Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

A margine del convegno pastorale di Forlì

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 ottobre 2010

Il Convegno ha voluto radunare i parroci e gli operatori pastorali (un centinaio i presenti in rappresentanza di comunità parrocchiali che complessivamente contano 50.000 abitanti) che da anni sono impegnati nel dare una nuova immagine alla realtà parrocchiale. La dinamica dell’incontro si è svolta con un forte tono narrativo e di condivisione delle testimonianze circa i segni di gioia come anche l’ansia per le difficoltà che si riscontrano nell’animare una comunità cristiana. Non si è parlato dei problemi della pastorale, né del progetto conosciuto col nome di “Nuova Immagine di Parrocchia”. Si è parlato di loro, i protagonisti… quelli che portano la croce e la gioia di essere impegnati nel servizio all’evangelizzazione dentro la parrocchia. Si è dato spazio alla comunicazione del cuore, agli stati d’animo, alle domande profonde che spesso si nascondono sotto la fitta coltre di lamentele e di frustrazioni per le cose che non vanno… per quelli che non ci sono, operando una vigorosa svolta dall’oggetto della pastorale, cioè “gli altri”, al soggetto, cioè gli operatori, che, allo stesso tempo, sono anche quegli “altri” da raggiungere con un messaggio di speranza e con un rinnovato annuncio del vangelo. Questo perché non vi è operatore pastorale che non sia allo stesso tempo madre o padre impegnato nell’affrontare i drammi familiari al pari di coloro che si vogliono raggiungere, oppure persone che lavorano e che portano nel cuore stanchezze provenienti dalla propria vita, prima ancora che per le fatiche pastorali.
Il convegno ha aperto una nuova prospettiva di animazione, dopo più di venti anni di attuazione in oltre cento parrocchie italiane e tre diocesi, ponendo la questione del soggetto umano, con le sue domande, prima di ogni azione o parola orientate a ottenere un “ritorno” o una “conversione”. I presenti hanno sperimentato come un progetto, promosso dal Movimento per un Mondo Migliore, portato avanti per anni, dentro le coordinate socioculturali del tempo in cui nacque (anni ’70/’80), ora può essere riproposto, usando gli stessi strumenti e cercandone di nuovi, dentro le nuove coordinate di un tempo di forte instabilità e che sta vivendo una transizione epocale tale da aver scosso tutte le certezze della vita di qualche decennio fa. A chiudere i lavori del convegno è stata la relazione di don Enzo Caruso, direttore per l’Italia del Movimento, dal titolo: Essere cristiani e fare parrocchia nel mondo globale – nuove risposte a nuove sfide”. (Raffaele Iaria in sintesi)

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