Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

L’Italia e l’abbraccio coloniale

Posted by fidest press agency su domenica, 22 agosto 2010

La prima nel considerare l’occasione perduta dall’Italia di “trarsi fuori” dall’abbraccio coloniale che ha visto nel XIX secolo, e nel prosieguo, in prima fila gli europei nei confronti dei paesi terzi e, per quanto ci riguarda in particolare, il mondo arabo. La seconda ho cercato di capire il “travaglio” che le stesse comunità hanno subito prima con il vulnus coloniale e poi quello altrettanto grave dell’insediamento al potere di uomini corrotti e avidi e facilmente ricattabili e che  hanno rappresentato, per una certa mentalità “occidentale”, la versione corretta e riveduta del “colonialismo”. Non a caso, infatti la risposta libica con la rivoluzione ghedaffiana di oltre 40 anni fa ha saputo cogliere efficacemente tali vergognose e arroganti ingerenze.. Il primo passo è stato quello di abbattere  un tiranno e il secondo di far capire all’occidente che non si trattava della stessa logica passata di “un’alternanza di corrotti”. Una rivoluzione, quindi, “atipica” per l’occidente che non fu capita e quando fu compresa si cercò di contrastarla costringendo il leader libico a cercare rapporti più di sostegno alla sua causa. Tutto questo allontanò l’occidente dalla politica di buon vicinato e di amicizia con il mondo arabo poiché non si trattò del solo caso libico ma dovremmo mettere in conto la Tunisia e l’Algeria ma anche il Libano e altri. Non vi è dubbio che la prima contraddizione l’abbiamo in casa nostra. L’occidente con la sua cultura fondata su valori di giustizia, di libertà e di uguaglianza è stato un modello di ambiguità nel predicare bene in casa e nel razzolare male altrove. Questo non è stato solo percepito a livello di conoscenza popolare ma continua a creare sospetti e timori nella leadership araba sul come si possa dialogare coerentemente con chi è capace con tanta facilità d’essere una lingua biforcuta.

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