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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Crisi: 70% in più i disoccupati stranieri

Posted by fidest press agency su sabato, 9 ottobre 2010

Dall’inizio della crisi il numero di disoccupati stranieri è cresciuto quasi del 70% a livello nazionale, contro un dato (comunque preoccupante) del +29,4% degli italiani. La situazione risulta più problematica al Nord con tassi di disoccupazione straniera in ascesa costante. Ma gli immigrati hanno maggiori capacità degli italiani di rientrare nel mercato del lavoro dopo un periodo di disoccupazione. Questi alcuni dei risultati di uno studio della Fondazione Leone Moressa che ha analizzato i dati Istat del mercato del lavoro aggiornati al primo trimestre 2010. Se si analizzano i singoli status lavorativi, si osserva come nel periodo considerato, sia aumentato comunque il numero degli occupati immigrati (+10,2%), ma non con lo stesso ritmo di crescita della forza lavoro (+15,4%). Gli aumenti sono stati prevalentemente indirizzati alla creazione di posti da dipendente (+12,3%) a scapito del lavoro autonomo (-1,4%) e dei collaboratori (-3,7%). Per quanto concerne gli italiani il segno di tali variazioni è sempre negativo, specie se si tratta di occupazione meno stabile, come i collaboratori o i dipendenti a tempo determinato.
La sempre maggior presenza di stranieri nel territorio nazionale ha portato gli stranieri a pesare sempre di più nelle forze lavoro (dal 7,6% si è passati all’8,8%). Ma dall’altra, l’evento recessivo ha causato un aumento degli immigrati nelle fila dei disoccupati: in particolare se prima della crisi il 9,9% di tutti i disoccupati era straniero, ora si tratta del 12,6%. Gli immigrati occupati comunque continuano ad essere maggiormente inquadrati come dipendenti (si tratta dell’86,4% di tutti i lavoratori), e in proporzione di più rispetto agli italiani, con contratti di dipendenza a termine (14,4%).
I tassi di disoccupazione e i nuovi disoccupati: se generalmente l’Italia è caratterizzata da tassi di disoccupazione più alti al Sud, occorre registrare il fenomeno opposto se ci si riferisce alla manodopera immigrata: la crisi infatti ha fatto lievitare i tassi di disoccupazione degli stranieri molto più nel settentrione che nel meridione. Addirittura in alcune regioni del Nord il differenziale con la popolazione italiana è di oltre dieci punti percentuali (vedi Piemonte, Trentino Alto Adige, Friuli V.G., Liguria, Emilia Romagna, Umbria, Marche). Se ci si sposta verso il Sud il rapporto si capovolge. A livello nazionale, comunque, il tasso di disoccupazione straniero si attesta nel primo trimestre 2010 al 13% contro l’8,7% degli italiani.

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