Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

La rete del ragno: dalla fantascienza all’attualità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 dicembre 2010

Editoriale. Se si soffermiamo a quanto, è stato scritto su Berlusconi attraverso le note diplomatiche riservate pubblicate da Wikileaks, dobbiamo dire che il tutto si intreccia tra la politica internazionale e i fatti di casa nostra. L’U.R.S.S., se teniamo fede ad altre “rivelazioni” oggi passate nel dimenticatoio, non si è dissolta con il muro di Berlino ma ha cambiato semplicemente pelle. Invece di combattere vis a vis il suo nemico capitalista ha preferito la “guerriglia”, meno distruttiva ma ritenuta più efficace e adeguata alle circostanze. In pratica il comunismo ha smesso di diventare una ideologia e ha scelto la via della penetrazione intelligente cercando di smantellare dall’interno il sistema capitalista. In questa logica anche le risorse umane sono state scelte secondo un metro di giudizio più legate alle debolezze che non ai meriti. In questo frangente Berlusconi era e resta un soggetto ideale. Patron di televisioni e, quindi, con una capacità di comunicare ragguardevole. Esposto al ricatto con le sue amicizie in odore di mafia, con i suoi traffici che hanno risvegliato le attenzioni della magistratura e con le sue doti di affabulatore e di indubbie capacità aggregative. Il terreno su cui operava era altrettanto fertile. Si usciva, in Italia, da una crisi politica profonda con una Dc allo sbando, i socialisti resi acefali e un Pci che, pur ponendo mano ad un rinnovamento, restava non bene accetto alla maggioranza degli italiani, ma con una dirigenza disponibile a seguire i suggerimenti del Cremlino, o, meglio, quelli di un capo che, guarda caso era stato un alto dirigente del Kgb e, quindi, in possesso di segreti imbarazzanti anche per certi italiani. D’altra parte Berlusconi per i suoi trascorsi ben incarnava l’anticomunismo. Ben incarnava una destra che era uscita sconfitta dal fascismo e che non intendeva rinunciare al suo primato storico. Ma Berlusconi doveva servire anche ad altro nello scacchiere internazionale. Doveva diventare la punta di diamante di una strategia del Cremlino volta a saldare un’alleanza anti americana partendo da est con la Cina, attraversando gli Urali, la Russia ed approdando in Africa dove un Gheddafi lo avrebbe accolto a braccia aperte. Il futuro si traduce con la sconfitta del capitalismo di marca statunitense e l’avvento di un nuovo ordine mondiale. E una Europa privata dal servaggio americano si sarebbe naturalmente spostata ad est ed entrata nell’orbita del continente asiatico dove molte sono le eccellenze e anche le risorse energetiche. Questa consapevolezza oggi è nelle carte “riservate” e anche “top secret” della diplomazia americana ma per noi non costituiscono una novità. Lo avevamo scritto in una nostra intervista di sette anni fa ad un giornalista russo. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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