Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Quando la schiena fa “crack”

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 agosto 2010

Ogni anno in Italia si verificano oltre 100.000 fratture vertebrali causate da osteoporosi. Basta spesso un gesto innocuo – un peso sollevato distrattamente o un movimento brusco – a far sì che possano provocarsi cedimenti o collassi di un corpo vertebrale, con conseguenti fratture dolorose, che provocano cambiamenti nell’aspetto e nella postura, mal di schiena e limitazioni nella mobilità.
Ha dichiarato il Dottor Stefano Astolfi, direttore dell’Unità Operativa di Chirurgia Vertebrale dell’Ospedale San Carlo di Nancy: “Il crollo è la classica manifestazione della demineralizzazione ossea tipica dell’età avanzata e si estrinseca con un cedimento strutturale in altezza di uno o più corpi vertebrali. Oggi – continua il dottor Astolfi – è possibile trattare tali sempre più frequenti patologie mediante moderne tecniche chirurgiche minivasive percutanee come la cifoplastica con palloncino che consiste nell’introduzione attraverso il peduncolo vertebrale di un cemento acrilico a presa rapida, con la possibilità di una espansione del soma vertebrale mediante apposito palloncino. Questa tecnica è stata ideata per ridurre prima e stabilizzare poi la frattura in modo controllato, correggere ove possibile le deformità della colonna vertebrale, prevenire l’insorgere di nuove fratture, alleviare il dolore in modo rapido e prolungato e migliorare la qualità della vita del paziente”.
Presso l’Unità Operativa di Chirurgia Vertebrale dell’Ospedale San Carlo di Nancy, l’equipe chirurgica ortopedica diretta dal Dottor Stefano Astolfi esegue di routine numerosi trattamenti di cifoplastica, su una casistica personale che comprende ormai oltre 580 procedure eseguite su 350 pazienti  affetti da crolli singoli o multipli del tratto dorsale e lombare della colonna vertebrale
La cifoplastica con palloncino è un intervento della durata di circa mezz’ora che viene eseguito in anestesia locale o generale, a seconda del paziente. Il palloncino viene inserito per via percutanea e, una volta gonfiato, può addirittura risollevare la vertebra fratturata restituendole la morfologia originale. A questo punto, si procede con l’inserimento di un cemento che può anche essere osseo, biologico, totalmente riassorbibile. Dopo l’intervento, il paziente rimane in osservazione per qualche ora, mentre i suoi sintomi dolorosi scompaiono nell’immediato. Finora, in tutto il mondo, sono state trattate con la tecnica della cifoplastica con palloncino più di 600.000 fratture su oltre 450.000 pazienti. Secondo un recente Studio pubblicato nel febbraio 2009 su The Lancet che ha coinvolto 300 pazienti di 21 centri clinici di otto Paesi, La frequenza di effetti avversi non ha presentato differenze fra i gruppi. Come confermato dalle radiografie effettuate a un anno di distanza, la cifoplastica con palloncino non ha comportato un aumento significativo di nuove fratture vertebrali rispetto al gruppo di controllo.

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