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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Cannes: Premio al film di Xavier Beauvois

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 ottobre 2010

Al film “Uomini di Dio” del regista Xavier Beauvois il meritato gran premio della giuria al festival  di  Cannes  2010, Un’epoca avulsa dall’amore ed esautorata dei valori etici in una società costeggiata da un firmamento di disaffezione e di incomprensione nei confronti “del diverso” in relazione al sesso, alle condizioni economiche, all’handicap, all’ideologia politica e soprattutto alla religione, protesa sempre più verso una crescente laicizzazione, dove l’egoismo, l’indifferenza e l’intolleranza regnano sovrane, potrebbe riscontrare una collettività sorda e disinteressata al film “Uomini di Dio” di Xavier Beauvois. La tematica riguarda la tutela del pluralismo religioso e delle tradizioni culturali. Narra la vicenda reale verificatasi nel 1996 dei trappisti del Monastero di Tibhirine in Algeria in una guerra tra fondamentalisti e la classe politica governativa con un epilogo drammatico. Una storia della quale si occupa ancora la Corte francese, che lascia alla gente risposte inadeguate e numerose ombre. Il film rappresenta l’intensa vita quotidiana dei monaci cistercensi: preghiera, lettura, lavoro; soprattutto l’impegno e l’amore per la Comunità dei musulmani nel rispetto assoluto della cultura e delle tradizioni religiose, un esempio emblematico di vero ecumenismo. Nonostante le continue sollecitazioni del Consolato francese di lasciare il paese e la crescita esponenziale del pericolo, che trovano immediata attenzione ed interesse degli stranieri, i monaci dopo un dialogo iniziale sofferto ma costruttivo, dove si alternano al malessere fisico di un monaco, quello interiore ancora più grave di un altro, al quale persino la fede vacilla per giungere in conclusione ad una scelta all’unisono di rimanere senza rimpianti condividendo responsabilmente il sacrificio delle loro vite innocenti immolate per l’amore del prossimo sull’altare di Dio, dopo il rapimento eseguito dai terroristi del Gia (gruppi islamici armati), animati e supportati sempre dall’amore per gli abitanti del villaggio ubicato nelle vicinanze del monastero. Soltanto un monaco riuscì a salvarsi nascondendosi nel giorno del sequestro. Lasciano nei fruitori del film una forte emozione i dialoghi che coinvolgono i monaci ed i loro fratelli musulmani con i quali condividono le loro gioie e inquietudini. Questa visione certamente si dischiude in modo diverso ad un pubblico animato da valori morali pregnanti per i quali i sentimenti, le emozioni alimentano i cuori e lasciano una luminosità nell’anima e pertanto ritengono il Gran Premio della Giuria Festival di Cannes 2010 conquistato meritamente sul campo, anche per la sublime partecipazione degli attori. Straordinaria ed amabile nel ruolo del protagonista, il Priore Fra’ Christian, l’interpretazione dell’attore Lambert Wilson, pietra miliare intorno alla quale si snodano nei mille rivoli: i dialoghi e gli interventi maggiormente significativi di una storia avvincente presente nel Cinema dal 22 ottobre, già nelle prime posizioni degli incassi nazionali. Una proiezione da non perdere con una visione da godere scevra da interruzioni. (Alberto De Marco in sintesi)

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