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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Archive for 30 agosto 2010

Giuliano Mauri Cattedrale Vegetale del Monte Arera

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 agosto 2010

Oltre il Colle, in provincia di Bergamo 4 settembre 2010 alle 10.30 si inaugura la Cattedrale Vegetale, opera d’arte ambientale dell’artista Giuliano Mauri, a cura di Paola Tognon.   Una cattedrale a 5 navate e 42 colonne costruita con 1.800 pali di abete, 600 rami di castagno, 6 mila metri di rami di nocciolo e 42 piante di faggio – uniti da legno flessibile, picchetti, chiodi e corde secondo l’antica arte dell’intreccio – è sorta ai piedi del Monte Arera a Oltre Il Colle, (BG) a 1.345 metri di altitudine.  La cattedrale vegetale è un’opera “abitabile” progettata da Giuliano Mauri, artista scomparso nella primavera del 2009, riconosciuto a livello internazionale per l’originalità della riflessione artistica e l’unicità delle sue opere.  Al figlio Roberto e a una squadra di abili carpentieri si deve il complesso lavoro di cantiere per l’innalzamento della cattedrale sulla base del progetto, dei disegni e delle indicazioni elaborate da Giuliano Mauri tra il 2008 e 2009.
La Cattedrale Vegetale, all’avvio della salita per il Pizzo Arera, sorge inaspettata al centro di una radura silenziosa circondata da una cortina naturale di alberi dalla quale è possibile godere della vista delle cime del Pizzo Arera, dell’Alben e del Grem e delle ampie vallate circostanti. L’architettura vegetale è alta da 5 a 21 metri, lunga 28,5 e larga 24 metri e copre 650 metri quadrati di superficie. La sua ideazione prevede negli anni la crescita di faggi all’interno delle 42 colonne costruite interamente da materiale vegetale. La crescita degli alberi segnerà in circa venti anni la contemporanea trasformazione e perdita della struttura lignea originaria lasciando così che la natura prenda il sopravvento sul gesto artistico di cui resterà solo memoria formale.
La Cattedrale Vegetale, con la sua struttura aperta e percorribile in ogni direzione potrà essere nel tempo, come già nelle intenzioni dell’artista, teatro naturale per eventi legati ad altre discipline della creatività, luogo di sosta solitaria o di aggregazione per momenti formativi ed educativi oltre che punto di partenza e di arrivo tra i sentieri delle Orobie.(cattedrale, ritratto, particolare)

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Il musical “Hairspray” fa tappa a Felino

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 agosto 2010

Felino (PR) venerdì 3 settembre 2010 alle 21.30. Gli “ASN” (l’acronimo con il quale si fanno chiamare gli ArtistiSenzaNome) tornano con l’ultimo successo sui “meravigliosi anni Sessanta” per una nuova avventura da condividere con gli spettatori provenienti ormai da tutta Italia. Questa sarà un’ottima opportunità per chi ancora non è riuscito ad assistere al musical o per chi vuole rivivere le emozioni e i ritmi incalzanti dello spettacolo, sia cantato che recitato: un grande palco, scenografie coloratissime e nuovi attori che debutteranno proprio in questa occasione! A grande richiesta l’inedita versione italiana del musical “Hairspray” raggiungerà quindi la piazza di Felino e per la prima volta si potrà assistere allo spettacolo all’aperto. Due parole sulla trama del musical: siamo all’inizio degli anni Sessanta, Tracy Turnblad (interpretata da Alessia Orlando, che sprigiona la forza di un ciclone) è un’adolescente cicciottella che insieme all’amica del cuore Penny (Maria Valeria Bruni) sogna di partecipare un giorno al popolare programma TV “Corny Collins Show”. Per la prima volta Corny è interpretato dallo stesso regista, Emanuele Valla, il trascinatore del gruppo. Con il prezioso aiuto della mamma Edna (il prorompente Francesco Curto), Tracy riesce ad aggiudicarsi uno spazio nello show attirandosi però l’antipatia della presuntuosa Amber (Elisa Bocchia), tenuta sul piedistallo dalla spietata madre, nonché coordinatrice dello show, Velma (la maestra di canto corale Elena Rosselli). Thomas Grossi è Link, l’inarrivabile “fustacchione” dall’animo spumeggiante e Mattia Tagliavini è il funambolico Seaweed, che infonderà fiducia insegnando nuovi passi di danza a Tracy, che dalla sua parte ha anche il tifo di quel bizzarro sognatore di suo padre Wilbur (il bonario Stefano Pedrona). Non dimenticherete la sempre strepitosa Vanessa Azzolini alias Parlantina Maybelle, con le sue sonorità soul, così come l’entusiasmo e la complicità di tutti i personaggi che incorniciano i protagonisti. Atmosfera retrò e musiche accattivanti sono uno dei punti di forza di un genere che non conosce tramonto, in un piacevole indugiare sui buoni sentimenti e sul bene che trionfa. La versione degli “ASN” è completamente riarrangiata, con testi italiani adattati per l’occasione dal regista.
Con l’organizzazione del Comune di Felino, Assessorato alla Cultura e Assessorato ai Lavori pubblici, gli ArtistiSenzNome presenteranno un travolgente musical: un tuffo nell’America del rock’n roll e del twist. Intrattenimento assicurato: situazioni esilaranti e momenti di pura emozione, conditi dalle coreografie di Jo Sassi, ballerino professionista  che ha dato vita a una preziosa collaborazione con gli ArtistiSenzaNome, la cui passione e professionalità si fondono in un’unica realtà, pronta per entusiasmare giovani, adulti e famiglie al completo. Coloratissimi e studiati di tutto punto i costumi di scena disegnati da Francesco Curto e realizzati da “Rosanna & Fulvia”,  Cristina Gennari e Angelo Benvenuti. Il gruppo è guidato nel canto e nella dizione da Anna Maccaferri; Michele Dallaglio è il deus ex machina del suono che cura gli aspetti fonici e multimediali della performance mentre Claudio Coloretti, light designer in teatri nazionali e internazionali (come La Fenice di Venezia) e docente alla Facoltà di design e arti all’Università Iuav di Venezia, firma le luci. I biglietti in prevendita sono disponibili presso Ufficio Cultura del Comune di Felino, Pub Fox & Goose (Felino), Edicola “Letto e Riletto” (Felino) e Pasticceria Zarotti (Pilastro di Langhirano). (hairspray)

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Gheddafi: una visita che fa discutere

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 agosto 2010

In una Roma ancora assopita dalle ferie estive che volgono al termine, è andato in scena lo spettacolo semiserio della visita di Gheddafi. Non mancava nulla. Dal codazzo di amazzoni, alla portentosa auto bianca, la tenda, le centinaia di cavalli, il pubblico di sole donne, pagate per star lì ad ascoltare i vaneggiamenti di chi ieri ha davvero superato se stesso e ogni limite. “L’Islam deve diventare la religione di tutta l’Europa” ha avuto l’ardire di affermare nel cuore più vivo del cattolicesimo, scatenando le reazioni niente di meno che della stessa maggioranza di governo. Palazzo Chigi che si affrettava a minimizzare dicendo che “non c’è nessun oltraggio, è solo folklore e, soprattutto, che “le commesse che il governo ha concordato con i libici hanno aiutato le imprese italiane a fronteggiare la crisi”. Di fronte a ciò che l’accordo con la Libia rappresenta per il nostro paese, insomma, ogni cosa passa in secondo piano per il governo, addirittura quel rapporto con il Vaticano cui tanto tiene. Anche la Lega trova i propri buoni motivi per restare in silenzio, a parte poche, flebili, voci di dissenso che rimangono in secondo piano. Il Carroccio ha l’obbligo di restare zitto perché grazie ai libici è stato possibile bloccare gli sbarchi dei clandestini sulle coste italiane. E’ la solita coerenza del governo, quella cui questo esecutivo ci ha abituati, quella che funziona al contrario. Niente di cui stupirsi, dunque, nelle mancate reazioni allo sfoggio di onnipotenza fornito ieri da Gheddafi, anche nel parlare della libertà delle donne in Libia, con la stessa lunghezza d’onda con cui il cavaliere di casa nostra invoca l’amore che vince sempre sull’odio. Ora, posso capire che in un momento di crisi economica come quello attuale, un governo, spinto da doveroso spirito di responsabilità nazionale, debba tentare il tutto per tutto pur di aprire nuovi scenari alle imprese del proprio paese. Resta però un limite da rispettare, un livello etico oltre il quale un governo serio non dovrebbe andare e l’impressione è che quel limite ieri sia stato ampiamente oltrepassato. (massimo donadi)

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Lo show romano del colonnello Gheddafi

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 agosto 2010

Roma. “E’ fuor di dubbio il carattere lungimirante e costruttivo dell’accordo di Bengasi del 2008, di cui oggi si celebra il biennio, ma ritengo che questa giornata poteva essere impegnata per fare il punto sulla situazione piuttosto che avviare assurde quanto non opportune campagne di cooptazione islamica ai limiti del buon gusto”. Lo dichiara Aldo Di Biagio, deputato di Futuro e Libertà per l’Italia. “Siamo abituati alle derive folcloristiche del Colonnello Gheddafi, – spiega Di Biagio – le schiere di fanciulle, le tende in mezzo ai parchi e le strampalate visioni di geopolitica snocciolate a destra e a manca ma la distribuzione del Corano e l’invito all’islamizzazione dell’Europa con il quale ha deliziato il suo arrivo a Roma è un po’ troppo. Ritengo rappresentino uno schiaffo morale e culturale alla nostra storia prima ancora che al ruolo politico dell’Italia”. “Credo che in nome di presunti interessi economici del nostro Paese si stia peccando di pesante laissez faire – conclude –  nei confronti di referenti politici internazionali con i quali bisognerebbe mantenere soltanto equilibrate relazioni economiche e politiche e non fare baracca a mo’ di fanciulli ubriachi. Il rispetto culturale e religioso si colloca ben prima degli interessi economici ed ora qualcuno se ne dovrebbe rendere conto”.

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Creare finzioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 agosto 2010

Roma 30 agosto – 10 settembre 2010 Galleria Rosso Cinabro Via Raffaele Cadorna, 28 Showroom Piazza Giuseppe Mazzini, 6  Palombara Sabina (RM) Con una mostra di opere degli artisti Carolina Barbolla, Luca Fiorani, Marco Folchi, Daniel Lifschitz, Cristina Madini, Manuela Sassi, RossoCinabro  inaugura la  mostra collettiva ‘Creare finzioni’.   Giocare su un quel piano della realtà che di solito si chiama finzione non significa falsificare la realtà, ma spostarla su un piano diverso, che genera differenza.  La finzione è un piano essenziale, non alternativo alla realtà, ma la più estrema e provocante forma di libertà,  che l’arte utilizza per caratterizzarsi, mostrando come la diversità degli approcci riesca a contribuire e a comprendere la problematica della mimesi e della finzione in tutta la sua complessità. (Cristina Madini) (madini)

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Vela latina Domenico II bissa il successo

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 agosto 2010

Stintino  Questa volta non ci sono stati inconvenienti e grazie al tempo perfetto e alla puntualità della giuria che ha dato la partenza alla prima brezza della mattina per evitare rischi tutto si e svolto regolarmente: Il percorso alternativo studiato per la seconda prova del Trofeo Presidente della Repubblica di vela latina ha funzionato benissimo non solo sul piano della sicurezza ma anche su quello dello spettacolo avendo il traguardo collocato molto vicino a terra presso le splendide acque della Rada  della Pelosa.
Niente da fare per i due gozzi più titolati, Barracuda (vincitore nella propria categoria) e Santa Rosa, giunti entrambi alle spalle di un’altra  lancia stintinese, Cirruì di A. Pilo (NC Sottovento), terza assoluta in classifica generale . Beigua, il gozzetto varazzino di Stefano Carattino ha vinto in categoria guzzette e cornigiotti  mentre la lancetta Polifemo della LNI di Castelsardo in categoria D. Alghero vince la targa per la flotta in trasferta più numerosa mentre un premio particolare dello scultore Roberto Budroni è stato assegnato ad un altro scultore Emili Armengol che ha “eroicamente” traversato il Mediterraneo con la sardinal “Sa Rata” proveniente dalla Catalogna per reincontrare i tanti amici della vela latina stintinese. Per Sa Rata anche il premio “Oltre” messo in palio dalla Bunker Point per l’imbarcazione proveniente da più lontano. La targa “Donne al Timone” messa in palio da Ventirighe.it è stata assegnata al gozzo Sara di F. Sannino (Porto Torres) la ormai classica targa è destinata all’imbarcazione con maggior presenza femminile a bordo. Le imbarcazione iscritte alla 28^ edizione sono state 28 con una qualificata partecipazione con alcuni importanti ritorni come quello di Sa Rata e Santa Rosa e tanti legni in trasferta da  Barcellona a Genova e Varazze da Salerno a Sorrento e, in Sardegna da alcune fra le più affezionate marinerie della vela latina come Alghero, Cagliari, S. Antioco, P. Torres, Olbia e Castelsardo.

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Mostra collettiva: Oriente e occidente

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 agosto 2010

Roma Galleria Tondinelli Via Quattro Fontane, 128/a Inaugurazione: lunedì 13 settembre 2010 ore 19.00-21.00 (durata mostra: 13 settembre-9 ottobre 2010) La Galleria Tondinelli presenta in occasione della Giornata del Contemporaneo promossa dalla AMACI, L’Associazione Nazionale dei Musei di Arte Contemporanea d’Italia, la mostra collettiva Oriente e occidente Espressioni di Arte Contemporanea con opere di Yusuf Arrakal, Aihara Misa, Annemarie Murland, Teresa Picornell, Louis Schiavo a cura di Costanzo Costantini e Floriana Tondinelli. Gli artisti selezionati per l’esposizione presenteranno al pubblico le loro opere come testimonianze di arte contemporanea del proprio paese e non solo. Yusuf Arrakal (India), nato a Kerala, il giovane Arakkal perde entrambi i genitori da bambino. I suoi primi anni di lotta per affermarsi, la sua sensibilità verso l’ambiente sociale, la perdita della dignità umana di fronte alla dura realtà e un desiderio di pace hanno portato a dire: “C’è un angoscioso essere, disturbato e in difficoltà da qualche parte profondo dentro di me. Un essere umano che anela a una esistenza significativa”. E’ la presenza umana che suscita la sua attenzione e suscita il suo spazio creativo interiore. Aihara Misa (Giappone), l’artista giapponese operante a Hunabasi-si che espone per la seconda volta in Italia materializza le sue opere con una pittura emozionale, con pochi colori intensi e con piccoli dettagli, luminosi, rettangoli colorati formano geometrie che ricordano interi quartieri visti dall’alto. Annemarie Murland (Scozia) l’artista scozzese operante in Nuova Zelanda pone al centro della sua ricerca l’elemento naturalistico supportato da una ricerca acuta e sensibile in relazione alla propria identità. Teresa Picornell (Spagna), le opere di Teresa Picornell operante a Palma di Majorca, vogliono comunicarci un racconto un ponte tra passato e presente. Louis Schiavo (Corsica) l’artista corso operante a Bastia usa un linguaggio immaginario nelle sue opere ed esprime le sue impressioni sulla cultura orientale, conosciuta attraverso i numerosi viaggi nell’Africa del Nord con uno stile descrittivo personale e unico. http://www.galleriatondinelli.it  (aihara misa, teresa, yusuf)

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Mostra personale: Frammenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 agosto 2010

Roma (zona Colosseo) 4 settembre ore 18.30 (dal 4 al 10 settembre 2010) Via Ostilia 41, VISTA Arte e Comunicazione. In questo luogo Soqquadro espone la mostra personale di Luigi Profeta curata da Marina Zatta;  La sperimentazione di Luigi Profeta si costruisce su geometrie nette e superfici polimateriche, che dividono lo spazio tramite sagome dai contorni precisi, contrassegnate da un colore o da un motivo specifico. Le cromie che appaiono in questi lavori sono forti, incisive, accostate in molti casi a lastre di materia metallica. Il suo comporre è sempre calibrato, ordinato e razionale – anche quando gli spazi appaiono gremiti di grovigli filiformi –  basandosi sulla dialettica tra forme e sostanze diverse, sull’alternanza di forme geometriche (cubi, parallelepipedi, sfere) che emergono in bassorilievo e, superfici piatte e monocrome, su cui elementi tessili giocano spesso di contrasto. Profeta rivela sapienza costruttiva negli accostamenti, dando vita a tensioni tra ordine e caos, tra istinto e ragione, dove anche parole e numeri diventano le tracce simboliche di un percorso laborioso e introspettivo, che si rivela nella testimonianza esplicitamente narrativa delle sue titolazioni. Le forme in cui si declina il suo percorso artistico ricordano le architetture primarie di certe costruzioni giocattolo, anche se qui nulla fa pensare a un intento ludico, né tanto meno al ritrovamento di un tempo perduto. Si tratta piuttosto di una ricognizione sulle origini della forma, e sulla purezza delle geometrie euclidee, esplorate come fonte primaria di comprensione delle regole che governano le forze della natura, e quindi anche come utopia di un apparato regolatore su cui ordinare i comportamenti umani. http://www.soqquadro.eu
“Vista” è un centro dedicato all’arte ed alla comunicazione che nasce dall’esperienza di alcuni giornalisti da sempre impegnati nell’organizzazione di eventi d’arte e cultura. Una project gallery che si rivolge ai giovani talenti esordienti ma accoglie anche esperienze confermate all’ombra della splendida cornice del Colosseo. (frammenti, insperato)

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Pratica di Mare: “Civitas Patrica”

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 agosto 2010

Una giornata importante si è consumata giorni fa presso il Borgo di Pratica di Mare. Anzi, per quel giorno, come testimoniato dalla superba scritta che campeggiava all’ingresso del borgo, il nome è stato riportato a quello antico di “Civitas Patrica”, la città del padre, chiaro riferimento ad Enea, fondatore di Lavinium, nome precedente dell’insediamento. L’evento è stato promosso dalla Pro Loco di Pomezia e patrocinato dalla Regione Lazio, si è trattato di una grande “Festa Medievale” che ha potuto vantare il concorso di decine di associazioni, di artisti e di artigiani. Migliaia le persone intervenute e che hanno assistito al susseguirsi di eventi e spettacoli. Il periodo affrontato andava dal 1200 al sedicesimo secolo, e vedeva sempre il territorio come protagonista. Se la Compagnia d’Arme “Sancto Eramo” ha presentato combattimenti tra cavalieri, il tiro con l’arco e un accampamento medievale per ricordare che il territorio ha ospitato una mansione dei Cavalieri Templari, l’asse portante è stato il racconto della giornata di Domenica 8 Maggio 1588, messa in scena del Gruppo Storico Lavinium e dalla Compagnia Teatrale Talia, entrambe emanazione dell’Associazione Culturale Tyrrhenum. Si è voluto raccontare quel gravissimo episodio avvenuto oltre 4 secoli fa, tramite lo sbocciare di una storia d‘amore tra una principessa ed un popolano che viene bruscamente interrotta dall’arrivo dei pirati. Molto apprezzato il concerto di musica rinascimentale che ha visto al liuto Fabrizio Carta e alla voce Giulia Manzini, e tutti artisti locali. Tantissimi gli spazi espositivi di artigiani del ferro, del vetro, del decoupage, del ricamo, della ceramica, ecc. Tra le associazioni: Fare Verde, CAMS, Minerva Tritonia, Tyrrhenum, Parco Letterario “Publio Virgilio Marone”. Inoltre, si notavano strani alchimisti, cartomanti, erboristi, realizzatrici di bambole di pezza, frati distillatori e, molto fotografata, la tenda delle meretrici. L’estemporanea di pittura, legata all’iniziativa, è stata vinta da Annamaria Dezi. Al temine si è levato un applauso all’indirizzo di Mario Bianchi, Presidente della Pro Loco di Pomezia, autore delle ricerche che hanno riportato alla luce importanti pezzi della nostra storia. Sinceri ringraziamenti vanno alla famiglia Borghese, alla Parrocchia di San Pietro Apostolo, al Comune di Pomezia per il patrocinio gratuito, al parrucchiere Roberto di “Dacci un Taglio” e alle decine e decine di volontari che hanno montato, smontato, trasportato, cucinato, cucito, presentato, recitato e faticato per realizzare un evento che da tanta soddisfazione per aver recuperato alla coscienza comune un brano importante della vita del territorio.

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Scarpe nuove per il Papa

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 agosto 2010

Nel 2007, le comode ed eleganti calzature confezionate su misura per gli valsero il titolo di “Accesorizer of the Year”, l’uomo meglio vestito dell’anno in virtù del suo accessorio. Fu la rivista americana Esquire a dedicare un ampio articolo al look del Santo Padre, che dal giorno della sua investitura calza scarpe made in Novara. A distanza di oltre 5 anni dal primo paio, Benedetto XVI di strada ne ha fatta davvero tanta: è stato in America, in Australia, in Africa. Insomma non c’è angolo del mondo che le pregiate calzature non abbiano calpestato. In altre parole scarpe vissute, consumate, segno di reale apprezzamento. “Dall’inizio del pontificato – spiega Adriano Stefanelli, il calzolaio che realizza le comode scarpe rosse, famose in tutto il mondo – ne ho realizzate cinque paia, alle quali si aggiungono le pantofole da casa e le scarpe da montagna. Il primo ordine arrivò il 30 maggio del 2005, mentre le ultime scarpe le ho consegnate personalmente nei giorni scorsi, a Castel Gandolfo”. Il modello consegnato mercoledì è simile a quelli già realizzati in passato. “Ho chiesto al Papa se il lavoro andava bene, se vi erano esigenze particolari e se dovevo apportare eventuali modifiche – conclude il calzolaio novarese – ma, sa come si dice, scarpa che vince non si cambia”.

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Filetto tour

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 agosto 2010

Filetto (Chieti) Circa 150 atleti si sono sfidati sul percorso cittadino di 9,100 km della Filetto Tour, gara podistica organizzata per il primo anno dalla Pro Loco di Filetto (Chieti) con la collaborazione dell’Amministrazione comunale e della società sportiva «Il Crampo». In gara anche 22 ragazzi nella sezione loro riservata e 21 atleti non professionisti, i quali hanno approfittato del fresco della sera e di un paesaggio notturno incantevole per una passeggiata non competitiva lunga tre chilometri. La gara è stata vinta da Antonio Bucci della società Atletica 2000 Pescara in 30 minuti e 45 secondi. Alle sue spalle Dryia Marek Andrzey della GS Orecchiella Garfagnana e Alessandro Calzolari della Versilia Sport. Tra le donne si è imposta Cecilia Di Benedetto della GP Fidas Pescara, seguita da Elisa Gabrielli (Atletica Val Tavo) e Giovanna Zappitelli (ASD Podistica Luco dei Marsi). Momenti di… gloria anche per i non professionisti: la passeggiata non competitiva ha visto arrivare per primo al traguardo l’assessore comunale Primo Micozzi; per le donne primo posto a Barbara Napoliello. Per i ragazzi, in tre differenti categorie, maschili e femminili, si sono imposti Francisco Bucci, Sara Di Mascio, Antonino Rapino, Helena Micozzi, Marco D’Alessandro, Nicole Rapino. Alla fine tutti gli adulti si sono “rifocillati” con un’imperdibile birra al peperoncino, uno dei prodotti che hanno “trionfato” al Festival del peperoncino piccante, che qualche giorno fa ha richiamato migliaia di persone a Filetto. Il sindaco, Sandro Di Tullio, ha ringraziato per l’iniziativa la Pro Loco, presieduta da Giovanna Mosca, che quest’anno ha dato vita a un’estate particolarmente vivace e ricca di appuntamenti.

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Narrativa: Joshua Ferris

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Mantova Festivaletteratura 2010 Venerdì 10 settembre ore 11.15 Conservatorio di Musica “Lucio Campiani” Joshua Ferris incontra i lettori  discute con l’autore Marcello Fois. Il libro Tim è un uomo giovane e attraente, e il passare degli anni sembra avergli donato il fascino luminoso e intenso di un attore di teatro. La moglie Jane conserva intatto il suo amore per lui, e attraverso le piccole difficoltà di ogni giorno il loro matrimonio ha acquisito la forza di un vero legame, complice e sentimentale. Nonostante le lunghe ore passate in ufficio, Tim lavora con passione. È socio di un autorevole studio legale di Manhattan, e ciò che fa è importante per i colleghi e per se stesso. A casa, quando la figlia Becka si nasconde dietro la sua chitarra, con i capelli da rasta e un corpo che non ha ancora superato le rotondità paffute dell’infanzia, Tim riesce sempre a donarle le bugie oneste di un padre, convinto che la figlia sia la ragazza piú bella del mondo. Tim ama sua moglie, la propria famiglia, il lavoro, la sua casa.  Ma un giorno Tim si alza ed esce. Esce dalla casa, dalla famiglia, dall’ufficio, dalla calda dimora degli affetti, dell’amore, della sicurezza. Esce e inizia a camminare. Per non fermarsi mai piú. La sua è una malattia che lo spinge a mettersi in marcia senza potersi arrestare, perdendosi nei meandri della città, nelle periferie, nei sobborghi, nelle strade di campagna. Fino a quando, senza forze, come in trance, crolla e si addormenta. Per ritrovarsi privo di memoria in un luogo sconosciuto, e chiamare e implorare la moglie perché lo venga a recuperare. È una malattia senza nome, insinuante, che non lascia scampo. Non ci sono dottori, terapie, cure. Forse non esiste neppure, quella malattia, è solo un desiderio profondo e invincibile: lasciarsi indietro il fulgore soffocante e irresistibile della felicità. Traduzione dall’inglese di Stefano Bortolussi  ISBN 978-88-545-0314-4 Pagine 352 Euro 16,50

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Tecnologia e formazione e prospettive di vita

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 agosto 2010

Katana, Rep. Dem. del Congo:’ospedale  Fomulac. “L’intervento di telemedicina ha sensibilmente migliorato le condizioni di lavoro dell’ospedale”, spiega il Direttore della struttura Théodore Ntaburhe Nyankewega.  La creazione di un’infrastruttura informatica che favorisce la connessione ad internet e la comunicazione interna tra i reparti e quella esterna per consulenze ha permesso una miglior qualità degli interventi, risparmio di tempo, e di conseguenza un incremento numerico dei pazienti con possibilità reali di cura. Migliora le prestazioni dell’ospedale anche il distillatore installato nel laboratorio di produzione perfusioni interno, in grado di produrre 15 l/h di acqua pura al 99,9% contro i 4l/h che venivano prodotti prima. Proseguono a gonfie vele anche le attività di formazione a distanza del personale locale in ambito pediatrico, di medicina interna, di anestesia e anatomia & fisiologia (attraverso l’installazione della piattaforma Moodle).  In questo mese inoltre il personale dell’ospedale africano ha potuto beneficiare dei corsi intensivi in loco sul tema ecografico tenuti dalla Dott.ssa Elisa Scola e dalla Dott.ssa Federica Pozzi dell’Ospedale San Raffaele di Milano. In ultimo siamo fieri di comunicare che è terminato l’equipaggiamento nel reparto di maternità di una stanza di neonatologia per la presa a carico dei neonati prematuri, con tecnologie che costituiscono secondo il Direttore della struttura “una novità assoluta per il Sud Kivu”.  Partendo da una situazione in cui né le strutture né le condizioni igieniche garantivano la sopravvivenza dei bambini prematuri, il reparto ad oggi consta di due nuove stanze a temperatura regolabile, isolate termicamente ed asettiche, dotate di nuovi strumenti dedicati alla crescita dei piccoli.
La missione è stata svolta dall’Ing. Stefano Scotti Capo Progetto (MLFM-METID), Dott.ssa Federica Pozzi (AISPO – HSR), la dott.ssa Elisa Scola (AISPO – HSR).

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Narrativa: Simon Mawer

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Mantova Festivaletteratura 2010 Simon Mawer incontra i lettori mercoledì 8 settembre ore 17.15 presso la Chiesa di Santa Maria della Vittoria coordina Giuseppe Antonelli e giovedì 9 settembre ore 15.15 presso l’Aula Magna dell’Università intervengono Cino Zucchi e Luca Molinari Viktor e Liesel Landauer sono una giovane coppia di sposi in viaggio di nozze. Sono a bordo di una Landauer 80 cabriolet, una macchina dell’azienda di famiglia di Viktor, un vero e proprio impero industriale che produce automobili e motociclette.  Viktor è di religione ebraica, ma non praticante. Liesel appartiene a una famiglia dell’alta borghesia tedesca. Nella casa dei suoi genitori gli ospiti possono ammirare, tra le numerose opere d’arte esposte, un ritratto della madre realizzato da Klimt.  Dopo aver attraversato la Carinzia, i Landauer si dirigono a Venezia, dove soggiornano al Royal Danieli. In occasione di una festa in un antico palazzo sul Canal Grande, incontrano Rainer Von Abt, celebre architetto dai modi eleganti. Von Abt è galante con Liesel, giovane donna attraente e sofisticata e loquace con Viktor, con cui si impegna in appassionate conversazioni sull’architettura moderna. Quando illustra la sua idea di costruzione con materiali non convenzionali come il vetro e l’acciaio, Viktor si entusiasma a tal punto da proporgli di disegnare una casa per loro a Mesto, in Cecoslovacchia. Von Abt accetta e nel 1929 iniziano i lavori della casa di vetro, un magnifico edificio modernista fondato su una radicale concezione dello spazio aperto, trasparente. Una volta finita, la casa diviene il centro dell’esistenza dei Landauer. È nella casa di vetro che compare sulla scena Hana, donna giovane, spregiudicata, con molti amanti oltre a un marito, che stabilisce subito un morboso, intimo rapporto con Liesel e funge da trait d’union  tra il mondo ceco e quello tedesco, tra gli ambienti dell’arte e quelli della finanza. È dalla casa di vetro e dalla sua rarefatta eleganza che Viktor a volte fugge tra le braccia della seducente Kata.  Così, tra amori proibiti e segreti inconfessabili, prosegue la vita dorata dei Landauer finché l’avvento del nazionalsocialismo non si abbatte come una scure sulla loro esistenza e sulla loro magnifica dimora. I Landauer fuggono in America e la casa diviene un laboratorio per gli esperimenti genetici dei nazisti. Romanzo struggente, commovente, straordinario, basato sulla storia vera di casa Tugendhat, il celebre edificio di vetro e acciaio costruito da Mies van der Rohe a Brno per una ricca famiglia ebrea, La casa di vetro  illumina il tramonto di un’epoca di splendore e magnificenza, bruscamente travolta dalla prima guerra mondiale e definitivamente annientata dalla seconda, con gli orrori del nazismo prima e dello stalinismo poi. traduzione dall’inglese di Massimo Ortelio ISBN 978-88-545-0332-8 Pagine 464 Euro 18,00
Simon Mawer è nato in Inghilterra. Ha vissuto a lungo a Cipro e a Malta. Ora vive in Italia con la moglie e i due figli. È autore di altri sei romanzi, tra i quali Mendel’s Dwarf, che ha concorso per il Booker Prize e The Fall, che ha vinto il Boardman Tasker Prize.http://www.simonmawer.com

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Festa tricolore di “Futuro e libertà”

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 agosto 2010

Mirabello (Fe) dal 31 agosto al 5 settembre a Mirabello (Ferrara), saranno i temi della giustizia, della legalità e della sicurezza ad aprire i lavori della Festa tricolore organizzata da Generazione Italia, il movimento che fa riferimento al Presidente della Camera Gianfranco Fini. “E finalmente a parlare di giustizia, legalità e sicurezza ci saranno anche le persone indicate a farlo, i rappresentanti sindacali degli Operatori delle Forze di Polizia, considerato che questo Governo tratta questi tre concetti fondamentali per la tenuta dello Stato democratico, alla stregua di fattarelli della massaia che deve fare i conti con le ristrettezze economiche della famiglia – dice Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia –  o peggio, come una merce di scambio per non perdere il consenso degli alleati”.
Il COISP interverrà a Mirabello, con il suo Segretario Generale, alla tavola rotonda in programma in 31 agosto, alle 18.30, dal tema “Giustizia, Sicurezza e Legalità per l’Italia”. Alla tavola rotonda, che sarà introdotta da Francesco Rendine, parteciperanno l’onorevole Giuseppe Consolo, il senatore Maurizio Saia, l’onorevole Angela Napoli e Franco Maccari, il Segretario Generale del Coisp.

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Piano interventi ex Caserma Cadorna

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 agosto 2010

Arezzo 31 agosto 2010 alle ore 12 si terrà presso gli Uffici di Confindustria (Via Roma n. 2 Arezzo) conferenza stampa per illustrare le osservazioni e le proposte della Sezione ANCE di Confindustria Arezzo al Piano complesso d’intervento della ex Caserma Cadorna. Alla conferenza parteciperanno: Andrea Fabianelli (Vice Presidente di Confindustria Arezzo), Giuseppe Fabozzi, Marino Botti rispettivamente (Presidente e Consigliere della Sezione ANCE – Associazione Nazionale Costruttori Edili di Confindustria Arezzo) e Massimiliano Musmeci (Direttore di Confindustria Arezzo).

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Gheddafi: visita contestata

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 agosto 2010

Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia  – boccia, senza se e senza ma, lo spazio dato alla visita di Gheddafi da parte di un Governo che, millantando il rispetto della libertà della professione di fede, permette che siano pagate 500 ragazze per essere catechizzate sull’islamismo. “Anche noi siamo per la libertà – dice Franco Maccari – per il rispetto dell’ospite e per la libera circolazione degli uomini, ma un ospite proprio perché tale, ha l’obbligo di attenersi alle regole della casa che lo ospita e non piantare i pali e provare a stravolgere l’ordine”. Continua Maccari: “Se Gheddafi si fosse limitato a spiegare i principi del Corano a gente che liberamente aveva scelto di incontrarlo sarebbe stato un conto, ma costringere delle donne, ad ascoltare una lezione di catechismo significa aver avallato una iniziativa a dir poco discutibile. Non ci permettiamo di dire che le signore che si sono prestate a questo show siano delle incapaci, possiamo anche capirne le ragioni, ma la miseria morale a cui questo Governo ci ha ridotto, si manifesta anche con queste espressioni”.

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Lavaggi. L’acqua calda non pulisce di più

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 agosto 2010

Ogni tanto crolla una leggenda metropolitana. E’ convinzione comune che l’acqua calda pulisca i tessuti meglio di quella fredda. Non e’ proprio cosi’. Vediamo. Vero e’ che la solubilità di una macchia aumenta con l’aumentare della temperatura dell’acqua e che, quindi, si pongono le condizioni per l’eliminazione della macchia stessa. Aumentare la solubilita’ della macchia significa, pero’, scomporla in tante piccole parti che si diffondono in profondita’ nelle fibre rendendo piu’ difficile la successiva asportazione con detersivi o con lavaggi a secco. Questo processo avviene in particolare con le macchie grasse sui tessuti sintetici; il fenomeno trova diffusione proprio in estate con l’uso di costumi da mare (sintetici) e di oli solari o di pranzi consumati con slip o boxer (e relative macchie). Inoltre lo sporco di natura proteica (es. uova) puo’ diventare di difficile pulizia a causa dei processi di coagulazione delle proteine. Al tutto ci aggiungiamo che l’acqua calda “stressa” i tessuti e costituisce un spesa aggiuntiva del lavaggio (riscaldare costa!). Consigli? Non e’ necessario posizionare la temperatura dell’acqua della lavatrice a 60 gradi: si sprecano soldi, si danneggiano i tessuti e non si ottengono risultati migliori di un lavaggio a 30 gradi. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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L’Aquila e festa della perdonanza

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 agosto 2010

«Il popolo degli abruzzesi, gli aquilani non  hanno perdonato e non perdoneranno affatto la burla di Berlusconi- ha  detto Razzi – i fischi che ha incassato e portato a casa Gianni Letta  nella sua visita a l’Aquila sono sintomatici e rappresentano l’emblema  delle bugie raccontate sul dopo terremoto». La festa della Perdonanza che si ripete dal lontano 1924 di  Celestinana memoria, è stata quest’anno un coro di protesta, fischi e  dissenso nei confronti del governo. Si è svolta in un’atmosfera di  forte disapprovazione per l’ardire, da parte di un rappresentante  emerito del governo, di partecipare a quella che è piuttosto che una festa sembra un funerale “Letta vedi di jittene” è stato lo slogan con  il quale è stato accolto il sottosegretario alla presidenza del  consiglio. Gli abruzzesi de l’Aquila, non dimenticheranno mai le botte  subite dalle cariche della polizia quando andarono a Monte Citorio per  manifestare. L’on. Razzi, abruzzese da generazioni, sente la mortificazione di  questo schiaffo di superficialità dato impunentemente alla sua gente  che dignitosamente fa levare il suo dissenso. «Il popolo degli abruzzesi nel mondo saprà indignarsi a sufficienza e  mostrerà il suo disappunto quando sarà il momento di votare ha – continuato Razzi-a loro dirò “Mai più Berlusconi e chi per esso,  conserviamo i valori dell’Italia”, l’onestà della politica, il mantenimento delle promesse e la dignità degli italiani. Nessuna  Perdonanza – ha tenuto a dire- altro che Perdonanza, ci sono cose che  non sono in appannaggio degli uomini ma solo competenza di chi è  infinitamente misericordioso, Berlusconi pagherà la propaganda fatta  alle spalle degli aquilani terremotati solo per fini elettorali

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Natsuo Kirino: L’isola dei naufraghi

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 agosto 2010

Mantova Festivaletteratura 2010 12 settembre 2010 – 11.30 Conservatorio di Musica “Lucio Campiani”  Natsuo Kirino con Antonella Pastore presenta  L’isola dei naufraghi  Sayako e suo marito Takashi finiscono su un’isola disabitata al largo di Taiwan e delle Filippine in seguito al naufragio della barca a vela su cui viaggiavano. Dopo circa sei mesi, vengono raggiunti prima da venti giovani maschi giapponesi, anch’essi naufraghi, e poi da undici giovani maschi cinesi, abbandonati sull’isola lungo la tratta dei clandestini verso il Giappone. Che cosa può generare la presenza di una sola donna in mezzo a trentadue giovani maschi se non lotta, contesa, abbrutimento e violenta competizione?Takashi muore, precipitato o spinto giù da una scogliera a circa un anno dal naufragio, e Sayako si «risposa» due volte. La prima volta con l’arrogante e violento Kasukabe, che precipita però anche lui dalla scogliera; la seconda volta con Noboru, il buono a nulla, l’inetto della comunità, scelto, in base a una regola stabilita e accettata da tutti, mediante un’estrazione a sorte. Lo status di «marito di Sayako», per fortuna, ha durata limitata a due anni. La «lotteria» assegna perciò a Sayako, come quarto marito, Yutaka, un ragazzo timido e gentile. Sayako se ne innamora, attratta dalla sua natura cortese. Sembra perciò regnare la calma sull’isola, ma il fuoco cova sotto la cenere. Anche se presa dal nuovo marito, Sayako è attratta da Yan, il leader dei cinesi che sembra desiderarla molto più dei suoi connazionali e sta meditando di lasciare l’isola su due rudimentali imbarcazioni. Sedotta da Yan, Sayako ne accetta l’invito di unirsi a lui nell’avventuroso viaggio. Il mare è in tempesta, e  una delle due barche viene inghiottita dalle onde, mentre quella su cui si trovano Yan e  Sayako riesce a restare a galla. I due si amano, davanti agli altri, come bestie, fino a crollare stremati e affamati. Poi, dopo una decina di giorni, avvistano un’isola e approdano su una spiaggia. Ma si trovano di fronte a una sgradita sorpresa: senza accorgersene, sono ritornati a Tokyojima, l’isola di Tokyo! Dove i giapponesi, quasi come se avessero subito una metamorfosi, si sono enormemente incattiviti! Traduzione dal giapponese di Gianluca Coci Euro 17,00 384 pagine EAN 9788862510806 GIANO
Natsuo Kirino Kirino è nata nel 1951 a Kanazawa, un’antica città del Giappone centrale.  Nel 1993 si è aggiudicata il premio Edogawa Ranpo con il romanzo Pioggia sul viso. Con  Le quattro casalinghe di Tokyo (Neri Pozza 2003) ha raggiunto una notorietà  internazionale e ha vinto il prestigioso premio dell’Associazione giapponese degli autori di romanzi polizieschi. Morbide guance (Neri Pozza 2004) ha vinto il premio Naoki. Nel 2008 è stato pubblicato con grande successo Grotesque. Nel 2009 è apparso in Italia Real World. La fama mondiale della scrittrice è in costante ascesa, e viene ormai considerata  un’autrice capace di innovare la lezione di autori come Chuck Palahniuk e Murakami Haruki. http://www.kirino-natsuo.com

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