Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 335

Editoriale fidest: fiducia al Governo Berlusconi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 settembre 2010

Editoriale Fidest. Com’era largamente previsto, dopo che i finiani avevano dichiarato di votare a favore della fiducia, questa sera  è passata con 342 si contro i 275 no. Tre sono stati gli astenuti. I votanti sono stati 620. I due assenti alle votazioni, il sottosegretario Roberto Menia (area Fini) e Giancarlo Pittelli del Pdl, hanno dichiarato che in ogni caso avrebbero votato per il si mentre Rocco Buttiglione, anch’egli assente, si è espresso per il no. Le agenzie stampa, subito dopo i risultati, hanno battuto il primo commento a caldo di Bossi: “I numeri sono limitati, la strada è stretta. Vedremo” (il calcolo di Bossi può essere presto fatto: la maggioranza alla Camera è di 316 voti. Se togliamo i 35 finiani alla maggioranza che oggi ha incassato 342 voti ne rimangono 307, quindi i finiani sono determinanti) Ciò la dice lunga sulle intenzioni, per altro mai nascoste, dei leghisti che avrebbero preferito andare a votare. In questo caso si fronteggiano due correnti di pensiero. Per alcuni politici il voto anticipato avrebbe permesso a Berlusconi di mettere alle corde Fini (oggi alla camera il suo gruppo è costituito da 35 deputati) e di ridimensionarne l’attuale rappresentanza, ma vi sarebbe stato anche un altro risvolto con una perdita di voti del Pdl e un rafforzamento dei leghisti. E quest’ultimo aspetto preoccupa non solo i finiani ma gli stessi amici di Berlusconi. In effetti molti sono convinti che si sta preparando la successione a Berlusconi, ma ci vuole ancora del tempo per realizzarla. E’, per alcuni politologi, un momento “magico”. Fini con la sua sortita di un paio di mesi fa ha smosso le acque stagnanti e ha cercato di portare allo scoperto gli scontenti di tutte le aree politiche a partire dai grossi partiti: Pdl e Pd e anche Idv e Lega. Già oggi il Pdl deve fare i conti con tre “alleati”: Lombardo, Fini e Bossi. Sull’altro versante vi è il PD che sta subendo una convivenza coatta tra popolari, riformisti e neo comunisti, per non parlare delle aree minori dai Radicali fino agli amici di sinistra di rifondazione comunista. Da qui è evidente che morta l’ideologia, con i suoi saldi ancoraggi fideistici, si possono rimescolare con altre pozioni gli attuali schieramenti e fondarli con valori d’altra natura e più legati alle attese e alle esigenze della società civile. In altri termini se questa manovra “avvolgente” sortisce i suoi effetti i partiti che potrebbero risultare sconfitti e relegati ad una opposizione senza sbocchi sono i leghisti, l’Idv e le ale estreme di destra e di sinistra. Intanto già si preannuncia la nascita di un nuovo partito per la prossima settimana: è Futuro e Libertà e il suo primo e solido alleato sarà certamente l’Alleanza per l’Italia di Francesco Rutelli, seguito, probabilmente da Mantezemolo e con una attenzione particolare di Casini e dello stesso Veltroni. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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