Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

Benedetto XVI e l’omosessualità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 novembre 2010

Le donne e gli uomini di “Nuova Proposta” sulle parole di Benedetto XVI relative all’omosessualità, contenute nel libro/intervista scritto con Peter Seewald: chiediamo che chiunque parli di omosessualità abbia ben presente in primis la sofferenza e il disagio che molti ragazzi e ragazze provano nel non sentirsi compresi, accolti e nel sentirsi sempre e comunque “fuori di casa”. “Nuova Proposta, donne e uomini omosessuali cristiani”, esprime il senso della più profonda sofferenza nel leggere quanto riportato dai principali quotidiani a proposito delle anticipazioni del libro/intervista, che il Pontefice Benedetto XVI ha scritto con il giornalista Peter Seewald, in relazione al tema dell’omosessualità. Ci chiediamo cosa spaventi dell’essere omosessuali al punto tale da generare nella Gerarchia Cattolica ogni volta una presa di distanza e dei distinguo che sembrano provenire più dall’esercizio della legge che dal cuore. Come non pensare, mentre si definisce l’omosessualità “qualcosa che è contro la natura di quello che Dio ha originariamente voluto” o “moralmente non giusta”, a chi ascolta le nostre parole, soprattutto se chi le ascolta sono un ragazzo o una ragazza credenti che vedono bollare la loro esistenza con una lettera scarlatta che non lascia scampo? Come non avere delicatezza e compassione per queste sofferenze? Come definire “moralmente ingiusta” la vita e l’orientamento sessuale di un essere vivente? E come non leggere tra le parole “L’omosessualità non è conciliabile con il ministero sacerdotale, perché altrimenti anche il celibato come rinuncia non ha alcun senso” una demarcazione netta tra condizione omosessuale e eterosessuale, come se il celibato nel primo caso non possa essere serenamente scelto e agito? Da persone che vogliono sentirsi a casa propria dentro la chiesa, popolo di Dio in cammino, chiediamo che si rifletta sul profondo smarrimento che spessissimo è l’unico frutto di queste severe parole di “separazione”. Ribadiamo le nostra convinzione e speranza che la Chiesa possa esercitare in pienezza il ruolo di madre che accoglie tutti con larghe braccia spalancate, dando a ciascuno la prospettiva di Amore affinché il proprio progetto di Vita possa svilupparsi pienamente. Chiediamo altresì che la condizione omosessuale sia trattata a partire dal confronto con le vite e le persone reali, cercando di comprendere senza pregiudizi e senza tesi precostituite, piuttosto che utilizzando categorie astratte.

Una Risposta to “Benedetto XVI e l’omosessualità”

  1. Aldo Cannavò said

    Purtroppo molti considerano le parole del Papa,come quelle di un capo di partito o di un’associazione filosofica.Non si rendono conto che il Santo Padre deve rispettare le direttive di Gesù,fondatore del Cattolicesimo. Al giovane che gli chiedeva cosa fare per andare in Paradiso,ha risposto: “osserva i dieci comandamenti”. Il sesto dei dieci comandamenti dice: ” non commettere atti impuri”. Per atto impuro si intende l’uso improprio di ogni dono ricevuto da Dio.Fra questi doni esiste anche il sesso,che ha per fine la procreazione.
    Commette peccato anche l’eterosessuale che ha rapporti sessuali fuori del matrimonio o chi da sposato ha rapporti extraconiugali. Nessun eterosessuale,giustamente, ha però reclamato il diritto di aver rapporti sessuali fuori dal matrimonio o di tradire rispettivamente il marito o la moglie.
    Chi non si considera cattolico è libero di fare come crede,il cattolico però deve accettare le regole,che non provengono dal Papa,ma da Dio direttamente e la Chiesa non può cambiare. Gesù ha istituito la Confessione,sapendo che non tutti gli uomini riescono a rispettare sempre le sue leggi,dimostrandosi quindi padre amoroso,con chi però ha l’umiltà di chiedere perdono per le sue trasgressioni.
    I peccati impuri, sono perseguiti fin dall’Antico Testamento,come vediamo dal castigo ricevuto da Onan, che morì mentre praticava il coito interrotto (allora la confessione ancora non esisteva,diversamente Dio gli avrebbe dato la possibilità di essere perdonato)e dalla distruzione delle città di Sodoma e Gomorra,per i peccati contro natura,compresa la “sodomia”.
    La Chiesa chiede all’omosessuale lo stesso comportamento che chiede all’eterosessuale,quindi non fà figli e figliastri.Qualsiasi omosessuale regolarmente confessato,può ricevere la Comunione,come la può ricevere chi ha tradito il coniuge,dopo la confessione,naturalmente se si impegna a non ripetere il peccato (pur sapendo che probabilmente ci ricascherà).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: