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Tasse: L’Italia non risparmia neanche i bebè

Posted by fidest press agency su sabato, 28 agosto 2010

In Italia si comincia prestissimo a fare i conti col fisco, tanto da poter parlare di ‘baby-tartassati’ già dai primi giorni di vita. La denuncia arriva da Contribuenti.it che ha calcolato come i piccolissimi ‘versano’ allo Stato – dalla nascita allo spegnimento della prima candelina – 1.280 euro di sola Iva sui generi di prima necessità: latte in polvere, biscotti, pappine, omogeneizzati, pannolini e tutto quanto può servire a nutrire, coprire e trasportare un bebè. Una cifra elevata, ma soprattutto sproporzionata rispetto a quanto pagano gli adulti per beni analoghi, rileva l’associazione in una nota spiegando che su generi alimentari di prima necessità come pane e latte si applica un’aliquota Iva agevolata pari al 4%, mentre nessuna agevolazione è prevista per i prodotti destinati all’infanzia, tutti soggetti all’aliquota ordinaria del 10 o 20%. Il risul tato è che i bimbi pagano, come detto, 1.280 euro in luogo dei 230 che verserebbero in caso di agevolazione. Una differenza di ben 1.050 euro che, moltiplicata per i 563.000 bambini che ogni anno nascono in Italia, porta nelle casse dello Stato un surplus annuo – secondo i calcoli dell’associazione – di oltre 591 milioni di euro all’anno. Contribuenti.it, l’Associazione contribuenti italiani, parla così di un ”quadro desolante”. Il presidente dell’associazione Vittorio Carlomagno ha commentato in una nota che ”è assurdo che l’amministrazione finanziaria faccia tale discriminazione, penalizzando ancora una volta le fasce più deboli”. Per correggere questa sperequazione, Contribuenti.it intende chiedere al governo che, nella prossima finanziaria, venga inserito un provvedimento di riduzione al 4% dell’Iva ”su tutti i prodotti destinati alla prima infanzia”, come accade nei principali paesi europei dove addirittura, in alcuni, si applica l’IVA del 2% al posto del 4%, e di rendere i costi deducibili nella dichiarazione dei redditi. Secondo l’Associazione Contribuenti Italiani, con la riduzione dell’IVA al 4% su tutti i beni destinati ai bambini, come alimentari, pannolini, biberon, passeggini, seggiolini per auto e tanti altri, le neo famiglie italiane potrebbero risparmiare circa il 24% della spesa familiare.  ”La riduzione delle tasse deve iniziare dai bambini – conclude Carlomagno – E’ un dovere dello Stato sostenere le famiglie e permettere loro di procreare”. Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani

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