Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Dario Fò e l’Italia in controluce

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 dicembre 2010

Uno dei primi temi che si incontrano nel lavoro di Eduardo,De Filippo scritto nel 1945, è il cattivo esempio di chi sta al potere: “Rubi tu? E allora rubo anche io”. Per Dario Fo “è proprio il clima dell’Italia oggi, l’esempio che dà il Governo e, in molti casi, i politici persino dell’opposizione. Sono alcune volte stucchevoli, altre volte disperati, nel senso che non c’è più speranza di cambiare rotta, cambiare ritmo. Al tempo di ‘Mani pulite’ c’è stata una speranza: che quella botta terribile che i politici avevano dovuto digerire rapidamente fosse una medicina straordinaria, un modo di rimettere in diversa dimensione l’agire e l’essere. E, invece, ecco che siamo di nuovo daccapo”. Sempre a proposito della corruzione, Dario Fo denuncia quel che accade in questi giorni, “quando sappiamo che oramai i deputati che si sono messi nel mercato sono diventati abbastanza numerosi e se ne parla così, tranquillamente: quanto hanno chiesto? Tot milioni. Poi gli danno delle gratifiche e ci saranno situazioni di ingaggio che varranno milioni e milioni, tranquillamente, e la gente non si indigna. C’è anche l’applauso. Eduardo ogni tanto lo ripeteva questo andare per cui chi è furbo è da applaudire, chi è scaltro, mariuolo è proprio da pacche sulle spalle e fessi sono coloro che non entrano nel gioco”. Un altro tema sviluppato da Eduardo è la solidarietà: “Non si puo’ rimanere isolati. Purtroppo – dice Dario Fo – è il guaio di questo momento, la gente si isola, dice: ma chi me lo fa fare a riprendermela? Non parliamone più, ascoltiamo la televisione, vediamoci i bei servizi che ci sono, divertiamoci alle situazioni paradossali. E lì di nuovo si cade nella trappola, perché è la televisione che ci ha insegnato a non essere dentro il gioco; peggio: ad essere disinformati. Questo è il clima folle, pericolosissimo: la disinformazione e il voler essere disinformati. Cioè non entrare nella condizione di dire: ho il dovere di partecipare”. Eduardo, subito dopo la guerra, chiude “Napoli milionaria!” con una nota di speranza: “Ha da passa’ ‘a nuttata”. Dario Fo ricorda di averne parlato con Eduardo: “Ci raccontavamo le chiavi e le situazioni dei lavori che stavamo scrivendo. E a un certo punto ammise: “Ho detto ‘na strunzata’ con questa speranza. La speranza bisogna cavarla di mezzo, bisogna insegnare alla gente a non avere speranza perché la speranza è un rimandare al colpo gobbo, al momento della fortuna, l’affare che ti viene per caso, la sistemazione come per incanto, per un miracolo e invece – conclude Dario Fo – è lì che si cade tutti, perché ci hanno insegnato a stare tranquilli, buoni, sperare… Sperare è una fetenzia”.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: