Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Big Society: lo sviluppo riparte dalla società

Posted by fidest press agency su domenica, 31 ottobre 2010

Meno Stato più Società. E’ lo slogan della Big Society, l’interessante esperimento politico internazionale che mira a ridisegnare i confini fra pubblico e privato. In Inghilterra ha ispirato il programma di Cameron. La Big Society prevede una delega di responsabilità dal centro alla periferia e dalla pubblica amministrazione ai corpi intermedi della società, rilanciando con forza e concretezza il principio di sussidiarietà. Scuola, sanità, servizi sociali saranno il primo e più importante terreno di questa doppia rivoluzione che dà protagonismo ai territori nello sviluppo economico.
Se ne occupa Bari Economica, il bimestrale  della Camera di Commercio di Bari sul n. 4/2010 sfogliabile on line (http://issuu.com/bari_economica/docs/be4_2010) e in formato pdf sul sito  dell’ente camerale barese (http://www.ba.camcom.it/camcom/be4_2010.pdfE), con un’intervista al prof. Maurizio Ferrera – editorialista del Corriere della Sera e de “lavoceinfo” –  a cura di Antonio Barile. Gli altri articoli fanno il punto sulla riforma federale dello Stato (Cosimo Cafagna), su quella delle Camere di Commercio (Giuseppe Lorusso), su Basilea 3 (Franco Lella), sull’ambiente (Valentina Venticelli, Francesco Pasculli), sulla Politica agricola comunitaria (Franco Catapano) e hanno per filo conduttore una innovativa visione della società e del mercato in cui la fiducia (Rocco D’Ambrosio) e la legalità (Antonio Laudati) sono la guida per una nuova etica  degli affari.
Restando in tema dei territori protagonisti dello sviluppo il Fotoracconto “Tipici di Natura”, curato da Chicca Maralfa, caporedattore di Bari Economica con le foto di Cosmo Laera, è dedicato alle esclusive eccellenze gastronomiche baresi, con 11 storie ed altrettanti protagonisti.
E’ il prof. Maurizio Ferrera ad illustrare la nuova visione politica della Big Society: <<I territori  dovrebbero tornare ad essere i protagonisti dello sviluppo economico tramite una completa ri-organizzazione del sistema creditizio e degli incentivi pubblici al fine di  promuovere, fra l’altro, la “ricapitalizzazione dei poveri” e di sostenere i piccoli produttori locali contro il big business e i vari monopoli pubblici e privati. Le risorse locali dovrebbero essere usate primariamente per le esigenze di crescita del  territorio, scoraggiando ogni forma di impiego speculativo. La partecipazione agli utili delle imprese dovrebbe essere potenziata, così come ogni forma di iniziativa economica diretta da parte di cooperative di lavoratori. L’obiettivo generale di queste proposte (e di molte altre, la lista è lunga) è chiaro: promuovere un capitalismo incentrato sulla società piuttosto che sul binomio stato-mercato. Un capitalismo sostenuto da valori e legami comunitari e disciplinato da una morale civica basata sulla tradizione>>.Temi che da anni vedono impegnato il mondo delle associazioni di categoria a sostegno delle produzioni locali, anche nelle grandi catene distributive. Temi che tirano in ballo le Camere di Commercio, non solo con riguardo alle funzioni di tutela di interesse generale delle imprese che la legge attribuisce loro, ma anche per il riconoscimento di enti pubblici dotati di autonomia funzionale (D.Lgs. 25 febbraio 2010, n. 23) e cioè enti rappresentativi “esponenziali” di formazioni sociali parte di una comunità più ampia.

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