Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Alemanno e i cortei nella Capitale

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 settembre 2010

Roma. “Ormai a Roma siamo in pieno regime di governatorato, non si sa più se continuare a chiamare Alemanno sindaco oppure riferirsi a lui con l’appellativo di governatore, data la sua concezione centralistica e autoritaria dell’amministrazione cittadina, legata probabilmente al suo passato e alla sua cultura. Invece che scrivere, motu proprio, lettere al prefetto sarebbe stato più opportuno convocare intorno a un tavolo tutte le forze politiche, opposizioni incluse, le organizzazioni sindacali, le associazioni dei commercianti e le parti sociali coinvolte per confrontarsi su un progetto e pervenire di comune accordo ad una soluzione idonea e ponderata”. È il ragionamento svolto con tono sferzante dal vicesegretario regionale dell’Italia dei Valori, Oscar Tortosa, in un passaggio del suo intervento sulla lettera che il sindaco Gianni Alemanno ha indirizzato al prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, al fine di risolvere la spinosa questione dei cortei nella Capitale, rivedendo l’attuale normativa giudicata carente. In sintesi, il primo cittadino propone: cinque percorsi definiti per tutte le manifestazioni, che dovrebbero svolgersi non più di una al giorno e solo dal giovedì pomeriggio al lunedì mattina, ovvero quando minore è l’impatto su traffico e cittadinanza. Osservazioni critiche vengono mosse da Tortosa anche all’idea, già esposta in estate da Alemanno, di far pagare a partiti, sindacati e dimostranti le spese per i servizi e la pulizia di strade e piazze: “Comprendo benissimo – sostiene – che i percorsi prestabiliti salvaguardano le attività commerciali e l’intera popolazione che deve spostarsi per la città, ma credo anche che dal punto di vista economico non si dovrebbe gravare su certe categorie di manifestanti che hanno il sacrosanto diritto di scioperare o protestare, mentre in altri casi, specie per i cortei politici, potrebbe essere il Governo a farsi carico delle spese, poiché la portata del problema è nazionale, dato che poi ogni mobilitazione, da Nord e da Sud, si riversa su Roma”. A proposito dell’attuale governance capitolina, il numero due dell’IdV Lazio si dice “seriamente preoccupato per ciò che avviene in questa città. Dai precari della scuola alle lacune sulla sicurezza, passando per la questione dei campi nomadi abusivi, ci sono tanti problemi ancora irrisolti e decisamente più urgenti di quello dei cortei. Mi chiedo – conclude angosciato Tortosa – se il ‘grande manovratore’ si renda conto della situazione disastrata in cui versa la città da lui amministrata”.

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