Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Lettera aperta a Pierluigi Bersani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 dicembre 2010

Mi corre obbligo riconoscere una grave infrazione al codice della strada commessa da alcuni parlamentari del PD e non impedita dal segretario del partito. Praticamente cosa è accaduto? Bruno Tabacci ha, regolarmente e correttamente, messo la freccia per superare  e andare avanti, ma una pattuglia di parlamentari PD  in prova generale per ben altri tentativi di sorpasso,  probabilmente sotto il vigile sguardo dei “cassieri” del cavaliere, ha creato un ingorgo, ottenendo di non andare aventi e impedire ad  altri di farlo.  Si tratta dei medesimi personaggi sui quali conta il cavaliere per rimanere dentro la botte di ferro delle protezioni ad personam. In questo modo si perde credibilità e si disorientano  quegli elettori che nutrono speranze nel PD. Cosa vogliono ottenere oltre le prebende cavalleresche ?  Credono alle promesse di rielezione nelle fila del PdL (o come c… si chiamerà il nuovo parto della fantasia cavalleresca)?  Ma se non riuscirà che a far rieleggere il 50%  degli attuali parlamentari in forza…! Con le mezze misure e con il bicchiere mezzo pieno non si va da nessuna parte e si disorientano gli elettori che non sanno dove andare, o meglio, vanno e andremo dalla parte di Tabacci. (Rosario Amico Roxas) (n.r. Tabacci rappresenta la “vecchia guardia”. Ma non credo che possa essere un punto di riferimento oggi dove altre qualità sono richieste e altre attese sono riposte. Uomini e donne appartenenti alle nuove generazioni ve ne sono tanti in tutto l’arco dello schieramento politico. Basta offrire loro l’occasione che sino ad oggi non abbiamo loro offerto proprio perché continuiamo a guardare dietro e non avanti)

Una Risposta to “Lettera aperta a Pierluigi Bersani”

  1. Rosario Amico Roxas said

    Se propendo per la vecchia guardia è solo perchè non vedo luci nelle nuove generazioni, o almeno non sono tali da per mettere all’angolo l’esperienza, i rapporti interpersonali, la dottrina, le competenze maturate negli anni.
    Un ricambio generazionale non si improvvisa, specialmente se avanza la pretesa di scartare i lati positivi della vecchia guardia, che poi è quella che ha retto l’Italia, facendone una tra le prime nazioni del pianeta.
    La disponibilità verso un qualche politico giovane, con iol solo merito di avere iniziato l’attività politica a 15 anni (come ho letto qui a favore di una presidenza del consiglio alla ministro della gioventù) non può rappresentare un viatico di garanzie.
    Anch’io ho iniziato a giocare al calcio a 8 anni, all’oratorio salesiano, ma non per questo ho mai aspirato a diventare il capitano della nazionale.

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