Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for 16 dicembre 2010

“Il Paesaggio (dipinto)”

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 dicembre 2010

Roma inaugurazione 16 dicembre ore 18  via della Vetrina, 21 Galleria V.M.21 artecontemporaneaUn paesaggio che vive attraverso l’uso e attraverso la percezione. Un paesaggio che mostra le sue qualità geometriche, compositive e materiche.  I quadri di Jernej Forbici raccontano di idilli e di paesaggi perduti, della bellezza del mondo e del fallimento umano.
Maddalena Mauri rappresenta la relazione che ha con la sua visione del passaggio, di cui fa circolare il suo presente e il suo immaginario, quasi come certi poeti dell’ottocento che guardarono popolarsi, attraverso i loro occhi, un intero paesaggio e successivamente lo videro svanire.
Nicolas Pallavicini è un pittore vero, uno dei pochi contemporanei a credere seriamente e con grande responsabilità alla forma quadro.
“Queste tele non rappresentano nessun paesaggio, ma sono della stessa natura di esso. E’ il colore, che come materia, si organizza in paesaggio, così come, è lo sguardo ad organizzare la natura in paesaggio. L’artista unisce la potenza espressiva dell’astrattismo a un tema e lavora in controsenso, lasciando che in alcuni momenti sia il paesaggio a rivelare la natura intrinseca della pittura e in altri sia la pittura a rivelare la natura del paesaggio”.

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Puntata di misteri con “Castelli e fantasmi”

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 dicembre 2010

La trasmissione è in onda su Rete 37 venerdì ore 21.30 e su Italia 7 (Canale 597 di Sky) sabato ore 9.30. XX-10. E’ presentata da Alessandro Capasso brillante showman fiorentino. Fanno parte del programma anche le giornaliste Camilla Mencarelli e Nicoletta Consumi, il brillante opinionista Marco Vensi oltre ad altri giornalisti e opinionisti che si alternano nel talk-show. In questa puntata partecipa anche il giornalista esperto di misteri Luca Campostrini.
Alleggerisce ogni puntata e fa a sorridere, anche quando vengono trattati gli argomenti più complessi, il simpaticissimo Marco Burberi con le sue schede, i suoi video ed i suoi interventi.
La puntata di questa settimana avrà come titolo “Castelli e fantasmi” e tratterà l’argomento con esperti come Alessandra Capelli (antropologa di Firenze), Marino Fantuzzi (sensitivo e fotografo di Forlì) e Mattia Mascagni (sensitivo di Bologna); tutti studiosi di fenomeni paranormali. In collegamento telefonico interverrà Daniele Gullà (perito antropometrico, esperto di parapsicologia) già collaboratore della trasmissione “Mistero” ed esperto in fotografia multispettrale. Durante la puntata verranno mostrate anche alcune immagini inedite di fantasmi e verranno fatte ascoltare delle voci e dei suoni registrati in alcuni castelli. (foto protetta da copyright Mattia Mascagni e Daniele) http://www.edizionigutenberg.it/ DSC_093(RGB)_hs135 -1_lab-1.jpg

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Il sogno di miss Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 dicembre 2010

Conto alla rovescia per l’elezione della Prima Miss dell’Anno. Il concorso di bellezza Miss Italia si prepara a scegliere le tre ragazze che accederanno alla finale del 31 dicembre, in diretta tv da Rimini. Domani al Wella Studio di Roma si svolgeranno le selezioni che consentiranno di eleggere le tre fortunate tra coloro che si sono già iscritte al concorso. Nella capitale arriveranno una quarantina di ragazza da tutto lo stivale, in media due per regione, pronte a contendersi l’ambita fascia che sarà consegnata durante la maxidiretta in onda sulle reti Rai. Numerose le partecipanti, ma soltanto due di loro, Dalila Marchetto e Francesca Taurino rappresenteranno Piemonte e Val d’Aosta alle selezioni che si terranno domani a Roma.
Una bionda e l’altra mora, Dalila e Francesca hanno in comune e l’età e la città di provenienza. Entrambe torinesi, entrambe diciannovenni, le ragazze hanno già partecipato in passato a Miss Italia. Francesca, occhi marroni e capelli castani per  1,70 di altezza, è del segno zodiacale del Leone.  Con le novità introdotte, le aspiranti reginetta dovranno aver compiuto 18 anni entro il 10 settembre 2011, cioè alla vigilia delle finali. Nulla di male però, perché chi deve rinunciare si iscriverà l’anno dopo. Il nuovo limite d’età entrerà naturalmente in vigore anche nella scelta della “Prima Miss dell’Anno”. L’era delle Miss Italia minorenni era comunque già finita nel 2002 quando il limite d’età aveva subito una variazione. Le ultime minorenni a conquistare il titolo sono state Daniela Ferolla nel 2001 e Martina Colombari nel 1991. Non cambia invece il limite massimo dell’età: 26 anni, da compiersi entro il 31 dicembre 2011.

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Daniel Müller-Schott con l’orchestra Rai

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 dicembre 2010

Torino 16 dicembre alle 20.30, su Radio3  e in streaming sui siti Rai all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino, in diretta su Radio3 e in streaming sui siti Rai, interpreta il Concerto in si minore op. 104 per violoncello e orchestra di Antonín Dvorák, scritto durante gli anni “americani” del compositore e pieno di nostalgia per il “vecchio mondo”, e in particolare per l’Est Europa. Sul podio il Direttore principale dell’Orchestra Rai Juraj Valcuha, a cui è affidata un’altra pagina scritta negli Stati Uniti da un compositore dell’Est: il Concerto per orchestra di Béla Bartók, commissionato da Serge Koussevitsky ed eseguito per la prima volta a Boston il 1° dicembre 1944. Il concerto è replicato venerdì 17 dicembre 2010 alle ore 21. Le poltrone numerate, da 30 a 15 euro (ridotto giovani per i nati dal 1981) sono in vendita sia online sia presso la biglietteria dell’Auditorium Rai. (VALCUHAld.JPG, Ldmuller)

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UNCI-Coldiretti: l’agricoltura italiana

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 dicembre 2010

“Oggi, conservare la diversità genetica, che è il fondamento della produzione alimentare e incrementarne un uso differianziato, sostenibile ed efficiente, rappresenta una condizione imprescindibile per la nostra agricoltura. Per questo motivo, devono essere prodotte e messe in circolazione sementi sostanzialmente e non nominalmente diversificate, ampliando la base genetica. Occorrono, poi, maggiori sforzi a sostegno delle produzioni locali, per il miglioramento dell’accesso a sementi di qualità e per lo sviluppo dell’imprenditoria a piccola scala. Servono anche strategie nazionali integrate per la gestione di queste risorse, che richiedono: il rafforzamento del legame tra gli stakeholders coinvolti nella conservazione, nel miglioramento genetico, nella produzione e nella distribuzione di sementi; il miglioramento della formazione e delle opportunità educative per rafforzare i programmi nazionali in materia; il coordinamento tra i finanziamenti delle diverse azioni praticabili”. Questi alcuni dei passaggi chiave del documento che l’UNCI-Coldiretti ha presentato questa mattina, presso la Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, nel corso dell’Audizione nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla situazione dei mercati delle sementi e degli agro farmaci, alla quale ha preso parte il Coordinatore dell’Associazione, Fabio Paduano. “Inoltre – prosegue il documento UNCI-Coldiretti – non si deve trascurare il fatto che è necessario dare impulso ed effettività a tali previsioni, affinché non rimangano, come spesso purtroppo accade, lettera morta. Ci riferiamo in particolare, al miglioramento delle previsioni normative, all’adozione delle disposizioni attuative ed allo stanziamento dei necessari finanziamenti. Servono, poi, interventi capaci di garantire una maggiore diffusione ed efficacia delle azioni volte a tutelare la diversità genetica agricola ed a garantirne un uso sostenibile. Un altro aspetto che occorre considerare è la questione della tecnologia clearfiled, ovvero della tecnica di mutagenesi che induce, nelle varietà vegetali a cui è applicata, la resistenza agli erbicidi. Per quanto riguarda i prodotti fitosanitari, invece, è importante sottolineare come i dati mostrino che l’Italia sia un Paese particolarmente virtuoso, in quanto fortemente orientato ad un loro uso sostenibile. Infine, è possibile affermare come il calo generalizzato dei quantitativi impiegati di agrofarmaci, sia dovuto, soprattutto, all’utilizzo di buone pratiche agronomiche – incentivate dalle misure agro-ambientali dei Piani di Sviluppo Rurale – che si fondano sul minor utilizzo di mezzi tecnici chimici nelle coltivazioni agricole”.

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In forma dopo la gravidanza

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 dicembre 2010

Negli Stati Uniti e in Canada propongono addirittura i pacchetti “tutto incluso”, quei “Mummy jobs” che promettono alle neomamme di riconquistare in un lampo la loro forma pre-gravidanza con liposuzione, addominoplastica, e operazioni al seno. Sono richieste estreme, ma gli ultimi dati dell’ASPS – American Society of Plastic Surgeons parlano chiaro: questi interventi sono nella top 5 dei più praticati sulle donne fra i 20 e i 29 anni: al primo posto c’è la mastoplastica additiva, al terzo la liposuzione, al quarto la mastopessi (il sollevamento del seno) e al quinto l’addominoplastica. Poco cambia per le trentenni, fra cui solo il lifting al seno diventa meno popolare, sesto. Le donne fra i 20 e i 40, dunque, scelgono proprio quel tipo di interventi estetici che aiutano a recuperare l’immagine di sé che si aveva prima della nascita del bambino. Per l’Italia mancano statistiche precise, ma aumentano le donne che vogliono prendersi cura della propria forma fisica dopo aver avuto un figlio. «Molte si avvicinano alla chirurgia estetica per la prima volta dopo la gravidanza» conferma Roberto Tranò, chirurgo plastico di Reggio Emilia che partecipa al progetto “Cuore di mamma corpo di donna”, nato per sostenere le donne nell’allattamento e per fare chiarezza su alcuni aspetti, anche estetici, della maternità. «Le più giovani sono le più decise, e già a sei mesi dal parto prendono un appuntamento. Chi diventa mamma dopo i trent’anni, invece, aspetta qualche anno, magari provando senza successo creme e altri trattamenti. Alla fine vengono da me, e mi dicono “dottore, così non mi vedo”». I punti deboli delle neomamme sono sempre gli stessi. «Per l’addome prominente, la classica “pancetta” -continua Tranò- la liposuzione o l’addominoplastica sono risolutive, ma si possono tentare dei farmaci che sciolgono il grasso. In ogni caso consiglio di attendere qualche mese perché il rilassamento dei muscoli spesso è un problema che si risolve da sé. Anche per fianchi e cosce si può pensare alla liposuzione, ma se il problema sono cellulite e ritenzione idrica sono più indicati massaggi e linfodrenaggi». È sul seno che si concentra l’attenzione delle neomamme: soprattutto in caso di allattamento può svuotarsi e perdere tono, con ricadute sulla percezione che le donne hanno della propria femminilità. «Qui “l’aiutino” del chirurgo è l’unica strada -spiega Tranò-. Non molte però sono disposte a sottoporsi a un intervento di mastoplastica additiva o di mastopessi o di lifting al seno: la separazione dalla famiglia per l’operazione e la degenza è lunga, e i rischi che comunque comporta un intervento fanno paura. Molto più apprezzate le soluzioni con acido ialuronico, che con una semplice iniezione consentono di ritrovare il tono perduto. Non è un’alternativa all’intervento vero e proprio, ma rende il seno più bello». Il gel rimodellante Macrolane permette di rassodare il seno con tempi di recupero rapidissimi e poche controindicazioni e dopo la seduta ambulatoriale si torna alla vita normale. L’intervento dura circa un’ora e viene praticato in anestesia locale in ambulatorio: il gel a base di acido ialuronico macromolecolare viene iniettato in profondità sotto la ghiandola mammaria con una cannula, senza lasciare alcuna cicatrice. I risultati sono visibili fin da subito ed è subito possibile tornare alle normali attività quotidiane facendo attenzione ad evitare per alcuni giorni qualsiasi azione che possa mettere pressione alla zona trattata. Gli effetti non sono permanenti: trattandosi di un prodotto riassorbibile e altamente biocompatibile, ha una durata di circa un anno. Dopo 9/12 mesi si può decidere se continuare con interventi periodici oppure passare alle protesi.
Cuore di mamma corpo di donna. È un progetto a sostegno di allattamento e maternità promosso da QMed. Scopo dell’iniziativa è aiutare le neo mamme a trovare il giusto equilibrio tra madre “moderna” e “tradizionale”, riuscendo a far convivere il nuovo ruolo con la propria femminilità. Sui siti http://www.senzabisturi.it e http://www.cuoredimammacorpodidonna.it si trovano consigli e informazioni sul tema.

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Master universitario in “giurista d’impresa”

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 dicembre 2010

La facoltà di Giurisprudenza dell’Ateneo di Genova, in collaborazione con la facoltà di Economia, promuove il Master universitario in “giurista d’impresa”, figura professionale che svolge attività di assistenza giuridica in tutti i campi del diritto legati alla vita in azienda.Tra i partner esterni coinvolti nel corso, oltre al Centro Studi di Diritto Finanziario e alla Fondazione “Antonio Uckmar”, prestigiosi studi legali e di consulenza del lavoro nonché aziende di ogni settore leader nei propri mercati di riferimento, come la multinazionale CSC.  Il Master, della durata di 10 mesi a partire da febbraio 2011 (le iscrizioni si chiudono il 10 genaio), intende formare operatori di qualsiasi settore aziendale o di mercato, offrendo un know-how interdisciplinare mirato a un inserimento qualificato nel mondo del lavoro o a un innalzamento della propria posizione lavorativa. I candidati devono essere laureati in Scienze giuridiche (o Giurisprudenza, secondo il vecchio ordinamento), Scienze economiche (Economia), Scienze politiche, Scienze del servizio sociale, Operatore giuridico d’impresa (è valido anche il diplomper fronire a del vecchio ordinamento), comprese le lauree specialistiche. Sono disponibili 25 posti, 14 dei quali coperti da borse di studio totali o parziali.

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Scontri a Roma: studenti estranei

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 dicembre 2010

“In qualità di rappresentante nazionale degli studenti mi sento in dovere di escludere categoricamente che gli studenti universitari possano avere qualcosa a che fare con gli scontri di ieri a Roma” Dichiara Pietro Smarrazzo, vicepresidente nazionale del CNSU, Consiglio Nazionale Studenti Universitari. “La maggior parte degli studenti non conosce ancora i contenuti della riforma. Una minima parte informata e partecipe si divide in favorevoli e in contrari, ma sempre civilmente e senza violenza. Quelli che ieri hanno messo a ferro e fuoco Roma possono essere estremisti dei centri sociali, anarchici, sbandati, ultras da stadio…. Qualunque categoria, ma non studenti universitari.- prosegue il rappresentante nazionale degli studenti- Crediamo poco anche all’ipotesi molto sessantottina del complotto e degli infiltrati. Pensiamo semplicementi che si tratti di teppisti violenti estranei ai nostri Atenei” Conclude Piero Smarrazzo

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Impieghi alle imprese

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 dicembre 2010

Affiancare le imprese, per la Bcc CrediFriuli, significa dar loro fiducia soprattutto nei momenti di tensione economica. È questo il pensiero che sta alla base della creazione del nuovo prodotto finanziario che CrediFriuli ha recentemente messo a punto per far fronte alle esigenze di capitale circolante delle imprese e condiviso pure con ConfidiFriuli e Confidimprese. «La nostra Banca – spiega il presidente di CrediFriuli, Luciano Sartoretti – rafforza il proprio ruolo di banca di comunità anche nel perdurare della crisi economica. Rispetto al dicembre 2009, infatti – sottolinea – a novembre gli impieghi nei confronti delle imprese sono cresciuti in misura superiore al 10 per cento, sensibilmente sopra la media del sistema bancario». « Sostenere concretamente le aziende che hanno progetti industriali validi, in una fase delicata come l’attuale, è il nostro contributo alla ripresa – aggiunge il direttore, Gilberto Noacco –. Ed è un piacere farlo assieme ai Confidi, perchè ci da l’opportunità di dimostrare come l’agire in forma cooperativa possa risultare vincente». In questo momento particolarmente critico che porta con sé sensibili problemi di liquidità legati ai ritardi nei tempi di incasso dei crediti della propria clientela, per far fronte alle esigenze di capitale circolante CrediFriuli ha ideato un finanziamento specifico che può avere una durata massima di 12 mesi. L’importo finanziabile va da un minimo di 20 mila euro a un massimo di 500 mila euro con tasso variabile a seconda del tipo di impresa richiedente. L’ottenimento della garanzia Confidi, consentirà alle aziende di migliorare la classe di rischio e di ridurre, di conseguenza, la percentuale del tasso applicato.

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Disordini a Roma

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 dicembre 2010

“Di una cosa può star tranquillo questo Paese. I politici che abbiamo mandato a governare una cosa la sanno fare. Sanno far di conto quando però i conti da far tornare sono a loro vantaggio”. Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp commenta così il giorno dopo la fiducia concessa a Berlusconi dalla Camera e gli scontri tra Black bloc e Forze dell’Ordine.  “Ieri, quando si sarebbe dovuto imporre alle coscienze una riflessione rigorosa sui fatti accaduti il giorno prima – continua Maccari – tutti hanno fatto conti. Li ha fatti il sindaco Alemanno, al quale non abbiamo sentito dire una parola sul ruolo dei poliziotti nella terribile giornata di Roma. Il primo cittadino ha dato, come sua dichiarazione che erano stati calcolati 450mila euro di danni.  Berlusconi gongola per aver vinto con tre gol di scarto su chi voleva “sfiduciarlo”, come se stesse a San Siro.   Ma Berlusconi ha riflettuto su chi sono i suoi goleador? Un astenuto che non ha avuto il coraggio di entrare in aula e palesare anche il fatto di aver cambiato idea e un deputato arrivato a Montecitorio nelle liste di Idv, pur non avendo esattamente un pedigree di quelli graditi all’onorevole Di Pietro”. “Ma intanto fuori nevica – conclude Maccari –  tra dieci giorni è Natale e della vera guerra, quella che ha visto ancora una volta le Forze dell’Ordine soccombere alla furia cieca di delinquenti comuni ammantati dalla scusa di voler difendere le loro idee, cosa resta? Neanche una parola nei computi ragioneristici della politica, neanche una parola per la Polizia che deve combattere le guerre innescate dalle micce accese da un Governo che poi non sa gestire le battaglie. I cinquanta poliziotti feriti, che si aggiungono a quelli feriti negli stadi e ovunque la politica non abbia saputo gestire i conflitti sociali, per la politica non sono neanche un numero da bilancio”.

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Lazio: psichiatria

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 dicembre 2010

Ogni anno vengono visitate 76.895 persone nei 69 centri di salute mentale della regione Lazio e, negli stessi servizi, vengono effettuate 865.817 prestazioni, dalle visite psichiatriche alle psicoterapie. Mentre i ricoveri nei reparti psichiatrici pubblici ed accreditati, sono 15.800 l’anno. Questi numeri, che fanno riferimento all’anno 2008, l’ultimo di cui si hanno dati ufficiali, evidenziano il carico di sofferenza ed il lavoro svolto nella nostra Regione.  «Aumentano i pazienti stranieri in trattamento che, nel 2008, hanno superato il 5% del totale ed i ricoveri per disturbi dell’umore, depressione e disturbi bipolari, che ormai rappresentano il 30% dei ricoveri complessivi», afferma Gian Marco Polselli, presidente uscente della Sip Lazio. L’apertura dei reparti Universitari del “S. Andrea” e del Policlinico “Umberto I”, ha fatto superare una impasse che durava da anni, ed ora i giovani psichiatri possono approfondire la loro conoscenza nella pratica clinica e possono sviluppare nuovi interventi terapeutici, in contatto con le altre realtà nazionali ed internazionali. Alcune unità operative, come quella che studia la depressione postpartum alla “Sapienza”, rappresentano una novità indispensabile per rispondere ad esigenze sempre più pressanti della popolazione. A fronte di ciò resta il grave problema della scarsità di risorse e di personale. «Ci sono molti psichiatri che lavorano con contratti precari ed a tempo determinato». dichiara Andrea Figà Talamanca, vice presidente dello Sindacato dei Medici Italiani Lazio (Smi), «ed il recente Piano triennale di intervento a sostegno della rete dei servizi per la salute mentale, rappresenta un intervento utile, anche se limitato, che deve assumere un carattere di stabilità». Questi sono, tra gli altri, gli argomenti che verranno trattati in occasione del Congresso della Società Italiana di Psichiatria della Regione Lazio, che si svolgerà a Roma dal 14 al 15 dicembre, presso il Comprensorio di “Santa Maria della Pietà”.

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Rifiuti: agire su prevenzione e bonifica

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 dicembre 2010

“Superare lo stato emergenziale e agire contestualmente sul versante della prevenzione e della bonifica dei siti inquinati” è quanto auspica l’on. Americo Porfidia di Noi Sud “E’ fondamentale uno sforzo congiunto interregionale per superare in via definitiva lo stato emergenziale dei rifiuti in Campania, ed è per questo che invitiamo anche le Regioni del nord – dove hanno prosperato migliaia di aziende che negli anni hanno versato i loro rifiuti nelle terre del sud – a dare il loro contributo, perché l’Italia è Una non solo nell’avere, ma anche nel dare. Contestualmente dobbiamo pensare ad una strategia che riduca il problema alla radice, ovvero abbassare la produzione dei rifiuti stessi, ad esempio intervenendo a livello normativo per limitare al massimo gli imballaggi, facendo eventualmente in modo che chi produce rifiuti paghi in proporzione agli stessi. Sullo stesso piano –  conclude Porfidia – crediamo centrale la questione della bonifica dei siti inquinati. Ricordiamoci che è in gioco la vita di milioni di cittadini”

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Per un territorio idrogeologicamente più sicuro

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 dicembre 2010

“Oggi abbiamo 112 milioni di motivi in più per chiedere concretezza alle Istituzioni”: lo afferma Massimo Gargano, Presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni, in relazione all’importo necessario (112 milioni di euro) per ridurre il rischio idrogeologico in Toscana, così come illustrato nella Mappa delle criticità idrauliche, presentata a Firenze dalla locale Unione Regionale Bonifiche.  “In Toscana- continua Gargano – il 97,6% del territorio è ad alto rischio idrogeologico eppure qui, come nel resto d’Italia, si continua ad investire molto più per riparare i danni di quanto sarebbe necessario per prevenirli. In questo quadro, i consorzi di bonifica si assumono la responsabilità dell’agire, verso cui è grave l’atteggiamento di chi rallenta decisioni e finanziamenti per opere fondamentali allo sviluppo del territorio. C’è necessità di un cambio di marcia: l’Intesta Stato-Regioni del 2008 ha riconosciuto il ruolo dei consorzi di bonifica, la cui opera è indispensabile ad un modello di sviluppo, che punti alla valorizzazione del made in Italy agroalimentare; qualsiasi ulteriore polemica è corporativa e condominiale.”“L’attualità dei consorzi di bonifica, realtà di autogoverno del territorio che assommano competenze nella difesa del suolo e nella gestione delle acque – aggiunge Anna Maria Martuccelli, Direttore Generale A.N.B.I. – è sancita da normative italiane ed europee, che fanno della sussidiarietà un proprio principio.”

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Thorne su libertà di stampa italiana

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 dicembre 2010

“Da questo scoop di WikiLeaks si evince che anche la diplomazia americana era preoccupata dell’atteggiamento del governo italiano che mirava e mira ad oscurare la democrazia e la libertà d’informazione”. Roberto Soldà, vicepresidente dell’Italia dei Diritti, appare per nulla sorpreso del commento, divulgato da WikiLeaks, dell’ambasciatore Usa a Roma David Thorne relativamente al decreto Romani. Secondo il delegato statunitense, la norma, che il governo italiano voleva approvare tra la fine del 2009 e gli inizi del 2010, avrebbe dato la possibilità all’Agcom di bloccare qualsiasi contenuto in rete di siti stranieri e avrebbe favorito Mediaset nei confronti dei suoi competitor, Sky in primis. “Ciò che si contesta a Berlusconi è il suo modo di governare – ribadisce Soldà -, volto a favorire se stesso e a bloccare le libertà fondamentali dei cittadini: quella di partecipazione attiva nella politica e la libertà di manifestazione del pensiero, come lo stesso tentativo del decreto Romani conferma”. Nel cablogramma del 3 febbraio 2010 Thorne sosteneva che la norma avrebbe potuto rappresentare un precedente per Paesi come la Cina, che l’avrebbero copiata ed utilizzata per giustificare i propri attacchi contro la libertà di espressione. L’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro conclude il suo intervento dichiarando: “Sebbene quel decreto non sia stato poi attuato, resta il tentativo losco del governo volto, ancora una volta, a manovrare l’informazione nazionale”.

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Wikileaks e la libertà di Internet

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 dicembre 2010

Il gruppo online denominato “Anonymous”, creatosi attraverso varie chat e forum online, ha realizzato una propria “rete botnet volontaria” che viene utilizzata per colpire i siti che hanno sospeso o terminato i loro servizi nei confronti di Wikileaks, in seguito all’ultima pubblicazione di materiale confidenziale. Gli attacchi DDoS (Distributed Denial of Service) contro Visa, Mastercard, Paypal, EveryDNS, ma anche quelli di Sarah Palin e della Procura svedese sono stati eseguiti da computer su cui è stata volontariamente installata dai sostenitori del gruppo Anonymous una versione modificata di LOIC (Low Orbit Ion Cannon). Questo programma bot DDoS viene quindi controllato attraverso chat nelle quali i coordinatori del gruppo decidono rapidamente gli obiettivi da prendere di mira. Questi ultimi attacchi, così come quelli effettuati in precedenza contro i responsabili di attività mirate a colpire il file sharing online, sono stati e sono tuttora condotti in nome della libertà di Internet.  Ma cos’è la libertà di Internet? È la libertà per un’azienda di scegliere le persone con cui fare business nell’ambito di un codice di condotta noto ed entro i limiti della legge? È la libertà di esprimere un’opinione politica o personale secondo la propria coscienza? È la libertà di pubblicare informazioni relative ad attività che si ritengono ingiuste o illecite in modo da richiamarvi l’attenzione? È la libertà di divulgare i segreti di altre persone semplicemente perché le parole dette in privato suonano spesso ridicole, offensive o divertenti nel momento in cui vengono ripetute in pubblico? È la libertà di impedire a milioni di altre persone di accedere alle loro libertà o, in molti casi, ai loro stessi mezzi di sostentamento? Secondo Rik Ferguson, Senior Security Advisor di Trend Micro, “La verità è che le libertà fra loro collidono. Per ogni pezzetto di libertà espresso da una persona, in Internet o altrove, ci sarà sempre qualcun altro che perde una parte della sua libertà. Quando un gruppo relativamente piccolo di persone si riunisce con l’intenzione di eliminare da Internet i contenuti su cui non è d’accordo, quasi a proprio piacimento, in quale punto le sue azioni cessano di essere libertà? Libertà e censura possono benissimo essere due facce della stessa medaglia”.

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Segnalazione dell’UNC all’Antitrust

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 dicembre 2010

A seguito delle numerose segnalazioni pervenute ai nostri sportelli, l’Unione Nazionale Consumatori (UNC) ha segnalato all’Autorità Antitrust la condotta commerciale posta in essere dalla società “Next Level distribuzione srl” per il servizio “The Next World”. Si tratterebbe di una specie di social network che in realtà nasconderebbe una vendita multilevel, molto onerosa per i partecipanti. L’Unione Nazionale Consumatori invita quanti siano stati coinvolti in iniziative promozionali  o siano stati indotti a firmare contratti con la promessa di lauti guadagni ad esercitare il diritto di recesso inviando una comunicazione scritta (preferibilmente una raccomanda con avviso di ricevimento) nella quale sarà sufficiente dichiarare di volersi sciogliere dal contratto senza ulteriori oneri. Tra l’altro, la società denunciata ha diffuso notizie false circa l’esistenza di un “accordo di collaborazione” con l’Unione Consumatori. L’organizzazione smentisce ogni coinvolgimento precisando di non aver mai conferito autorizzazioni all’utilizzo del suo logo.

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Bollette energetiche “al palo”

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 dicembre 2010

L’Autorità per l’energia ha annunciato che dal prossimo 1 gennaio le bollette elettriche caleranno dello 0,1%, mentre quelle del gas aumenteranno dell’1,3%. La motivazione viene individuata nell’aumento delle quotazioni petrolifere. Piccoli ritocchi che, per le famiglie, significherà un risparmio di 7 euro annui per la luce (spesa media 420 euro) e un aggravio di 37 euro annui per il gas (spesa media 1.050). Tutto a posto, aumenti fisiologici? No! Per noi e’ un pessimo segnale di una situazione che si trascina e che al momento non ha via d’uscita. Abbiamo a che fare con due mercati che sulla carta sono liberalizzati e la situazione di aumento del gas rispetto alla diminuzione dell’elettricità viene dai piu’ letta come una maggiore difficolta’ di un mercato rispetto all’altro. Questione che, pero’, a nostro avviso e’ piu’  grave. Logica ci insegna che a fronte di una liberalizzazione, e quindi al moltiplicarsi delle offerte per gli utenti, il mercato dovrebbe calare nei prezzi e farsi piu’ rigoglioso per offerte e qualita’. E questo non solo non accade per l’elettricita’ ma ha una direzione opposta per il gas. Di là delle oggettive difficoltà per gli approvvigionamenti nel mercato internazionale, crediamo si debba parlare di responsabilità, con tanto di nomi cognomi. Il cosiddetto mercato italiano liberalizzato ha due caratteristiche:
1 – e’ un luogo di battaglia di aziende che, in modo spesso truffaldino, cercano d catturare clienti raccontando balle o rifilando contratti a insaputa dei malcapitati. La nostra associazione funge da punto di raccolta di queste truffe, spesso con risvolti giudiziari e richiami della specifica Autorita’ che pero’, invece di raddrizzare la situazione, essendo diffusissima la pratica e l’immunita’, sembrano alimentare il malaffare;
2 – nella maggior parte dei casi la liberalizzazione e’ solo un modo per far guadagnare piu’ aziende (che va anche bene), ma senza che questo corrisponda ad un risparmio per gli utenti: i monopoli di fatto in determinate zone sono all’ordine del giorno; monopoli che sono quasi sempre gestiti da aziende a partecipazione pubblica (Comuni, etc) che, con gli utili azionari, si guardano bene dall’incidere sui costi al dettaglio del servizio.
Un Bubbone vero e proprio!! Dobbiamo rassegnarci? A nostro avviso sono possibili due rimedi:
1 – bloccare le truffe con pesanti interventi del’Autorita’ per l’energia e dell’Antitrust, supportate da un legislatore che dia loro piu’ forza sanzionatoria. Oggi, per comportamenti scorretti et similia, le rare multe che Aeeg e Antitrust comminano sono per importi ridicoli, spesso scontati quando inesistenti perche’ si accontentano dell’impegno dei colpevoli a non reiterare il loro business scorretto Se invece fossero sanzioni con percentuali di due cifre rispetto al fatturato delle aziende, queste aultime, prima di continuare a far rientrare le multe nel loro bilancio promozionale, ci penserebbero due volte;
2 – oltre alla “tradizionali” difficolta’ che un’azienda ha nel nostro Paese per attivarsi (che fine ha fatto “aprire un’azienda in un giorno”?), il grosso del problema sta nel monopolio territoriale: fintanto che le pubbliche amministrazioni (detentrici di quote azionarie anche di maggioranza nella varie spa di gestione) competeranno con le aziende private, queste ultime saranno sempre poco presenti a causa di un finto mercato che, per esempio, vede le amministrazioni locali nella doppia veste di controllori e controllati. Ma forse questo e’ solo un libro dei sogni… (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Stefano Surace: “L’Italia del Sud deve separarsi”

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 dicembre 2010

Si tratta infatti, precisa Surace, dell’unica soluzione in grado di risolvere concretamente una buona volta il famigerato “problema del Mezzogiorno”. Problema nato da una cosiddetta “unità d’Italia” che in realtà è stata un autentico, prolungato crimine contro l’umanità, di cui gran parte del Paese sta tuttora pagando drammaticamente le conseguenze. “Ha distrutto – incalza Surace – di colpo l’Italia del Sud, le cui condizioni economiche e culturali erano fino allora – come Regno delle due Sicilie con capitale Napoli – fra le più floride del mondo. Tanto che il Sud Italia, divenne meta ambìta di ondate di immigrati provenienti da ogni parte d’Europa, attratti da ragioni economiche oltre che dalla bellezza dei luoghi e dalla qualità della vita.  Ma in pochi anno dopo l’unità divenne di colpo zona di emigrazione in massa: addirittura il 30% dei meridionali lasciò il luogo di nascita per dirigersi prevalentemente verso le Americhe…” E questa tragedia ebbe il suo battesimo del fuoco con una vera e propria “occupazione militare costituita da 120mila unità che ebbero ragione – asserisce Surace – delle popolazioni del Sud bruciando sistematicamente villaggi coi loro abitanti uccidendo e seviziando in massa uomini, donne, preti, bambini, distruggendo i raccolti agricoli e incendiando vaste foreste compresi i villaggi che vi si trovavano e chi ci viveva… E per tentare di giustificare questi massacri, coloro che manovravano affermavano di combattere contro delinquenti (“briganti”) mentre i criminali erano loro, autori e programmatori di queste atrocità.  Parallelemente alle loro stragi contro la popolazione, i famelici piemontesi e lombardi si davano a depredarne le ricchezze: le ingentissime riserve auree del Regno delle Due Sicilie, il denaro delle sue banche, le sue efficienti strutture economiche e civili, facendo strage delle sue industrie che, al momento dell’ “unità”, erano di gran lunga al primo posto in Italia. Smantellandole e trasportando le loro strutture, pezzo per pezzo, a Nord, in modo da far passare artificiosamente in tutta fretta il polo dell’industria italiana dal Sud al triangolo, fino allora sottosviluppato, Torino-Milano-Genova. Utilizzando a tale scopo, oltre ai capitali rapinati, anche i tecnici e la mano d’opera sperimentata che fino allora aveva lavorato nelle industrie del Sud ormai smantellate, e che quindi erano i soli in grado di far funzionare queste nuove industrie fatte sorgere improvvisamente come funghi nel Nord”. Queste dunque, in sintesi, le dichiarazioni rilasciate da Stefano Surace. In effetti Surace (questo filantropo italo-parigino dalle tante vittoriose battaglie civili, asso del giornalismo d’inchiesta e maestro di arti marziali di rinomanza mondiale) era già stato il primo a definire testualmente “crimine contro l’umanità” la cosiddetta “unità d’Italia”, dimostrandolo dettagliatamente in una sua famosa inchiesta diffusa lo scorso luglio e in un libro di prossima pubblicazione. Ed ora è il primo a esigere senza mezzi termini il distacco del Sud Italia, cioè del territorio già regno delle due Sicilie, dal resto della Penisola, come sola via concreta par far cessare finalmente la situazione aberrante in cui è stata messa questa civilissima terra”. (n.r. riconosciamo che la storia “ufficiale” ha poco o nulla approfondito i retroscena di una unità d’Italia resa necessaria e da sempre auspicata dai nostri vati ma realizzata in maniera maldestra e amministrata ancora peggio. Come dire il fine era giusto l’utilizzo disastroso. Ma dobbiamo aggiungere, ad onore del vero, che il meridione d’Italia è stato violentato non dai “vandali” del Nord ma dagli stessi suoi figli. Il fascino del tutto cambiare per nulla cambiare, o meglio peggiorare ha avuto molti padri e nipoti ma, guarda caso, nati per lo più al Sud. Noi dissentiamo dall’idea separatista di Surace perché siamo convinti che sarebbe una iniziativa inutilmente traumatica ma vorremmo che questo popolo “cinico e rassegnato” secondo alcuni storici, non si piangesse addosso ma alzasse la testa con dignità e diventasse l’artefice del suo riscatto con l’arma che le democrazie assegnano ai popoli liberi: il voto e la rappresentanza politica.)

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L’Arcangelo Premio di Cultura

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 dicembre 2010

Torino Circolo dell’Unione Industriale, lunedì 20 dicembre 2010 alle ore 20,15 L’Arcangelo Premio di Cultura – XVI edizione – viene conferito al dott. Paolo Granzotto, giornalista, editorialista “il Giornale” (Torino-Milano) con la seguente motivazione: «Nato a Bologna, ma ora torinese d’adozione, in oltre mezzo secolo di giornalismo, corroborato negli ultimi venticinque anni da numerose pubblicazioni di successo, ha maturato e perfezionato il proprio stile, fino a diventare il modello di riferimento per tutti quei Lettori di libri e quotidiani stanchi dei luoghi comuni, delle frasi fatte, delle banali ipocrisie “sinceramente democratiche”, campione di fierezza “politicamente scorretta” e strenuo difensore dei diritti grammaticali, sintattici e di vocabolario della Lingua Italiana».
Il Premio consiste in un’artistica Targa bronzea fusa appositamente per l’Associazione Immagine per il Piemonte onlus da Johnson (Milano). Alla cerimonia di premiazione, moderata dal Presidente di “Immagine per il Piemonte”, Vittorio G. Cardinali, intervengono il Presidente del Premio L’Arcangelo, Alessandro Cremonte Pastorello, e il Segretario Generale, Luca Martini. Al termine, Paolo Granzotto tiene una conversazione sul tema: «La vera immagine del Piemonte: è ora che gli altri la conoscano».

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