Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Wikileaks e la libertà di Internet

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 dicembre 2010

Il gruppo online denominato “Anonymous”, creatosi attraverso varie chat e forum online, ha realizzato una propria “rete botnet volontaria” che viene utilizzata per colpire i siti che hanno sospeso o terminato i loro servizi nei confronti di Wikileaks, in seguito all’ultima pubblicazione di materiale confidenziale. Gli attacchi DDoS (Distributed Denial of Service) contro Visa, Mastercard, Paypal, EveryDNS, ma anche quelli di Sarah Palin e della Procura svedese sono stati eseguiti da computer su cui è stata volontariamente installata dai sostenitori del gruppo Anonymous una versione modificata di LOIC (Low Orbit Ion Cannon). Questo programma bot DDoS viene quindi controllato attraverso chat nelle quali i coordinatori del gruppo decidono rapidamente gli obiettivi da prendere di mira. Questi ultimi attacchi, così come quelli effettuati in precedenza contro i responsabili di attività mirate a colpire il file sharing online, sono stati e sono tuttora condotti in nome della libertà di Internet.  Ma cos’è la libertà di Internet? È la libertà per un’azienda di scegliere le persone con cui fare business nell’ambito di un codice di condotta noto ed entro i limiti della legge? È la libertà di esprimere un’opinione politica o personale secondo la propria coscienza? È la libertà di pubblicare informazioni relative ad attività che si ritengono ingiuste o illecite in modo da richiamarvi l’attenzione? È la libertà di divulgare i segreti di altre persone semplicemente perché le parole dette in privato suonano spesso ridicole, offensive o divertenti nel momento in cui vengono ripetute in pubblico? È la libertà di impedire a milioni di altre persone di accedere alle loro libertà o, in molti casi, ai loro stessi mezzi di sostentamento? Secondo Rik Ferguson, Senior Security Advisor di Trend Micro, “La verità è che le libertà fra loro collidono. Per ogni pezzetto di libertà espresso da una persona, in Internet o altrove, ci sarà sempre qualcun altro che perde una parte della sua libertà. Quando un gruppo relativamente piccolo di persone si riunisce con l’intenzione di eliminare da Internet i contenuti su cui non è d’accordo, quasi a proprio piacimento, in quale punto le sue azioni cessano di essere libertà? Libertà e censura possono benissimo essere due facce della stessa medaglia”.

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