Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

L’ipertensione è un’emergenza sanitaria

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 ottobre 2010

Riguarda un miliardo di persone in tutto il mondo, vale a dire un sesto della popolazione globale. Si tratta di un disturbo della circolazione caratterizzato dall’aumento stabile della pressione arteriosa, cioè dalla forza esercitata dal sangue sulle pareti delle arterie. Nell’ipertensione la spinta del cuore è superiore alle esigenze normali dell’organismo e mette sotto stress l’intero apparato cardiocircolatorio, comportando diversi rischi: insufficienza cardiaca, infarto, angina pectoris, ictus, danni alle pareti delle arterie, insufficienza renale. Gli studi più recenti hanno evidenziato che l’ipertensione rappresenta la principale causa di ictus, essendo all’origine di 12,7 milioni di episodi di malattia nel mondo (186.000 nuovi casi di ictus all’anno solo in Italia), pari a circa il 70% del totale dei casi. Ciò che è meno noto è che uno dei maggiori problemi dei pazienti affetti da ipertensione è la mancata aderenza alla terapia; in molti casi, infatti, chi soffre di ipertensione deve assumere diversi tipi di farmaci in più dosi giornaliere. Questa difficoltà di somministrazione fa sì che molti pazienti dimentichino di assumere i farmaci, saltino qualche dose, ne prendano in eccesso o facciano confusione. Si calcola che dal 60 all’80% dei soggetti ipertesi non seguono la cura prescritta in modo corretto. E questa è una delle cause dell’alta incidenza di rischi cardiovascolari (ictus in primo luogo) nelle persone che soffrono di ipertensione. Per difendersi dai rischi aggiuntivi è perciò indispensabile seguire le terapie in modo rigoroso. Tenere sotto controllo la pressione sanguigna, inoltre, è uno dei mezzi più sicuri per prevenire e riuscire a intervenire là dove si manifesti un’anomalia cronica. Solo un tale monitoraggio, infatti, può consentire di conoscere bene i propri valori, individuando per tempo una patologia tanto discreta e sfuggente da essere definita il “killer silenzioso”, data l’assenza di sintomi evidenti da cui generalmente è caratterizzata. Solo in alcuni casi, infatti, l’ipertensione si accompagna a sintomi quali cefalea, vertigini, emorragie nasali, sudorazione. L’iperteso, dunque, in molti casi non sa di esserlo, benché sottoporsi a una misurazione della pressione sia un’operazione semplice e rapida, che può essere effettuata ormai in pochi minuti in tutte le farmacie. I valori normali di pressione arteriosa devono essere inferiori a 140/90 mmHg. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità si parla di ipertensione arteriosa quando, in più rilevazioni, la pressione sistolica (la massima) risulta uguale o superiore a 140 mmHg e quella diastolica (la minima) supera i 90 mmHg. L’origine della patologia è ereditaria nel 98% dei casi; altri fattori di rischio sono l’età e il sovrappeso. Uno stile di vita sano, una moderata attività fisica e un’alimentazione equilibrata con un ricco apporto di frutta e verdure contribuiscono a ridurre considerevolmente i rischi. La combinazione farmacologica include diuretici, beta-bloccanti, ace-inibitori e calcio-antagonisti. Ed ecco entrare in gioco la responsabilità del paziente, tenuto a rispettare con regolarità le regole terapeutiche, senza mai interrompere la cura, se non a rischio di improvvisi e pericolosi sbalzi di pressione. (fonte  Federanziani – SIC Magazine)

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