ricercatori e medici in taluni capitoli della patologia umana non hanno tenuto adeguatamente in considerazione le differenze tra i sessi per quanto riguarda lo studio della sintomatologia, l’accertamento della diagnosi e l’efficacia dei trattamenti”. Ciò vuol dire che, a parte i medicinali che curano patologie esclusivamente femminili, lo studio degli effetti sono differenziati solo in misura minima, per cui gli effetti collaterali e/o indesiderati, studiati prima che un farmaco sia messo in vendita, ci dicono ben poco su che cosa è possibile che succeda alle donne. Il documento del CNB sottolinea la pericolosità di una farmacologia ‘neutrale’ rispetto alle differenze sessuali; propone di sensibilizzare le autorità sanitarie e di incentivare le aziende farmaceutiche a sostenere la sperimentazione differenziata per sesso. Ecco alcune delle indicazioni espresse dal CNB: 1) promuovere la partecipazione delle donne ai trials clinici con una adeguata informazione sull’importanza sociale della sperimentazione femminile; 2) garantire una maggiore presenza delle donne in qualità di sperimentatrici e componenti dei Comitati etici; 3) sollecitare una formazione sanitaria attenta alla dimensione femminile nell’ambito della sperimentazione farmacologica, oltre che della ricerca e della cura; 4) incrementare una cooperazione internazionale con attenzione alla condizione femminile nell’ambito della sperimentazione clinica.

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Abbuffata di additivi

Posted by fidest press agency su domenica, 22 agosto 2010

Negli ultimi dieci anni sono aumentati al ritmo del 4% all’anno. Sono i coloranti, i conservanti, gli antimicrobici e gli antiossidanti, gli esaltatori di sapore, gli agenti di rivestimento, gli aromi naturali e artificiali, gli stabilizzanti, i gelificanti, i lievitanti, gli emulsionanti gli acidificanti, insomma gli additivi alimentari, che in occasione delle vacanze estive i consumatori ingurgitano in quantità notevoli per via degli eccessi alimentari o anche di una alimentazione più permissiva nei menù dei ristoranti. Aumentano con il processo di industrializzazione dei prodotti alimentari e creano qualche preoccupazione perche’ sommati tra loro diventano responsabili dell’aumento del 5% delle allergie alimentari. Comunque un uso eccessivo degli additivi puo’ causare danni alla salute, poiche’ il potenziale effetto dannoso e’ in rapporto alla dose e al peso del consumatore e i primi a soffrirne sono i bambini, per l’uso di prodotti contenenti additivi e per il minor peso corporeo.
Qualche esempio serve a dare la dimensione del fenomeno: i nitrati e nitriti di sodio e potassio, contenuti nelle carni preparate (salumi, prosciutti, ecc), interferiscono con la presenza di vitamina A e B1 e possono modificare il funzionamento della tiroide; in particolare i nitriti possono trasformarsi in nitrosammine, composti cancerogeni. I solfiti, contenuti nei crostacei, nel vino, nella frutta secca e candita, funghi secchi, ecc., possono dar luogo a reazioni allergiche come le asme bronchiali e l’orticaria. I fosfati, contenuti in budini, gelati, latte concentrato, prosciutto cotto, possono determinare una insufficiente calcificazione delle ossa. Si potrebbe continuare per un bel po’ e il consiglio che possiamo dare ai consumatori e’ sempre lo stesso: consumare prodotti freschi (siamo il giardino d’Europa, perche’ dobbiamo mangiare le fragole a dicembre?), congelati o trattati con il calore (pastorizzazione), o che comunque non contengano additivi (meno la lista e’ lunga meglio è) (Primo Mastrantoni, segretario dell’Aduc)

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Parliamo di “pensioni”

Posted by fidest press agency su domenica, 22 agosto 2010

Gli esperti dei Centri studi della Fidest a proposito di pensioni, si sono chiesti: ma è proprio necessario incentrare i nostri dibattiti sull’età del pensionamento? Se provassimo a cancellare questa parola dal nostro vocabolario e la sostituissimo con la parola “rendita” concretizzandola con versamenti decennali rinnovabili per lo stesso periodo di tempo e a discrezione degli interessati? Cosa succederebbe, ad esempio, a un lavoratore che dopo dieci anni di versamenti gli venisse erogata una sia pur modesta rendita e con la proposta di fare la stessa cosa nel decennio successivo e così via? In 40 anni ci troveremmo con 4 rendite cumulabili. Non solo. Non andrebbero previsti i limiti di età partendo dal presupposto che il lavoro assegnabile va considerato anche sul dato anagrafico. L’esempio classico lo possiamo trarre da un giocatore di calcio professionista. A 35 anni è solito appendere gli scarpini al chiodo ma non per questo si considera un pensionato. Si cercherà un altro lavoro più consono alla sua età. Pensiamo a lavori sedentari che potrebbero essere assegnati agli over sessantenni. Si tratta di riscrivere lo stato sociale e sarebbe una gran bella “rivoluzione” se solo riuscissimo a superare il classico detto latino:hic sunt leones, ovvero la paura d’affrontare il nuovo e il diverso.

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Il credito alle famiglie

Posted by fidest press agency su domenica, 22 agosto 2010

A fronte del progressivo aumento dei tassi d’interesse, dell’indebolimento del mercato immobiliare e del peggioramento del clima di fiducia, le famiglie italiane hanno evidenziato un atteggiamento più cauto nel ricorso al credito. Agli effetti di rallentamento della domanda si sono aggiunti quelli derivanti da politiche di offerta più caute e dalla difficoltà di funding degli operatori. Sul fronte dell’offerta in un contesto sempre più concorrenziale, gli operatori hanno continuato a favorire l’innovazione di prodotto e la flessibilità delle condizioni applicate in una logica volta a rispondere meglio al mutamento dei bisogni delle famiglie. Anche in risposta alle sollecitazioni delle Istituzioni, l’attenzione degli operatori è stata rivolta a facilitare la sostenibilità degli oneri sul debito a fronte di un maggiore orientamento, anche da parte del cliente, al credito responsabile. Sono queste alcune delle principali evidenze emerse dalla venticinquesima edizione dell’Osservatorio sul Credito al Dettaglio realizzato da Assofin, CRIF  e  Prometeia. Il credito al consumo, pur se in rallentamento, è rimasto il comparto con la crescita più intensa rispetto alle altre forme di finanziamento alle famiglie.  Hanno sostenuto il mercato, in particolare, i crediti contro cessione del quinto dello stipendio/pensione e i prestiti personali  Nel comparto dei mutui il rallentamento della domanda delle famiglie, sconta la flessione del mercato immobiliare e il contesto di incertezza, riflettendosi in una frenata nella crescita delle consistenze  e in una contrazione del -5% circa dei flussi finanziati per l’acquisto di abitazioni. Complessivamente il debito delle famiglie italiane continua a essere ridotto nel confronto internazionale, attestandosi in rapporto al Pil, al 33,7%, pari a circa la metà del livello medio dell’area Euro e a un terzo di quello osservato negli Stati Uniti e nel Regno Unito.  L’evoluzione della rischiosità del mercato del credito al dettaglio si colloca in un quadro congiunturale di deterioramento delle condizioni economiche nazionali.  Per il credito al consumo si rileva un lieve aumento sia degli indicatori di rischio dinamici, ossia del tasso di default che registra le nuove sofferenze nel periodo in esame. Nel biennio 2010-2011 i finanziamenti al consumo dovrebbero evidenziare un progressivo miglioramento dei ritmi di crescita, pari rispettivamente al +6,2% e al +8,5%, a fronte del +5% stimato per la fine del 2009. L’evoluzione del mercato dovrebbe ancora accompagnarsi a una maggiore integrazione tra i gruppi bancari e le società specializzate e a un’ulteriore ricomposizione verso le forme di credito diretto.

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Col test HPV più prevenzione e più risparmio

Posted by fidest press agency su domenica, 22 agosto 2010

Più possibilità di prevenzione per il cancro del collo dell’utero riducendo, allo stesso tempo, i costi per la sanità pubblica. Tutto questo grazie al test dell’Hpv (Hc2), che analizzando il Dna rileva la presenza del Papillomavirus, causa principale di questo tipo di tumore. Il test, secondo gli esperti, potrebbe sostituire il Pap test come esame primario o integrarlo, migliorando la capacità di individuare precocemente la malattia e allungando i tempi dei controlli periodici che passerebbero da tre a 5 o 6 anni. Lo dimostrano i risultati, presentati a Roma, del primo screening, tutto italiano, che ha coinvolto nella prima fase 24 mila donne. Il lavoro di prevenzione, che continuerà coinvolgendo presto 130 mila pazienti, è stato eseguito per la prima volta in Italia dall’Asl Roma G. Lo studio di riferimento sul test, anche questo italiano e unico nel suo genere – l’NTCC (New Technology for Cervical Cancer) finanziato con fondi regionali, ministeriali ed europei – indica che il test Hpv può integrare e sostituire il Pap test, perché è più sensibile e identifica i tipi di virus più pericolosi consentendo di selezionare i casi da inviare ai controlli successivi. Con un vantaggio economico in più: il test consente appunto di allungare da tre a 5-6 anni l’intervallo tra un esame e l’altro, facendo risparmiare risorse al Servizio sanitario nazionale.

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Analfabetismi affettivi e contaminazioni subliminali

Posted by fidest press agency su domenica, 22 agosto 2010

Se mai qualcuno abbia svolto servizio di volontariato in un dormitorio, saprebbe come la figura del clochard sia distante da quella raccontata in certa letteratura romantica, che lo vorrebbe felice e contento del proprio abbrutimento psico-fisico. Il clochard, il barbone, adagiato sul cartone o sulla panchina è soltanto un uomo solo, impreparato alle nuove sfide, oppresso dalle proprie lentezze e stanchezze, fragile e ultimo davvero, per questo dovrebbe suscitare il rispetto dovuto. In quattro si sono adoperati per estinguere il clochard di turno, per arrostirlo  e spedirlo all’altro mondo, in quattro per uccidere un uomo inerme e inoffensivo, ma colpevole  di essere una persona abbandonata. Hanno cosparso di benzina una persona adagiata su una panchina, hanno tentato di farne un bel falò, non per fanatismo religioso, nè per razzismo congenito, lo hanno preso di mira perchè tanto è una “cosa” senza valore, anzi un fastidio da scacciare via, in fin dei conti è uno di quelli non bello da vedere, da sloggiare in fretta dai parchi, dalle vicinanze dei cassonetti, dalle chiese, perché no anche delle città illuminate. Quattro “bravi” ragazzi, ciascuno con il suo bel pedigree, fornito dalla scuola, dal datore di lavoro, dalla famiglia, ognuno con in tasca un pezzo di futuro già bello e confezionato. Quando si è dei mentecatti in quattro il coraggio lo si trova nella fisicità di un sorriso, di una smorfia, la sfrontatezza dell’intesa è sottotraccia al tubo di birra, di una canna, di uno sniffing, sopra il  palcoscenico dove inizia la  recita, al nastro di partenza, per la finale assoluta, per uscire finalmente dalla maledetta anonimia, dalle stramaledettamente uguali  serate al bar a fare niente, se non a costruire percorsi di guerra mentali, tanto per non restare schiacciati dalla propria insignificanza. In quattro a pensare di annientare chi sta dietro, per la paura di esser conciati peggio.Forse accade per assenza di un tempo e di un impegno che riesca a sdoganare l’emozione di una relazione importante, di un incontro da ricercare per non esser costretti alla resa di fronte al niente di una coscienza infantilizzata. Il barbone brucia, l’adrenalina sale fino a stracciare gli analfabetismi affettivi, le contaminazioni subliminali, il reality non è solamente di casa in tv, nei tiggì, nelle pagine patinate, è qui e ora, e noi finalmente siamo i protagonisti, chi se ne frega se attraverso le sofferenze di un poveraccio. Emergenza educativa? In questa constatazione c’è tutta l’impresentabilità del mondo adulto, da quello genitoriale a quello professorale, impegnato a fare cassa piuttosto che fatica preventiva, per inchiodare alle proprie responsabilità chi pensa che esistono persone diverse e quindi di minore importanza, di così basso profilo da risultare insopportabili. Questi quattro “bravi” ragazzi ci fanno comprendere che questa mimetizzazione di normalità malata crea inquietudine, attese, desideri che divengono indicibili, fino a relegare in un angolo una parte di umanità, quella più giovane, inconsapevole di erigere rifiuto e distanza nella comprensione degli altri, soprattutto di quelli meno fortunati. (Vincenzo Andraous)

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La politica che non convince

Posted by fidest press agency su domenica, 22 agosto 2010

Gli anni che seguirono la seconda guerra mondiale offrirono all’Italia politica l’opportunità di una svolta epocale nella costruzione di uno stato moderno e evoluto. Tale possibilità mancò. Non l’avemmo con il meridione, pur disponendo di notevoli capitali, per farlo decollare economicamente. Non l’avemmo con le riforme dalla scuola alla giustizia e alla pubblica amministrazione. Nel frattempo ci fu imposta dalle nostre alleanze internazionali una pax sociale abnorme che ci indusse ad inventarci, istituzionalizzandoli, gli ammortizzatori sociali moltiplicando posti di lavoro sulla carta inesistenti e i fuori corso universitari e servizio militare obbligatorio per protrarre l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro e inventando dall’altro capo della vita le pensioni di anzianità partendo dal minimo di 14 anni sei mesi e un giorno. Era il tempo delle “vacche grasse” e attingemmo, senza ritegno, dalla mano pubblica sino ad avere oggi un debito pubblico da capogiro. Questa è la storia di ieri che ancora oggi tende a perpetuarsi anche se le risorse si sono assottigliate sebbene oggi, per non rinunciare a taluni privilegi, facciamo pagare il prezzo dei nostri limiti agli anelli più deboli e più facilmente sottomettibili della nostra popolazione. In altre parole, dopo gli errori del passato si aggiunge quello della mancata ridistribuzione delle risorse avendo così seri limiti di bilancio. Ora quello che abbiamo, storicamente rimproverato, alla classe politica che ha retto le sorti del Paese dagli anni cinquanta agli ottanta oggi dobbiamo farlo, soprattutto, ai governi del centro sinistra che per definizione dovrebbero essere più sensibili a un modello di società virtuoso e ossequiente alla logica di un’equa ridistribuzione delle risorse. Ciò non è accaduto e l’elettore li ha puniti ma la lezione non sembra aver dato i suoi frutti poiché è mancata una leadership ben determinata al cambiamento che non significa, ovviamente, maggiori costi, ma entrate nella logica del buon padre di famiglia che, in presenza di minori disponibilità, sa organizzarsi per evitare gli sprechi, rinunciare al superfluo e puntare all’essenziale. Ciò significa intraprendere una lotta seria alle evasioni fiscali, riformare la giustizia, dare all’istruzione un input più determinato, evitare la formazione di nuove sacche di povertà, fare della salute un punto di riferimento importante incentrando, ad esempio, gli interventi sulla prevenzione, e non solo, e offrendo ai giovani certezze lavorative che oggi sono diventate fin troppo “precarie”. Le stesse logiche che si richiamano al sistema pensionistico in auge dovrebbero mutare registro e non ancorare il dibattito su ciò che dovrebbe essere del tutto escluso dai nostri conversari e mi riferisco ai limiti di età. Oggi ci ritroviamo con una società che ha fin troppe regole ma le manca lo strumento più efficace e determinante ovvero quello di farle rispettare o meglio le fa rispettare solo ai più deboli e ai meno organizzato e questo è ancora più drammatico secondo la logica dell’essere forte con i deboli e debole con i forti. Questa è l’Italia che è mancata negli anni postbellici e questa è l’Italia che manca ai giorni nostri. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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Precetto cinese sul denaro

Posted by fidest press agency su domenica, 22 agosto 2010

Col Denaro puoi comprare una casa,
ma non una Famiglia.
Col Denaro puoi comprare un orologio,
ma non il Tempo.
Col Denaro puoi comprare un letto,
ma non il Sonno.
Col Denaro puoi comprare un libro,
ma non la Conoscenza.
Col Denaro puoi pagare un medico,
ma non puoi comprare la Salute.
Col Denaro puoi comprare una posizione ,
ma non il Rispetto.
Col Denaro puoi comprare il sangue,
ma non la Vita.
Col Denaro puoi comprare il sesso,
ma non l’Amore.
e comunque ricordiamoci che….
Chi trova un Amico trova un Tesoro.
E…chi trova un Tesoro trova molti amici…

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Editoriale: L’Italia degli sprechi

Posted by fidest press agency su domenica, 22 agosto 2010

Editoriale Fidest. Rimproveriamo spesso gli amministratori pubblici di sperperare il denaro della collettività per opere o per iniziative inutili o poco redditizie, ma non ci chiediamo cosa fanno i cittadini che in quel paese vivono e se essi si comportano nel privato alla stessa maniera della scelta fatta per guidarli nella gestione del Paese. La verità è che oggi, amministratori e amministrati, stanno vivendo una stagione surreale nella quale cerchiamo di riverberare le nostre frustrazioni attraverso logiche consumistiche che un tempo ci facevano sognare e che ora sentiamo più concretizzabili. Ma non ci siamo resi conto, al tempo stesso, dei guasti che provochiamo nel voler “istituzionalizzare” un benessere acquistato con la falsa moneta dei facili arricchimenti, delle logiche clientelari, delle azioni indegne praticate pur di raggiungere e consolidare uno status symbol. Abbiamo finito con il creare dei mostri che con il loro cinismo hanno avvelenato le nostre coscienze, ci hanno resi aridi e amorali e fatto perdere il senso della misura nel rapporto con i valori costituenti la base del nostro vivere comune. La politica praticata con questi stessi principi aberranti ha perso il suo carisma iniziale e come un legno storto, riprendendo la celebre metafora kantiana, resta nella sua condizione poiché non siamo in grado di raddrizzarlo per l’assenza di una lucida e determinata volontà di cambiamento. Questa nostra incapacità talvolta la surroghiamo con l’alterazione del significato che c’è dato dalla politica. La consideriamo una sorta di contenitore nel quale possiamo riversarvi i nostri interessi personali e non per quella che è, ossia un’esperienza sociale, per consentirle di esplicitare tutte le proprie potenzialità. Ma su questo punto manca l’elemento più importante: la figura di un “reggitore” ovvero di chi è dotato di una particolare forma di intelligenza per capire le esigenze del sociale ed avere la volontà di realizzarle nella loro oggettività. E’ un identikit non facile da tracciare essendo un compito così fuori dal comune in una società come la nostra portata a seguire la strada più agevole e comoda del nostro bene privato in luogo di quella del bene di tutti. E al bene privato può facilmente associarsi la “tentazione del potere” che per affermarsi e consolidarsi non ha scrupoli. Lo fu nel mondo antico con la divinizzazione del sovrano, lo è oggi nel postulato machiavellico e hobbesiano che non esiste potere che non sia assoluto. Su questo presupposto è stata prima costruita la teoria della sovranità popolare e poi quella della divisione dei poteri per limitarne l’assolutezza. Ma questa non demorde. Oggi è in atto il tentativo di condizionare dall’interno l’autonomia dei diversi poteri: giudiziario, legislativo e dell’esecutivo per renderli, ove possibile, più deboli, inefficaci, ininfluenti. Ma se il male è questo quale potrebbe essere il suo antidoto? Continua ad esserlo l’essere umano con la sua intelligenza, coerenza e valori morali. Solo in questo modo si può pensare in maniera diversa al potere non per abolirlo ma per risemantizzarlo. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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“Agire in tempo sulla politica energetica”

Posted by fidest press agency su domenica, 22 agosto 2010

L’Università di Harvard ha ospitato di recente una conferenza dal tema “Agire in tempo sulla politica energetica” nel corso della quale il direttore generale del Ministero dell’Ambiente, Corrado Clini, ha presentato i nodi critici delle discussioni in corso sui cambiamenti climatici in ambito G8 ed ha segnalato l’urgenza di sviluppare una partnership efficace tra UE e USA per la promozione a livello globale delle tecnologie a basso contenuto di  carbonio.  A questo proposito, nel corso della conferenza è emersa con chiarezza la situazione di perdita di competitività degli Stati Uniti in materia di ricerca e sviluppo di nuove tecnologie a basso contenuto di carbonio, e l’assenza di sforzi significativi per aumentare l’efficienza energetica. E la situazione non sembra poter cambiare a breve. Per gli americani, invece,  la congiuntura economica interna, e il tema dei cambiamenti climatici è percepito come un fattore di rallentamento della crescita, non come volano economico. D’altra parte si fa osservare che la riduzione delle emissioni dei gas ad effetto serra dell’Unione Europea avrà efficacia solo se gli USA assumeranno analoghi impegni: infatti, l’impegno operosissimo (1% del PIL) dell’Europa per modificare il sistema energetico avrà un effetto simbolico sulla riduzione delle emissioni globali (2%), e solo un’iniziativa congiunta delle più forti economie (USA/Europa/Giappone) potrà dare risultati significativi.

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La Cina e le frodi alimentari

Posted by fidest press agency su domenica, 22 agosto 2010

Si tratta, come ha sottolineato il sottosegretario Francesca Martini, di un “disastro per la salute globale” in quanto rende il governo cinese sempre più inaffidabile nel contesto dello sforzo che i paesi stanno facendo sul piano della cooperazione internazionale per fronteggiare minacce come quella delle frodi alimentari che – in un mondo sempre più interdipendente- sono comuni a tutti i paesi del mondo.  La Cina è un  paese dove non esiste rispetto per la salute della donna, né per quella dei lavoratori che sono assolutamente sprovvisti di qualsiasi tutela della salute sui luoghi di lavoro. E’ un paese dove non vi è alcuna trasparenza di dati, quindi nessuma collaborazione internazionale. Eppure paradossalmente questo paese ha – nell’ambito dell’Organizzazione Mondiale della sanità – la massima delle cariche togliendo a quella che é stata una prestigiosa organizzazione ogni forma di credibilità. In un contesto di globalizzazione economica é fondamentale operare su scala mondiale attraverso organizzazioni come l’OMS a condizione, però, che si faccia valere e sia credibile sul piano operativo, (da uno stralcio dell’intervento del Dr Walter Pasini Direttore Centro Collaboratore dell’Organizzaziione Mondiale della Sanità per la Travel Medicine)

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IBM Automotive 2020 Global Study

Posted by fidest press agency su domenica, 22 agosto 2010

Gli automobilisti del futuro avranno accesso a “garage virtuali” e guideranno veicoli intelligenti, ibridi e in costante collegamento con il mondo esterno.  E’ quanto è stato prospettato da uno studio IBM presentato all’Automotive 2020 Global Study di qualche anno fa, dal titolo “Automotive 2020: Clarity Beyond the Chaos”. Si tratta di un’analisi realizzata dall’Institute for Business Value di IBM, basata su interviste fatte a 125 responsabili delle principali società del settore automobilistico a livello mondiale. Lo studio, che ha coinvolto anche Paesi economicamente emergenti come Brasile, Russia, India e Cina, mostra un ecosistema alle prese con cambiamenti significativi, resi urgenti dalle esigenze di consumatori sempre più sofisticati, e offre uno sguardo interessante sullo scenario del prossimo futuro, per alcuni versi molto diverso da quello odierno. Lo studio evidenzia come i consumatori vogliano disporre di veicoli sempre più performanti e non solo in funzione del piacere della guida, ma anche in termini di sicurezza, di risparmio economico e di impatto ambientale. I veicoli intelligenti del futuro si avvarranno dell’elettronica e della tecnologia in termini ad esempio di sicurezza attiva (con funzionalità in grado di percepire e rispondere attivamente ai comportamenti di guida e alle condizioni stradali) o di connettività tra i veicoli e con la rete stradale (ad esempio con la trasmissione di informazioni da veicoli che si avvicinano al luogo di un incidente ad altri veicoli per limitare ulteriori possibili rischi e per evitare possibili code e ritardi).  Anche dal punto di vista dei carburanti e della sostenibilità ambientale si vedranno importanti cambiamenti: le soluzioni ibride già presenti sul mercato si evolveranno esponenzialmente e saranno molto più avanzate nel 2020. Le case automobilistiche produrranno veicoli sempre più eco-compatibili: secondo lo studio passerà dal 95% del 2008 al 65% del 2020 la percentuale dei veicoli con carburanti fossili, mentre nel 2020 la media di emissioni di CO2 scenderà, secondo gli esperti, a 97 g/km (dai 160 del 2008). I veicoli del 2020 saranno anche sempre più riciclabili: dall’attuale 75% del veicolo si passerà nel 2020 al 88%.  Nel 2020, secondo gli intervistati, a influenzare maggiormente le scelte dell’industria automobilistica saranno, infatti, le preoccupazioni relative alla sostenibilità (60% nel 2020; 33% nel 2008), la Corporate Social Responsability (14% nel 2008; 31% nel 2020), la mobilità personale (12% nel 2008; 22% nel 2020) e il progresso tecnologico (61% nel 2020; 56% nel 2008), a discapito di fattori che storicamente hanno sempre preoccupato il settore, come la globalizzazione (55% nel 2008; 32% nel 2020) e le influenze governative (34% nel 2008; 26% nel 2020).

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Inutile la metà dei farmaci

Posted by fidest press agency su domenica, 22 agosto 2010

Il 50% dei farmaci in circolazione è inutile e potrebbe essere eliminato senza problemi. E’ la dura ‘sentenza’ di Silvio Garattini direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano che punta il dito anche contro l’uso non appropriato o esagerato di buoni medicinali. Per Garattini la nostra è una società sempre più “farmacocentrica, perchè vede la soluzione di tutti i problemi nel medicinale” e dimentica, invece, la prevenzione. Inoltre gli “enormi interessi economici che gravitano attorno alle medicine” e la “tendenza al consumismo sanitario”, sono il quadro in cui si inserisce l’utilizzo non sempre migliore di pillole, fiale e sciroppi.”C’è evidentemente – spiega l’esperto – poca appropriatezza”, che si esprime a diversi livelli. “Il primo è quello dei farmaci totalmente inutili – precisa – come gli epatoprotettori, gli integratori, gli immunostimolanti, i dimagranti, ecc. Una paccottiglia che è solo frutto di pubblicità”. Ci sono poi i tanti medicinali “usati solo per curare le cattive abitudini, dal fumo all’eccesso di alcol, dal sovrappeso all’uso di droga”. Anche in questo caso si tratta di una spesa evitabile. “Il Servizio sanitario nazionale potrebbe risparmiare moltissimo con interventi più decisi sulle abitudini di vita”, dice Garattini, che sottolinea come “non esiste solo un diritto alla salute ma anche un dovere. E’ necessario un lavoro di informazione ed educazione su questo: chi si ‘procura’ una malattia deve sapere che attinge da fonti comuni e sottrae risorse a chi si è ammalato senza colpe”.

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La laringite può essere ambientale

Posted by fidest press agency su domenica, 22 agosto 2010

L’esposizione quotidiana a fumo di sigaretta, allergeni, acari e smog può essere all’origine della laringite, anche cronica, secondo quanto riscontrato dai ricercatori dell’UC Davis Health System Department of Otolaryngology di Sacramento (California). Il team di Peter C. Belafsky ha già da tempo presentato i risultati della ricerca all’American Academy of Otolaryngology – Head and Neck Surgery Foundation Annual Meeting & Oto Expo. In genere ricercatori e medici attribuiscono disturbi come abbassamento di voce e tosse stizzosa a un’infezione virale o un abuso della voce stessa, come nel caso delle laringiti professionali. Ora però gli scienziati hanno scoperto – grazie a studi su modelli animali – che anche l’esposizione a diversi inquinanti ambientali, inclusi gli acari della polvere e lo smog, può causare quelle che gli stessi autori definiscono laringiti ambientali. Un fenomeno che, avvertono gli scienziati, potrebbe portare a un aumento dei casi di laringite e delle laringiti croniche.

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Fumo sempre più rosa

Posted by fidest press agency su domenica, 22 agosto 2010

In 50 anni, dal 1957 al 2007, è triplicato il numero di italiane fumatrici, soprattutto nella fascia d’età fra i 25 e i 54 anni. Sono alcuni dati contenuti nel Libro Verde sulla salute della donna, presentato  a Roma e curato dall’Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda) in collaborazione con Farmindustria. Un progetto che nasce come continuazione del Libro Bianco 2007, con l’obiettivo di passare all’analisi dei fenomeni legati alla salute di genere alla proposta di soluzioni condivise. Anche il numero di sigarette fumate ogni giorno è progressivamente aumentato: in media le donne italiane ne accendono dalle otto alle 12 mentre il 7,8% fuma dalle 15 alle 24 e l’1% oltre 25. E le conseguenze si fanno sentire: le malattie cardiovascolari sono oggi la prima causa di morte in rosa, con il 46,8% di tutti i decessi registrati fra le italiane nel 2002 e 130 mila casi totali. Non solo. Il fumo abbassa le chance di concepire un figlio, crea danni al feto e aumenta il rischio di parto prematuro. Secondo Onda, “la sfida per il futuro è promuovere nelle donne il raggiungimento di emancipazione, autonomia e sicurezza, obiettivi che non hanno bisogno del fumo per affermarsi. Occorre pertanto continuare a informarle sugli effetti del tabacco aumentando la loro consapevolezza sull’importanza di adottare stili di vita salutari”, anche attraverso i vari programmi di sensibilizzazione promossi da Istituzioni e associazioni.

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Ormoni che bruciano

Posted by fidest press agency su domenica, 22 agosto 2010

Il reflusso gastroesofageo affligge fino al 60% delle persone nel corso di un anno e il 20-30% almeno settimanalmente ed esistono studi che avvertono che elevati livelli di estrogeni e di progesterone contribuiscono al disturbo o a peggiorarlo. A supporto di questa ipotesi il fatto che le pressioni dello sfintere esofageo inferiore diminuiscano durante la gravidanza e con l’uso di contraccettivi orali. In più l’utilizzo della terapia ormonale postmenopausale aumenta il rischio di sintomi di reflusso nelle donne in sovrappeso e obese. Uno studio pubblicato sugli Archives of Internal Medicine ha cercato di chiarire ulteriormente la relazione tra l’utilizzo di ormoni esogeni e i sintomi di reflusso gastroesofageo. Lo studio ha valutato la relazione tra il reflusso gastroesofageo e la terapia ormonale postmenopausale, includendo il ricorso a modulatori selettivi dei recettori estrogenici (SERMs) e preparazioni ormonali OTC.

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