Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Amore: il primato della fede

Posted by fidest press agency su martedì, 21 dicembre 2010

Editoriale. Di tanto in tanto ci giungono riflessioni sulla fede e sull’amore, sulla famiglia e sulla sua tenuta stigmatizzando quanti scelgono di divorziare. Si dice anche, e a ragione, che la fede è costruita sull’amore. Se dunque l’amore è il motore e l’anima della vita anche la fede espressione di religiosità ne è subordinata. Da qui facciamo discendere il nostro ragionamento su questo primato che prevale su ogni atto della nostra vita e per molti versi combacia con gli insegnamenti religiosi là dove dicono non rubare, non uccidere, ecc. Ma vi è qualcosa che li differenzia perché esiste un amore che è comunione e non solo fratellanza. San Francesco amava gli animali e le cose in quanto le considerava creature di Dio con uguale dignità rispetto ai suoi simili. Un amore trascendentale, un amore universale. Ma vi è una particolarità dell’amore dato dal sentimento che può attrarre due persone, spingerle a vivere in comune, a dividere lo stesso tetto, a procreare figli. Questo può diventare nel prosieguo un “amore a tempo”, un sentimento reversibile di cui dobbiamo responsabilmente prenderne atto e restarne conseguenti. E’ come una candela che si accende e ha una sua fine esaurendosi. La sua tenuta dipende da molteplici fattori. La bontà della cera, il suo uso prolungato o meno, ecc. Così potremmo trovarci al cospetto di due persone che pur conservando il loro concetto di amore universale hanno perso quello relativo. E’ giusto, ci chiediamo, pretendere che restino insieme non amandosi, ma a volte disprezzandosi, altre a farsi del male, altri ancora ad ignorarsi o a ricorrere ad amori mercenari o a rinunciare ad un amore che sentono più forte per un altro simile? Dovremmo dire, in questi casi, che occorre offrire a costoro un’altra opportunità non invadendo la loro sfera privata con i rigori di una professione di fede. A ben riflettere la non interferenza nei problemi di cuore ci permette di usare la ragione e l’intelletto per difendere proprio la crisi personale di un istituto matrimoniale di cui non solo le chiese ne difendono la validità ma lo è anche lo Stato nella sua laicità. Perché non diciamo al cospetto di un matrimonio che va in frantumi: non è stato un vero amore, offriamo a chi ha commesso un errore di valutazione l’opportunità di ricostruirlo ritrovando con altri attori il filone dell’amore smarrito. Dopo tutto non è una tragedia né dobbiamo farla ricadere sui figli. Se tutte le parti in causa si lasciassero senza strascichi traumatici non si correrebbe il rischio di una conflittualità permanente anche al di fuori del rapporto matrimoniale cessato con la separazione o il divorzio. In buona sostanza non si intacca l’universalità dell’amore ma solo la debolezza di un amore temporale. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

Una Risposta to “Amore: il primato della fede”

  1. Aldo Cannavò said

    Alcune generazioni passate,i matrimoni erano combinati dai genitori degli sposi. Eppure, salvo eccezioni,duravano una vita.Mia mamma raccontava che il giorno del suo matrimonio piangeva,perchè non voleva sposare mio padre,che si era accordato con mio nonno.Ringrazio il Signore d’avermi dato due genitori che dimostravano il loro amore reciproco tutti i giorni e ricordo che mia mamma quando mio papà usciva, stava alla finestra per salutarlo,finchè non spariva dietro l’angolo.Ricordo pure le lacrime di mia mamma,quando parlava di mio papà,pure dopo tanti anni dalla sua morte.
    Una volta,il matrimonio era così,chi era separato si guardava come un animale strano.
    Perchè oggi i matrimoni in genere durano tanto poco? Forse l’umanità non sa più amare, certamente è cambiata,ma in peggio,perchè mette al primo posto il proprio io e non la famiglia,anzi,l’introduzione del divorzio ha tolto la coscienza dell’importanza della famiglia,che ora si può sciogliere quando pare.Basta la prima crisi e si prendono i provvedimenti.Nessuno pensa che nemmeno l’amore è gratuito,ma si deve nutrire,curare,e ricreare giorno per giorno,anche dopo le crisi,che purtroppo sono inevitabili.Ciò significa che prima dell'”io”,bisogna mettere il “tu ” ed il “loro”,i figli,che sono al mondo per nostra scelta o per nostra causa,che difficilmente ai genitori che si dividono diranno avete fatto male o ci avete fatto del male,ma cresceranno con una personalità scissa fra due genitori,ora lontani, che non si amano più e dovranno accettare una realtà senza la poesia del calore familiare.

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