Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Le assicurazioni complementari nei mutui

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 ottobre 2010

Spesso le banche offrono ai clienti che stipulano contratti di mutuo anche una polizza assicurativa. Non la tradizionale scoppio e incendio degli immobili, ma sulla vita e altri rischi della persona. Quindi, in caso di morte o invalidità totale e permanente da infortunio o (in certe ipotesi) malattia grave dell’assicurato, l’assicurazione versa alla banca, quale beneficiaria, il residuo per capitale ed interessi provvedendo all’estinzione del mutuo. Al verificarsi di determinati altri eventi (inabilità temporanea totale derivante da infortunio, disoccupazione), la Compagnia assicuratrice paga alla banca le rate che scadono nel periodo in cui il mutuatario ha diminuzione della capacità di reddito dovuta all’evento dannoso. Questi contratti di assicurazione prevedono un premio unico iniziale piuttosto oneroso.  Il motivo e’ nel forte interesse economico della banca che ne guadagna cospicuamente dalla vendita, caricando i premi dovuti all’assicurazione di costi rilevantissimi (tra 50 e 80%). Se dal punto di vista della ricerca di garanzie l’assicurazione è  indubbiamente un plus, avendo la banca già le garanzie proprie (ipoteca e, in certi casi, fideiussione da parte di terzi) diventa invece un surplus.
La novità che ha sollevato il problema è stata, principalmente, l’introduzione per legge della possibilità di surrogare i mutui: il mutuatario, nel trasferimento da una banca all’altra, incontrava problemi insormontabili ad indicare come beneficiaria della copertura la nuova banca o, ancora di più, a estinguere la vecchia assicurazione quando la nuova banca ne avesse una propria.
Un accordo dell’ottobre 2008 fra ABI (Associazione Bancaria Italiana) e ANIA (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici) per disciplinare il rimborso al cliente dei premi non goduti o l’indicazione come  beneficiaria della nuova banca in caso di surroga del mutuo, non aveva avuto vantaggi sulla clientela. Ciò ha indotto l’Authority di settore (ISVAP) a emanare un apposito Regolamento che, ragionevolmente, dovrebbe arginare questi comportamenti. In pratica ciò non accade Il ricorso di parte non è facile per l’enormità degli interessi economici in gioco, per l’importanza di questa banca e per la commistione tra banca e assicurazione. Ma fidiamo che la libera portabilità dei mutui e il conflitto di interessi esistente, aiutino l’Abf a darci ragione. Staremo a vedere. (fonte aduc)

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