Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 126

Italiani i più vessati dalla burocrazia fiscale

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 ottobre 2010

“Ogni anno in Italia vengono emanate 62.500 nuove norme tributarie” E’ questo il calcolo effettuato da KRLS Network of Business Ethics per conto di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani, un dato “che fa balzare l’Italia al primo posto in Europa nella classifica della burocrazia fiscale”.
KRLS è arrivato a questo risultato contando per difetto tutte le norme tributarie, circolari ministeriali, risoluzioni e direttive emesse ogni anno in Italia. “E’ impossibile per una impresa straniera impiantare stabilimenti nel bel Paese e pianificare le imposte”, afferma Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani “Il fisco italiano cambia le regole del gioco più volte nel corso dello stesso esercizio finanziario mettendo in seria difficoltà coloro che vogliono adempiere agli obblighi fiscali” . “Dalla elaborazione dei dati – osserva Carlomagno – emerge che la normativa fiscale in Italia nell’ultimo anno è cresciuta più del doppio rispetto agli altri paesi europei”.  Per riportare l’Italia in Europa, serve – secondo l’Associazione Contribuenti Italiani – una vera riforma fiscale italiana che deve passare attraverso la semplificazione del fisco con la reintroduzione del concordato preventivo fiscale, già sperimentato in Italia nel biennio 2003/4, che ha dato ottimi frutti, l’esonero dall’emissione dello scontrino fiscale, della tenuta della contabilità e la delega ai Commercialisti dei poteri di accertamento, attraverso la certificazione tributaria, per tutte le imprese già soggette agli studi di settore. ”L’inefficienza della amministrazione finanziaria, l’applicazione spesso cervellotica di leggi, circolari e regolamenti vari – conclude Carlomagno – richiede una svolta epocale. Serve una seria riforma fiscale incentrata sulla tax compliance, come avviene da tempo nei principali paesi europei ed un rapporto piu’ equo tra fisco e contribuente”.

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