Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Contratto per il personale militare

Posted by fidest press agency su domenica, 3 ottobre 2010

A cura del T .Col. Guido Bottacchiari Torno e questa volta a titolo personale. Ci torno innanzitutto per ringraziare e non in modo ironico, il Ministro della Funzione Pubblica On.le Renato Brunetta che nonostante il carattere spigoloso ha il pregio di non sottrarsi al confronto e di assumersi piena responsabilità nel dire e nello scrivere. Egli infatti nel trasmettere l’ipotesi di accordo sindacale e gli schemi di concertazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per la successiva procedura di approvazione dei DPR di recepimento, ha dedicato una cartella del suo scritto alle obiezioni del Co.Ce.R. A.M. e quindi si presume prezioso tempo ed energie. La mia controreplica prende quindi le mosse da questo positivo giudizio sull’operato postumo alla concertazione del Ministro BRUNETTA, seppur nel merito di quello che è successo nel corso delle trattative  continuo a rimanere delle mie idee (che poi sono in sintonia con quelle degli altri componenti del Co.Ce.R. AM), sia rispetto alla scarsità di fondi a disposizione, per l’iniquità del contratto nonché rispetto al “ruolo concesso” ai Co.Ce.R. nel corso della contrattazione. Per chiarezza ed in sintesi il documento a base della “procedura di dissenso” del Co.Ce.R. AM rimarcava due aspetti generali:
1)  un mancato intervento normativo idoneo a correggere gli impatti della pesantissima manovra finanziaria (DL. 78/2010 convertito in L. 122/2010) per ciò che concerne gli istituti giuridico-economici del trattamento economico dei militari (tetto retributivo, assegno funzionale, indennità omogeneizzazione stipendiale, indennità operative) toccati (bloccati) dalla manovra, nonché per quelli relativi al trattamento previdenziale (passaggio da TFS a TFR) senza che si sia avviata la previdenza complementare nè chiariti dubbi sul metodo di calcolo del TFS al 31.12.2010 sia sulle voci retributive da porre a base del calcolo TFR dal 01.01.2011;
2) un differente trattamento retributivo sulla parte stipendi+indennità fisse tra operatori del medesimo comparto Difesa e Sicurezza a scapito dei militari (minori aumenti) in presenza di medesimo grado e funzioni e anche (con riguardo ai CC) status militare, oltre a minori risorse disponibili per il Fondo di Efficienza dei militari rispetto alle consistenze organiche.
Oltre a ciò  il Co.Ce.R. AM lamentava un inadeguato e differente trattamento riservato al tavolo concertativo ai Co.Ce.R. rispetto ai Sindacati delle varie Forze di Polizia quasi a significare una subalternità dei primi rispetto ai secondi, fatto che rinforza la richiesta di  un Sindacato anche per i militari. Peraltro il Consiglio A.M. nello specifico ha anche da lamentare una squilibrata composizione nella delegazione ufficiale dello Stato Maggiore Difesa in cui era assente la componente Aeronautica. Allegate poi al documento di dissenso venivano riportate le istanze particolari delle singole categorie rappresentate che non avevano trovato possibilità di discussione ed esame sul tavolo concertativo nonostante l’espressa richiesta del Consiglio Centrale di Rappresentanza dell’A.M..
Il Ministro Brunetta risponde con il suo scritto del 23 settembre solo in parte alle questioni poste dal Co.Ce.R. A.M..
Egli derubrica la prima richiesta (rimozione con norma dell’impatto retributivo e previdenziale della manovra L. 122/2010) a questione che “esula totalmente dall’ambito di competenza materiale attribuito per espressa disposizione di legge alle procedure negoziali, “tanto che in alcun modo tali questioni avrebbero potuto essere affrontate nei predetti accordi sindacali/concertativi”. Grazie Signor Ministro per la “lectio magistralis”, ma mi pare che sul tavolo si sia trattato, eccome, della faccenda.  A tal punto che, se non è un falso, c’è un documento a latere del contratto (scherzosamente e forse in maniera irriverente definito “un impegno ad impegnarsi affinchè gli impegni siano mantenuti”) con cui la delegazione di parte pubblica si fa nuovamente carico delle questioni normative ed economiche del personale del Comparto colpite dalla recente manovra finanziaria. (A proposito il documento è firmato da tutte le Amministrazioni tranne che dal SSS al Tesoro On.le Giuseppe VEGAS…. chissà perché?) Ma se l’argomento era, come dice il Sig. Ministro, fuori dalle “competenze materiali” del tavolo come si è materializzato questo documento? Come è giunto in quel luogo e su quel tavolo in quei giorni? Qualcuno non la racconta giusta e quel qualcuno non sono io!!.  La differenza sta nei fatti:
il Co.Ce.R. A.M. chiedeva in via pre-giudiziale (prima della firma) una norma! che recepisse gli O.d.G. approvati in Parlamento, altri (Sindacati e restanti rappresentanti dei Co.Ce.R.) si sono accontentati di una ulteriore promessa del Governo (l’impegno ad impegnarsi). Trattasi evidentemente di volontà diverse.
Legittimo che il Governo la pensi diversamente ma è bene che si sappia come al momento stanno le cose perché il 01 gennaio 2011 è vicino e con esso l’impatto della manovra sugli stipendi dei militari. Non si facciano poi lezioni su cosa può essere recepito sugli schemi di concertazione economica perché dopo quattro anni di mandato e tre concertazioni è abbastanza chiaro!  Se poi in “punto di diritto” il Sig. Ministro vuole spiegare cosa può prevedere in termini di contenuti un accordo economico potremmo insieme guardare cosa è avvenuto nelle passate concertazioni economiche ove il divieto di toccare “profili normativi” non mi pare sia stato così dogmaticamente osservato. Peraltro forse dimentica il Signor Ministro che probabilmente per i prossimi 4/5 anni nulla potremmo concertare né economicamente né normativamente e che pertanto le richieste del Co.Ce.R. A.M. non erano pretestuose ma basate su elementi contingenti (blocco procedure negoziali triennio 2010/2012), mai verificatasi in passato, tali da far propendere, a parere del sottoscritto, per una minor rigidità sull’argomento. Sul secondo aspetto evidenziato dal Co.Ce.R. A.M. (differenze stipendiali tra operatori del Comparto) il Ministro BRUNETTA, invece conferma (e come potrebbe diversamente?) che “le risorse finanziarie a monte sono individuate dalle leggi finanziarie in misura percentuale eguale per tutti gli operatori del Comparto”, salvo poi attribuirle in misura diversa “… ciò ha determinato per le Forze Armate, minori risorse disponibili per gli incrementi degli altri istituti contrattuali, tra i quali le indennità fisse”. Siamo così di fronte a due grosse novità:
a) il principio di “equiordinazione” tra il personale del Comparto Difesa e Sicurezza richiamato anche in varie sentenze della Suprema Corte Costituzionale è stato gravemente compromesso!!;
b.    l’unitarietà del Comparto Difesa e Sicurezza è stata minata attribuendo alla componente Sicurezza più risorse e più potere contrattuale sia alle Amministrazioni che ai Sindacati.
Ciò  credo potrà comportare una accelerazione di riflessioni da parte di tutti (Politica-istituzioni rappresentanze sindacali e Co.Ce.R.).  Sarà  inevitabile  ad esempio interrogarsi sul numero, sul ruolo, sullo status, sulle competenze, sugli organici delle molteplici Forze di Polizia e non solo su quello delle Forze Armate già soggette a ristrutturazione nel corso di questi ultimi dieci anni e nonostante ciò chiamate talvolta a svolgere compiti in supplenza/ausilio delle prime.
Ma su questo tema il Consiglio Centrale dell’AM si riserva a breve una analisi a mente fredda, ma con il “cuore caldo”. In conclusione mi pare chiaro che il Governo attraverso il Capo delegazione/Ministro FF.PP. On.le Brunetta ha spinto per un accordo contrattuale/concertativo in tempi stretti e che, con il benestare della quasi totalità degli attori (Amministrazioni, Sindacati ed altri Co.Ce.R.), è riuscito nell’intento. Per il Co.Ce.R. A.M., che ha valutato attentamente anche le ragioni di chi ha firmato il contratto, invece i punti oscuri che il Governo deve ancora chiarire circa le penalizzazioni della manovra finanziaria, erano preminenti rispetto ad un accordo frettoloso, di basso profilo e sperequante. Ora non rimane che attendere le azioni del Governo circa i “rinnovati” impegni assunti sperando che da due affermazioni non derivi una negazione. (con qualche taglio per ragioni di spazio e su intercalari non ritenuti essenziali per una soddisfacente lettura del testo)

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