Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 25

Ferrovie italiane: Un atto di arroganza

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 dicembre 2010

Lettera al direttore. Mi chiamo Franco Antonio Pinardi tessera ordine giornalisti N.094077 e sono il segretario generale della Confederazione  Giudici di Pace e della Confederazione Unitaria Giudici Italiani Tributari- C.U.G.I.T.  Vi scrivo per segnalare l’ennesimo atto di protervia subito ad opera delle Ferrovie Italiane. Il fatto: alcuni giorni or sono, Dovendo con la mia compagna effettuare un viaggio già prenotato, ed essendo in netto anticipo sul viaggio stesso,  ci siamo recati, come di solito,  presso la sala Freccia Rossa della stazione ferroviaria di Milano. Dopo aver strisciato la tessera personale “carta oro” nell’apposito apparecchio che consente l’accesso alla sala su indicata, siamo entrati onde aspettare l’orario di partenza. Appena varcata la soglia però,  una dipendente delle ferrovie presente nella sala, tale P. S. matricola 2939564, ha fermato la mia compagna chiedendole, con tono sgarbato, se avesse o meno la carta freccia ed intimandole, in caso contrario, l’abbandono della sala. Avvedutomi di tale strana richiesta mi sono rivolto alla dipendete delle ferrovie spiegandole che era la mia compagna, ma questa, con tono fortemente irrisorio e con fare assolutamente sgarbato, mi ha risposto che, a norma di un fantomatico regolamento di cui avrei dovuto prendere visione in internet,  se la mia compagna non aveva la carta non poteva entrare. Stupito e contrariato per tale inconcepibile comportamento, sempre rivolgendomi all’operatrice, ho chiesto spiegazioni, sottolineando il fatto che se avessi avuto al seguito un minore o un anziano, tale circostanza sarebbe stata assolutamente illogica e quindi inaccettabile, rivendicando quindi una più attenta lettura di quel regolamento. Mentre parlavo con l’impiegata delle ferrovie un altro signore varcava l’ingresso con al seguito l’anziana madre ed un’altra signora. L’operatrice delle ferrovie ancor più contrariata rivolgendosi al nuovo arrivato intimava l’esibizione della tessera per le due signore, scatenando l’ira del figlio che rifiutava di lasciare i locali rivendicandone il diritto al temporaneo soggiorno. La signora P. S. chiamava quindi la polizia ferroviaria che, fortemente imbarazzata ci chiedeva se volevamo fare un esposto. Posto che per poter avere la carta che consente l’accesso alla più volte su indicata salam Freccia rossa si debbono conseguire 100.000 punti e quindi bisogna aver effettuato una serie consistente di viaggi, posto che in altre sale dislocate in altre città mai si è verificato un tale comportamento, lo scrivente si chiede come sia possibile che con tutti i disagi che si debbono quotidianamente affrontare per i ritardi dei treni, per la loro sporcizia e per tutti gli altri noti disservizi, ora si debba subire anche  l’imperio e la tracotanza di dipendenti senza rispetto, privi quel buon senso e di quei criteri di accoglienza tanto reclamati dagli spot pubblicitari delle nazionali ferrovie. (Franco Antonio Pinardi) (n.r. ci spiace quanto è accaduto alle persone coinvolte in questo spiacevole caso e ci auguriamo che le ferrovie intervengano tempestivamente per un chiarimento e soprattutto per porgere le scuse alle persone trattate così malamente)

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