Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

Crisi comparto pomodori

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 settembre 2010

“La definizione di un marchio etico per il made in Italy, legato al rispetto dei contratti e dei lavoratori, ma anche l’approvazione di un sistema europeo di etichettatura obbligatoria dell’origine del pomodoro utilizzato in tutti i derivati; nonché ulteriori verifiche sul prodotto cinese importato”. Queste, in sintesi, le richieste contenute nel documento presentato dall’UNCI – Coldiretti nel corso dell’audizione odierna presso la Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, alla quale hanno preso parte Marco Crotti, componente del Consiglio Nazionale UNCI-Coldiretti e Presidente del CIO – Consorzio Interregionale Ortofrutticolo e Fabio Paduano, Coordinatore UNCI-Coldiretti. Il CIO, lo ricordiamo, rappresenta la più importante Associazione di Organizzazioni Produttori di pomodoro da industria in Europa con oltre 850 Aziende Agricole Associate e 1.000.000 di tonnellate di pomodoro fresco prodotto delle quali 600.000 trasformate nei propri stabilimenti. Altri aspetti evidenziati dall’UNCI Coldiretti nel corso dell’audizione, sono stati: la riduzione e la concentrazione dei punti di ingresso comunitari; la necessaria adozione di un protocollo sanitario comunitario per il pomodoro concentrato cinese; la soluzione al problema delle rese minime per evitare che le imprese agricole, oltre ai danni derivanti dai comportamenti, quanto meno scorretti, dell’industria, perdano anche la parte accoppiata del premio. E’ stata, inoltre, sollecitata dai rappresentanti dell’UNCI-Coldiretti la verifica, da parte ministeriale e regionale, dei comportamenti di industrie e OP ed il blocco delle eventuali agevolazioni/incentivi (OCM, PSR, tariffe energetiche) per i soggetti inadempienti rispetto agli obblighi contrattuali. Il documento UNCI-Coldiretti si conclude con l’auspicio che a breve venga convocato un tavolo ministeriale per definire alcune regole per la campagna 2011, tra cui la fissazione di una data di riferimento per la stipula dei contratti anticipata a fine anno, per permettere una corretta e serena programmazione degli investimenti agricoli e delle attività industriali e di una forma contrattuale di riferimento a livello nazionale.

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