Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Editoriale. La filosofia del “MoVimento On”

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 settembre 2010

Editoriale Fidest. La prima domanda che potremmo porci è quale contenuto intendiamo dare a questo “MoVimento” e l’obiettivo che ci prefiggiamo. Partiamo, per rendere chiaro il concetto, da una riflessione più generale. Ci riferiamo alla grande idea scaturita dalla mente di Carlo Marx nel XIX secolo per riscattare la classe lavoratrice dal giogo del capitalismo. Nacque così una ideologia e quel che ne seguì è storia dei nostri tempi. Da allora ad oggi vi furono diverse varianti ivi compresa quella socialdemocratica che intendeva “modificare senza cambiare” il sistema. Ma in tutto ciò ci rendemmo ben presto consapevoli di essere rimasti prigionieri di una ideologia che per il suo assolutismo non offriva molto spazio ai compromessi. Tanto è vero che i compagni di qua della “Cortina di ferro” e quelli di là di essa, che erano costretti a convivere con le logiche capitalistiche, alla fine si trovarono gli uni a sognare il socialismo reale dalla tribuna dell’occidente e, gli altri, il mondo capitalistico. Ora che ci troviamo nel primo decennio del XXI secolo dovremmo essere meno ideologicamente asserviti all’idea e più critici nel praticare una certa filosofia di vita. Questo perché entrambi i sistemi (quello comunista e quello capitalistico) che i nostri padri hanno concorso a costruire e a contrastare hanno mostrato tutti i loro limiti e hanno fatto nascere la convinzione di oggi che non esiste ancora un modello di società capace di superare le divisioni e gli interessi corporativi e la logica del potere attraverso facili arricchimenti, sfruttamento dei propri simili e uso sconsiderato della forza. Ma su tutto, dobbiamo aggiungere, predomina l’ipocrisia di quanti predicano bene e razzolano male. E la situazione tende a complicarsi perché la diffusione della comunicazione porta, spesso, una informazione duale: una è la verità e l’altra è il suo contrario ma capace di giocare la stessa partita con lo scambio sistematico delle casacche a gioco avviato. Vi sono poi tante varianti come quella degli annunci, che generano speranze, e acquetano in tal modo le legittime aspirazioni per poi sperare nell’oblio da parte degli interessati. Tutto ciò determina confusione, sospetto, diffidenza e fa la parte di chi intorbidando le acque cerca di mettere sullo stesso piano i “figli del falso con quelli della verità”. A questo punto noi non diciamo di predicare il vero ma ci limitiamo a fissare dei paletti. Se tutti sono d’accordo sul diritto alla vita allora dovremmo anche esserne conseguenti garantendo a tutti il diritto: alla salute, all’istruzione, alla casa, al lavoro, alla sicurezza e al libero accesso alle fonti di sostentamento. Da qui parte il nostro ragionamento. Da qui dobbiamo misurarci con il nostro presente e proiettarci nel futuro. Il resto è fatto di sole parole in libertà che valgono meno di niente. (Riccardo Alfonso direttore dei Centri studi della Fidest http://www.fidest.it)

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