Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 221

Export di marmi e graniti italiani

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 settembre 2010

Nel primo semestre del 2010 l’Italia ha esportato verso tutti i Paesi stranieri, materiali lapidei sia grezzi che variamente lavorati, per un totale di 2 milioni e 70 mila tonnellate per un valore di 744 milioni di euro. Lo rende noto l’Internazionale Marmi e Macchine Carrara che raccoglie ed elabora sistematicamente le statistiche di settore mettendo in evidenza che per i materiali di maggiore importanza e pregio che comprendono solo marmi, travertini e graniti sia grezzi che semilavorati e lavorati l’ammontare complessivo è inferiore perché passa a poco più di  un milione e mezzo di tonnellate, per un valore di 712 milioni di euro con un aumento in valore del +7,6% e di un  +16% in quantità esportate rispetto allo stesso periodo del 2009 (come da tavola allegata). Il 2009 – rileva l’IMM – è stato uno dei peggiori della storia recente del settore e, se si confrontano le cifre con quelle dello stesso periodo del 2008, il settore è ancora lontano dal recupero delle quote e dei valori. Anche i valori medi dei prodotti esportati risentono dell’andamento dei mercati e delle variazioni di cambio dell’euro nei confronti del dollaro tanto che, per ogni tonnellata esportata (come chiariscono le prime cinque voci della tavola allegata), si registra un valore medio complessivo inferiore del -7% su base annua e del -11,8% rispetto al 2008. Al proposito è bene ricordare che la media annua del cambio è passata da 1,47 del 2008 a 1,22 dollari nel giugno 2010 e che il settore indirizza una parte consistente dell’export su mercati che quotano in dollari confrontandosi, oltretutto, con una concorrenza molto agguerrita di player emergenti.  Meno forte l’incremento dell’export per i “lavorati” in generale (marmo e granito insieme), che hanno fatto segnare un ben più modesto +5,7% sulle quantità e +2,8% sui valori.  Valutando i valori medi per tonnellata di esportato, si osserva una crescita più contenuta pari al +2,1% mentre per i prodotti lavorati emerge addirittura un calo del -2,8% e, rispetto al 2008, soltanto i grezzi continuano a mostrare un andamento positivo, mentre le altre voci scendono in area negativa.
Note negative, seppure di peso contenuto, emergono per l’Europa non comunitaria ed anche per l’Africa, per la prima volta dopo molto tempo con l’Africa del Nord che registra un leggero calo, pur mantenendosi ancora attiva sul primo semestre del 2008.
Riflessione più complessa e articolata merita il mercato USA dove, rispetto al 2008, si registra un generale dimezzamento dei valori e delle quantità, con -51,8% sui volumi nel confronto dei rispettivi semestri di entrambi gli anni (passando da oltre 160 mila tonnellate del 2008, a 77 mila del 2010) e -47,4% sui valori, che passano da oltre 197 milioni di euro del 2008 a poco più di 103 milioni del primo semestre appena concluso. Rispetto al 2009, invece, si registra un leggero miglioramento, ma solo relativamente ai graniti lavorati, che crescono sia in quantità che in valore però ancora molto lontani dagli anni precedenti.
Nel mercato Sud Americano si è riavviato l’export soprattutto di marmi, ma non sono ancora recuperati né i volumi né i valori del 2008, mentre per il Medio Oriente i consuntivi sono in miglioramento sul 2009 per i volumi, ma non per i valori, con l’unica eccezione dei lavorati in marmo.
I principali fornitori di marmi e travertini rimangono Grecia, Spagna e soprattutto Portogallo, per l’Unione Europea, Turchia (in calo sui volumi) per l’Europa non comunitaria, seguiti dall’Iran in ascesa.Fra i fornitori di graniti la Spagna resta il miglior partner europeo, assieme alla Norvegia e alla Svizzera; fra i fornitori africani spiccano Sudafrica, Zimbabwe, Angola e Mozambico, mentre il Brasile e più ancora l’India dominano il mercato degli approvvigionamenti italiani. Il Brasile fa registrare una crescita sia sui volumi sia sui valori, cosa che invece non riesce all’India, che pure mantiene il ruolo di primo fornitore per quantità, mentre la Cina resta un fornitore tutto sommato marginale di graniti grezzi ed è addirittura in calo sia sul 2009 che nel raffronto con il 2008.

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