Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Rianimazione e Terapia Intensiva

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 ottobre 2010

Parma sino a sabato 16 ottobre Farmaci analgesici dedicati a un utilizzo mirato ed esclusivo per via intramidollare nel liquor spinale (anziché per la normale via sistemica orale o endovenosa), stimolatori sempre più miniaturizzati impiantati nella colonna vertebrale, in grado di dialogare con i computer del centro medico. Queste le ultime novità high-tech per la stimolazione e la modulazione delle vie del dolore. “Negli ultimi vent’anni la terapia del dolore  cronico ha visto affacciarsi, dapprima timidamente poi sempre più decisamente, innovazioni tecnologiche che hanno favorito il trattamento di quelle forme che non rispondono ai farmaci”, dice Cesare Bonezzi, Responsabile Unità Operativa di Medicina del Dolore, Fondazione Salvatore Maugeri, Pavia.
“Oggi, la tecnologia farmaceutica ha reso disponibili farmaci analgesici, il cui capostipite è il ziconotide, destinati a una via di somministrazione del tutto innovativa ed esclusiva – spiega. Ziconotide, estratto dal veleno della conchiglia marina Cunus Magus, è stato studiato per essere iniettato direttamente là dove agisce ovvero nel liquor e da qui nel midollo spinale. E’ il primo e l’unico di questa classe, un analgesico potente e differente dagli oppiacei sin qui utilizzati, per effetti collaterali e dipendenza, ma presto ne avremo a disposizione altri”, dice ancora Bonezzi.
Questo farmaco viene iniettato con un piccolissimo catetere impiantato con un ago vicino al midollo spinale e collegato a una pompa sottocutanea che permette somministrazioni controllate in base al dolore e al tipo di paziente. Il principio è quello della neuromodulazione, cioè la riattivazione del sistema nervoso, la cui attività è alterata dalla malattia, con farmaci portati a diretto contatto delle strutture nervose. “Prima dello ziconotide, si poteva intervenire iniettando con la medesima modalità i farmaci analgesici classici – gli oppiacei, dalla morfina all’idromorfone – a dosaggi estremamente ridotti rispetto a quelli che si dovrebbero assumere per via orale o endovenosa, riducendo i potenziali effetti collaterali, ma offrendo nel contempo una potentissima e durevole analgesia”, aggiunge Bonezzi.
Ma grandi passi in avanti sono stati compiuti anche nel campo della neurostimolazione: impulsi elettrici di bassa intensità inviati al sistema nervoso da un apparecchio detto appunto neurostimolatore.  Anche in questo campo l’evoluzione tecnologica degli ultimi anni è stata sorprendente. “Infine – conclude Bonezzi – un’ulteriore innovazione di questi ultimi anni è stata quello di poter stimolare anche i nervi periferici, si pensi che oggi possiamo intervenire nelle cefalee, nei dolori traumatici e in quelle devastanti forme di dolore che interessano gli organi genitali. In pratica la stimolazione sta diventando uno strumento antalgico efficiente e indispensabile in numerosi casi di pazienti altrimenti non trattabili”.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: