Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Archive for 17 ottobre 2010

Danza: Water

Posted by fidest press agency su domenica, 17 ottobre 2010

Grosseto  21 ottobre 2010 – ore 21.00 – Teatro degli Industri  Water, l’ultima produzione della Compagnia di danza Gruppo E-Motion, coreografia e regia di Francesca La Cava e le musiche di Angelo Valori, è stata presentata ufficialmente il lo scorso 21 luglio al Festival di Vignale danza in Piemonte dove il direttore Artistico e coreografa, Francesca La Cava, ha ricevuto il prestigioso Premio Vignale Danza 2010 riservato alle eccellenze della danza italiana.  Quest’ultima produzione concentra l’attenzione su un argomento che negli ultimi tempi ha destato attenzione ed interesse: l’acqua è un bene di tutti e tale deve rimanere. Da questa idea nasce la nuova coreografia di Francesca La Cava che in cinque quadri ha raccontato e descritto le varie fasi da quella ludica a quella tragica del diluvio universale, fino ad arrivare ad un mondo disperato senza acqua. L’ultimo quadro, quello del ritorno alla vita, con l’acqua e la gioia trasportate da secchi contenenti abiti da sposa: sposa bagnata sposa fortunata che dona un momento di speranza e di ritrovata gioia dopo un percorso carico di pathos. Lo spettacolo chiede alle bravissime giovani danzatrici e al loro partner una performance recitativa oltre che coreutica dando così corpo ad un’armonica fusione di movimento, gesto e parola che conferiscono allo spettacolo una tensione espressiva insolita e fortemente coinvolgente. I vari elementi dello spettacolo vengono splendidamente collegati ed efficacemente sottolineati dalla presenza in scena della stessa regista e coreografa Francesca La Cava.  musica originale Angelo Valori  interpreti Stefania Bucci, Annalisa Celentano, Flaminio Galluzzo, Francesca La Cava, Teresa Marcaida. Produzione: E-motion Gruppo Phoenix, progetto “Febbrile agitazione 1” con il contributo di Ministero Beni e Attività Culturali e della Regione Abruzzo e con il patrocinio di Comune di L’Aquila e Provincia di L’Aquila.  (Letizia Di Tommaso)

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3 euro al giorno

Posted by fidest press agency su domenica, 17 ottobre 2010

«Io sono Nelly. Ho appena compiuto ventotto anni. Prima, non molto tempo fa, ero come voi. E lo sono tuttora. Eccetto il fatto che, a un certo momento, la fortuna si è voltata. Ha cambiato marciapiede. Ne ho elaborato il lutto, anche se so che, all’angolo di una strada, all’angolo di una mensa solidale, può risorgere. Non sono nata povera. Lo sono diventata». di Nelly Zin Edizioni San Paolo 152 pagine € 12,00

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50 anni della fondazione dell’Avis

Posted by fidest press agency su domenica, 17 ottobre 2010

Le benemerenze assegnate per la coincidenza con la 21esima Giornata del donatore sono state in tutto 600, consegnate dal presidente dell’Avis Pescara Gennaro Di Bartolomeo, dell’Avis Abruzzo Pasquale Colamartino, dal presidente provinciale Agostino Zazzara, dal segretario regionale Aldo Spanò e dal presidente emerito Atos Zitti. Sono intervenuti il sindaco Luigi Albore Mascia, il presidente della Commissione Sanità regionale Nicoletta Verì, l’assessore provinciale al volontariato Aurelio Cilli, l’assessore comunale al volontariato Carla Panzino, il comandante della Direzione marittima per l’Abruzzo e il Molise Pietro Verna, il vicequestore aggiunto Leila Di Giulio, il capitano della guardia di finanza tenente Maurizio De Angelis. In occasione della giornata è stato anche effettuato un gemellaggio con l’Avis comunale di Fondi (Latina). Sono stati consegnati 21 distintivi in oro con smeraldo; 50 distintivi in oro con rubino; 117 distintivi in oro; 111 distintivi in argento dorato; 199 distintivi in argento e 91 distintivi in rame. Il conteggio viene effettuato dalle 6 alle 120 donazioni.(Le fotografie sono di Fabio Notarfranco).

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Nuova chiesa del beato don Gnocchi

Posted by fidest press agency su domenica, 17 ottobre 2010

Milano 24 ottobre, ore 10, si terrà al Centro IRCCS “S. Maria Nascente” (via Capecelatro, 66) la cerimonia di dedicazione, presieduta dall’Arcivescovo di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi,.della nuova chiesa dedicata a don Carlo Gnocchi
La cerimonia sarà preceduta da un altro momento particolarmente importante per la Fondazione: giovedì 21 ottobre, alle ore 20.45, sempre al Centro “S. Maria Nascente” di Milano (via Capecelatro, 66) è in programma la serata “Parole, immagini, canti, preghiere in memoria del beato don Gnocchi”. L’evento sarà presieduto da monsignor Erminio De Scalzi, vescovo ausiliare della Diocesi di Milano, con testimonianza di monsignor Giovanni Barbareschi, amico fedele ed esecutore testamentario di don Carlo Gnocchi. Nel corso delle giornate a cavallo del 24 ottobre, sarà possibile effettuare visite guidate alla mostra “Con avida, insistente speranza. L’avventura del beato Carlo Gnocchi”, allestita presso il Centro “S. Maria Nascente”.
Don Carlo Gnocchi, l’indimenticato “padre dei mutilatini” (1902-1956), è stato proclamato Beato il 25 ottobre 2009, nel corso di una solenne liturgia che si è tenuta in piazza Duomo a Milano alla presenza di 50 mila fedeli. L’urna con il suo corpo è esposta nella cripta della cappella del Centro “S. Maria Nascente” di Milano (tomba di don Gnocchi dal 1960 a oggi, per sua espressa volontà testamentaria), a disposizione della devozione di migliaia di fedeli, e sarà in futuro traslata all’interno della nuova chiesa. La chiesa rappresenta uno dei più importanti segni concreti con i quali la grande famiglia della Fondazione (28 Centri in nove regioni d’Italia, con quasi 4mila posti letto e oltre 5500 operatori al servizio di disabili, anziani non autosufficienti, malati terminali e persone in stato vegetativo) ha voluto accompagnare la beatificazione di don Carlo e in un prossimo futuro sarà affiancata da un museo dedicato al beato don Gnocchi.

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I Grandi Veneti

Posted by fidest press agency su domenica, 17 ottobre 2010

Roma fino al 29/1/2010 via Arco Della Pace 5 Chiostro del Bramante Da Pisanello a Tiziano da Tintoretto a Tiepolo a cura di Giovanni C.F. Villa. La mostra oggi proposta al Chiostro del Bramante è un evento assolutamente eccezionale. E’ sufficiente per questo sfogliare l’elenco delle opere. Oltre a essere presenti alcuni tra i capolavori dei massimi artisti veneti, si potrà seguire l’intero sviluppo della pittura veneziana dal Quattrocento alla fine della Serenissima Repubblica trovandosi di fronte a un vero e proprio manuale di storia dell’arte. Cosi’ l’esordio sarà con il Lionello d’Este di Pisanello, la tavola che inaugura la ritrattistica rinascimentale e icona assoluta a livello mondiale, restituita a nuova leggibilità dal restauro dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, per ammirare poi tavole rare come la Madonna con il Bambino di Jacopo Bellini e le sublimi poesie del figlio Giovanni, i fondi oro dei Vivarini e della scuola padovana di Squarcione accanto alla nascita del paesaggio e dell’atmosfera con la stagione giorgionesca delle prime opere di Tiziano e Palma il Vecchio. E poi il Cinquecento trionfante di Paolo Veronese e Tintoretto, il Seicento di Maffei, Padovanino, Vecchia, Carpioni e il trionfo settecentesco con Tiepolo e Diziani e il vedutismo con il binomio Canaletto e Guardi, chiudendosi la mostra sulle maschere di Pietro Longhi.  Un’esposizione irripetibile, nella densità di capolavori e artisti, per raccontare cio’ che sta alla base della pittura e dell’arte figurativa: il colore.  In occasione della mostra molte delle opere dell’Accademia Carrara sono state restaurate. E’ infatti uno dei problemi piu’ evidenti nella conservazione del patrimonio del Museo quello della mancanza di una sistematica manutenzione sui dipinti, risalendo in sostanza l’ultima grande campagna ai restauri di Mauro Pellicioli negli anni Trenta.
In occasione della mostra sarà realizzato un catalogo edito da Silvana Editoriale dei dipinti esposti, con schede scientifiche corredate della bibliografia aggiornata, in modo da proseguire nel percorso di approfondimento degli studi già iniziato con le mostre precedenti e tenendo conto che queste nuove analisi storico-artistiche costituiscono un momento fondamentale di aggiornamento e di conoscenza sul patrimonio del Museo, tanto piu’ utile in quando ad oggi un catalogo scientifico dei dipinti esiste, ed e’ ormai abbastanza datato – del 1986 – per i soli 120 dipinti della collezione Morelli. I(mmagine: Lotto Lorenzo, Nozze mistiche di Santa Caterina e il committente Nicolo’ Bonghi)

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Diego Valente: Personale di pittura

Posted by fidest press agency su domenica, 17 ottobre 2010

Roma fino al 24/10/2010 Via Raffaele Persichetti, 3 Museo di Via Ostiense – Porta San Paolo In mostra dal 12 ottobre 2010, presso il Museo della Via Ostiense – Porta San Biagio in Roma, la personale del pittore Diego Valente. L’artista, nato a Corigliano (Cs) nel 1925, vive e opera fin dal 1942 a Roma, dove presso l’Università, ha frequentato la facoltà di Architettura.  I suoi lavori sono caratterizzati da un forte ed esclusivo impianto astratto-formale, dove il colore e’ l’artefice principale della composizione, trascurando ogni significato di concretezza e realismo delle cose in genere. La pittura di Valente soddisfa certe sue esigenze interpretative ed esistenziali, ponendo anzitutto la sua attenzione verso cio’ che puo’ essere rappresentato, trasformando il vero con ampia libertà, esaltando la forma e il colore.
È Accademico degli Incisori d’Italia. Ha fatto parte negli anni ’60 della Galleria del Vantaggio di Roma di Giuseppe Sciortino, con Casorati, Paulucci, Manzio, Saetti, ed altri. Nel 1969 e’ stato invitato al 182° Salon des artistes Francais – Parigi, al Grand Palais di Parigi all’80° Salon des Artistes Independants, dove le sue opere erano esposte accanto a quelle di Bonnard, Vlaminck, Ruault, Signac e Matisse. (diego valente)

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Silvio Formichetti: Labirinti dell’anima

Posted by fidest press agency su domenica, 17 ottobre 2010

Milano fino al 14/11/2010 Via Guicciardini 6, Spazio Guicciardini a cura di Giovanni Faccenda  In esposizione opere di Silvio Formichetti. La rassegna ospita una quarantina di opere fra tele e e carte del giovane artista abruzzese, reduce dal grande successo della Mostra ”Buio Il confine della colore” che lo ha visto confrontarsi in primavera con il lavoro di Mario Schifano nella splendida cornice del Museo Colonna di Pescara per la cura critica di Luca Beatrice. Con la mostra milanese, curata dal Prof. Giovanni Faccenda, Silvio Formichetti sbarca nella metropoli lombarda dopo un intenso quadriennio espositivo che lo ha visto protagonista con prestigiose personali in sedi quali Palazzo Venezia a Roma, Museo Michetti a Francavilla a Mare e Museo Nazionale d’Abruzzo a L’Aquila, Museo Gonzaga di Mantova e Museo Civico di Sulmona. Dopo la rassegna milanese, l’artista sarà protagonista con una nuova personale all’Istituto Italiano di Cultura a Vienna.(formichetti silvio)

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Il segreto della città nascosta

Posted by fidest press agency su domenica, 17 ottobre 2010

Arriva in Libreria: Liliana Galatioto, Il segreto della città nascosta, Edizioni La Zisa, pp. 192, euro 14,90 (ISBN 978-88-95709-74-1) Semiramide e Agesilaos: una principessa orientale di rara bellezza e un eroico spartiate, incaricato – più dal Fato, sembra, che da una precisa volontà degli uomini – di difenderne l’incolumità a dispetto dell’esiguità numerica del gruppo che comanda. Sulle tracce del misterioso richiamo della principessa, che valica i limiti del tempo e dello spazio, si trovano quasi involontariamente Daniel e Jessica, lui archeologo dilettante, lei donna da un passato difficile da vivere e da spiegare. Tra colpi di scena e dialoghi serrati, tra affascinanti balzi nel tempo e nello spazio, Il segreto della città nascosta è insieme un avvincente romanzo storico e un appassionante fantasy, in cui si intrecciano vite e percorsi opposti solo a un occhio superficiale.
Liliana Galatioto (Palermo, 1986). Diplomata al Liceo Artistico Statale “E. Catalano” di Palermo, nel 2009 si è laureata in Decorazione all’Accademia di Belle Arti della stessa città. Attualmente è iscritta al secondo anno del corso di laurea in Restauro Pittorico, sempre presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo. Appassionata di archeologia e di viaggi, nel tempo libero coltiva il suo hobby preferito: scrivere. Questo è il suo primo romanzo. (copertina)

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Nuovo direttore commerciale

Posted by fidest press agency su domenica, 17 ottobre 2010

Dimension Data Italia, fornitore di servizi e soluzioni IT, ha annunciato la nomina di Paolo Panzanini a Direttore Commerciale. La nomina testimonia la volontà della società di accelerare ulteriormente il proprio sviluppo sul mercato italiano come fornitore di soluzioni e servizi gestiti nei settori dell’infrastruttura di rete, della comunicazione aziendale, della sicurezza e della virtualizzazione di data center. Paolo Panzanini riporta al direttore generale Roberto Del Corno. Nel corso della sua carriera lavorativa, Paolo Panzanini ha maturato una notevole esperienza nel settore informatico e nelle relazioni commerciali, consolidata da incarichi di crescente responsabilità.
Paolo Panzanini inizia il suo percorso professionale nel 1988 presso Italsistemi Spa. Nel 1990, l’ingresso in Silicon Graphics gli consente di accrescere la sua competenza nell’ambito delle vendite fino a ricoprire la carica di Industry Sales Manager. Nel 1999, approda in HP-Compaq come Business Unit Manager High Performance Server per poi diventare Business Unit Manager per HP Enterprise Division. Prima di entrare in Dimension Data come Direttore Vendite Enterprise & Mid Market, Panzanini è stato Sales Manager Industry di Getronics Italia e Sales Manager per il Nord Italia in Almaviva.(panzanini)
Dimension Data plc (LSE:DDT), specialista nei servizi IT e fornitore di soluzioni, aiuta i clienti a pianificare, realizzare, supportare e gestire le proprie infrastrutture IT. Dimension Data mette al servizio delle aziende la propria competenza in ambito networking, comunicazioni convergenti, sicurezza, data centre e storage, Microsoft e tecnologie per il contact centre e la comprovata professionalità nell’offrire servizi di consulenza, di integrazione e managed services per creare soluzioni personalizzate. : http://www.dimensiondata.com/it

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Nuovo campetto dell’oratorio

Posted by fidest press agency su domenica, 17 ottobre 2010

L’allenatore Roberto Mancini si è reso disponibile a partecipare all’inaugurazione del campetto di calcio dell’oratorio “Don Bosco” di Tolentino. Nel corso di un incontro del Rotary di Jesi il past president del club tolentinate Andrea Passacantando, accompagnato dai fratelli Silvio e Giovanni Pagliari, ha illustrato al mister del Manchester City il progetto avviato lo scorso maggio dal Rotary di Tolentino con la “Partita del sorriso” attraverso la quale sono stati incassati di 10mila euro per la sistemazione del campetto dell’oratorio “Don Bosco”. Progetto che giorno dopo giorno si sta concretizzando. I lavori, iniziati lo scorso 23 agosto, stanno regolarmente proseguendo verso la fine grazie anche ai tecnici e all’impresa edile Medici costruzioni di Tolentino. Ed una volta terminato l’intervento si organizzerà una grande manifestazione per il taglio del nastro alla quale non mancherà Roberto Mancini. Saranno presenti anche gli attori della squadra “Calciattori team”, capitanata da Edoardo Leo e presieduta da Ettore Bassi, compagine che lo scorso primo maggio era scesa in campo contro la “Rotariani and friend” all’insegna della solidarietà. L’incasso del match pari a 10mila euro è stato devoluto per sistemare lo storico campetto “Don Bosco”. (Dott.ssa Carla Passacantando) (mancini andrea silvio)

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The exhibition: Canaletto and his rivals

Posted by fidest press agency su domenica, 17 ottobre 2010

London:  (Giovanni Antonio Canal, better known as “Canaletto” (Venice, 1697 – 1768)  has been presented at the National Gallery of London on Tuesday 12th October. Open until 16th January 2011, the exhibition presents the finest assembly of Venetian views of Canaletto  and his 18th-century rivals to be seen in a generation.The exposition brings together around 50 major loans from the public and private collections of the UK, Europe and North America. The most important Canaletto’s works are juxtaposed in six rooms with those of his rivals to demonstrate different approaches to similar views of the city.Major rivals include Luca Carlevarijs, Michele Marieschi, Bernardo Bellotto and Francesco Guardi.All the painters describe Venice, a city of spectacle and magnificent buildings, regattas and grand civic ceremonies.Organised by the National Gallery, London, and the National Gallery of Art, Washington, and sponsored by Credit Suisse, the exhibition is curated by Charles Beddington, with Dawson Carr as coordinator curator at the National Gallery, London. Aristocratic travellers considered these “vedute” like souvenirs and they fuelled a highly competitive market.In the middle of 18th-century the Canaletto’s market was disrupted when the War of the Austrian Succession (1740-1748) led to a reduction of the number of British visitors to Venice. The merchant Joseph Smith who acted as an agent for the Venetian artist, helped him to move to London to be closer to his market. Canaletto remained in England from 1746 until 1755. He produced views of London, including the new ‘Westminster Bridge’. “Venice: Canaletto and his rivals” presents the bests view paintings of one of the most beautiful city in the world. Even if the “Serenissima” economical power was declining, the city became one of the most elegant and refined in Europe. Venice seemed to prefer the peaceful world of art instead of the complicated political strategies.The Treaty of Campoformio (1797), by which Venice lost the independence, was getting closer but – as the painter Alessandro Marchesini said on July 1725 – in the Canaletto’s view paintings, “you still can see the sun shining”. (from l’Italoeuropeo Giordano Fenzi)

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Sos banche zombie

Posted by fidest press agency su domenica, 17 ottobre 2010

La recente dichiarazione del governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, sul rischio rappresentato anche in Europa da certe «banche zombie» è veramente inquietante. Non tanto per il colore delle parole usate quanto per la pesante verità che esse nascondono.  Draghi ha detto che «alcune banche sono diventate molto dipendenti dalle emissioni di liquidità  della Banca Centrale Europea, sono diventate addicted rispetto ai fondi ottenuti». Esse hanno preso a prestito a zero tasso di interesse la liquidità che la Bce da due anni sta fornendo a piene mani. Si tratta di una replica minore del «quantitative easing», cioè dell’espansione della base monetaria attivata dalla Federal Reserve americana. I soldi ottenuti in prestito dalle banche sono stati utilizzati dalle stesse per operazioni ad alto rischio, con l’intento di un’immediata redditività finanziaria. Come abbiamo più volte sottolineato, certi settori più aggressivi del mondo bancario hanno sfruttato l’emergenza finanziaria per accaparrarsi fondi da «giocare» sui tavoli della speculazione. Proprio come prima della crisi.  Queste banche hanno abusato del moral hazard, sottovalutando i rischi e confidando sempre negli stati come creditori di ultima istanza. Cosa succederebbe se i tassi di interesse dovessero salire per contenere i rischi inflazionistici di una liquidità smisurata? Avremmo una nuova reazione a catena di collassi bancari innestata su un sistema fortemente indebolito da due anni di recessione e già enormemente indebitato.  Draghi dovrebbe dirci se simili zombie bancari esistono anche in Italia. Di certo alcune banche irlandesi entrano a pieno titolo in questa categoria. L’anno scorso una parte dei loro titoli tossici, circa 80 miliardi di euro, furono trasferiti nella National Assets Management Agency (Nama), una sorta di bad bank messa in piedi dal governo di Dublino. Adesso si prospettano altri aiuti per circa 50 miliardi di euro per tamponare le nuove falle della Anglo Irish Bank e della Allied Irish Bank. L’Irlanda rappresenta un rischio concreto per l’Europa e per le banche internazionali, soprattutto europee, che sono esposte per 844 miliardi di dollari immessi nell’economia irlandese. Questo piccolo stato, con una popolazione pari a quella del Lazio, con un Pil in caduta libera e con un deficit di bilancio del 32% previsto nel 2010, è diventato una piccola «bomba atomica finanziaria». I primi a soffrire sono gli stessi irlandesi ma i rischi sono per l’intera Europa.  Si consideri inoltre che la Fed e la Bce sono in continua fibrillazione per la crescente bolla del debito pubblico degli stati. Entrambe hanno deciso di acquistare i rispettivi titoli di stato per evitare rischi di insolvenza, ma anche per cercare di contenere i tassi di interesse sui titoli stessi ed evitare buchi di bilancio più grandi. Dal programma di salvataggio della Grecia di maggio, la Bce ha acquistato circa 65 miliardi di euro di obbligazioni emesse dai singoli stati europei. Tanti, ma pochi rispetto agli acquisti di Treasury bond fatti dalla Fed.  Queste politiche hanno fallito il loro scopo di riportare l’economia globale fuori dalla crisi. Anche Obama ha riconosciuto che lo squilibrio del bilancio americano è insostenibile. Adesso si appresterebbe ad apportare tagli di bilancio che faranno sentire gli effetti negativi sulla produzione e sull’occupazione, mentre però la liquidità continua a rifluire verso i settori finanziari. È un mix esplosivo. Perfino il Fondo Monetario Internazionale recentemente ha evidenziato il danno che l’eccessiva forbice di «bassi tassi di interesse e tagli di bilancio» produrrebbe nel breve periodo al sistema economico. E’ anche da prendere come un serio avviso la recente ipotesi di studio sul rischio di «iper inflazione» fatta dall’International Accounting Standards Board (IASB), l’ente responsabile dei principi contabili internazionali. Nonostante il tanto parlare di grandi riforme, il sistema finanziario continua ad operare come prima. Basti un dato. L’ultimo bollettino dell’Office of the Comptroller of the Currency (Occ) americano sull’andamento dei derivati finanziari Otc conferma che a giugno, alla fine del secondo trimestre 2010, essi sono aumentati di 9 trilioni di dollari, pari al 3 % rispetto al trimestre precedente. Se l’economia americana va alla deriva con un deficit di bilancio di 1.500 miliardi di dollari, come è possibile che si tolleri un’ulteriore crescita della speculazione? Si avrà la forza di deliberare un’effettiva exit strategy a Seul il prossimo novembre? (di Mario Lettieri Sottosegretario dell’economia nel governo Prodi e Paolo Raimondi Economista fonte Italia oggi)

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The Italian Chamber of Commerce and Industry for UK

Posted by fidest press agency su domenica, 17 ottobre 2010

London Glazier Hall: On a autumn day, behind the shadow of London Bridge, the most important Italian entrepreneurs and  bankers together with illustrious international economists sat down to assist at the thirty-second annual conference of The Italian Chamber of Commerce and Industry for the UK. The subject under discussion was about the path to recovery through structural changes and investments in infrastructure.  After the greeting of the Italian ambassador Alain Giorgio Maria Economides, the president of the Italian Chamber of Commerce and Industry for the UK Leonardo Simonelli Santi opened the work session underlining that “recovery” became the magic word in the economic debate. Last year the conference was focusing on the global problem especially about the great discrepancy between the industrial countries and the emerging countries. This year the situation requires to  fix attention on the effective measures necessary to promote the growth of the economy.
In a picture of Italian industry could not miss a report of manufacturing sector. An interesting projections of the situation was explained by Lee Hopley, Chief Economist of the EEF. The analysis registered a fall of the production all around Europe between 2008 and 2010 due to  the crisis and the risk to recovery remains in some strategic decisions about public spending cuts, volatile exchange rates,  difficult credit conditions, skill shortages and supply chain condition. During the second session the main subject under discussion was infrastructure and regulation after Basilee Agreement. The session was opened by the speech of Vincent Boland, Lex Writer of the Financial Times, advising the responsibility of the country in a better understanding of affordable plans for recovery.
The strategic function played by the banks for the recovery of the economy  was underlined by Sir Win Bischoff Chairman of the Lloyds Banking Group. The reasons of stagnation are recognised in a low productivity, a low supply, in a problematic working age population and in a unclear credit problem. The state of works of the energy sector was explained by Simone Urbani Grecchi, the Chief Manager of BIIS (. The suggestions indicated for the path of recovering involve a reliable long term regulatory framework for the investors, the right combination of private and public funds in both PPP and PFI schemes and addressing the “real” economy needs and expectation.
The stimulating meeting was closed by the analysis of Paolo Romiti, Director of Impregilo SpA. “We need to do something useful for the people”. In this sense the reference point remains in the infrastructure because many countries need energy and environment development and alternative energies. Adequate infrastructure mean a very important social measure that eliminate the disomogeneity in the growth of the different countries. (Cinzia Cerbino italo europeo, abstract) (images)

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Ue, è ora di investire

Posted by fidest press agency su domenica, 17 ottobre 2010

La linea di rigore della commissione europea guidata da Josè Manuel Barroso di multare i paesi dell’Ue che non rispettano i parametri del Patto di stabilità è necessaria ma insufficiente. Sarebbe utile se servisse a spingere i governi a una gestione più attenta delle risorse, senza abusare dello strumento del debito.  Comunque, tale rigore rischia di rimanere una forte affermazione astratta se non si entra nei meccanismi veri dell’economia. La commissione dovrebbe prima di tutto modificare il suo approccio sulle spese per gli investimenti nelle infrastrutture rispetto a quelle correnti. Entrambe generano debito, se finanziate ricorrendo al credito. I debiti fatti per finanziare modernizzazioni tecnologiche e infrastrutture però produrranno nel tempo maggiore ricchezza collettiva. Dovrebbero quindi essere trattati come investimenti e non solo come costi. Occorre distinguere le varie categorie di debito pubblico prima di indicare regole e sanzioni. Non può valere il principio per cui «di notte tutte le vacche sembrano grigie».  Anche perché i governi occidentali stanno ancora dibattendo sulla exit strategy dalla crisi e su come abbattere i livelli di debito pubblico pericolosamente cresciuti anche per finanziare i salvataggi delle banche. I paesi avanzati del G20 nel 2009 hanno in media aumentato il debito pubblico al 102% del Pil e raggiungeranno il 122% nel 2014. Per diminuire il debito, molti vorrebbero giocare con l’«inflazione controllata». Intanto tutti sono impegnati in tagli di bilancio che prolungherebbero la recessione e accentuerebbero le esplosioni sociali. Alcuni saggiamente propongono l’alternativa di accelerare la crescita attraverso investimenti a lungo termine in nuove tecnologie, infrastrutture, energia e ricerca che dovrebbero essere sostenuti dagli stati e da nuovi strumenti finanziari pubblici-privati con la raccolta dei risparmi e con le risorse finanziarie anche di banche e grandi fondi privati.  Secondo noi, una delle ragioni di fondo della crisi è lo short-termism, cioè quella idea del mercato che punta sul «tutto e subito»! Negli anni passati ciò  ha caratterizzato l’intero sistema con ricadute negative sui meccanismi della produzione e della finanza. Ha prima di tutto sottoposto le imprese al modello del cosiddetto shareholders’ capitalism, alla massimizzazione immediata del valore delle azioni. Ciò ha prodotto lo scandalo dei bonus miliardari per i manager più spregiudicati.
Lo short-termism era anche sollecitato dalla crescente liquidità a basso costo che ha invaso i mercati e ha esacerbato l’attività finanziaria speculativa a breve. La deregulation globale ha poi abbattuto gli argini che separavano le banche dalle imprese finanziarie, trasformando il rischio bancario in puro oggetto di affari per i mercati di capitale. Da ciò è scaturita l’eccezionale crescita del mercato dei credit default swap e degli altri derivati finanziari.  Purtroppo anche le ultime riforme proposte dimostrano scarsa attenzione al ruolo degli investitori di lungo termine e ai loro progetti perché troppo rivolte ai vecchi comportamenti del mondo bancario e finanziario. Cercano di correggerne le manifestazioni più rischiose, ma di fatto sanciscono la superiorità della finanza sull’economia!  Ciò ha portato Cassa depositi e prestiti, Caisse des depots, Kreditanstalt für wiederaufbau e Bei, istituzioni finanziarie che promuovono investimenti a lungo termine, a presentare a Bruxelles proposte per adattare le nuove regole alle esigenze degli investimenti a lungo termine. Esse sostengono che Basilea 3, per fabbisogni di liquidità e di capitale e standard contabili, è più punitiva nei confronti degli investitori di lungo termine rispetto alle banche che operano sul breve periodo.  Senza iattanza riteniamo che prevalga il dominio del vecchio e fallimentare pensiero economico, nonostante Mario Monti suggerisca di «sviluppare un sistema legale europeo ad hoc per incoraggiare l’impegno degli investitori di lungo termine negli investimenti in infrastrutture». È la strada da imboccare con urgenza. (di Mario Lettieri Sottosegretario dell’economia nel governo Prodi  e Paolo Raimondi Economista fonte Italia oggi)

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Avetrana: la logica degli scoop

Posted by fidest press agency su domenica, 17 ottobre 2010

Lettera al direttore. La cugina della sventurata quindicenne di Avetrana è accusata d’aver partecipato all’orribile delitto. Possibile che una nuova sensazionale notizia come questa capiti proprio a fine settimana, quando le istruttive trasmissioni televisive di “approfondimento” non vanno in onda? Immagino la rabbia di Bruno Vespa, di Alessio vinci, di Lino Infante. E’ vero che così avranno il tempo di prepararne tre o quattro di trasmissioni, con maggiore cura, ma il ferro va battuto quando è caldo. Però a rimediare, a battere il ferro cocente, ci ha pensato La7. Tu quoque, Brute, fili mi! Ieri sera, dopo il Tg, Mentana ha annunciato uno “speciale” con Luca Telese e Luisella Costamagna. Ho immaginato fosse sull’avvenimento più importante della giornata: le centinaia di migliaia di persone alla manifestazione dei metalmeccanici a S.Giovanni. Ed invece no. La notizia sull’arresto della ragazza di Avetrana, era l’avvenimento più importante. Così va il mondo. Questo nostro mondo. (Attilio Doni)

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Cattolici. Dal potere al silenzio

Posted by fidest press agency su domenica, 17 ottobre 2010

Come hanno fatto l’Italia. E vorrebbero non disfarla Hanno dato al Paese il senso di una coerenza di valori sociali e politici ispirati alla dottrina sociale della Chiesa e confluiti, prima, nel programma del Partito Popolare Italiano e, nel secondo dopoguerra, in quello della Democrazia Cristiana. Valori che hanno alimentato una strenua opposizione al Fascismo, sia pure nelle forme moderate di processi pedagogici e culturali orientati ai giovani, e la Resistenza. di Beppe Del Colle e Pasquale Pellegrini Edizioni San Paolo 350 pagine € 18,00

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La vecchia Legnano

Posted by fidest press agency su domenica, 17 ottobre 2010

E’ il romanzo arbëreshe di Domenico Gullo (Lupo editore). Una storica Ducati, una macchina da cucire Singer e la gloriosa Legnano, compagna di gare e poi di lavoro nelle fabbriche del Nord: la gioia di vivere, la dedizione, lo spirito di sacrificio. Nelle pagine di questo romanzo arbëreshe di Domenico Gullo c’è un intero paese del Sud, con i suoi poderi intorno e con le sue storie, a rivivere. Tutto ritorna nello sguardo di allora, riportando gesti e sensazioni, sfumature dolci ed amare che hanno tracciato un percorso di abbandoni e di ritorni, ma tutto vissuto nella consapevolezza della grande forza della famiglia e della terra d’origine, alle quali il cuore adulto vuole rendere omaggio. Uscita 30 ottobre 2010

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IV Biennale Antiquari a Venaria

Posted by fidest press agency su domenica, 17 ottobre 2010

Torino 20 ottobre, alle ore 11.30 presso la Sala Giunta della Camera di Commercio di Torino Via Carlo Alberto 16  si terrà una conferenza stampa sulla IV biennale Antiquari a Venaria. Interverranno: • Maria Luisa Coppa, Vice Presidente CCIAA e Presidente Ascom • Umberto Pregliasco, Presidente dell’Associazione Librai Antiquari d’Italia • Marco Voena, gallerista internazionale (Milano-Londra)

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Mostra: Angelo Cesselon – Arte e Cinema

Posted by fidest press agency su domenica, 17 ottobre 2010

Roma dal 27 Ottobre al 6 Novembre 2010  Inaugurazione: 27 ottobre ore 17.00 Via della Grotte di Gregna 27 Conferenza: 6 novembre ore 10.30: Il manifesto Cinematografico nel dopoguerra Curatrice Dott.ssa Alessandra Cesselon. (orari mostra 10/13 -16/19 Sabato 10/13 – Domenica chiuso) Interverranno Alessandra Cesselon  Curatrice della mostra e figlia dell’artista Il Presidente del V Municipio Ivano Caradonna  contributi di: Roberto Della Torre: responsabile dell’Archivio Storico del Film della Cineteca Italiana di Milano. Docente di Storia del Cinema Italiano presso l’Università Cattolica di Milano.
In occasione della Festa del Cinema di Roma 2010 sarà presentata una nuova mostra dedicata all’artista Angelo Cesselon (1922 – 1992), uno dei più grandi interpreti della pittura di cinema italiana. Nell’esposizione saranno presentati alcuni dei bozzetti per manifesti cinematografici dipinti dal magico pennello del maestro che è considerato il più importante artista del cinema internazionale del dopoguerra. La sua pittura, caratterizzata dalle intense espressioni dei volti, ricca di colori vibranti e veloci tocchi di pennello, offre originali soluzioni grafiche e compositive. Cesselon è annoverato tra le personalità più interessanti della ritrattistica italiana della seconda metà del ‘900. Nel 1958 fu insignito del prestigioso trofeo “Spiga Cambellotti”; negli stessi anni realizzò i ritratti del presidente della repubblica Gronchi, di papa Giovanni XXIII, del re Gustavo di Svezia e di molte altre personalità della politica e della cultura. I suoi dipinti sono conservati nell’Archivio curato dalla figlia Dott. ssa Alessandra che ne promuove la figura e l’opera. In attesa di una collocazione museale che ne consenta stabilmente la visione, la mostra offre la possibilità a tutti di godere per pochi giorni di alcuni di questi eccezionali documenti. Come finissage della mostra è prevista il giorno 6 Novembre una conferenza alla quale interverranno esperti di settore.(In collaborazione con l’Archivio Cinematografico Cesselon).www.angelocesselon.it

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L’umanesimo del lavoro

Posted by fidest press agency su domenica, 17 ottobre 2010

Non credo proprio che una manifestazione come quella di ieri possa risultare producente per la classe operaia. E’ emerso il vetusto scontro tra capitale e lavoro, quindi, detta in soldoni, tra il più forte e il più debole; si conosce già l’esito, sancito ormai da secoli. Fin quando la classe operaia non prenderà coscienza di essere esclusiva proprietaria di se stessa e di possedere il proprio patrimonio nella potenzialità del lavoro, non potrà esserci sviluppo concreto nè potrà esserci progettazione futura.  Il capitale-denaro e il capitale-lavoro hanno un destino comune, serve solamente  equilibrare adeguatamente il rapporto, con conseguente reciprocità di dignità. L’uomo-capitalista e l’uomo-lavoratore hanno questo comune denominatore che li assimila, ma vengono tenuti separati da interessi corporativi che nulla hanno a che vedere con le reali esigenze delle parti. La finanza creativa inventata da questo governo, unitamente alla programmazione liberista, fatta per dividere e mai per unire, ha fornito tutti i mezzi possibili alla finanza improduttiva mortificando il lavoro con la precarietà. Ha generato una ignobile “asta pubblica” del lavoro, ma al ribasso, per sfruttare ulteriormente lo stato di necessità, che impone e obbliga di accettare le condizioni più vessatorie, pur di poter lavorare. La collaborazione tra le classi non deve restare nel limbo delle intenzioni o delle ipotesi astratte, ma deve diventare la meta da perseguire: l’umanesimo del lavoro. La Democrazia   trova  nella società civile e democratica la fonte della sua convinzione che il lavoro costituisce una fondamentale dimensione dell’esistenza umana sulla terra. Nel nostro tempo diventa sempre più rilevante il ruolo del lavoro umano, come fattore produttivo delle ricchezze immateriali e materiali; diventa, inoltre, evidente come il lavoro di un uomo si intrecci naturalmente con quello di altri uomini. Oggi più che mai lavorare è un lavorare con gli altri e un lavorare per gli altri: è un fare qualcosa per qualcuno. Il lavoro è tanto più fecondo e produttivo, quanto più l’uomo è capace di conoscere le potenzialità produttive della terra e di leggere in profondità i bisogni dell’altro uomo, per il quale il lavoro è fatto. Nel progetto della Democrazia ogni uomo è chiamato al suo sviluppo, e, coerentemente lo sviluppo umano di ciascun uomo costituisce e deve costituire il progresso, che resta così vincolato allo sviluppo.
Dotato d’intelligenza e di libertà, l’uomo è responsabile della sua crescita, così come del suo sviluppo. Aiutato, e talvolta impedito, da coloro che lo educano e lo circondano, ciascuno rimane, quali che siano le influenze che si esercitano su di lui, l’artefice della sua riuscita o del suo fallimento: col solo sforzo della sua intelligenza e della sua volontà, ogni uomo può crescere in umanità, valere di più, essere di più, affermarsi sul suo essere, senza lasciarsi condizionare dalle parvenze dell’apparire. L’attività umana individuale e collettiva, ossia quell’ingente sforzo col quale gli uomini nel corso dei secoli cercano di migliorare le proprie condizioni di vita, considerato in se stesso, corrisponde al disegno dell’uomo, alla sua storia, al suo destino.
L’uomo deve soggiogare i mezzi di produzione e non restarne soggiogato, la deve dominare il progresso, perché non arrivi a contrastare lo sviluppo.   Come persona, l’uomo è quindi soggetto del lavoro. Come persona egli lavora, compie varie azioni appartenenti al processo del lavoro; esse, indipendentemente dal loro contenuto oggettivo, devono servire tutte alla realizzazione della sua umanità, al compimento della vocazione ad essere persona, che gli è propria a motivo della stessa umanità. L’uomo deve lavorare per riguardo agli altri uomini, specialmente per riguardo alla propria famiglia, ma anche alla società, alla quale appartiene, alla nazione, della quale è figlio, all’intera società umana, di cui è membro, essendo erede del lavoro di generazioni e insieme co-artefice del futuro di coloro che verranno dopo di lui nel succedersi della storia. Tutto ciò costituisce l’obbligo morale del lavoro, inteso nella sua ampia accezione. Quando occorrerà considerare i diritti morali di ogni uomo per riguardo al lavoro, corrispondenti a questo obbligo, si dovrà avere sempre davanti agli occhi l’intero vasto raggio di riferimenti, nei quali si manifesta il lavoro di ogni soggetto lavorante. (Rosario Amico Roxas)

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