Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Il farmacista sul territorio

Posted by fidest press agency su domenica, 10 ottobre 2010

Hanno lasciato il dicastero della Salute e sono diretti alla Conferenza Stato-Regioni, dove dovrebbero essere esaminati la prossima settimana, i decreti del ministro Fazio sui nuovi servizi. Tre in tutto: uno per normare l’attività di infermieri e fisioterapisti, uno sul Cup e uno sulle prestazioni diagnostico-strumentali di primo e secondo livello. Messi assieme disegnano una farmacia che può legittimamente proporsi come centro territoriale di servizi per la salute, ma a patto di soddisfare alcuni obblighi strutturali che rischiano di mettere in difficoltà gli esercizi più piccoli e senza che ancora ci siano risposte certe sulla domanda che più assilla i titolari: chi pagherà per le nuove prestazioni? Partiamo dal decreto su infermieri e fisioterapisti. I primi potranno erogare in farmacia, previa prescrizione del medico (e a carico del Ssn se la ricetta è rossa, a carico del paziente se la ricetta è bianca) prestazioni quali «il supporto alle determinazioni analitiche» relative agli esami di autocontrollo, medicazioni e cicli iniettivi intramuscolo, attività di educazione sanitaria e iniziative finalizzate a favorire l’aderenza alle terapie; a domiclio del paziente, invece, gli infermieri potranno erogare «le prestazioni rientranti nel proprio profilo professionale» sempre a patto che ci sia la prescrizione del medico. Per quanto concerne i fisioterapisti, i servizi erogabili in farmacia (sempre previa indicazione del medico) comprendono l’assistenza ai programmi di prevenzione e riabilitazione del paziente, l’attività terapeutica per la rieducazione funzionale delle disabilità motorie e la verifica dell’efficacia della metodologia riabilitativa agli obiettivi di recupero funzionale. Il titolare (o il direttore) è tenuto a garantire che i professionisti sanitari in servizio nella sua farmacia posseggano i requisiti richiesti per legge, così come è sua la responsabilità del coordinamento organizzativo e gestionale dei servizi erogati nel presidio o a domicilio. La farmacia, inoltre, deve rispettare «tutti gli specifici requisiti relativi ai settori professionali, sanitari e tecnico-strutturali previsti dalla normativa statale, regionale e comunale». Per quanto concerne la retribuzione dei servizi, il decreto demanda alla Convenzione con il Ssn il compito di definire «i principi e i criteri» per la quantificazione delle tariffe, così come «i requisiti minimi di idoneità dei locali nel cui ambito le prestazioni sono erogate». Finché la Convenzione non verrà rinnovata, in ogni caso, tali requisiti «sono quelli che le disposizioni di legge stabiliscono per lo svolgimento di attività infermieristiche e fisioterapiche». (fonte farmacista33)

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