Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Editoriale: Partiti amati e odiati dagli italiani

Posted by fidest press agency su domenica, 29 agosto 2010

Editoriale Fidest. Qualcuno ha provato a calcolare quanti partiti, anzi micro partiti o movimenti o associazioni che sono nati con il presupposto di fare politica in Italia, ma alla fine ha perso il conto: sono a dir poco migliaia. Persino in Parlamento dove la parte maggiore è svolta dal Pd-radicali, Pdl, Idv, Udc e Lega, Futuro e Libertà di Gianfranco Fini vi sono parlamentari che intendono distinguersi con un proprio partito. Ne citiamo alcuni: Alleanza Autonomista e Progressista, Alleanza di Centro (presente in Parlamento con 1 deputato fuoriuscito dall’UDC). Alleanza per l’Italia, Liberal Democratici (presenti alle Politiche nelle liste del PdL, in Parlamento nella componente del gruppo Misto della Camera Liberaldemocratici-MAIE), Movimento associativo italiani all’estero, Movimento per le Autonomie, Movimento Repubblicani Europei (come partito autonomo nel PD), Partito Liberale Italiano (presente in Parlamento con 1 deputato fuoriuscito dal PdL), Partito Repubblicano Italiano (presenti alle Politiche nelle liste del PdL, in Parlamento nella componente del gruppo Misto della Camera Repubblicani Regionalisti Popolari)  Südtiroler Volkspartei, Vallée d’Aoste Autonomie Progrès Fédéralisme.
Ma il conto non finisce qui se vi aggiungiamo i partiti che non sono rappresentati in parlamento quali: Area Destra, Per il Bene Comune, Federazione dei Verdi,  Democrazia Cristiana, Partito dei Comunisti Italiani, Partito Animalista Italiano, Partito della Rifondazione Comunista, Partito Socialista Italiano, Sinistra Democratica, Movimento per la Sinistra, Unire la Sinistra, CARC – Comitati di Appoggio alla Resistenza – per il Comunismo, Partito Comunista dei Lavoratori, Partito Comunista Internazionalista, Partito dei Socialdemocratici, Partito di Alternativa Comunista, Partito Marxista Leninista Italiano, Partito Socialista Democratico Italiano, Socialismo Nazionale.  Nuovo Partito d’Azione,  Sinistra Critica, Forza Nuova,  La Destra,  Movimento Sociale Fiamma Tricolore, Alleanza Monarchica, Movimento Fascismo e Libertà,  Movimento Idea Sociale, Nuovo MSI-Destra Nazionale,  Partito Pensionati, Democrazia Cristiana Federazione dei Liberali Italiani, No Euro, Partito Democratico Cristiano, Partito Umanista, Patto dei Liberaldemocratici, Pensionati Uniti, Popolari Democratici, Popolari UDEUR, Consumatori Uniti, Popolari Uniti, Sinistra nazionale, Movimento di Azione Popolare, Nuovo Ordine Nazionale, Rete Liberal – Sgarbi.
Tutto qui? No di certo. A queste formazioni, la cui rappresentatività è espressa a livello nazionale, vi sono gli altri movimenti che maturano la loro presenza a livello regionale o comunale. Preferiamo non elencarli. Sono una novantina. Ad essi si aggiungono migliaia di associazioni parapolitiche che cercano una loro identità e visibilità con svariati marchingegni ma, soprattutto sul web, su face book e attraverso conferenze e iniziative ludiche e culturali e anche le televisioni e le radio locali. Cosa significa? Molti italiani sono insofferenti al pensiero unico dei capi e vogliono esprimere quello proprio e su questa linea d’onda cercano proseliti che, a loro volta, non mancano di distinguersi per far prevalere i loro punti di vista e, se non vi riescono, scelgono di mettersi in proprio. Ma è un agitarsi inutile perché alla fine il loro impegno resta circoscritto e in pratica si annulla poiché la parte del leone la fanno solo i grandi partiti e i loro leader. E allora a che serve tanto agitarsi? Con molta probabilità solo per sponsorizzare l’autore di questi movimenti che per lo più si autoproclama presidente o segretario ed elargisce cariche e funzioni all’interno del suo gruppo ad amici, conoscenti e ad attivisti. Alla fine l’operazione può concludersi con una candidatura per lo più all’interno di una lista dei partiti più rappresentativi o in forma autonoma per avere il “brivido” della conquista dello 0,1% dei voti elettorali, ma per sognare sino alla conta dei risultati un tondo 10%. Ma come si fa a togliere a tanti fermenti quel sogno velleitario che è pur riuscito ad un certo Silvio Berlusconi che dal nulla ha creato un partito “Forza Italia” e l’ha fatto diventare tanto grande da consentirgli di governare il Paese? E se ci riesce lui… Ma chi fa questo ragionamento dimentica d’aggiungere che quel Silvio è pur sempre il patron di tre televisioni a diffusione nazionale, che è il “paperone” italiano, ecc. ecc. E scusateci se è poco. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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