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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Menopausa: le italiane rinascono a 50 anni

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 dicembre 2010

Il fatidico traguardo del mezzo secolo non coincide più con il tramonto della femminilità, anzi: le donne oggi affrontano questa tappa come una seconda giovinezza, molte raggiungono il culmine della carriera e vivono un nuovo rapporto (l’età media femminile al divorzio è 43 anni). Nel 2008 vi sono state anche ben 107 neo mamme a 50 anni e oltre. “Hanno una vita più piena ed attiva e sono mediamente molto più in forma rispetto alle loro madri – spiega la dr.ssa Raffaella Michieli, segretario  nazionale della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) -. Il fatto che oggi si parli molto di madri over 50 non è casuale ma riflette il diverso approccio moderno rispetto all’avanzare dell’età, anche nei confronti della vita sessuale e procreativa. Tuttavia l’arrivo della menopausa può non essere “indolore”: per il 10% circa, i disturbi e i disagi possono minare significativamente la qualità di vita ed i medici di medicina generale devono essere pronti a cogliere questo messaggio”. Un sondaggio condotto a novembre su un campione di 200 camici bianchi italiani rivela che il 94% delle pazienti sintomatiche prova vampate di calore, il 49% sbalzi di umore, il 39% sudorazioni, il 35% aumento di peso. Nel 57% dei casi viene prescritta una terapia per i disturbi, e per il 67% delle donne è quella ormonale sostitutiva (TOS). “Sopportano disagi anche pesanti per paura degli effetti collaterali – commenta il prof. Marco Gambacciani, dell’Unità di Menopausa e Osteoporosi dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana -. Dobbiamo informare le donne sulla sicurezza di questa terapia iniziata prima dei 60 anni. In particolare, nuove formulazioni a base di drospirenone hanno dimostrato anche di ridurre i fattori di rischio cardiovascolare. Migliora quindi non solo la qualità ma anche l’aspettativa di vita: in pazienti tra 50-59 anni trattate con TOS vi è una riduzione del 30% della mortalità per queste malattie”. Il 77% dei medici conferma che le donne sottostimano questo pericolo, che rappresenta la prima causa di morte nel sesso femminile dopo i 50 anni. La misura preventiva più praticata è la misurazione periodica della pressione, prevista dal 97% del campione. “L’ipertensione è il fattore di rischio indipendente più importante nella donna – spiega il prof. Giuseppe Mercuro, ordinario di cardiologia all’Università degli studi di Cagliari -. La terapia con Angeliq (drosperinone 2 mg e 17beta-estradiolo 1 mg) ha dimostrato di abbassarla fino a 9 mmHg in donne ipertese già trattate e, in pazienti ai limiti dell’ipertensione arteriosa l’ha riportata a valori più accettabili. Recentemente, si è inoltre dimostrata efficace anche nel ridurre lo spessore dell’intima-media carotidea, una lesione “preclinica” importante nel definire il rischio cardiovascolare e prevedere gli eventi morbosi futuri”. Nell’esperienza del medico di famiglia, l’85% delle pazienti che ha provato questa formulazione ha riscontrato benefici.

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