Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 276

Pensiero sturziano sui cattolici in politica

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 dicembre 2010

Riprendo un passo dello scritto di Gaspare Sturzo sul tema dell’impegno dei cattolici in politica e lo faccio rilevando quanto sia importante oggi non tanto coinvolgere una professione di fede quanto l’etica di un comportamento coerente con una dirittura morale che è al tempo stessa laica e religiosa a fronte di un decadimento dei costumi e l’indifferenza al valore della vita che passa dal diritto alla natività e prosegue lungo tutto il corso della propria esistenza. La nostra società sembra voler ignorare i valori in  nome di logiche consumistiche, edonistiche fini a se stesse. E’ il momento che non solo i cattolici ma tutte le religioni, da quelle monoteiste, si facciano carico nel risvegliare le coscienze, nell’indirizzarle verso un impegno sociale e civile che va fortemente sostenuto affinchè non vi sia un solo bambino che debba morire di fame, di sete o di malattie per mancanza di medicine non potendo i genitori pagarle. Sia dato a tutti il diritto allo studio. Sia dato il diritto ad avere un lavoro e un tetto sotto cui ripararsi. Sono questi beni primari il cui accesso non può essere condizionato da ragioni economiche. Dobbiamo farcene carico ed esserne garanti in assoluto.
“E nel coraggio delle sue battaglie dovette sopportare con carità le critiche degli avversari che lo avevano isolato nella lotta per il bene comune, rispondendo a costoro che non aveva paura alcuna, di richiamare i cattolici all’impegno politico unitario: “Non resta che compatirli e augurare che trovino in argomenti meno passionali e più etici, meno sentimentali e più tecnici, meno infantili e più maturati, la via per non rendere profondo ed insanabile il dissidio fra cattolici, quando il pericolo esige l`unione di intenti e la cooperazione delle forze.” (L. Sturzo, Unione politica dei cattolici; L’Eco di Bergamo, 8 marzo 1959. In O.O., s.II, vol. XIV, p.403)
“Esiste oggi  – scrive Gaspare Sturzo – un pericolo di disgregazione morale, sociale, culturale, religiosa, economica, finanziaria e politica della nostra Nazione? Tralasciando la questione del berlusconismo e del conflitto di interessi, come modello oramai tristemente comune a tutte le parti, centrali o locali, di intendere la politica, possiamo guardare alla cronaca comune. Credo che ciascuno di noi sia angosciato per la serie continua di omicidi legati a motivi futili e abietti, truffe finanziarie di ogni genere, capitalismo senza regole, tassi di evasione fiscale mai visti, abbandono della crescita culturale nazionale, corruzione nelle pubbliche amministrazioni, localismo accentuato con rigetto della solidarietà tra comunità vicine, rigetto del valore dell’accoglienza verso gli stranieri. Tutto lede la dignità delle persone, incrina la tenuta delle famiglie, spezza le catene sociali intrecciate ai diritti e ai doveri. È espressione significativa della nostra crisi spirituale, dell’allontanamento dall’amore di Cristo, della Carità come guida della vita morale e sociale, civile e religiosa, naturale e soprannaturale”.
È per questi motivi  – soggiunge Gaspare Sturzo – che mi spingo oltre la barriera di ciò che è comodo e propongo agli amici dei movimenti e delle associazioni cattoliche di fare comunità cristiana e, superate le barriere delle forme, cooperare nell’intento di contribuire unitariamente a salvare la Patria, la Chiesa e la nostra Fede. Parliamo di cooperazione e lanciamo l’idea della nascita di un “polo di ispirazione cristiana” che ponga a base il progetto sociale dell’Agenda della speranza e un programma di collaborazione politica su quelle azioni che porti a sintesi le cinque diverse posizioni tra cattolici sociali, democratici, popolari, liberali e conservatori, contribuendo a una condensazione ideale su due aree organizzate all’interno di un unico polo. Ciò potrebbe servire a far comprendere al popolo di Dio che c’è un modo nuovo di fare bene comune e che nasce dalle cose concrete e dallo spirito di servizio con cui i nostri movimenti e associazioni cattoliche affrontano le giornaliere difficoltà di fare volontariato o impresa sociale, si battano per il rispetto della dignità della persona umana, invocano il senso della legalità. Un messaggio che sia in grado di penetrare nelle parrocchie e negli oratori e mobilitare le coscienze su questa nuova battaglia di umanesimo integrale e solidale. Una nuova classe dirigente del Paese che dovrà essere accompagnata dalla gerarchia ecclesiastica nello sforzo di incivilimento complessivo del Paese, o meglio nell’unione tra Vangelo e cultura, cioè nella concreta evangelizzazione delle scelte sociali.    È tutto ciò l’utopia di una nuova rivoluzione cristiana?” (Gaspare Sturzo)

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