Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Scismi e Michael Jones

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 settembre 2010

Nel Suo articolo “Il peccato contro la carità” apparso sulla rivista nordamericana “Culture Wars” e pubblicato in italiano dal sito Effedieffe.com, Michael Jones afferma che il problema del Concilio Vaticano II non è dottrinale ma soltanto disciplinare e che la volontà di non accettarlo da parte dei tradizionalisti li porterebbe allo scisma, il quale è un “peccato contro la carità”.  Ora vari teologi non “tradizionalisti” in senso stretto hanno constatato recentemente che gli errori e le ambiguità si trovano nella lettera dei Documenti conciliari e non solo nella interpretazione o spirito del Concilio, datane da alcuni teologi ultra progressisti (Küng, Schillebeeckx, Rahner e Metz).  Perciò il cattolico non è obbligato ad accettare le ‘novità’ del Vaticano II e può restare perfettamente cattolico, senza correre verso lo scisma.  A sua volta mons. Brunero Gherardini, direttore della rivista “Divinitas” della Città del Vaticano, ha scritto “Concilio Ecumenico Vaticano II. Un discorso da fare” (Frigento, 2009), in cui espone le contraddizioni tra dottrina cattolica tradizionale e innovazioni conciliari e chiede rispettosamente e fermamente al Papa di rispondere e dirimere la questione impegnando l’infallibilità, tramite un insegnamento dogmatico che definisca e obblighi a credere come divinamente rivelato quanto insegnato.  Non ha ricevuto alcuna risposta, ma neppure nessun rimbrotto o accusa di peccato contro la carità o di spirito scismatico. Lo stesso Gherardini ha scritto un secondo volume nel 2010 “La Tradizione. Vita e giovinezza della Chiesa” (Frigento), in cui ritorna sulle ‘novità’ conciliari e le mette a confronto col concetto cattolico, definito a Trento, di Tradizione divina e divino-apostolica. Idem ut supra: né risposta né reprimenda.
Nel passato prossimo Romano Amerio in Iota unum (Milano-Napoli, 1984) sviscerò le anomalie e le innovazioni della dottrina conciliare rispetto a quella cattolica tradizionale. Anche qui nessuna risposta ufficiale e nessuna censura.
Nel mese di dicembre del 2010 si terrà a Roma, vicino Piazza del S. Uffizio, un incontro teologico di tre giorni per discutere sul significato di “pastoralità” del Vaticano II e per chiedere al Papa una risposta chiara che definisca tale concetto e le sue conseguenze giuridico-morali-dogmatiche, le quali sono ancora molto vaghe.  Vi parteciperanno anche numerosi vescovi con Diocesi o cariche in Curia romana oltre a qualificati teologi. Come si vede la questione del Vaticano II e della sua obbligatorietà è ancora dibattuta ufficialmente in seno alla Chiesa romana.
Se un cronista, un polemista, un politologo o un “filosofo-politico” si mette a fare teologia, che è la più alta e difficile delle scienze in quanto ha come oggetto Dio sub ratione deitatis, rischia i prendere “lucciole per lanterne”, soprattutto se non esprime dubbi, domande, opinioni, ma emette censure irrevocabili e certe, poiché non ha studiato in maniera sistematica e scientifica filosofia e teologia scolastica e non sa esattamente di cosa stia parlando, pur essendo animato da ottime intenzioni. http://www.doncurzionitoglia.com/scismi_e_michael_jones.htm (D. Curzio Nitoglia) (in sintesi)

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