Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Le notizie tra informazione e disinformazione

Posted by fidest press agency su martedì, 24 agosto 2010

Siamo letteralmente bombardati da mani a sera da una massa considerevole di notizie che alla fine ci scorrono addosso senza lasciare il segno. In tal modo siamo così adusi a “non ascoltare” che a farne le spese sono anche i nostri familiari: quante volte nostro figlio è costretto a ripeterci le stesse cose  che ci ha detto qualche ora prima? Ma anche lui non scherza con le nostre raccomandazioni o pareri. E se usciamo dal contesto familiare lo stesso capita scambiando convenevoli e qualche informazione con gli occasionali conoscenti incontrati su qualche mezzo pubblico o alle sue fermate. E alla mancata memorizzazione del linguaggio parlato dobbiamo aggiungervi quello visivo. Anche qui scompare misteriosamente dal nostro cassetto della memoria il ricordo, ad esempio, del dove abbiamo visto quel certo tipo di abbigliamento esposto nella vetrina di un negozio e che ci ha attratti per qualche istante. Ed i messaggi audiovisivi della televisione diventano ancora più inquietanti in quanto contestualmente coinvolgono la vista e l’udito e con l’aggiunta del rischio dissociativo. In altri termini possiamo attribuire ad altri soggetti delle frasi dette in contesti diversi oppure attribuirne un significato diametralmente opposto. E la confusione che facciamo e, a volte, tale che finiamo con l’esternalizzare dei giudizi non tanto per ciò che è stato detto ma per le convinzioni che abbiamo nel frattempo maturate nei confronti di chi abbiamo ascoltato di recente. Gli esperti ci dicono, in proposito, che abbiamo ridotto il nostro livello di attenzione e diventiamo sempre più distratti proprio perché il continuo bombardamento di notizie ci mette nelle condizioni di non avere più spazio nella nostra memoria e tendiamo, di conseguenza, a selezionarle e, nel farlo, ci capita di andare in confusione. E la scuola non è da meno in questo processo disgregativo dato che non essendo l’unica fonte dei nostri saperi diventa un’altra “emittente” di dati e di nozioni che si mettono in fila per essere da noi immagazzinate nella nostra memoria. Occorre, a questo punto, tentare di porvi riparo ed in ciò la scuola potrebbe esserci maestra indicando quei valori indefettibili per la cui priorità la nostra memoria non dovrebbe avere dubbi preferenziali.

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