Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Comunità cristiane a confronto

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 ottobre 2010

In rappresentanza di oltre 60.000 abitanti, si sono incontrati a Caselle-To i parroci don Carlo Castagneri di Volpiano, don Sergio Fedrigo di  Troffarello, don Antonio Appendino  di Mappano, don Claudio Giai Gischia  di Caselle, don Osvaldo Maddaleno di Borgaro  e don Giuseppe Torre di Genova insieme ad una sessantina di laici. Don Gino Moro del Movimento Mondo Migliore con la collaborazione di sr Antonella Apolloni  hanno coordinato e animato l’incontro.  Raccontarsi – nelle luci e nelle ombre – per valutare insieme, sulla scia delle Scritture, i propri cammini di Chiesa, è stato veramente utile per tutti.
L’azione pastorale in cui sono impegnate queste comunità si ispira al progetto Nuova Immagine di Parrocchia, animato e diffuso del Movimento Mondo Migliore, in recezione dell’ispirazione e  della visione conciliare. Essa  proprio per alcuni suoi specifici caratteri, ottiene, certamente, alcuni frutti e risultati, ma insieme con questo “centuplo”, non mancano alcune tipiche persecuzioni.
Si sono richiamati sei  caratterizzazioni dell’azione pastorale e ne abbiamo evidenziato la complessità:
1) In ragione del carattere progettuale dell’azione pastorale.
2) In ragione del carattere kerigmatico dell’azione pastorale, ci in/s-contriamo con la complessità di chi vuole non solo trasmettere principi e valori, ma favorire eventi rivelatori, esperienze significative di irruzione del dono di Dio nel cuore di noi stessi, alla radice della nostra libertà.
3) In ragione del carattere comunitario dell’azione pastorale, con la complessità di chi vuole non tanto promuovere attività – in modo pragamatico –  ma mettere in inter-relazione le persone, favorire la crescita dei rapporti, le forme e la qualità della comunicazione.
4) In ragione del carattere dinamico  dell’azione pastorale, con la complessità di chi, abbandonata la visione ripetitiva, nella luce dell’esodo, intende promuovere itinerari, cammini, progressioni e avanzamenti.
5) In ragione del carattere ministeriale  dell’azione pastorale, con la complessità di chi, abbandonata la visione minimalista dei laici quali esecutori dipendenti, vuole onorare la loro dignità profetica sacerdotale e regale.
6) In ragione del carattere profetico  dell’azione pastorale, con la complessità di chi, reagendo con lucidità ad ogni forma di ecclesiocentrismo (autoreferenzialità della pastorale) intende aprire tutti e la comunità come tale alle trame della salvezza nel territorio, nell’ambiente, decifrando i segni della presenza del Risorto nella società attuale. (Raffaele Iaria in sintesi)

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