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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Archive for 24 ottobre 2010

Cento pittori in via Margutta

Posted by fidest press agency su domenica, 24 ottobre 2010

Roma 29 ottobre prossimo (dalle 10 alle 21)  prende nuovamente il via a Roma, nella storica sede di Via Margutta, la ottantacinquesima edizione della mostra “Cento Pittori Via Margutta”, uno degli appuntamenti pittorici più famosi della Capitale.   A tagliare il nastro della famosa rassegna – che rimarrà aperta tutti i giorni dalle ore 10.00 alle 21.00 (ingresso gratuito) – una Madrina d’eccezione, la Principessa Wijdan Al Hashemi, esponente della famiglia Reale Hashemita di Giordania e Ambasciatore del Regno Hashemita di Giordania in Italia.  Sua Altezza Reale è un’artista affermata a livello internazionale,  inoltre è accademica nella storia   dell’arte.  Sua Altezza Reale con piacere sarà presente in funzione di Madrina dell’Evento per inaugurare la Ottantacinquesima Edizione della Rassegna d’Arte “Cento Pittori Via Margutta” in data Venerdì 29 Ottobre 2010 alle ore 18.00.
Per l’intera durata della manifestazione, in programma fino al prossimo 1 novembre, la rassegna – patrocinata dal Comune di Roma, dalla Provincia di Roma e dalla Regione Lazio – colorerà il cuore pulsante della Capitale, trasformando, ancora una volta, la celebre strada in una galleria d’arte a cielo aperto mentre i vicoli faranno da cornice a più di 3.000 opere tra dipinti a olio, disegni, tele, sculture e acquerelli di genere e materiale diverso, realizzati da artisti rigorosamente selezionati e provenienti da ogni parte del mondo. Ai caratteristici cavalletti oltre 100 pittori, tutti contraddistinti da un proprio linguaggio espressivo e da una propria tecnica che va dalla figurazione all’astrattismo, passando anche per la ritrattistica, il paesaggismo, il simbolismo e il surrealismo.
Invitati all’inaugurazione della kermesse anche il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, l’assessore capitolino alle Politiche Culturali, Umberto Croppi, che in più occasioni ha ribadito di pensare a Roma come “a una metropoli di creativi” e “a una  città non solo seduta sul suo grande passato”, il Presidente della Commissione Cultura del Campidoglio, Federico Mollicone, il Presidente del I Municipio, Orlando Corsetti, e l’onorevole Dino Gasperini, delegato del Sindaco per il Centro storico, che ha dato immediata adesione alla manifestazione.
Molte le novità  previste per l’attuale edizione della rassegna, divenuta da tempo un irrinunciabile momento d’incontro per appassionati d’arte, romani e stranieri. A cominciare dalla presenza di un baby talento: la dodicenne Isabelle Salari, per la prima volta in esposizione a Via Margutta insieme ai Cento Pittori. Di madre italo-francese e papà iraniano, Isabelle ha dimostrato fin da piccolissima una forte propensione all’arte in generale e alla pittura e al canto in particolare: e proprio tavolozza e pennelli sono diventati in breve tempo gli strumenti attraverso i quali esprimere le più profonde emozioni. Al suo attivo questa giovanissima pittrice vanta già un centinaio di pezzi, quasi tutti di genere astratto, una selezione dei quali in mostra nei prossimi giorni. Guidata da lei, una nutrita schiera di nuovi talenti, richiamati dal fascino della strada, della manifestazione e dell’Associazione.
All’appuntamento con il pubblico, però, non mancheranno, ancora una volta, molti artisti stranieri e diversi big dell’associazione. Tra questi il suo Presidente, Alberto Vespaziani, alla guida dei 100 pennelli da quasi 40 anni, ma anche tanti altri nomi illustri della pittura che hanno fatto la storia di Via Margutta e che, dal 1950, con instancabile entusiasmo, calcano i sampietrini di questa celebre strada. Insieme a loro anche diversi scultori e il “pittore dell’aria” Frans, così soprannominato in quanto impiega l’aerografo.
Come di consueto la mostra – oltre a permettere, soprattutto a pittori e scultori meno noti, di uscire allo scoperto per affermarsi – sarà interessante occasione per analizzare e studiare i fermenti artistici che si sviluppano di continuo e per raccogliere i diversi messaggi che ogni espositore intende “consegnare” alla collettività. (quadro, quadri,cavalletto)

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Tango tempo fa

Posted by fidest press agency su domenica, 24 ottobre 2010

Firenze (FI)  27-28-29 ottobre ore 21.30  Via Pisana, 231 Limonaia di Villa Strozzi  di e con Alessandro Riccio Musica. Canzoni. Ballo. Una limonaia si trasforma per una sera in un luogo di incontro fra sconosciuti che si scambiano emozioni, sguardi, sorrisi. In una balera si può incontrare di tutto: dall’amore della propria vita, allo sconosciuto che non si rivedrà mai più e si può ridere fino alle lacrime oppure piangere per un nonnulla…  Uno spettacolo teatrale che racchiude la passione del tango, la sensualità del ballo e la comicità del teatro. La musica è quindi la vera protagonista, come in una vera serata di milonga.
Alessandro Riccio, dopo i successi dell’ottava edizione de “Il mese mediceo” assieme al gruppo TangoPerCambiare, ha preparato un nuovissimo evento che supera i limiti del teatro e diventa una vera e propria serata da sogno.  Accolto da figuranti da balera, il pubblico assisterà a tutto ciò che può accadere in una sala da ballo: un ballerino e la sua triste storia d’amore, il pianista annoiato,  un Don Giovanni reduce da conquiste in tutti i barrios del mondo, il maestro di ballo,  una cantante che desidera riassaporare, le glorie del passato, una “cenerentola” che cerca il grande amore, una coppia di ballerini che si avventurano con poco successo in un ultimo tango di “vera” passione.
Si riderà  e sognerà come è ormai tradizione agli spettacoli di Riccio, che hanno un sapore unico e particolarissimo, diverso da ogni altro tipo di serata a teatro.   Sarà  ben accetto per il pubblico l’abito da tango, un po’ demodé, perché non sia la solita serata e per conformarsi all’atmosfera dello spettacolo.  L’utlima sera, Venerdì 29, dopo lo spettacolo, la serata continua con il ballo fino a tarda notte, dove sarò possibile ballare per davvero. (ballerini, silva, milonga)

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Fotografie di Fabrizio Uliana

Posted by fidest press agency su domenica, 24 ottobre 2010

Bolzano, Piazza Walter 21 dal 30 ottobre 2010 al 9 gennaio 2011 inaugurazione sabato 30 ottobre 2010, ore 17:30 La fotografia, ultima nata tra le arti figurative, ha trovato nelle mille situazioni che il territorio lagunare offre al piacere dello sguardo,  terreno fertile per la sua applicazione; così è stato sin dall’origine e si può ben dire che con essa il mito di Venezia abbia trovato la definitiva consacrazione. Tutti coloro che per qualsiasi ragione sono entrati in contatto con la città lagunare non hanno potuto sottrarsi al suo fascino e all’obbligo di riportarne un ricordo duraturo spesso rappresentato dall’immagine fotografica. Lunga è stata la schiera degli autori che  nel tempo hanno fornito  versioni diverse ma sempre originali e coinvolgenti. Così è stato anche nella tradizione del grande Circolo La Gondola, di cui Fabrizio Uliana fa parte. Una tradizione risalente all’immediato dopoguerra che consentì, grazie all’obiettivo dei suoi innumerevoli campioni –  Paolo Monti, Gianni Berengo Gardin, Fulvio Roiter e tanti altri – di rinnovare il percorso figurativo allargandolo agli spazi meno conosciuti  ma ugualmente  pieni di poesia e di fascino. Tutto, nelle fotografie di Uliana, assume una suggestione fiabesca, un’aura speciale che ci rimanda in fondo alla vera essenza di questo luogo, sognato e amato  da tutti anche da coloro che non l’hanno mai potuto visitare ma di cui grazie alla fotografia, anche a quella di Fabrizio Uliana, possono assaporarne un frammento, un’impressione.
Fabrizio Uliana nasce nel 1954 a Roma dove rimane fino al 1969. Dopo aver abitato in varie località italiane, attualmente vive tra Venezia e Dinard in Bretagna.

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Wiener Philharmoniker tornano a Roma

Posted by fidest press agency su domenica, 24 ottobre 2010

25 ottobre alle ore 21 per un concerto Basilica di San Paolo fuori le Mura nell’ambito del IX Festival di Musica e Arte Sacra. In programma Mozart, Haydn e Wagner. Nella mattinata di lunedì 25 ottobre verrà inoltre conferito il Premio della Fondazione Pro Musica e Arte Sacra ad alcune eminenti personalità del mondo musicale, tra le quali il neo-cardinale Mons. Domenico Bartolucci e Mons. Georg Ratzinger, fratello del Santo Padre.
Tornano, come ogni anno, a Roma i celeberrimi Wiener Philharmoniker, orchestra in residence del Festival, per un concerto alla Basilica di San Paolo fuori le Mura. Sotto la direzione di Andris Nelsons, trentenne artista lettone considerato uno dei più promettenti giovani direttori del nostro tempo e attualmente Music Director della City of Birmingham Symphony Orchestra, i Wiener interpretano quest’anno due celebri sinfonie di Haydn e Mozart, rispettivamente la Sinfonia n. 103 in mi bemolle maggiore “col rullo di timpani” e la Sinfonia in si bemolle maggiore K. 319, autori entrambi amatissimi – ed eseguiti spesso al pianoforte – da Benedetto XVI. Completa il programma il Preludio Atto I dal Parsifal di Wagner.
Sempre lunedì 25 ottobre, alle ore 11, presso la Sala Accademica del Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma, la Fondazione Pro Musica e Arte Sacra conferisce inoltre il suo Premio a quattro eminenti personalità che si sono distinte nell’esecuzione, conservazione e promozione della musica sacra. Si tratta di Mons. Georg Ratzinger, Protonotario Apostolico, Maestro di Cappella emerito e fratello di papa Benedetto XVI; Mons. Domenico Bartolucci, Direttore Perpetuo Emerito della Cappella Musicale Pontificia “Sistina” e da pochi giorni creato cardinale dal Santo Padre; Clemens Hellsberg, Presidente dei Wiener Philharmoniker, in rappresentanza dei Wiener Philharmoniker, per il pluriennale sostegno al Festival Internazionale di Musica e Arte Sacra e Hans Urrigshardt, Mecenate tedesco, per il continuo sostegno generosamente dato alle finalità istituzionali della Fondazione. (wiener)

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Il gruppo Kerzner dopo Rimini

Posted by fidest press agency su domenica, 24 ottobre 2010

Presente al TTG Incontri di Rimini con un proprio Stand, Partner del megaevento di Idee per Viaggiare per Agenti di Viaggi e giornalisti all’I-Suite Hotel, il Gruppo Kerzner, a cui fanno capo gli Hotels Atlantis Paradise Island e Atlantis The Palm, gli One&Only Resorts e il Mazagan Beach Resort, ha dimostrato una grande attenzione al trade, un’attenzione che ha portato successo e risultati in crescendo: “Quest’anno ci siamo presentati in particolare con due gioielli del Gruppo Kerzner – afferma Maurizio Maggi, Director of Sales One&Only Italia e Francia – vale a dire il nuovo Mazagan Beach Resort di El Jadida (presso Casablanca, in Marocco) ed il neonato One&Only The Palm appena inaugurato a Dubai. Due realtà alberghiere magnifiche e profondamente diverse tra loro, ma che hanno in comune le caratteristiche peculiari di eleganza, tradizione, qualità, eccellenza. Il mondo del turismo guarda con estremo interesse a tutti i nostri hotels e resorts, ed ha recepito immediatamente il messaggio di Mazagan e The Palm”.
Il resort marocchino era rappresentato dalla signora Isabelle Leconte, Leisure Sales Director, che ha incontrato numerosi addetti ai lavori del settore. (dir.marzagan, one)

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II edizione Villaggio della danza

Posted by fidest press agency su domenica, 24 ottobre 2010

Napoli 27 ottobre 2010, ore 12 presso la galleria GANÒ piazza Giulio Rodinò 24 conferenza stampa sulla Mostra D’Oltremare viale Kennedy 54 – Napoli (dal 29 al 31 ottobre 2010). Direzione artistica M° Giuseppe Carbone  Direttore del Corpo di Ballo del San Carlo di Napoli  e della Scala di Milano coordinatore artistico ArtGarage coordinatore organizzativo Flegreinarte
Durante il Galà del 31 ottobre alle 21 verrà assegnato il Premio alla carriera Villaggio della Danza a Giovanna Spalice. Un villaggio in cui si vive di danza. Classica, contemporanea, hip hop, modern jazz, danze orientali, tango, flamenco, balli caraibici, danze popolari, danze western: tre giorni dedicati al linguaggio del corpo in tutte le sue espressioni. Incontri, dibattiti, mostre, scambi e collaborazioni, immersi in un ambiente internazionale e in un clima di intenso scambio culturale e artistico. La Mostra D’Oltremare, dal 29 al 31 ottobre, si trasformerà in una vera e propria fucina della danza dove giovani appassionati potranno incontrare professionisti dell’ambiente a cui chiedere informazioni e consigli, e da cui far nascere interessanti collaborazioni. Sull’esempio di altre città italiane ed europee, il Villaggio della Danza nasce dall’esigenza di dare vita ad uno spazio dove il popolo danzante possa studiare, ricercare, arricchire il proprio curriculum, condividere esperienze e proporre performance. (vd, maestro)

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Chiesa e Stato in Cina

Posted by fidest press agency su domenica, 24 ottobre 2010

Presentato il volume “Chiesa e Stato in Cina. Dalle imprese di  Costantini alle svolte attuali”
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto al Quirinale una  delegazione guidata dal Prof. Mons. Bruno Fabio Pighin, e composta dal Sindaco di  Pordenone, Sergio Bolzonello, dal Presidente del Comitato organizzatore degli eventi in  onore del Cardinale Celso Costantini, Alberto Marchiori, e dal Segretario della  Fondazione “Celso Costantini”, Tommaso Boer, che gli ha presentato il volume “Chiesa e  Stato in Cina. Dalle imprese di Costantini alle svolte attuali”. Era presente l’Ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede, Antonio Zanardi Landi. (incontro)

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Camera deputati: fido e fuffi all’ordine del giorno

Posted by fidest press agency su domenica, 24 ottobre 2010

Di cosa discuterà il Parlamento la prossima settimana? Tenetevi forte roba da urlo. Niente popo’ di meno che di “animali da compagnia”. 945 parlamentari della Repubblica, pagati con i soldi dei contribuenti, discuteranno di come proteggere al meglio Fido e Fuffi, i migliori amici dell’uomo. Nulla in contrario, per carità, nei confronti dei cuccioli a quattro zampe, a pelo corto o lungo che siano, miagolanti o abbaianti. Ma c’è qualcosa che non va, “sa va sa dir”, se il Parlamento della Repubblica italiana paga 945 tra deputati e senatori per occuparsi di Fido e Fuffi mentre il Paese sta affogando in una crisi economica epocale. Il Parlamento della Repubblica italiana, nel mese di settembre 2010, ha svolto 4 sedute con votazioni. Tradotto dal parlamentarese, ha lavorato 4 giorni in un mese: una mezza giornata al mattino, una mezza giornata al pomeriggio e due giorni mattina e pomeriggio. Ad ottobre, anche se manca una settimana, non è andata meglio, 6 sedute in tutto: un mezza giornata al mattino, tre mezzi pomeriggi, e due giorni mattina e pomeriggio. Fine dei giochi. In due mesi, 60 giorni, il Parlamento ha lavorato 10 giorni, distribuiti comodamente tra mattina e sera. Credo che qualunque cittadino ci metterebbe la firma sotto un contratto del genere, per di più strapagato. Fuori dalla facile demagogia, il problema è che noi di Italia dei Valori ci vergogniamo di essere pagati per non lavorare. Per questo, denunciamo da sempre e oggi con maggior forza, all’opinione pubblica, questa situazione di cui la totale responsabilità ricade sull’immobilismo del governo che non porta in Aula un solo provvedimento utile al paese ma solo disegni di legge con la velocità di un bradipo addormentato, ratifiche  di convenzioni europee, tra cui l’indispensabile e fondamentale su Fido e Fuffi. Volete sapere quanti disegni di legge ha approvato il Parlamento nel mese di settembre? Zero. Quanti decreti legge? Zero. Quanti documenti, cioè aria fritta? Nove. Quante mozioni grazie all’opposizione? Tre. E una ratifica. Fine, game over. Ad ottobre, i disegni di legge sono stati 5, i decreti legge uno, un documento, tre mozioni e una ratifica. Fine, game over. Sono riusciti a fare di peggio del peggio già raggiunto negli stessi mesi nello scorso anno. Settembre 2009: 6 sedute in tutto. Il Parlamento ha lavorato 3 giorni su 30. Ottobre 2009: 3 sedute in tutto. Il parlamento ha lavorato 3 giorni su 30. Per produrre la modifica cifra di 7 disegni di legge, un decreto con fiducia, e tre mozioni. Roba da far ridere i polli. Gli italiani possono stare tranquilli: con Berlusconi e questa maggioranza che ormai non c’è più, il Parlamento è impantanato, immobile, fermo e, mentre Berlusconi pensa a come bloccare i suoi processi, le sue aziende prosperano. Con buona pace dell’Italia e degli italiani. (Massimo Donadi parlamentare I.d.V.)

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Popolazione scolastica in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 24 ottobre 2010

L’11,3% della popolazione scolastica lombarda è straniera (dati 2008-2009). Dal 2001 il numero degli studenti stranieri sono cresciuti del  238%. Di questi il 47% è costituito da studentesse che mostrano di studiare con più profitto. La maggior parte dei ragazzi stranieri sceglie percorsi formativi più orientati al mondo del lavoro (Istituti professionali e tecnici).  Le scuole più multiculturali? A Milano, Mantova, Brescia, Cremona e Lodi. Gli studenti stranieri provengono principalmente da Marocco, Albania e Romania. Questi sono i dati che emergono dal Rapporto di ricerca “Gli alunni stranieri nella realtà lombarda” che sarà presentato, lunedì 25 ottobre ore 15, Sala Assemblee Intesa San Paolo, piazza Belgioioso, 1 a Milano. Alla presenza della senatrice Germontani e del Presidente Guzzetti. Sarà presentata lunedì 25 ottobre, alle ore 15, presso la Sala Assemblee di Intesa San Paolo in piazza Belgioioso a Milano, la Ricerca sugli alunni stranieri nella realtà lombarda realizzata dal Comitato Equilatero, un comitato nato con l’impegno precipuo di promuovere in Lombardia le pari opportunità per il superamento delle disparità sociali, dalla Fondazione Ismu, con il supporto di Fondazione Cariplo, già da tempo attiva sul fronte dell’integrazione multiculturale, impegnata con progetti e bandi proprio su questo tema. La ricerca scatta una fotografia del fenomeno con dati interessanti: in Lombardia vivono un milione e 170 mila stranieri (circa il 23,7% del totale presenti in Italia). Di questi circa un quarto è costituito da minorenni residenti (219mila), dato che registra un aumento di oltre il 138%, dal 2002. Ai primi posti tra le province lombarde a più alta incidenza di minorenni stranieri -rispetto alla popolazione minorile complessiva- si collocano quelle di Mantova (19%) e di Brescia (18%) seguite da Cremona e Lodi (16-17%). Marocco, Albania e Romania seguite da Egitto, Cina, India e Filippine costituiscono le principali nazionalità di appartenenza. La maggior parte degli stranieri vive nella provincia di Milano (il 20% nel capoluogo lombardo), e dai dati emerge  come siano soprattutto le altre province lombarde a segnalare un progressivo forte incremento delle presenze straniere rispetto al totale regionale. La componente straniera della popolazione scolastica sta assumendo un peso sempre maggiore nelle scuole lombarde dove gli alunni con cittadinanza non italiana costituiscono l’11,3% della popolazione scolastica complessiva, dato superiore alla media nazionale (7%).  L’incidenza è più alta nelle scuole primarie dove sono stranieri 13 alunni su 100 mentre è più bassa nelle scuole secondarie di secondo grado (7,1%). La concentrazione degli alunni stranieri in alcune tipologie di istruzione superiore determina incidenze molto significative negli istituti professionali (16,4%) e al contrario poco rilevanti nei licei (2,7%). Le seconde generazioni a scuola sono ancora molto giovani, oltre il 78% degli alunni stranieri nelle scuole dell’infanzia è nato il Italia. Complessivamente nelle scuole lombarde 43 alunni con cittadinanza non italiana su 100 sono nati in Italia, un dato superiore alla media italiana (37%). In Lombardia inoltre i nuovi ingressi a scuola costituiscono il 7,4% della popolazione scolastica straniera,e evidenzia una maggiore stabilità dei flussi migratori in Lombardia.

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Contratto forze armate

Posted by fidest press agency su domenica, 24 ottobre 2010

Dichiarazione del deputato radicale Maurizio Turco, cofondatore del partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm), e Luca Marco Comellini, segretario del Pdm rendono noto: “Lo schema del DPR di recepimento del provvedimento di concertazione per il personale delle Forze armate, relativo al biennio economico 2008/2009, approvato dal Consiglio dal ministri lo scorso 24 settembre e trasmesso al del Presidente della Repubblica per la firma e la successiva pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale non è quello concertato e sottoscritto dai Cocer che gli stessi organismi della rappresentanza hanno pubblicizzato all’indomani della firma.  Dalla lettura della documentazione trasmessa dallo stato maggiore della difesa al Cocer abbiamo avuto la conferma che il famoso articolo 4 -relativo all’importo aggiuntivo pensionabile– quello di cui successivamente ne è comparsa una versione con la tabella in bianco,  contiene ora un nuovo comma e una nuova tabella. Senza voler entrare troppo nel merito degli effetti che queste modifiche apporteranno al trattamento economico del personale militare, e che comunque da una prima lettura sembrano mirate a favorire esclusivamente gli ufficiali con più di 13 anni di servizio (c.d. omogeneizzati al livello dirigenziale), ci  pare chiaro che il grave problema che noi del Pdm abbiamo denunciato già il 28 settembre sia sempre esistito e oggi ha trovato la sua immancabile conferma. La “concertazione” di fatto non c’è stata e quindi non c’è stato nessun accordo, ma solo l’ennesima dimostrazione che il Cocer è uno strumento asservito al Governo e del resto quali sono i suoi compiti lo ha detto chiaramente La Russa rispondendo a una nostra interrogazione (4/04935) in cui si legge «… il mandato di rappresentanza è stato prorogato per consentire, in questa fase, ai delegati in carica di poter «proseguire ulteriormente il lavoro di rappresentanza e di tutela degli interessi delle Forze armate».». Interessi delle Forze armate, non del personale militare. A questo punto, la questione della mancata firma del documento  da parte del Cocer dell’Aeronautica che ne inficia sostanzialmente la validità, e l’esistenza di un differente schema di accordo ormai palesemente provato e sul quale nei giorni scorsi aveva sollevato i suoi dubbi  anche un importante organismo rappresentativo di livello inferiore (Coir COMFOTER) ci fanno sembrare doveroso tornare a chiedere la ripetizione della procedura di concertazione nell’interesse della legalità e della trasparenza che sono venute a mancare, nonché di tutti i cittadini che con le loro tasse contribuiscono al pagamento degli stipendi dei militari.  Il preoccupante silenzio del Ministro della difesa e della Pubblica amministrazione e l’Innovazione è un’ammissione di colpa chiara e inequivocabile; un’ammissione di responsabilità che il Presidente della Repubblica non può non considerare nella sua eventuale decisione di sospendere la pubblicazione del DPR in questione”. (On. Maurizio Turco Luca Marco Comellini)

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Giorgia Meloni su Radio 24

Posted by fidest press agency su domenica, 24 ottobre 2010

“Fini ha la stoffa per diventare il Presidente del Consiglio. Dipende come ci diventa. Ha nella sua natura la capacità di essere leader .Sarei stata contenta se lo fosse diventato, in un momento lontano da questo, all’interno del Pdl” Così il Ministro della Gioventù Giorgia Meloni commenta a Radio 24 in diretta da Cruciani alla Zanzara la frase di Fini da Bari e prosegue : “Montezemolo non lo vedo come successore di Berlusconi. Meglio Vendola anche se non vorrei lo diventasse perché all’opposizione. Credo comunque sia un’esponente di spicco della sinistra”. Poi la Ministra Meloni conclude a Radio 24 “Per il momento abbiamo il nostro leader”

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Sesso on-line e ragazze in web-cam

Posted by fidest press agency su domenica, 24 ottobre 2010

Un fenomeno in continua espansione il sesso in rete tramite web-cam. Un giro d’affari in vorticosa crescita in Italia come nel resto del mondo, ma la Corte di Cassazione con una decisione recente pone un argine, almeno dal punto di vista penale al sesso on-line a pagamento che vede coinvolte e sfruttate migliaia di donne in ogni luogo ed è per questo che Giovanni D’Agata, Componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” ritiene particolarmente significativo il pronunciamento in questione. Secondo la Suprema Corte è punibile per sfruttamento della prostituzione il soggetto reo di aver pagato per vedere prestazioni sessuali in videoconferenza così come chi offre il collegamento in rete ed i relativi.  La Terza Sezione Penale della Cassazione, con la decisione in discussione ha, infatti, confermato la condanna inflitta dalla Corte d’Appello di Firenze nei confronti di un gestore di un nightclub, assieme alla sua segretaria e al responsabile della security. Gli imputati erano stati condannati per aver favorito e sfruttato la prostituzione attraverso questo tipo di esibizioni fatte nel locale da spogliarelliste ma avevano proposto ricorso contro il pronunciamento di merito argomentando che questo tipo di esibizioni non potevano rientrare nel reato di sfruttamento della prostituzione. Gli ermellini hanno motivato la decisione secondo il principio per cui le prestazioni sessuali eseguite in videoconferenza in modo da consentire al fruitore delle stesse di interagire in via diretta e immediata con chi esegue la prestazione, con la possibilità di richiedere il compimento di atti sessuali determinati, assumono il valore di atto di prostituzione e configurano il reato di sfruttamento della prostituzione.  Si tratta di atti, dunque, che configurano il reato di sfruttamento della prostituzione a carico di coloro che abbiano reclutato gli esecutori delle prestazioni o ne abbiano consentito lo svolgimento creando i necessari collegamenti via Internet o ne abbiano tratto guadagno.Ma v’è di più. I giudici di piazza Cavour precisano che è da ritenersi irrilevante la circostanza che chi si prostituisce e il fruitore della prestazione si trovino in luoghi diversi, in quanto il collegamento in videoconferenza consente all’utente di interagire con chi si prostituisce in modo tale da poter richiedere a questi il compimento di atti sessuali che vengono immediatamente percepiti da chi ordina la prestazione sessuale a pagamento.

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Libertà di stampa e rapporto Reporter sans frontières

Posted by fidest press agency su domenica, 24 ottobre 2010

E’ dei giorni scorsi la pubblicazione del rapporto 2010 sulla libertà di stampa nel mondo. Curato da “Reporter sans frontières”, almeno a livello europeo, è un punto di riferimento per calibrare come questo fondamentale livello di civilta’ viene applicato nei vari Paesi. Il nostro Paese non ha mai avuto una posizione brillante in questa classifica. Anche quest’anno ce lo conferma con il suo 49mo posto, piu’ in alto -tra i Paesi Ue- solo a Romania (52mo), Grecia e Bulgaria (entrambe al 70mo). Ma fa specie che l’Italia abbia il 49mo posto come il Burkina-Faso, e prima di lei ci siano, per esempio, Paesi come Tanzania, Suriname, Mali, Ghana, Namibia, Paesi che abitualmente non sono considerati punto di riferimento in materia di liberta’… ma evidentemente qualcosa non funziona nel nostro Stivale. Per capire la situazione, i primi sette posti, Finlandia in testa, sono nostri partner della Comunita’ Europea. In “compenso” l’Italia non e’ considerata tra i nemici di Internet. Un Internet, pero’, che e’ poco usato, costoso e lento… e forse per questo che le grinfie del potere lo lasciano ancora “sciolto”, tant’è che non lo degnano neanche di leggi specifiche. Assenza di leggi che, per non farsi chiudere i siti web e affermare libertà d’espressione e di opinione si puo’ fruire solo della costosissima via giurisprudenziale. La situazione inquietante, come commentano a “Reporter sans frontières”, e’ che in questa classifica diversi Paesi Ue continuino a perdere posizioni o a non migliorare. La pubblicazione di una classifica del genere sarebbe stata occasione per avviare quantomeno una riflessione e un confronto sul 49mo posto del nostro Paese. Abbiamo aspettato, ma prendiamo atto che silenzio e, probabilmente, imbarazzo hanno avuto il sopravvento. Perche’? Semplice. Si può considerare regime di libertà di stampa quello in cui praticamente tutti i giornali hanno finanziamenti da parte dello Stato, anche grazie a finti organi di partito di altrettanti finti partiti creati dal parlamentare compiacente per avere il proprio media di riferimento? No! Da considerare, inoltre, anche i soldi che amministrazioni locali e regionali devolvono ai media locali. Fino al “problema” per eccellenza: il capo del Governo, da cui dipende la radio e la tv di Stato, che è proprietario dei tre principali canali tv “non di Stato”, di una pletora di radio e, grazie anche a leggi specifiche, si sta muovendo nello stesso modo nel digitale terrestre. A parte poche tv e radio regionali e locali che sono indipendenti, a livello nazionale l’unica tv che apparentemente non rientra in questo giro e’ La7 di Telecom Italia… una Telecom Italia prona ai giochi di potere per non mollare la propria rete telefonica regalatagli quando era ufficialmente in regime di monopolio, e che per questo -bloccando il tutto- sta costringendo l’Italia ad essere agli ultimi posti nel mondo nella fornitura di banda larga. Perche’, quindi, ci dovrebbe essere un confronto? Visti gli attori e visto il metodo di spartizione che tutti accontenta, essenzialmente a discapito di qualita’ ed economicita’ per consumatori e utenti, il silenzio e’ dovuto. Aspettiamo il rapporto 2011?

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Inganno padano

Posted by fidest press agency su domenica, 24 ottobre 2010

“Inganno Padano. La vera storia della Lega Nord” di Fabio Bonasera e Davide Romano,  Prefazione di Furio Colombo, Edizioni La Zisa, pagg. 176, euro 14,90 (www.lazisa.it) Da oltre vent’anni la Lega Nord fa parte stabilmente del panorama politico italiano. Tutti ne conoscono i principali leader, i programmi, le parole d’ordine, la balzana simbologia. Sono pressoché ignoti, invece, taluni aspetti poco virtuosi che la pongono sullo stesso piano delle peggiori consorterie politiche della cosiddetta Prima Repubblica. Questo libro racconta alcuni retroscena volutamente sottaciuti attraverso le testimonianze di coloro che hanno creduto, all’inizio, alle idee moralizzatrici di Umberto Bossi, per staccarsene successivamente quando dalla propaganda si è passati alla gestione del potere. Diventano altresì chiare le ragioni di fondo che stanno alla base del patto d’acciaio che unisce la Lega al partito-azienda di Silvio Berlusconi. Fabio Bonasera (Messina, 1971), giornalista professionista. Gli esordi professionali nella sua città natale, al Corriere del Mezzogiorno, dopo qualche breve esperienza in alcuni periodici locali. Successivamente, il trasferimento in Veneto, al Corriere di Rovigo, prima di approdare alla corte de Il Gazzettino, dove rimane per diverso tempo, occupandosi prevalentemente di cronaca bianca e politica. Attualmente, è direttore responsabile del mensile di Patti (Me) In Cammino. Davide Romano (Palermo, 1971), giornalista pubblicista. Ha lavorato per molti anni nell’ambito della comunicazione politica. Ha scritto e scrive per numerose testate ed è stato anche fondatore e direttore responsabile del bimestrale di economia, politica e cultura Nuovo Mezzogiorno e del mensile della Funzione Pubblica Cgil Sicilia Forum 98.

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Conciliazione lo strumento più diffuso

Posted by fidest press agency su domenica, 24 ottobre 2010

Nel 2009, allo sportello della Camera di Commercio di Udine sono state depositate 109 domande di conciliazione. Di quelle attivate, 32 si sono concluse positivamente, il 70% con accordo tra le parti raggiunto con l’intervento del conciliatore chiamato, nel suo ruolo, ad aiutarle nella composizione delle divergenti posizioni. Nel 2010 (dati al 30 settembre), l’ufficio di Udine ha ricevuto 76 domande, di cui quasi il 60% tra imprese e consumatori, 6 delle quali svolte con la nuova normativa. Solo in questi giorni, durante quella che Unioncamere, da sette anni, indica come “Settimana Nazionale della Conciliazione”, sono arrivate in Cciaa una quindicina di domande, grazie anche all’agevolazione della gratuità proposta per stimolare il ricorso a questo importante strumento di composizione stragiudiziale delle controversie civili e commerciali. Sono alcune cifre, presentate dal segretario generale della Cciaa di Udine Fabiano Zuiani, che inquadrano un fenomeno su cui da anni le Cciaa italiane si stanno impegnando, istituto che l’Ente camerale udinese è stato tra i primi a sviluppare e su cui, questa mattina, ha organizzato un partecipatissimo convegno, in Sala Valduga, per fare il punto sul tema, proprio quest’anno disciplinato dal decreto legislativo 4 marzo n. 28. Una normativa che ha introdotto diverse novità, ma abbastanza controversa nei contenuti: proprio su questo, si sono confrontati studiosi, magistrati e conciliatori davanti a un pubblico numeroso e molto interessato, formato da rappresentanti delle categorie e da professionisti, avvocati, notai, commercialisti, giudici, ma anche periti, geometri e molti conciliatori. Il componente di giunta camerale Giuseppe Pavan, delegato dal presidente Giovanni Da Pozzo a introdurre l’appuntamento, ha sottolineato come «la Camera di commercio di Udine ponga estrema attenzione a questa attività, che si va affermando sempre più». A entrare nel dibattito, Mauro Bove (preside Facoltà di Giurisprudenza Università degli Studi di Perugia), Andrea Zuliani (magistrato presso il Tribunale di Udine), l’avvocato Mario Formaio e il geometra Michele Peloso, entrambi conciliatori della Camera di Commercio di Udine.

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La fine delle ideologie

Posted by fidest press agency su domenica, 24 ottobre 2010

Abbiamo assistito al crollo delle ideologie; con il muro di Berlino sono state abbattute quelle idee che avevano governato, nel bene o nel male, la terra; in quanto ideologie imponevano la centralità dell’uomo, era la democrazia occidentale che aveva defenestrato le velleità dittatoriali nazi-fasciste del XX secolo in Europa e il comunismo sovietico, che cercava sempre più ampi spazi dove affermare una ideologia collettivistica che non era ben accetta, per cui necessitava imporla con la forza e con il terrore. Moltissimi furono i cittadini della Berlino Est occupata dalle forze sovietiche, che fuggirono verso la Berlino Ovest libera e democratica, nel pieno dello sviluppo economico e sociale, spesso a rischio della vita, non mi risulta che un solo cittadino di Berlino Ovest abbia tentato di fuggire verso Berlino Est.   Quelle ideologie avevano creato una frattura verticale nei popoli della terra, che si identificavano in Est e Ovest. A tenere a bada le due ideologie e lontane dalle ipotesi di una terza Guerra Mondiale era la paura reciproca dell’autodistruzione, così fu la guerra, ma, per fortuna, solo una guerra fredda, senza il clamore delle armi.
Lo scrivente non è mai stato un simpatizzante comunista, pur non accettando l’etichetta di anticomunista; la logica degli anti l’ho sempre vista come una distorsione non propositiva; mi rendo conto adesso che la presenza dell’URSS comunista, che si contrapponeva al potere  imperialista, economico e militare degli USA, aveva rappresentato una garanzia per il mantenimento di un barlume di pace, o quanto meno, aveva evitato l’escalation dell’affermazione unilaterale di un’unica potenza, in grado di dominare l’intero pianeta, imponendo la propria idea di democrazia, il proprio modello di ordine nuovo, le proprie condizioni, il proprio modello di vita, il proprio esclusivo interesse, violentando le altrui volontà, gli altrui interessi, le altrui culture.
Il bipolarismo democrazia-comunismo si affievolì molto quando il mondo occidentale calcò la mano sulla logica dei consumi, sull’etica dell’economia, diventando capitalismo; l’altra parte del bipolarismo opponeva l’economia socialista, che faceva acqua da tutte le parti. Quando lo scontro tra Est e Ovest si focalizzò sui temi dell’economia, il mondo dell’URSS  ebbe la sua implosione, si consumò dall’interno con un flop che nessuno riuscì a sentire. Non fu il tipo di democrazia proposto dall’Occidente che prevalse sul comunismo, fu il capitalismo che soffocò il sistema economico socialista e cominciò a imporre la propria visione di un nuovo ordine, nello stesso tempo fu il crollo delle ideologie e della centralità dell’uomo. La parte terminale della guerra fredda non fu recitata sul palcoscenico della politica e delle ideologie, fu spostata, dagli USA, sul terreno più facile e più favorevole per vincere, quello economico e su quel terreno l’alternativa socialista alla economia di mercato  venne eliminata dalla propria implosione, distruggendosi dall’interno, lasciando lo spazio al nuovo ordine che l’America aveva già programmato.
Il concetto di ordine prevede nel suo interno tutta una serie di accordi, di  costumi, di metodi, di regole del divenire, che innanzitutto devono avere la caratteristica della reciprocità; devono essere frutto di incontri fra tutte le componenti che dovranno accettare tale ordine. Questo insieme di regole deve avere come fine quella di migliorare il livello di vita di ciascun componente e nello stesso tempo di garantire la reciproca convivenza, nell’accettazione che la libertà del singolo finisce lì dove inizia quella del suo simile, senza quelle prevaricazioni alle quali stiamo assistendo.
Il nuovo ordine  che si vuole imporre a livello planetario è quello sancito dal vincitore, in un bipolarismo forzato che si rinnova ogni qual volta viene a finire. La logica del vincitore è quella di avere sempre un nemico da combattere; deve sempre dividere in due la popolazione mondiale: “con me o contro di me”, solo in questo modo potrà proseguire nel suo itinerario di autoaffermazione, di dominio e di imposizione del  proprio nuovo ordine.
E’ il trionfo dell’anti-ideologia, dell’unica categoria culturale che gli USA riescono a esprimere: il pragmatismo, cadendo, così, nella peggiore delle contraddizioni, ritrovandosi a proporre lo stesso modello materialistico, di origine marxista, che avevano combattuto.
La scomparsa di ogni valore etico, ideale e spirituale promuove un profondo vuoto che favorisce l’affermazione del totalitarismo, della legge iniqua del più forte con il ricorso sempre più frequente alla distruzione bellica. Alla base di tutto ciò c’è la convinzione pragmatica di identificare il valore del processo storico con il progresso tecnologico, con la potenzialità militare e con l’affermazione di una perversa spirale dove il potere produce maggiore ricchezza, la quale produce maggior potere e così via senza soluzione di continuità. La maggiore ricchezza prodotta dal maggior potere è, necessariamente, sottratta alle  fasce  più  deboli  della  popolazione  mondiale, che  vengono  bastonate  ogni giorno, fino a quando non riusciranno a   mordere il loro prepotente padrone.
Recita un antico proverbio arabo: “bastona  pure  il  tuo  cammello anche tutti i giorni, ma non meravigliarti     se un giorno ti morderà” (Rosario Amico Roxas) (segue in “Post comunismo e visione di modernità”)

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Sono una persona strana, anomala, forse un po’ matta

Posted by fidest press agency su domenica, 24 ottobre 2010

Lettera al direttore. Nessuno mi crederà, eppure vi giuro che degli infiniti articoli sulla casa di Montecarlo non ne ho letto neppure uno. I titoli, quando mi capitavano sotto gli occhi, per me erano più che sufficienti. Ma cosa ancora più incredibile, almeno per le persone normali, è che non ho guardato nessun programma d’approfondimento sulla vicenda brutta di Avetrana. Neppure uno per più di un minuto, passando da un canale all’altro. Pochi secondi che sono bastati a disgustarmi. A dire il vero, qualche sera fa forse devo aver guardato per più di sessanta secondi e, mi vergogno a dirlo, nonostante la gravità dell’argomento, non ho potuto fare a meno di ridere. Ho visto un signore non più tanto giovane, che giocava con delle automobiline e il plastico di una casa, e gli invitati che lo guardavano attentamente, ansiosi di esprimere il loro prezioso parere. Il loro prezioso contributo alla verità. Ma in fondo, a me che sono così strana, sembra che tutti questi conduttori televisivi siano sempre lì  a giocare, ed anche gli mportanti opinionisti mi sembra che giochino, tutti giocano un po’, anche se sanno perfettamente, ma fanno orecchie da mercante, che non è cosa buona giocare quando si parla di una creatura innocente uccisa. Ma la vita è questa. Che tristezza per una strana come me. Per una forse un po’ matta. (Francesca Ribeiro) (n.r. Forse bisogna essere anomali, strani e un po’ matti rinunciare a letture che la stragrande maggioranza degli italiani divora di continuo. Noi, che teniamo sotto controllo l’audience della Fidest ne sappiamo qualcosa. Per i fattacci di cronaca nera e di politica “sporca” con pettegolezzi e quel che ne segue abbiamo riservato uno spazio molto limitato e di là dell’annuncio non siamo andati oltre con i cosiddetti “approfondimenti” da telenovela. A conti fatti l’indice d’accesso, da quando non ne abbiamo più parlato, è sceso del 45%. Logico, quindi, che gli altri media non si sono lasciati scappare la buona fetta di ascolto che ha fatto aumentare la tiratura alla carta stampata e lo stesso dicasi per  i ritorni ottenuti dai famelici teledipendenti sino ad arrivare al web.)

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Antiriciclaggio a San Marino

Posted by fidest press agency su domenica, 24 ottobre 2010

Paolo Iorio, giurisperito internazionalista e presidente di “Avocats sans Frontières”, Françoise Travaillot, giudice di collegamento per il Governo francese presso il Ministero italiano della Giustizia e per la Repubblica di Malta, ed Emanuele Fisicaro, avvocato, docente universitario a Bari e ottimo conoscitore delle procedure di rogatoria tra Italia e San Marino, hanno fatto il punto dell’integrazione giudiziaria tra l’Europa e le legislazioni dei due Stati della Penisola nell’ambito di un convegno dove hanno avuto modo di discutere e “giudicare” l’eccellente livello raggiunto dalle autorità del Monte Titano nel processo di ratifica delle normative internazionali in materia penale. Sotto la lente d’ingrandimento dei relatori un’infornata di argomenti delicati: mandato d’arresto europeo, estradizione, rogatorie, intercettazioni e la recente figura dei magistrati di collegamento, tutti ancora poco “masticati” da addetti ai lavori e giornalisti. L’avvocato Iorio è entrato nel merito delle questioni: “I problemi che oggi San Marino ha derivano dal clima e dal momento particolare in cui viviamo, successivo agli scandali del Liechtenstein e di generale recessione economica. I lavori erano stati aperti dai discorsi del Segretario di Stato alla Giustizia, Augusto Casali, dal suo omologo alle Finanze, Pasquale Valentini, dal giudice Alberto Buriani, Commissario della Legge, e dal Questore di Rimini, Oreste Capocasa.

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Biberon al Bisfenolo

Posted by fidest press agency su domenica, 24 ottobre 2010

Il Canada ha classificato il Bisfenolo A (BPA) sostanza nociva per l’uomo e l’ambiente. Ricordiamo che il BpA e’ il maggiore componente delle plastiche di policarbonato usate nei biberon ma anche in altri contenitori per alimenti (bottiglie per bibite con il sistema del vuoto a rendere, piatti e tazze, pellicole e rivestimenti protettivi per lattine e tini, ecc.). Il BpA puo’ migrare nei cibi e nelle bevande conservati in materiali che lo contengono; inoltre puo’ causare l’endometriosi nelle donne, con effetti sulla capacita’ riproduttiva, una modificazione dello sviluppo fetale e danni ai neonati perche’ altera l’attivita’ del sistema endocrino. Sull’argomento  siamo intervenuti piu’ volte (2,3,4). I ministri della Sanita’ e dell’Ambiente canadesi hanno definito pericoloso per la salute umana e l’ambiente il BisfenoloA in tutte le sue applicazioni e non solo per i biberon. Questa decisione contrasta con quanto deciso recentemente dall’Efsa, l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare, che ha ritenuto accettabili i livelli di concentrazione di Bisfenolo A nei vari prodotti in commercio. Rammentiamo che i biberon al BPA non si usano negli Stati Uniti, sono proibiti in  Danimarca e in Francia e il Canada, come detto, ne ha esteso il divieto per tutte le merci.

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