Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Archive for 25 dicembre 2010

Storie personali di fine anno

Posted by fidest press agency su sabato, 25 dicembre 2010

Editoriale. Un altro anno sta per concludersi. Come di consueto si fa un bilancio di quanto è stato fatto o è rimasto incompiuto. Di come avremmo voluto che fosse e le cose che sono andate storte un po’ per colpa nostra e un po’ per gli altri. In primo luogo pensiamo alla famiglia, ai rapporti con i nostri cari e poi, via via, ai parenti, agli amici, ai vicini di casa, ecc. Ma non finisce qui. Subentrano altri aspetti altrettanto importanti come il lavoro, la salute, la nostra situazione finanziaria, i conflitti generazionali, quelli della politica e via di questo passo. E sono tutte circostanze che in un certo senso attraversano la vita delle persone e non necessariamente sono direttamente dipendenti da esse. Pensiamo alle calamità naturali. Alla morte. Alla fine di questo percorso, tra luci e ombre, il tutto si confonde temporalmente in maniera diciamo poco cronologica. Sia perché nel corso dell’anno i disagi verificatesi in un certo mese possono essersi risolti in quello successivo oppure affiorano di più eventi che ci hanno maggiormente influenzato mettendo in ombra gli altri meno importanti.
Ma tutto questo sembra, man mano che ci avviciniamo al giro di boa dell’anno, perdere consistenza al confronto di una speranza che ci lega al futuro e del come vorremmo che sia a dispetto della realtà che in ogni caso ne convoglierà gli eventi. Vorremmo essere gli artefici del nostro tempo e del nostro avvenire e talvolta ci riusciamo.
Ma ciò che più conta sta nel renderci consapevoli che la nostra forza non deriva dal nostro avere ma dal nostro essere, dai valori che esprimiamo e di cui dobbiamo restare fedeli checché ci accada. Sono i temi che rendono possibile il nostro vivere in società, nel confronto con i nostri simili, con gli elementi della natura che, in alcuni casi, ci compenetra.
Se riusciamo ad essere noi stessi, a dare agli altri il meglio delle nostre potenzialità, potremmo dire che la nostra missione sulla terra ha avuto una ragione, che si è compiuto un disegno e che l’esecuzione è stata degna del nostro essere uomini o donne in cerca di una verità mai doma. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Apprendistato in Veneto

Posted by fidest press agency su sabato, 25 dicembre 2010

“In un periodo di crisi economica e di difficoltà socio-politiche come quello che stiamo attraversando, la valorizzazione dell’apprendistato è fondamentale per consentire di ricomporre la frattura tra istruzione, formazione e lavoro”. Le parole del presidente di Confartigianato Provinciale di Venezia Giuseppe Molin spiegano da sole quanto l’associazione faccia delle attività di formazione un caposaldo della propria operatività a finaco delle PMI. Nel biennio luglio 2008 – giugno 2010, Confartigianato Provinciale di Venezia, attraverso il proprio ente di formazione Con-Ser, ha attivato 49 corsi (21 trasversali, cioè comuni a tutti gli apprendisti e 28 professionalizzanti, ovvero specifici a seconda dei diversi indirizzi professionali) per un totale di 644 apprendisti artigiani formati. Solo 96 sono stati coloro che invece, per vari motivi, non hanno portato a termine l’intero percorso formativo. Le attività sono state svolte grazie a un finanziamento complessivo erogato dalla Regione Veneto pari a quasi 400mila euro e calibrato sul numero di partecipanti. Ogni percorso di apprendistato prevede un corso formativo di 120 ore complessive, suddivise in un’attività iniziale di orientamento di 2 ore, un “modulo trasversale” di 48 ore e in un “modulo professionalizzante” di 70 ore. Una novità sperimentata con successo nelle aziende è costituita poi dall’attività di Formazione Interna Assistita promossa da Con-Ser e finanziata dalla Regione Veneto per oltre 30mila euro: anziché mandare i giovani apprendisti a corsi svolti fuori sede, le aziende formano i giovani all’interno della propria struttura con un tutor affiancato da un consulente Con-Ser. Questo permette di svolgere percorsi formativi maggiormente mirati sulle professionalità e le peculiarità richieste dalla stessa azienda. Il risultato si traduce in una percentuale maggiore di apprendisti che completano l’intero iter formativo, come testimoniano i 45 giovani su 47 formati nel biennio luglio 2008-giugno 2010. L’apprendistato rappresenta il principale strumento di inserimento lavorativo nelle imprese artigiane attraverso un percorso di formazione e lavoro – ribadisce Giuseppe Molin. Infatti, nelle PMI, i contratti di apprendistato nel 70% dei casi si trasformano in assunzioni a tempo indeterminato. Inoltre l’apprendistato riconosce il valore educativo dell’impresa come luogo formativo e di trasmissione di saperi che proprio nell’artigianato trova le manifestazioni più qualificanti”.

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“Il gioco dell’amore e del caso”

Posted by fidest press agency su sabato, 25 dicembre 2010

Roma dal 27 al 30 dicembre ore 21 Teatro Trastevere  via Jacopa de’ Settesoli, 3  la commedia del settecento prende corpo sulle tavole del Teatro Trastevere. E’ “Il gioco dell’amore e del caso” di Marivaux, un classico della commedia degli equivoci: l’intreccio dell’opera si basa sullo scambio di ruoli che avviene, per caso, tra alcuni dei personaggi della commedia. Con l’“happy end” a sorpresa che ci si aspetta. Ass. Culturale Teatro Trastevere  regia di Francesco Maria Di Pinto con Romano Di Pinto, Fabrizio Terrusa, Ludovica Cundari, Ruggero Forniti, Natascia Nitti, Marco Zordan.
Il gioco dell’amore e del caso è uno dei capolavori  del drammaturgo francese Pierre Carlet de  Chamblain de Marivaux (comunemente noto come Marivaux; Parigi, 4 febbraio 1688 – 12 febbraio 1763). Si tratta di una commedia che fu rappresentata la prima volta dagli attori della Comédie italienne il 23 gennaio 1730: il successo fu grande e si tennero quindici repliche. Il 28 gennaio l’opera venne allestita a Versailles. L’intreccio dell’opera si basa sullo scambio di ruoli che avviene, per caso, tra alcuni dei personaggi della commedia. Orgone ha una figlia, Silvia, alla quale concede di vestire i panni della sua cameriera, Lisetta, allo scopo di studiare segretamente i comportamenti del suo futuro sposo, il giovane Dorante. Anche Dorante, però, ha usato lo stesso stratagemma: mascherato da suo servitore (Borgognone), studierà il comportamento di Silvia. Silvia e Dorante, nei panni dei rispettivi servi, si innamorano e la stessa cosa accade anche ai due servitori che indossano le vesti dei loro padroni.Silvia è amareggiata dal fatto di essersi innamorata di quello che crede un servo ma Dorante le rivela la sua identità e Silvia, per vendetta, non gli svela di non essere Lisetta e chiede a suo fratello Mario di fingersi uno spasimante per farlo ingelosire e testarne la tempra. La commedia termina con il doppio matrimonio che si celebra tra Silvia e Dorante e tra Borgognone e Lisetta.

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Rinnovare i contratti ai medici precari

Posted by fidest press agency su sabato, 25 dicembre 2010

Contrariamente a quanto sempre assicurato -ha affermato il Segretario Nazionale Ugl Medici Ruggero Di Biagi-  sull’esclusione del SSN dal blocco del precariato, l’intesa sul Federalismo fiscale raggiunta pochi  giorni fa  tra Governo e Regioni riguarda, in questo campo, solo le Regioni non sottoposte a Piani di rientro.  Il che vuol dire, pertanto -afferma Di Biagi- che  i medici precari di Lazio, Campania, Sicilia, Calabria sono colpiti  dal blocco totale a carico del turnover e dalla riduzione del 50% del personale precario. E cominciano gia’ -sotto Natale- ad essere licenziati.  Eppure l’allarme costantemente lanciato dai Sindacati medici in merito e dalla Fnomceo a proposito della prossima uscita dal sistema lavorativo di decine di migliaia di medici, ha da tempo avvertito del collasso di intere strutture, a cominciare dai Pronti  Soccorso, dove il precariato e’ la regola.
Qui non si tratta piu’ quasi -ha continuato il Segretario Ugl- di diritti sindacali, di 14.000 famiglie (cui si aggiungono quelle di tantissimi altri operatori sanitari nelle stesse condizioni) senza lavoro, di diritto alla salute o di fatti penali quale interruzione di pubblico servizio. Oltre che di civilta’ di un sistema politico.  Qui si tratta della sopravvivenza fisica  delle persone che necessitano del P.S. o dei Reparti  (lasciando da parte i servizi territoriali, dove la prevenzione tendera’ a eclissarsi). E’ percio’ necessario assicurare ai presidi sanitari il necessario apporto di medici, cominciando con il prorogare subito i contratti dei precari, programmandone anzi la stabilizzazione in tempi brevi.  Per questo -ha concluso Di Biagi- ci rivolgiamo intanto direttamente non solo al livello politico, affinche’ riveda quanto disposto, ma anche ai colleghi precari, sia pubblici che privati, che hanno solo 60 giorni dal licenziamento per impugnarlo, se del caso.  Andassero subito in sede legale, se possibile. Forse la legge, data l’insensibilita’ della politica, li ascoltera’.

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Profughi eritrei nel Sinai

Posted by fidest press agency su sabato, 25 dicembre 2010

In base alla situazione umanitaria ormai disperata dei profughi eritrei prigionieri dei trafficanti nel nord del Sinai e alle testimonianze dei migranti eritrei che negli ultimi mesi hanno raggiunto Israele, abbiamo chiesto al Presidente della Repubblica Araba d’Egitto Hosni Mubarak, al Primo Ministro Ahmed Nazif e la Ministro degli Interni Habib Ibrahim El Adly di inviare con urgenza una task force militare nella parte egiziana di Rafah, per liberare i migranti e procedere contro i loro sequestratori.
Il Gruppo EveryOne ha fornito alle massime autorità egiziane i numeri di telefono di alcuni dei trafficanti beduini e, ancora una volta, le indicazioni atte a identificare il frutteto di Rafah in cui si trovano i tre container metallici interrati che fungono da prigione per i profughi. Nell’invito a un’azione urgente, i difensori dei diritti umani di EveryOne hanno inoltre esposto alcuni punti importanti riguardo alla situazione in cui si trova il gruppo di eritrei e alle prossime mosse dei trafficanti. Innanzitutto si può ormai escludere la collaborazione delle forze dell’ordine del nord del Sinai, che – come confermano testimoni degni di fede – sono corrotte e caratterizzate da forti connivenze con la criminalità che gestisce i traffici illeciti. Basandoci sulle testimonianze di profughi che hanno raggiunto Israele, si può ora ipotizzare che gruppi di eritrei – dopo il pagamenti dei riscatti, che continuano quotidianamente via Western Union – saranno condotti a piedi verso il confine con Israele. Cammineranno per ore, scegliendo vie già collaudate dai trafficanti. Sentinelle beduine precederanno e seguiranno il carico umano, evitando i controlli o corrompendo le pubbliche autorità. Quindi sfrutteranno i punti deboli lungo il confine, dove non esistono barriere, per consentire ai migranti di raggiungere lo Stato ebraico. Nell’appello alle Istituzioni egiziane si sottolinea la gravità della situazione in cui versano i migranti e si ricorda come otto di essi siano stati assassinati, quattro siano stati portati in una clinica clandestina e altri cento, sui 250 inizialmente detenuti nel frutteto di Rafah, siano stati trasferiti dai predoni verso una località sconosciuta. Tutti elementi che rendono drammatica l’urgenza relativa a un intervento da parte del governo.

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Arezzo: osservatorio confindustria

Posted by fidest press agency su sabato, 25 dicembre 2010

Diversamente da quanto rilevato a livello regionale, la provincia di Arezzo secondo la consueta indagine sul comparto manifatturiero condotta da Confindustria Arezzo e Camera di Commercio di Arezzo, nel terzo trimestre 2010 accelera il recupero produttivo sul 2009. L’indicatore della produzione dopo il +4,8% dei primi tre mesi dell’anno e il +3,6% del secondo trimestre si attesta adesso a +6,3% superando il dato regionale fermo a +3,5%. In un contesto generale di diffuso rallentamento, quello di Arezzo è indubbiamente un risultato positivo anche se il recupero dei livelli pre-crisi resta ancora lontano. In linea con quanto rilevato nella precedente indagine il fatturato raggiunge il +8,7% confermando una ripresa che anche in questa provincia risulta trainata dall’export con gli ordinativi esteri a +12,3% e quelli interni fermi a +2,9%. Resta negativo il quadro occupazionale che infatti, nonostante il lieve miglioramento rispetto ai primi mesi dell’anno, nel terzo trimestre 2010 flette del 2,8% dopo il -4,9% dei primi tre mesi dell’anno e il -3,2% del periodo aprile-giugno.  A livello territoriale Arezzo si distingue per la miglior performance provinciale (dopo Livorno) confermando un percorso di ripresa in continuo miglioramento dall’inizio dell’anno.  Positivi anche i risultati di Firenze e Lucca mentre le altre realtà rallentano rispetto ai primi mesi dell’anno.
A livello settoriale in questo trimestre a differenza di quanto rilevato nei mesi precedenti  tutti i comparti sembrano aver agganciato la ripresa. L’unico dato negativo riguarda la gioielleria e bigiotteria che infatti continua a flettere, in termini produttivi, del 6,8% evidenziando anche significative difficoltà dal lato della domanda (-10,7% la componente interna e -4,5% quella estera).  In recupero invece il sistema moda con un +13,2% del pelli e cuoio, un +4,6% delle calzature e un +2,6% del tessile e abbigliamento e il comparto della chimica allargata che, dopo il -21,3% del secondo trimestre, adesso torna sulla stazionarietà. In crescita la meccanica (+8,1%), l’industria alimentare (+2,6%), i metalli (+4,4%) e i minerali non metalliferi (+3,2%) ma il dato più significativo interessa l’elettronica e i mezzi di trasporto che infatti, dopo il +32% del secondo trimestre, sale adesso al 43%.
A livello dimensionale anche ad Arezzo come in Toscana sono le grandi unità produttive (oltre 250 addetti) ad evidenziare lo slancio maggiore. Nel terzo trimestre 2010 la produzione in queste imprese risulta cresciuta del 21,8% contestualmente ad  incrementi del 19% della domanda interna e del 46% di quella estera.
Positivi i risultati anche per le medie imprese (50-249 addetti) che rispetto al 2009 salgono dell’8,8% in termini produttivi e del 15% in termini di fatturato confermando un’accelerazione degli ordinativi esteri. Ancora  incerto il quadro delle piccole (10-49 addetti) che dopo il -2,9% del secondo trimestre dell’anno si stabilizzano adesso a +0,5% trascinando il fatturato su valori simili (+0,9%). Anche la domanda non appare particolarmente vivace: il mercato interno continua a flettere mentre quello estero segna un  timido +1,9%.  Continuano ad essere positive e superiori ai dati regionali e nazionali le vendite all’estero dei prodotti aretini: i mesi luglio-settembre 2010 si chiudono infatti con un positivo +38,4% dopo il +1,6% e il +18,2% dei primi due trimestri dell’anno.
A livello settoriale, in linea con quanto già rilevato nella precedente indagine, migliora l’export dei due principali comparti della provincia: i metalli preziosi e l’oreficeria che infatti si attestano rispettivamente a +60,3% e a +22% in linea con il dato vicentino e decisamente al sotto della performance del distretto alessandrino (+150% e +87%).  Sono indubbiamente due risultati incoraggianti anche se fortemente inquinati dall’incremento del prezzo della materia prima e, limitatamente alla gioielleria, dall’andamento particolarmente drammatico del III trimestre 2009 tanto che il confronto con il 2008 resta negativo (-8%). Fra le altre specializzazioni nonostante il miglioramento dei prodotti tessili continua a flettere del 13,5% l’aggregato del sistema moda che risente infatti delle negative dinamiche dell’abbigliamento e dei prodotti del pelli e cuoio.  In recupero invece gli altri comparti tranne la gomma, plastica e i minerali non metalliferi che tornano in terreno negativo. Va evidenziato che la performance dell’elettronica (+193%) è legata all’ottimo andamento di un ristretto numero di imprese e che i comparti dei mezzi di trasporto (+176%) e della farmaceutica (+223%) seppur in forte crescita rappresentano ancora meno dell’1% del valore delle esportazioni provinciali. Bene l’industria alimentare (+10,1%), i mobili (+38,3%) e la meccanica (+2,1% nonostante la frenata rispetto al precedente trimestre).  Il valore delle esportazioni complessive del settore manifatturiero aretino nel terzo trimestre 2010 è pari ad un miliardo e trecento milioni.

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Energia: south stream strategico

Posted by fidest press agency su sabato, 25 dicembre 2010

“L’estensione al 2012 dell’accordo tra Gazprom e ENI è un fatto molto importante per il futuro energetico dell’Italia. Infatti tale accordo consentirà la realizzazione del gasdotto South Stream che collegherà la Russia all’Italia in particolare e più in generale all’Unione europea aggirando l’Ucraina, migliorando in tal modo la sicurezza di approvvigionamento di energia per il nostro Paese e il resto d’Europa”. È quanto dichiara l’Unione Nazionale Consumatori  (UNC) esprimendo apprezzamento per la proroga dell’accordo siglato oggi tra l’azienda italiana e quella russa. “L’Italia -conclude l’Unione Consumatori- dipende dalla federazione russa per quasi il 30% del proprio fabbisogno di gas. Si tratta di un o scenario che ha un carattere geopolitico particolarmente significativo che ha dato finora buoni risultati; tuttavia è importante diversificare le fonti di approvvigionamento , cercando di sfruttare al meglio le fonti energetiche rinnovabili, con un piano energetico nazionale che sia lungimirante e che consenta di effettuare le future scelte con prudenza ed efficacia. Tutto ciò senza dimenticare che l’Italia è membro della NATO e in quanto tale deve assicurare a tutti i membri dell’area euro atlantica sicurezza e sovranità”.

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Agenda assessori Roma

Posted by fidest press agency su sabato, 25 dicembre 2010

Roma 27/12/2010 Vicesindaco CUTRUFO Ore 12.00: Campidoglio – Sala delle Bandiere Il vicesindaco, Mauro CUTRUFO, interviene alla conferenza stampa “Turismo, bilancio 2010”.
Ore 17.00: piazza di Spagna Il vicesindaco, Mauro CUTRUFO, assiste a “Toccata & Fuga, Vacanze Romane”, concerto “Omaggio ai tre tenori”.

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Agenda sindaco di Roma

Posted by fidest press agency su sabato, 25 dicembre 2010

Roma 25/12/2010  Ore 13.00: Chiesa di Santa Maria in Trastevere Il sindaco, Gianni ALEMANNO, partecipa al pranzo con i poveri della Comunità di Sant’Egidio.
Ore 15.00: Centro Astalli, via degli Astalli 14/a Il sindaco, Gianni ALEMANNO, porta il suo saluto agli immigrati e alle famiglie accolte presso il Centro Astalli (Jesuit Refugee Service).

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Il 1° gennaio, giornata mondiale della pace

Posted by fidest press agency su sabato, 25 dicembre 2010

Una marcia ed una fiaccolata ricorderanno i tanti popoli che ancora oggi soffrono per la guerra, madre di tutte le povertà. E’ un impegno assunto da tutta la Chiesa napoletana; la Marcia della Pace è infatti stata promossa, insieme alla Comunità di Sant’Egidio, dall’Arcidiocesi di Napoli, e da altre associazioni. La marcia partirà da piazza del Gesù alle 17,30  per arrivare nella Cattedrale dove il Cardinale Crescenzio Sepe che si unirà al corteo nel corso della marcia celebrerà la Liturgia Eucaristica.

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Piemonte: Trasporto pubblico extraurbano

Posted by fidest press agency su sabato, 25 dicembre 2010

Oltre 31 milioni di euro all’anno per effettuare circa 21 milioni di chilometri: è questo l’ordine di cifre di cui si parla in materia di trasporto pubblico extraurbano su gomma in provincia di Torino. La concessione del servizio è stata firmata  a Palazzo Cisterna, a conclusione di una gara d’appalto espletata in estate, che ha visto presentarsi un unico concorrente: Extra.to.  In realtà Extra.to è un consorzio che vede raggruppate in associazione temporanea d’impresa le aziende che già effettuavano il servizio per la Provincia di Torino: G.T.T., Sadem, Cavourese Autostradale, Martoglio, Bellando Tours, Autoservizi Novarese, Autoservizi M. Canuto, Autoindustriale Vigo, Autoservizi Viaggi F.lli Munaro – Vi.Mu., Seren, V.I.T.A., Sapav, Seag, A.T.A.P., Autolinee Torinese Astigiane Vigo – A.T.A.V, Chiesa, S.T.A.A.V. – Caluso viaggi, Marletti autolinee, Bouchard Enzo & c., Autoservizi Menini, Viaggi Furno.  “Ma la novità di aver costituito un unico consorzio per la Provincia è importante” spiega l’assessore ai trasporti Piergiorgio Bertone “non solo perché ci porta a una notevole semplificazione amministrativa, ma soprattutto in termini di qualità e razionalizzazione del servizio: in questo modo infatti tutti i membri del consorzio potranno concorrere con tutto il personale e i mezzi a disposizione a garantire continuità delle prestazioni, superando i problemi legati alla piccola dimensione delle imprese e l’eccessiva frammentazione che ostacolano il raggiungimento di soddisfacenti livelli di sinergia e di efficienza economica”. La gara d’appalto riguarda non solo il trasporto pubblico extraurbano su gomma della Provincia di Torino, delle Comunità montane Valli Lanzo, Ceronda e Casternone, Valle Susa e Valle Sangone, Valli Chisone e Germanasca, Pellice e Pinerolese Pedemontano, Val Chiusella Valle Sacra e Dora Baltea Canavesana, Alto Canavese, ma anche i  servizi di trasporto pubblico dei Comuni di Pinerolo, Ivrea, Bardonecchia, Carmagnola e Giaveno, per i quali la Provincia di Torino si è fatta stazione appataltante, per una cifra di circa  3milioni e trecentomila euro per effettuare quasi 2 milioni di chilometri. Il servizio di trasporto pubblico extraurbano in questa nuova veste prenderà il via il primo gennaio e scadrà alla fine del 2016 ed è previsto che sia effettuato in misura prevalente con  mezzi Euro 3 ed Euro 4, attrezzati per disabili, dotati di sistema di condizionamento dell’aria e dotati di impianto audiovisivo interno ed esterno al mezzo per l’avviso di prossimità di fermata. Tutto il parco autobus circolante dovrà inoltre essere dotato di apparecchiature per la rilevazione satellitare: “La Provincia” spiega ancora l’assessore Bertone “monitora il servizio e la regolarità delle corse sia con proprio personale ‘viaggiante’ sia controllando a video, proprio grazie alla rilevazione satellitare”. Fra le novità  previste dal contratto rientra anche Provibus, il servizio pubblico di trasporto a chiamata previsto in aree a domanda debole o in orari a domanda rarefatta o per utenza particolare.

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Federpesca: un bilancio difficile

Posted by fidest press agency su sabato, 25 dicembre 2010

Un anno difficile per il settore quello che si sta chiudendo, a causa dell’acuirsi di una serie di criticità, tra le quali il rialzo del prezzo del petrolio (+38,5%, nel 2010). Pesca di Natale I prezzi alla produzione praticamente fermi, per effetto di una domanda debole, persino in concomitanza con le festività natalizie: rispetto allo stesso periodo del 2009, gli scambi sono in flessione di circa il 10%, mentre i prezzi si sono ridotti mediamente tra il 10% ed il 20%. Negli ultimi giorni inoltre la pesca è penalizzata dalle condizioni meteomarine avverse, soprattutto nel Tirreno e nel Canale di Sicilia
E’ poi viva l’attesa per conoscere se lo sforzo del Ministero delle Politiche Agricole e delle Regioni sia riuscito a scongiurare possibili tagli del Fondo Europeo per la Pesca, minacciati da un livello di utilizzo apparentemente insufficiente. Tonno rosso Altro tema di preoccupazione, le decisioni del Consiglio europeo dei Ministri della Pesca in ordine al tonno rosso.  Nel corso della riunione del 14/15 dicembre è stata accolta la richiesta posta con forza dal Ministro Galan di rivedere in principio il numero delle unità ammesse alla pesca del tonno rosso con il sistema circuizione, emendando la proposta dell’allora Sottosegretario delegato, Buonfiglio che nel marzo 2010 attestare a 9 le unità italiane. Una proposta avanzata in perfetta buona fede, secondo Federpesca, che presupponeva altrettanto adeguamento delle altre principali flotte comunitarie (Spagna e Francia) operanti sulla stessa specie. Così non è stato: di qui l’aspettativa del settore di veder riequilibrato il rapporto tra le flotte, assegnando a ciascuno Stato membro esattamente la stessa percentuale di riduzione sin dalla campagna di pesca 2011.
Il 2011 vedrà Federpesca e le OOSS (Flai-Cgil,  Fai-Cisl e Uila-Uil) impegnate nella trattativa di rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro della Pesca per il triennio 2011 ¬ 2013. In attesa di ricevere la piattaforma, Federpesca auspica una rivendicazione responsabile del
Sindacato, nel solco di un equilibrio tra le ragioni in campo che ha sinora consentito di annoverare il CCNL della Pesca tra quelli più avanzati nel Paese.

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Dollari per la ricerca parmense

Posted by fidest press agency su sabato, 25 dicembre 2010

Finanziamento di più di un milione di dollari ricevuto dal Dott. Pier Francesco Ferrari, dell’Università di Parma, da parte del National Institutes of Health (NIH) statunitense per una ricerca che si propone di studiare nelle scimmie lo sviluppo e le funzioni del sistema dei neuroni specchio.  Già da diversi anni il Dott. Ferrari, neuroscienziato ed etologo, si occupa di sviluppo del comportamento in relazione ai neuroni specchio presso il Dipartimento di Neuroscienze e il Dipartimento di Biologia Evolutiva e Funzionale. Grazie ad una collaborazione con Stephen Suomi dell’NIH, Amanda Woodward dell’Università di Chicago, Nathan Fox e Pepe Contreras dell’Università del Maryland, il Dott. Ferrari è stato invitato a fare parte di un consorzio. Alla presentazione del progetto, che ha richiesto mesi di lavoro sia di scrittura che di raccolta di dati preliminari, il consorzio ha vinto uno dei più cospicui finanziamenti che negli Stati Uniti si possano ottenere attraverso il governo, che negli USA vengono concessi solo alle ricerche più all’avanguardia e di alto profilo scientifico. Il consorzio, grazie a questi fondi federali (più di 6 milioni di dollari complessivi), si occuperà di una tematica di grande interesse da un punto di vista teorico e clinico. Parte degli studi verranno condotti sui bambini attraverso studi comportamentali e di elettroencefalografia, mentre gli studi sullo sviluppo e funzione del sistema dei neuroni specchio verranno condotti in parte a Parma e in parte all’NIH sotto la guida del Dott. Ferrari. La ricerca del Dott. Ferrari sarà finanziata per un periodo di cinque anni per un totale di più di 1 milione e cento mila dollari, e verrà svolta presso il Dipartimento di Neuroscienze. «Grazie a questi fondi» – continua Ferrari – «saremo in grado non solo di comprare apparecchiature nuove, ma soprattutto daremo la possibilità a giovani ricercatori di approfondire la loro preparazione e acquisire esperienza anche attraverso periodi di ricerca negli USA, cha hanno lo scopo di raccogliere dati e di collaborare per brevi periodi con gli altri scienziati coinvolti nel consorzio».

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Usa: i repubblicani bocciano il Dream Act

Posted by fidest press agency su sabato, 25 dicembre 2010

Il mio ex studente Carlos (nome fittizio) è stato deportato alcuni mesi fa. Dopo avere completato una minilaurea nella mia scuola aveva continuato i suoi studi ottenendo una laura specialistica in un’altra università statale della California. Adesso si trova nel suo Paese di origine dove ha messo su un’azienda che sembra andare bene. Era venuto negli Stati Uniti con la famiglia da piccolo.  In effetti, un americano anche se gli mancavano i documenti legali. Il Dream Act approvato dalla Camera dei rappresentanti il mese scorso non avrebbe aiutato il mio ex studente ma avrebbe risolto la situazione per parecchie centinaia di migliaia di giovani negli Stati Uniti. Il disegno di legge è stato però bocciato al Senato dove non è riuscito ad ottenere sessanta voti necessari per procedere al voto. Solo cinquantacinque senatori hanno votato a favore. Solo tre dei voti sono venuti dai repubblicani i quali hanno fermato il procedimento del voto.  Non è la prima volta che i repubblicani abbiano votato en masse per bocciare i disegni di legge negli ultimi due anni. Le regole al Senato richiedono l’approvazione dei due terzi per procedere al voto. Un sistema abbastanza antidemocratico in un Paese che vuole presentarsi come democratico per eccellenza.
Il Dream Act avrebbe dato speranze ai giovani clandestini portati negli Stati Uniti da bambini. Coloro i quali ottenessero una laurea biennale o si arruolassero nelle forze armate americane potrebbero accedere alla residenza legale ed eventualmente alla cittadinanza americana.
Non è stato possibile questa volta ed adesso sembra meno probabile data la conquista repubblicana della Camera nelle elezioni di midterm il novembre scorso.
I repubblicani si sono opposti al disegno di legge perché nelle parole del senatore Jeff Sessions, repubblicano dell’Alabama, avrebbe “dato la cittadinanza a coloro che sono nel Paese illegalmente”. Una visione legalmente corretta ma miopica quando si guarda al di là del termine illegale. Questi giovani che avrebbero beneficiato della legge sono stati portati negli Stati Uniti dai loro genitori. Non hanno dunque nessuna colpa del “reato” commesso. Inoltre sono stati istruiti nelle scuole americane alle quali hanno diritto per legge federale. Molti di loro sarebbero stranieri se deportati nel Paese di origine dei genitori. Il disegno di legge originale del Dream Act era stato introdotto poco prima dei tragici eventi dell’undici settembre da senatori democratici e repubblicani. Uno degli sponsor originali è Orrin Hatch, senatore repubblicano dello Stato del Utah. Nel recente voto Hatch si astenuto. Che cosa è cambiato? Molto. Il Paese ha attraversato un periodo di anti immigrazione colorata dalla paura del terrorismo. La paura ha anche influenzato i voti al Senato. Nel caso di Hatch fra due anni dovrà correre per la rielezione. Un voto per gli “illegali” gli sarebbe costato troppo. La svolta a destra del Paese e l’ascesa del movimento ultraconservatore del Tea  Party rendono alcuni voti molto difficili.  Solo tre senatori repubblicani non hanno provato questa paura nel recente voto al Senato. Ma a decidere la bocciatura del Dream Act hanno contribuito anche i cinque voti di senatori democratici. Quindi una bocciatura “bipartisan” anche se la stragrande maggioranza dei democratici ha votato a favore e quella repubblicana contro.
I democratici hanno promesso di riprovarci. Ciò sembra improbabile. Avendo perso la maggioranza alla Camera sarà quasi impossibile. I sostenitori del Dream Act hanno già cominciato a parlare delle elezioni presidenziali del 2012. I liberal danno la colpa ad Obama per non avere spinto di più.
L’impatto politico dei latinos e la loro forza politica sempre in ascesa danneggerebbero Obama non perché voterebbero per l’eventuale candidato repubblicano ma perché potrebbero non presentarsi alle urne. Dall’altro lato i repubblicani hanno consolidato l’animosità dei latinos. Lo si era visto nella recente elezione a governatore della California. Nonostante i suoi 160 miliardi di dollari spesi, Meg Whitman, l’ex ad di e-Bay, è stata sconfitta da Jerry Brown, il suo avversario democratico. I latinos della California formano il 22% dell’elettorato. Secondo un sondaggio l’80% di loro ha votato per Brown. Il nuovo potere dei Latinos non convince i repubblicani. Loro indicano le vittorie di alcuni candidati repubblicani di origine latina come esempio della loro popolarità coi latinos. Questi includono Marco Rubio, neoeletto senatore della Florida, Susana Martinez, nuovo governatore del New Mexico e Brian Sandoval, governatore del Nevada. Votare contro i clandestini i quali non hanno lobby potenti come i ricchi del Partito Repubblicano è dunque facile e richiede poco coraggio. Lo stesso coraggio che i repubblicani hanno dimostrato nel loro voto di ridurre le tasse dei milionari poco tempo fa. Il mio ex studente avrebbe difficilmente beneficiato del Dream Act. Il fratello minore, però, che risiede tuttora negli Stati Uniti con il resto della famiglia, potrebbe usufruirne. Al momento le speranze sono pochissime. (Domenico Maceri)

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Against Asian Imports

Posted by fidest press agency su sabato, 25 dicembre 2010

Washington, Dc President Obama met with major U.S. union bosses at the White House in an effort to quell their dissatisfaction with his support of contentious tax cut extensions. But what wasn’t discussed between the two parties is a little-known secret of theirs that has been quietly brewing in Washington – a coordinated effort to keep high-quality, low- cost pulp and paper exports out of the American marketplace. This scheming has been detailed by the Consumers Alliance for Global Prosperity (CAGP) in the recent report Empires of Collusion; and CAGP continues to condemn this anti-trade and anti-consumer meddling behind closed doors.
“When the first U.S. national labor group was formed in 1866, it took up the honest and noble goal of looking after the little guy. But centuries later, unions have grown so powerful that they are now their very own special interest group, one that often sides with large industries against the very people they originally pledged to protect. On the surface, President Obama and the big union bosses may have been discussing the Bush-era tax cuts last week, but what the media did not report is the secret collusion between Obama’s political cronies and these unions, which aims to stifle trade generally and stop Asian paper imports specifically,” said Frontiers of Freedom President George Landrith, a member of CAGP.
Joining these liberal policymakers and powerful unions in the “Empires of Collusion” are increasingly-uncompetitive U.S. paper businesses, such as Sappi and New Page, who are continually threatened by competition from abroad. Together, these parties are working to serve their own interests – votes, jobs and profits – all at the expense of the American consumer who is faced with higher prices for countless paper goods every day due to this collusion. And to round out this empire, radical environmental groups, long at odds with labor unions, have joined the fray to pursue their misguided agenda in Southeast Asia.
Landrith continued, “What you have happening here is congressmen and unions trying to protect constituents’ jobs, faltering businesses attempting to stay in the black, and biased NGOs seeing a great opportunity to lodge their baseless attacks against Asian suppliers of pulp and paper. These are the “Empires of Collusion”. Left out in the cold, however, are average American consumers dependent on affordable products and the millions of workers in Asia whose jobs these products sustain. CAGP has warned before and we warn again: these desperate special interests will stop at nothing to stick it to American consumers and workers in the developing world.”

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Share our progress

Posted by fidest press agency su sabato, 25 dicembre 2010

Letter to editor. This time of year, Americans around the country are taking the time to exchange heartfelt messages with friends and loved ones, reflecting on the past year. They write of achievements and setbacks, of births, graduations, promotions, and moves. These messages allow us to overcome the miles that separate us. And they allow us to continue one of the most basic American traditions that has held folks close for centuries — the simple sharing of stories. And as families gather around holiday tables this season, we also have the opportunity to share the stories of the change this movement has achieved together. It is a narrative woven by individuals across America — in big cities and small towns, hospitals and classrooms, in auto manufacturing plants and auto supply stores. These are stories of rebuilding, and of innovation. Stories of communities breathing new life into old roads and bridges, of local plants harnessing alternative fuel into new energy. Stories of small businesses getting up, dusting themselves off, and beginning to grow again. Stories of soldiers who served multiple tours of duty in Iraq now coming home — and enjoying the holidays this year in the company of loved ones. These are stories of progress. In the coming days, as we gather with our loved ones at dinner tables around the nation, let’s pass them on. Let’s celebrate the spirit of service and responsibility that brought them to fruition. And let’s steady ourselves with the resolve to continue pressing forward.
Because the coming year will hold new challenges — battles that have yet to be fought, and stories of progress that have yet to be written. Take a look at the progress we’ve made in your area — and share the stories you read with your friends and family. (Barack Obama)

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L’orchestra Rai per il tricolore

Posted by fidest press agency su sabato, 25 dicembre 2010

Reggio Emilia 7 gennaio 2011  alle 12, in diretta su Rai Storia e su Radio3. per festeggiare il Tricolore, alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. il giovane direttore italiano Michele Mariotti debutta sul podio della compagine Rai, nello stesso giorno e nella stessa città in cui, nel 1797, venne sventolata per la prima volta la bandiera italiana. In programma la Sinfonia dai Vespri Siciliani di Giuseppe Verdi, quattro fogli d’album di Luciano Berio (Fanfara, Entrata, Festum, Encore) che Pierre Boulez ha raccolto sotto il titolo di Quatre dédicaces per orchestra, l’Ouverture dall’Egmont di Ludwig van Beethoven, e la Sinfonia dal Guglielmo Tell di Gioachino Rossini. Il concerto è trasmesso in diretta da Radio3 e sul canale Rai Storia, che lo riproporrà in una puntata speciale dedicata all’Orchestra Rai domenica 9 gennaio 2011 in prima serata. (mariotti)

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La moneta tra leggenda e realtà

Posted by fidest press agency su sabato, 25 dicembre 2010

(Parte terza prima sezione dal saggio: “Il più grande crimine” di Paolo Barnard). Conosciamo tutti la storiella (falsa) degli antichi che per smettere di scambiarsi pecore con legna o arance con stoffa o mattoni con ferro, e quindi vivere scariolando masse di beni in giro, decisero di inventarsi la moneta di metallo, che rappresentava il valore dei beni ed era molto più agile da usare. Poi sappiamo che a un certo punto furono inventate le banconote, ancora più efficienti, e che si decise che il denaro in circolazione doveva essere sempre ‘convertibile’ in qualcosa di prezioso e concreto che gli desse un valore: oro, o altre monete importanti. Fino al 1944 e poi fino al 1971 il cittadino poteva teoricamente portare le sue banconote in banca, o alla BC, e pretendere che in cambio gli dessero un pezzetto d’oro di valore equivalente. Questo era un solido sistema per mantenere sia la quantità di moneta circolante che l’attività delle banche sotto controllo. Infatti tutte le banche dovevano in teoria garantire di emettere tanto denaro quanto oro possedevano nei forzieri, e non di più. Ma questo sistema aveva degli svantaggi enormi. C’era il perenne rischio del famoso colpo in banca e di veder sparire l’oro. Ma soprattutto in caso di crisi economica, se i cittadini si fossero precipitati in massa in banca per esigere oro al posto delle banconote divenute di poco valore (es. inflazione galoppante), le banche non avrebbero in realtà mai potuto onorare quelle richieste, perché l’oro non era di fatto mai pari alla moneta emessa. Ciò procurava automaticamente il fallimento delle banche e anche degli Stati, cioè quello che oggi si chiama Default. Una catastrofe. Fu così che nel 1944 prima (accordi di Bretton Woods) e definitivamente nel 1971 (decisione di Nixon) la convertibilità della moneta in oro (il Gold Standard) fu cancellata. Oggi le monete più in uso, dollari, sterline, euro, yen ecc. non sono più ‘convertibli’ in alcunché. Attenzione, si badi bene che ‘convertibili’ non significa che non si possano cambiare in altre monete per andare in vacanza (es. cambio euro in dollari per andare a New York); significa che il cittadino non può più ottenere da banche e BC né oro né alcun altro bene concreto in cambio delle sue banconote. Come già accennato in precedenza, le monete degli Stati oggi si distinguono in sovrane e non sovrane.
Le sovrane devono essere 1) di proprietà dello Stato che le emette; 2) non convertibili, come spiegato sopra; 3) floating, che significa che le autorità non promettono più di cambiarle a un tasso fisso con altre monete forti (es. anni fa il pesos argentino era convertibile col dollaro in un rapporto fisso di 1 pesos contro 1 dollaro), e lasciano quelle monete ‘fluttuare’ (floating) sui mercati che ne decidono i tassi di cambio di volta in volta. Il dollaro ad esempio è sovrano perché (a dispetto delle credenze dei signoraggisti) rispetta i tre criteri di cui sopra La moneta sovrana come dollaro o sterlina è sempre emessa, quindi inventata dal nulla, dallo Stato che la possiede: quello Stato origina la moneta, e i suoi cittadini possono solo usarla, guadagnandola o prendendola in prestito. L’euro invece non è moneta sovrana perché nessuno Stato europeo ne è il proprietario, ed è invece emesso da un sistema di banche centrali, sempre inventandolo dal nulla. Esso non è originato da nessuno degli Stati dell’Unione Europea, quindi l’euro non è né degli Stati né dei cittadini, e sia gli Stati che i cittadini possono solo usarlo prendendolo in prestito o guadagnandoselo. Questa cruciale differenza è anche all’origine della catastrofe finanziaria europea, un crimine architettato a tavolino anch’esso. Capirete poi. Tuttavia, in entrambi i casi, la moneta non è mai dei cittadini privati; ribadisco che i privati possono solo usarla, prendendola in prestito o guadagnandola. Va compresa questa cosa perché il pensiero contrario, e cioè che i cittadini o le banche posseggano il denaro, è fonte di innumerevoli incomprensioni ed errori (da parte dei signoraggisti in particolare). Annotate anche quanto segue, che spiegherò meglio dopo: poiché la moneta sovrana è sempre originata dallo Stato, che se la inventa di sana pianta, quello Stato può darla o sottrarla a piacimento e non ne rimarrà mai senza. Non può esaurire la propria moneta, dunque il suo debito è un falso problema (approfondimento più avanti). (segue) Paolo Barnard

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La spontaneità della fede

Posted by fidest press agency su sabato, 25 dicembre 2010

Lettera al direttore. Su D di Repubblica del 19 dicembre, una signora scrive a Umberto Galimberti, giustamente indignata per la  geniale trovata del rosario elettronico. Il professore le dà ragione. Sono pienamente d’accordo con la signora e con Galimberti: è un’assurdità. Ma a me sembra un’assurdità anche il rosario non elettronico. Centocinquanta Ave Marie, divise in decine, intercalate dalla recita del Pater Noster e del Gloria, con meditazione, tra una decina e l’altra, dei Misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi, ai quali Giovanni Paolo II ebbe la splendida idea di aggiungere i Misteri della Luce, portando così le Ave a ben duecento. Celiando, oserei dire che l’interminabile “preghiera” sarà venuta a noia persino alla Madonna. Gesù aveva pur detto che bisogna pregare con insistenza (Lc 11, 5 – 10), ma pregare con insistenza non significa ripetere all’infinito gli stessi discorsi, mentre il pensiero vola altrove; non significa salutare Maria duecento volte di seguito, e dirle duecento volte che è piena di grazia, e duecento volte che il Signore è con lei. La preghiera cristiana non è una formula magica. Gesù insegnò agli apostoli a parlare con Dio come fa  un figlio con un padre amorevole: “Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli…” (Mt 6, 9ss). “Padre” traduce l’aramaico abbâ, modo familiare di rivolgersi a Dio. Ma ci si può rivolgere a Dio anche senza recitare preghiere. Le parole che vengono spontanee sono forse le preghiere più belle. (Renato Pierri)

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Schifani in Afghanistan

Posted by fidest press agency su sabato, 25 dicembre 2010

Lettera al direttore. Il presidente del Senato, Renato Schifani, in visita al contingente italiano ad Herat, ha detto: “Non staremo in Afghanistan a vita. Se lo facessimo sarebbe il fallimento della missione…L’obiettivo di questa missione è quello di rendere l’Afghanistan autonomo, indipendente e democratico. Questa è la nostra priorità…Per tutto questo abbiamo pagato un prezzo alto…buon Natale a voi che il Natale lo passate lontano dai vostri cari che, sono sicuro, sono con voi e di voi fieri come l’intero Paese”. Ed ecco, a un dipresso, ciò che avrebbe dovuto dire: “Non staremo in Afghanistan a vita…Ce ne andremo quando gli Americani diranno d’aver reso l’Afghanistan autonomo, indipendente e democratico”. E qui avrebbe dovuto pensare: “Aspetta e spera…”. E poi: “Per tutto questo lo Stato ha fatto pagare a voi e ai vostri familiari, nonché ai cittadini italiani un prezzo alto…buon Natale a voi che il Natale lo passate lontano dai vostri cari che, sono sicuro, sono con voi e di voi fieri come parte del Paese”. (Elisa Merlo)

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