Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Editoriale Fidest:“Cavalli di razza” e “colonnelli”

Posted by fidest press agency su martedì, 19 ottobre 2010

Furono così definiti taluni uomini politici che in tempi diversi rivestirono un certo ruolo nella storia dell’Italia repubblicana dal 1947 in poi. All’inizio, tuttavia, non avemmo che dei capi: Alcide De Gasperi, Togliatti, Nenni, Almirante. Il seguito fu avvolto dalla nebulosa delle figure di secondo piano, per quanto decise e volitive, ma capaci solo di guidare una corrente, una fazione, ma non un grande esercito. Taluni divennero dei plenipotenziari di certi poteri generati all’interno e all’esterno delle consorterie industriali e finanziarie e che potremmo definire, per la loro abilità nel tenersi in ombra, “poteri forti, ma occulti”. Non solo. Il tutto fu deformato dalla politica dei grandi equilibri geopolitici che videro affrontarsi due modi di governare il mondo: da una parte il socialismo reale di marca sovietica e l’altro il capitalismo di marca statunitense. Oggi che il comunismo sovietico si è dissolto, il capitalismo sembra aver ritrovato la sua arroganza e le sue logiche di potere per le quali tutto è dovuto e nulla è concesso. Alla fine ci rendiamo conto di essere diventati orfani di un qualcosa che possiamo aver amato o fermamente contrastato ma che ci manca maledettamente, non come ideologia ma come forza di contrasto ad una logica di potere troppo esclusivo per poter avere la pretesa di dettare regole giuste per tutti. E come sono mancati gli uomini e le donne carismatici per salire quel gradino in più che li avrebbe distinti dai “cavalli di razza” e dai “colonnelli”, così il capitalismo e il suo inevitabile “oppositore” hanno perso una guida illuminata che potesse impedire l’assolutismo e generare una convivenza più solidale e partecipata della società umana. E se a questo punto guardiamo in piccolo e ci limitiamo all’Italia dobbiamo, di là delle parole che possiamo spendere in nome di un fanatismo partigiano d’altri tempi, renderci conto nel nostro intimo che ci troviamo bloccati nel governo del paese proprio perché la nostra nave è senza un capitano e quelli disponibili possono al massimo tenere il mare con un gommone. E davanti a questo vuoto incolmabile le cosiddette “eminenze grigie” italiane non hanno trovato di meglio che servirsi di un uomo di “spettacolo”, ma tenuto a bada dai suoi scheletri nell’armadio e, sull’altro versante, sanno di poter giocare sul rituale di sempre: l’incapacità di trovare chi sappia trovare la forza e il carisma per convogliare i tanti rivoli e trasformarli in un grande fiume. Così la democrazia di un paese resta bloccata tanto da far dire al presidente emerito della repubblica Oscar Luigi Scalfaro: “il Parlamento non è una ricchezza conoscerlo oggi”.

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