Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 335

Torino: elezioni comunali

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 dicembre 2010

Sono molto dispiaciuto per la decisione del prof. Profumo di rinunciare alla candidatura a Sindaco di Torino. La sua disponibilità era importante per rinnovare un legame virtuoso tra la politica e quel vasto mondo dell’economia, della cultura, dell’impegno sociale che sente il dovere civico di lavorare  per la città.  Si tratta di un’esperienza già percorsa nel 1993, che ha contribuito ai successi del centro sinistra torinese di Castellani e di Chiamparino, e che poteva essere riproposta nei termini nuovi di una convergenza sul progetto della Torino del futuro. Una Torino aperta alla dimensione internazionale, nodo delle grandi sfide tecnologiche ed industriali del mondo, punto di eccellenza della capacità di integrare innovazione e solidarietà. Il Rettore del Politecnico era la figura adatta per  interpretare questo progetto, e per assicurargli una guida autorevole e prestigiosa.  Pur manifestando in più occasioni stima nei confronti di altri possibili candidati, ho sempre ritenuto che la sfida del centro sinistra torinese, e in particolare del PD, fosse quella di un disegno alto, che non rinunciava alle prerogative della politica, ma non le rinchiudeva nell’orizzonte degli schieramenti interni e della competizione personale.  Ho lavorato per realizzare questo obiettivo. Devo prendere atto che sono prevalse nel partito opinioni differenti, diffidenze ed ostilità, e che la confusione delle voci che blandivano o minacciavano hanno avuto peso nella decisione definitiva del prof. Profumo.  La lettera del Rettore fornisce molte indicazioni, di metodo e di merito, sulle cose da fare. Ed è certamente preziosa la sua disponibilità a continuare a lavorare al progetto per Torino. Una disponibilità che bisogna raccogliere subito per l’urgenza del lavoro programmatico che attende il centro sinistra. La lettera è caratterizzata tuttavia da una diffidenza  nei confronti della politica che mi sembra ingiustificata. Non è mai stato in discussione, almeno nella mia opinione, il profilo “civico” della candidatura del prof. Profumo, la necessità di lavorare per costruire un laboratorio di idee e di impegno che potesse dare vita ad una lista rappresentativa di mondi ed ambienti non impegnati  nei partiti, che, accanto ai partiti, si candidasse a governare la città. E le convergenze ampie delle forze politiche di centro sinistra e di forze di centro  sulla possibile candidatura del prof. Profumo contribuivano a rafforzare la sua caratteristica di “federatore” di un ampio arco di forze disponibili a fare  del programma il punto di verifica e l’elemento su cui costruire la coalizione politica.  Le cose sono andate diversamente, ed ora si apre una fase nuova.  Non ho dubbi che i partiti, e il PD in particolare, sapranno formulare una proposta in grado di costruire il futuro della città, e ritessere su di essa un rapporto con la società civile. Ho sempre ritenuto sbagliata, e anche un po’ strumentale, la contrapposizione tra politica e società civile. Ho messo in guardia più volte dal rischio che il legittimo orgoglio di partito suggerisse una presuntuosa autosufficienza, e allo stesso modo sono convinto che nei partiti ci sono visione, competenza, spirito di servizio. Temo la separatezza della politica, ma anche l’enfasi sul ruolo della società civile. Bisogna tornare alla collaborazione ed al lavoro comune, per riproporre l’esperienza virtuosa rappresentata dal buon governo di Torino.  In questa prospettiva il PD ha una grande responsabilità. Abbiamo deciso di svolgere le primarie di coalizione, non soltanto per rispetto della norma statutaria, ma per confermare un modello di partito aperto che affida ai suoi elettori decisioni fondamentali nella individuazione della classe dirigente. Conta tuttavia il modo in cui il partito si presenta alle primarie, la capacità di selezionare attraverso un approfondito dibattito interno la sua offerta politica e di collegare le candidature ad opzioni strategiche ed a specifiche caratterizzazioni programmatiche. In questo ci vengono incontro le regole che ci siamo dati: la sottoscrizione delle candidature tra i nostri iscritti sarà il primo banco di prova per gli esponenti del PD per verificare progetti, proposte e radicamento nel partito e nella società torinese.

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